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(it) Torino: Una lucida follia. Processo agli antifascisti

Date Tue, 10 Jul 2012 18:01:20 +0200



Immaginate che sia ottobre e non luglio. Siete appena usciti da una
riunione No Tav e percorrete una via pedonale del centro della città dove
abitate. Una macchina entra sgommando nella via: ne escono quattro uomini
che affiggono manifesti. Incuriositi da tanta esibita arroganza vi fermate
e scoprite che si tratta di manifesti fascisti, manifesti che alludono ad
un passato di dittatura, violenza, repressione della possibilità stessa di
dire la propria, se non a rischio di confino e prigione.
Quel giorno, ve ne rendete conto solo in quel momento, è il 28 ottobre,
anniversario della “marcia su Roma”, con la quale presero il potere i
fascisti.
Quei manifesti finiscono a terra, strappati.
Un banale gesto di difesa della memoria dei tanti che morirono, dei tanti
che patirono persecuzioni, esilio, botte ed umiliazioni. Siamo a Torino.
L’antifascismo fa parte del DNA di una città che combatté metro per metro
per cacciare fascisti e nazisti.
Dopo un diverbio con i fascisti – tra loro c’é anche il segretario
cittadino e all’epoca consigliere comunale de “La Destra” Giuseppe Lonero
– ve ne andate a casa.

A due anni da quell’ottobre quattro anarchici sono sotto processo con
l’accusa di “furto aggravato”, proprio per aver strappato quei manifesti.
Un reato che costa da tre a dieci anni di reclusione.
Una follia giuridica, una delle tante lucide follie che la Procura di
Torino, utilizza per chiudere la bocca a all’opposizione politica e
sociale.

Giovedì 5 luglio, si è tenuta la seconda udienza del processo, al quale il
partito La Destra si è costituito parte civile, perché sostiene che siano
stati violati i suoi diritti “democratici”!
Vengono interrogati due degli attacchinatori, Giuseppe Lonero e Riccardo
Truncellito. Entrambi negano che il manifesto affisso – di cui non
ricordano il contenuto e che si guardano bene dall’esibire – avesse una
qualche relazione con la marcia su Roma. Misconoscono persino un
manifesto, scaricato dal sito ladestra.info che ritrae Mussolini e altri
fascisti con la scritta “28 ottobre. La marcia continua”
Sia Lonero che Truncellitto dichiarano di aver visto un gruppo di persone
strappare i loro manifesti dal muro e gettarli a terra.

A questo punto il processo doveva finire, poiché il teorema del PM Rinaudo
viene smentito dagli stessi testimoni dell’accusa. L’avvocato Lamacchia
che difende i nostri compagni chiede l’immediata assoluzione
dall’imputazione di furto.
Il giudice, che a sorpresa è stato cambiato e non è lo stesso della prima
udienza, vuole sentire anche gli altri due fascisti, nonostante la Procura
non li abbia neppure citati. Addirittura concede all’accusa e alla parte
civile la possibilità di chiamare testi non previsti nella lista
presentata in apertura di dibattimento. Una scelta che chiaramente
soccorre l’ufficio del Procuratore in chiaro affanno nel sostenere
un’accusa insensata.
Il giudice vuole prolungare ad ogni costo un processo che fa acqua da
tutte le parti.
L’accanimento della magistratura nei confronti di chi lotta contro la
diseguaglianza, l’oppressione, la devastazione ambientale è tanto palese
da non meritare commenti.
I vari governi e i padroni sono decisi a far piazza pulita a chi si oppone
alla normalizzazione forzata dello spazio sociale. La polizia, vera forza
occupazione militare del territorio, utilizza armi da guerra contro chi
resiste alla macelleria sociale che ha investito il paese, la magistratura
si assume il compito di regolare i conti, moltiplicando i procedimenti e
attuando una violenta torsione delle norme per aprire e mantenere aperti i
processi.

Si torna in aula il 20 dicembre.
Saranno trascorsi solo due giorni dal novantesimo anniversario della
strage di Torino, quando le squadracce di Brandimarte torturarono e
uccisero 14 antifascisti. Tra loro c’era anche Pietro Ferrero, anarchico e
segretario della Fiom.
Nel dopoguerra Brandimarte, divenuto nel frattempo generale, verrà
processato per la strage: condannato in primo grado, verrà assolto in
appello, nonostante avesse rivendicato apertamente gli omicidi. Nel 1971
ai suoi funerali gli saranno resi gli onori militari.

Lonero e i suoi “colleghi” perdono la loro memoria nelle aule di tribunale.
La nostra invece è ben salda.
Non dimentichiamo. Sappiamo cosa è il fascismo. Sappiamo ancor meglio a
cosa servono giudici e tribunali.

Federazione Anarchica Torinese – FAI
corso Palermo 46 – riunioni ogni giovedì alle 21
contatti: fai_to@inrete.it –  338 6594361
http://anarresinfo.noblogs.org

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