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(it) Comidad, le news del 26 luglio 2012

Date Fri, 27 Jul 2012 21:55:20 +0200


Comidad, le news del 26 luglio 2012
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
MONTI ALLA CORTE DI PUTIN, PUTIN ALLA CORTE DEL FMI
Mentre allo spread ed alle borse succedeva di tutto, un Mario Monti
sempre più patetico volava in Russia per svolgere il ruolo di
procuratore d'affari per conto dell'ENI, come già i suoi due
predecessori alla Presidenza del Consiglio. Ma si tratta ormai di
affari parecchio ridimensionati, poiché si sta parlando di un ENI
azzoppato dalla perdita della Libia, che ha comportato non solo la
chiusura del principale rubinetto di petrolio, ma anche della
cassaforte finanziaria di tutte le multinazionali italiane.
Sino ad un anno e mezzo fa, Libia e Italia erano più che soci
d'affari, costituivano un unico sistema economico-finanziario; e gli
effetti della mutilazione oggi si avvertono. E pensare che appena nel
febbraio dello scorso anno, l'ENI poteva permettersi di fare da guida
e mallevadore per gli affari della multinazionale russa Gazprom in
Libia. Chi trovasse in queste reminiscenze dei motivi per rimpiangere
il governo precedente, si chieda anche perché mentre il Buffone di
Arcore baciava la mano a Gheddafi, intanto i suoi giornali lo
chiamavano beduino. [1]
Nel marzo dello scorso anno appariva ancora realistico ipotizzare per
la crisi libica uno scenario di tipo kosovaro, con la secessione della
Cirenaica. In effetti poi la NATO ha potuto avere in Libia un margine
di manovra praticamente illimitato, che ha condotto ad uno scenario di
tipo congolese, con uno Stato ed un governo puramente fittizi, e con
il territorio direttamente spartito tra le principali multinazionali
angloamericane. Anche il black-out informativo dalla Libia non ha
precedenti, dato che passano solo i video-fiction della propaganda
NATO.
C'è voluta quindi una notevole omertà da parte dei media italici per
non notare che l'accoglienza da parte della dirigenza russa è stata
decisamente poco entusiastica, tanto che Monti si è ridotto ad
incontrare per primo il Patriarca di Mosca, mentre Putin non si è
degnato neppure di riceverlo al Cremlino. I toni trionfali degli
incontri bilaterali tra Russia e Italia sembrano un ricordo lontano, e
non ci si riferisce solo all'epoca del Buffone di Arcore, ma anche a
quella di Prodi, che ebbe quattro vertici con Putin tra il 2006 e il
2007. [2]
Il video ufficiale in cui Putin e Monti espongono i rispettivi punti
di vista sulla questione siriana, costituisce un ulteriore riscontro
della freddezza dell'accoglienza riservata al Presidente del Consiglio
italiano. Non vi è stato nessun comunicato congiunto, per quanto
generico, ed un Putin nervoso ostentava un atteggiamento sbrigativo e
privo di quei gesti di cordialità che, nel formalismo diplomatico,
indicano una considerazione per il visitatore. Putin si è limitato
infatti a ribadire la posizione russa, senza riferirsi minimamente a
quanto appena detto da Monti. [3]
Mentre Monti raccoglieva le brave sue umiliazioni in Terra Russa, il
vero manovratore della crisi dei debiti sovrani, il Fondo Monetario
Internazionale, annunciava che intendeva bloccare gli "aiuti" alla
Grecia; un bel modo per gettare benzina sul fuoco degli spread. Meno
male che immediatamente la dirigenza tedesca si è incaricata, come al
suo solito, di offrire la dovuta copertura al FMI, attirando tutta su
di sé la grancassa mediatica con un'arrogante dichiarazione del vice
di Angela Merkel, il quale presentava l'uscita della Grecia dalla zona
euro come un evento di poco conto. [4]
Sebbene defilato e poco esposto ai riflettori, il FMI si configura
oggi, insieme con la NATO, come il vero ed unico potere in Europa. Lo
stesso Putin ce lo ha confermato quando ha fatto chiaramente capire
che l'obiettivo suo, e del gruppo dei cosiddetti BRICS, è quello di
assumere un maggiore ruolo all'interno dello stesso FMI. In cambio di
settantacinque miliardi di dollari per la dotazione del FMI, i BRICS,
per bocca di Putin, chiedono un maggior peso nelle decisioni della
superbanca internazionale. [5]
Questa richiesta di "riforma" del FMI, dà tutta la misura delle
ambiguità di Putin. Se da parte dei BRICS ci sono delle risorse
finanziarie da far valere nell'attuale crisi dei debiti sovrani,
perché farle passare per la forca caudina del FMI?
Chiedere di "riformare" il FMI è infatti un modo di confermare la
funzione preminente di un'istituzione che è nata per garantire il
dominio delle multinazionali statunitensi sulla finanza mondiale. E
poi il FMI non è altro che il braccio finanziario della NATO; o la
NATO è il braccio militare del FMI. Insomma, le due istituzioni
agiscono come un corpo unico. La NATO sta cercando di accerchiare la
Russia, e per molti aspetti c'è già riuscita, dato che la gran parte
dei Paesi dell'ex Patto di Varsavia - e della stessa Unione Sovietica
- o sono parte integrante della NATO, oppure hanno accordi di
cooperazione con la NATO. Il progetto statunitense dello scudo
anti-missile in Polonia è ancora in campo, sebbene nel 2009 Obama
