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(it) devastazione e saccheggio. spending review

Date Fri, 27 Jul 2012 21:56:16 +0200


devastazione e saccheggio. spending review
DEVASTAZIONE DEI NOSTRI DIRITTI, SACCHEGGIO DEI NOSTRI SALARI
In questa prima metà del 2012 stiamo assistendo al peggiore attacco
portato dal potere politico ed economico a danno dei lavoratori e dei
ceti popolari, in Grecia come in Spagna e in Italia.
In Italia il governo Monti, sostenuto da una compagine parlamentare
che mette insieme ex avversari e amici degli amici -PD e PDL e Terzo
Polo- ha aumentato le tasse ai lavoratori, portato l’età pensionabile
ai limiti dello sfinimento per vecchiaia, ha peggiorato a dismisura le
condizioni di precari e disoccupati, ha sancito la totale libertà di
licenziare e ora sta dando il colpo di grazia ai servizi pubblici, già
massacrati dai precedenti governi per regalarli chiavi in mano allo
sfruttamento privato.
Sta con scientifica efficienza impoverendo i lavoratori per arricchire
grandi imprese e banche.
Sta avvelenando il futuro ai giovani e la vecchiaia agli anziani, sta
riducendo sempre di più i salari trasformando chi vive del proprio
lavoro in una torma di malvestiti sempre al limite della sussistenza.
Il termine “working poor” ha travalicato i confini degli USA e si può
adesso applicare a milioni di persone nell’Europa dei PIIGS, la nuova
frontiera sulla quale scorazzano i cowboys ultraliberisti con la
cravatta della Bocconi ansiosi di razziare anche le ultime briciole
delle conquiste sociali del secolo scorso.
La nuova mazzata del governo italiano sui lavoratori si chiama
“spending review”, e dietro all’asettico nome anglosassone cela una
realtà di tagli spietati ai servizi e ai livelli di reddito dei
lavoratori. Di tutti i lavoratori, non solo di quelli pubblici: i
tagli ai servizi pubblici andranno a colpire ogni famiglia e ogni
persona che non può permettersi di pagare i servizi privati.

I tagli più iniqui e meschini sono senz’altro quelli alla sanità: 4.5
miliardi in due anni in meno per la sanità, 18000 posti letto in meno
negli ospedali. Ogni commento è superfluo.
Sul fronte dell’istruzione, tagli per 200 milioni alle università
pubbliche per regalarli alle scuole e alle università private, senza
più partite di giro per nasconderli, senza più ritegno.
Trecentomila licenziamenti nel pubblico impiego: invece di ridurre le
consulenze milionarie affidate ai compari dei politici, invece di
tagliare privilegi e auto blu, si tagliano posti di lavoro. Chi
garantirà i servizi essenziali, che già ora operano al limite?

Non tutti i capitoli di spesa però sono stati tagliati: nel solo 2012
le spese per acquisto di armamenti assommano a 30 miliardi di euro,
compresi i 12 miliardi per l’acquisto dei caccia F35. Facendo i conti,
rinunciando alla spesa per questi strumenti di morte ci sarebbero i
fondi non solo per evitare i tagli ma anche per aumentare i servizi ai
cittadini, sia in qualità che in quantità. Ancora, il taglio del 10%
dei dipendenti non colpirà i militari come i dipendenti degli altri
settori pubblici: a fronte delle 190000 unità oggi in forza alla
difesa, il personale diminuirà di sole 5-6000 unità, limitando di
fatto il calo a qualche baffuto maresciallo col diritto al
prepensionamento.

Tutto questo non è che il punto di arrivo di un’onda lunga di
provvedimenti contro i lavoratori iniziata con la politica
concertativa e le privatizzazioni dei primi anni ’90, proseguita da
tutti i governi di centrodestra e centrosinistra con le rapine sulle
pensioni, con l’introduzione del precariato a vita, con l’aumento
smisurato delle spese militari, con i regali alle grandi imprese e
alle banche, con lo smantellamento della scuola pubblica e i sempre
maggiori finanziamenti a scuole e università private. Una politica
bipartisan che ha visto concorde tutto l’arco parlamentare, con i
dissidi fra politici ridotti alla spartizione di cariche e bottino.

I lavoratori, gli studenti, i pensionati, non possono aspettarsi più
nulla da questo sistema, da questi partiti, da questa classe politica
parassitaria, e nemmeno da coloro che pretendono di cambiare qualcosa
entrando nella politica istituzionale, con le sue regole fatte apposta
per tutelare solo chi è già forte a danno di tutti gli altri.

Come anarchici non possiamo che invitare gli studenti, i lavoratori, i
comuni cittadini, a sfiduciare una volta per tutte la politica
istituzionale, a rifiutare una buona volta di delegare il proprio
futuro alla BCE e ai suoi servi, e a percorrere insieme la strada
dell’autogestione, della solidarietà e dell’agire in prima persona.

FAI – FEDERAZIONE ANARCHICA REGGIANA
Via Don Minzoni 1/d // Reggio Emilia
tel. 329.0660868 // email: info@arealibertaria.org
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