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(it) Comidad, le news del 31 luglio 2012

Date Tue, 31 Jul 2012 20:35:49 +0200


Comidad, le news del 31 luglio 2012
NEWSCOMIDAD
Chi volesse consultare le news precedenti, può reperirle sul sito
http://www.comidad.org/ sotto la voce "Commentario".
A TARANTO VIA L'ILVA PER FAR LARGO ALLA NATO
La Psychological War della NATO conosce i suoi polli, quindi era
facilmente prevedibile che il lanciare l'esca di un dibattito infinito
sull'alternativa tra salute e lavoro avrebbe stanato la legione dei
filosofastri sempre in agguato. Nel "dibattito" ovviamente non si è
mai mancato di avallare quell'ipocrisia ufficiale secondo la quale le
industrie esisterebbero per dare posti di lavoro, perciò, in
definitiva la colpa dell'inquinamento è degli operai.
Ciò non vuol dire che l'Ilva di Taranto non sia realmente inquinante;
lo è, eccome. Il punto è capire perché la situazione sia stata
lasciata incancrenire per anni, come se fossimo ancora nell'800, e non
fossero già disponibili da anni le tecnologie non solo per il
disinquinamento, ma anche per il ricircolo delle acque impiegate nella
produzione siderurgica e per il recupero delle scaglie. A chi fa
comodo questa emergenza?
Nel febbraio del 2004 Peacelink rendeva noti documenti del Pentagono -
peraltro non segretati - da cui risultava che Taranto sarebbe divenuta
sede di un'altra base navale della NATO. La notizia era fino ad allora
ignota al Parlamento italiano, anche se era stata in qualche modo
anticipata da dichiarazioni di Francesco Cossiga.
La nuova base navale sarebbe stata collocata nel Porto di Taranto,
nella nuova megastruttura del Molo Polisettoriale. La base NATO
dovrebbe ospitare un grande centro di comunicazioni e spionaggio e
servire da sito per i sommergibili nucleari della USNavy. [1]
Dalla mappa del porto di Taranto risulta che il Molo Ovest (o 5°
Sporgente), in uso all'Ilva, ed il Molo Polisettoriale, destinato alla
NATO, sono a ridosso l'uno dell'altro, ed hanno anche un'insenatura in
comune. La stessa insenatura che dovrebbe essere usata dai
sommergibili nucleari. [2]
Il caso, la coincidenza e le circostanze della vita hanno fatto sì che
la NATO avesse l'opportunità di liberarsi dell'ingombrante vicino
grazie ad un'iniziativa della Procura di Taranto. Toghe a stelle e
strisce? Ma chi oserebbe mai pensarlo. Perché mai tre basi militari
nel Porto di Taranto dovrebbero sottrarre lo spazio ad altre attività?
Gli esempi di altre città ci confortano in questa fiducia nella NATO.
Nonostante la nuova base NATO di Giugliano in Campania, e nonostante
il rafforzamento delle basi USA del Porto di Napoli e dell'Aeroporto
di Capodichino, nel quartiere napoletano di Bagnoli c'è tuttora una
base NATO, di cui da due decenni si annuncia vanamente la prossima
chiusura. A Napoli la militarizzazione del territorio non ha mai
ceduto terreno, semmai lo ha tolto ad altre attività, tanto che dal
1999 il Porto ha ceduto alla USNavy più del 50% delle banchine.
Negli anni '80 anche a Bagnoli c'era ancora uno stabilimento
dell'Ilva, che però, quello sì, fu veramente chiuso, anche se con
motivazioni ufficiali diverse da quelle oggi adoperate a Taranto.
Anche quella di Bagnoli è stata chiaramente una pura coincidenza.
Ovviamente il "cui prodest" non è mai un criterio valido per
interpretare gli avvenimenti. Bisogna invece convenire onestamente che
la NATO è fortunata, o è protetta da Dio. Anzi, diciamo pure che ormai
la NATO è Dio, così si fa prima.

[1] http://www.peacelink.it/disarmo/a/3030.html
http://www.zonanucleare.com/dossier_italia/taranto_nucleare.htm
http://www.peacelink.it/editoriale/docs/185.pdf
[2] http://www.tarantoporto.com/logistica/polisett.htm
31 luglio 2012
Se non desideri continuare a ricevere informazioni dal Comidad, o vuoi
fare delle osservazioni, invia un messaggio a: webcomidad@comidad.org
. Grazie.
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