avesse fatto credere di volerlo abbandonare. [6]
L'obiettivo finale di questo accerchiamento è lo smembramento della
Russia. Non è neppure un segreto, dato che uno dei consulenti di
Obama, Zbigniew Brzezinski lo dice apertamente da decenni. Nonostante
tutta questa aggressività della NATO, la stessa Russia si accontenta
di chiedere un posto di tenente nell'esercito assediante, di cui il
FMI è l'organo finanziario.
Putin non è affatto un pupazzo gonfiato dai media, come invece è
Angela Merkel; tutt'altro. Putin è un leader (o un boss) vero; non è
ovviamente lo "zar" di cui favoleggiano i media occidentali, ma è una
figura di "uomo forte" che svolge un ruolo di mediazione tra i soli
due poteri che contano in Russia: Gazprom e le Forze Armate. A ben
vedere, si tratta degli stessi poteri che dominavano in Russia trenta
anni fa, poiché Gazprom è l'erede del vecchio KGB, riconvertitosi in
agenzia d'affari. Attualmente Gazprom è il maggior fornitore di gas
dei Paesi europei, e questo spiega perchè non sia interessata ad una
radicalizzazione del confronto con la NATO.
Anche l'astio che i commentatori occidentali riservano a Putin, è del
tutto autentico, dettato dal fatto che Putin appare molto bravo nel
condurre i propri affari di gas e petrolio. In quest'ultimo decennio
Gazprom aveva sottratto parecchio spazio di manovra alle
multinazionali angloamericane, le quali si servono delle
Organizzazioni Non Governative per i Diritti Umani come agenzie di
propaganda contro i propri concorrenti, e quindi tengono anche Putin
nel proprio mirino. Per quanto paradossale sia, i "diritti umani" sono
diventati la bandiera ideologica del nuovo fascismo occidentalista;
anche se ovviamente i "diritti umani" sono solo un randello per
colpire i bersagli della NATO, e non servono certo a tutelare i popoli
che della NATO fanno già parte, come i Greci.
Il problema è però che il ruolo interno di mediazione svolto da Putin,
è apparso troppo squilibrato a favore degli interessi affaristici di
Gazprom, a scapito della difesa e dell'integrità della Russia. Oggi la
posizione di Putin sembrerebbe meno squilibrata, tale da tenere
maggiormente in conto gli interessi difensivi della Russia,
specialmente per ciò che riguarda la conservazione della base navale
di Tartus in Siria.
Il caso della Siria viene oggi indicato come la prova della ritrovata
fermezza della Russia in politica estera. Ma se questa fermezza fosse
effettiva, la Siria potrebbe essere fatta oggetto di un'aggressione
così aperta da parte della NATO?
Certo, se si paragona l'attuale atteggiamento russo sulla Siria con il
calo di brache totale attuato l'anno scorso rispetto alla Libia,
allora l'impressione può essere enorme. In realtà, se si va a
riascoltare il video in cui Putin espone il suo punto di vista sulla
Siria, ci si accorge però che il bicchiere è molto più vuoto che
pieno.
Putin non dice che l'aggressione della NATO contro la Siria è già in
atto da un anno e mezzo; neppure ammonisce la Turchia a far cessare
l'uso del proprio territorio per infiltrazioni in Siria di mercenari
del Qatar e dell'Arabia Saudita, Stati che sono tutti e due coordinati
militarmente con la NATO. Tantomeno Putin richiama l'emiro del Qatar a
tenere un atteggiamento meno avventuristico ed irresponsabile nel
fomentare, a colpi di mazzette milionarie, il putsch per rovesciare
Assad. Anzi, Putin nelle sue dichiarazioni lascia intendere che dopo
un cessate il fuoco da ambo le parti, si potrebbe persino avviare un
negoziato che porti alla liquidazione di Assad. Basta ventilare
l'ipotesi perché la determinazione della NATO a liquidare Assad ne
risulti ancora di più rafforzata.
E se Assad viene liquidato, Putin come penserebbe di riuscire a
mantenere la propria base navale a Tartus? In base a qualche
"garanzia" della NATO?
Forse sarebbero le stesse "garanzie" offerte a suo tempo dagli USA a
Gorbaciov, secondo le quali gli ex Paesi membri del Patto di Varsavia
non sarebbero mai stati fatti entrare nella NATO.

[1] http://30secondi.globalist.it/2011/02/17/i-russi-di-gazprom-entrano-in-libia-grazie-a-eni-silvio-benedice/
[2] http://www.paginedidifesa.it/2007/pdd_071142.html
[3] http://video.repubblica.it/dossier/rivolta-siria/monti-da-putin-per-siria-serve-soluzione-consensuale/101394/99771
[4] http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/22/grecia-lfmi-vuole-bloccare-gli-aiuti-atene-in-default-a-settembre/301621/
http://www.corriere.it/economia/12_luglio_22/euro-uscita-grecia-non-spaventa_1406ac7e-d43f-11e1-83bd-0877fdcd1621.shtml
[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.reuters.com/article/2012/06/21/us-russia-putin-imf-idUSBRE85K0KO20120621&prev=/search%3Fq%3Dputin%2Bimf%26hl%3Dit%26prmd%3Dimvns&sa=X&ei=N-4MUKX4Ice2hAePy8H0CQ&ved=0CGIQ7gEwBQ
[6] http://world-observer.com/2011/06/14/gli-aerei-usa-in-polonia-dal-2013-in-attesa-dello-scudo-spaziale/

26 luglio 2012
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fare delle osservazioni, invia un messaggio a: webcomidad@comidad.org
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