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(it) Di qua dal faro - Manifestazioni di conflitto sociale in Sicilia

Date Sat, 28 Jan 2012 00:29:20 +0100


DI QUA DAL FARO
Manifestazioni di conflitto sociale in Sicilia
Molto si è detto a proposito del Movimento dei Forconi, di "Forza
d'Urto" e delle proteste che in questi giorni hanno paralizzato la
Sicilia. Il blocco dell'Isola è stato promosso e organizzato da
precise categorie sociali e lavorative: agricoltori e
autotrasportatori all'inizio, seguiti - quasi subito - dai pescatori
di alcune marinerie e, via via, da edili, artigiani, commercianti,
studenti, disoccupati, diventando nel giro di pochi giorni il collante
del diffuso malcontento sociale.
I motivi scatenanti della protesta sono legati all'aumento vertiginoso
dei costi di produzione e della pressione fiscale, allo strozzinaggio
dei mercati e della grande distribuzione verso i produttori agricoli.
Tutti elementi che contribuiscono a innalzare vertiginosamente il
costo della vita, a ridurre il reddito e a indebitare in maniera
pesante parecchie categorie.

Queste proteste si sono sviluppate in tutta la Sicilia anche se con
modalità e connotazioni diverse a seconda dello scenario territoriale
e sociale. Durante i blocchi delle strade, delle infrastrutture
industriali, delle autostrade, dei porti, i manifestanti hanno
espresso modalità diversificate. Non è un movimento omogeneo né lo si
può incasellare secondo le solite categorie ideologiche.
Limitarsi a giudizi trancianti nei riguardi di questi movimenti
sarebbe però sbagliato. Nulla in Sicilia può essere compreso se non ci
si sforza di analizzare il contesto.

Da sempre, in questo territorio, la pace sociale è stata garantita da
un sistema politico-clientelare e mafioso che ha ingessato la società
siciliana fin nelle sue intime fibre. In Sicilia il welfare è stato
costruito con il ricatto permanente dei bisogni, con la politica dei
favoritismi e dei privilegi, con lo sperpero delle risorse pubbliche,
con i finanziamenti a fondo perduto. Tutto questo non ha mai creato
una vera realtà economica e produttiva.
In tempo di capitalismo globale, quando la crisi fa saltare tutti i
punti di riferimento possibili, è chiaro che la Sicilia - terzo mondo
dell'Occidente - venga investita in pieno da questa devastazione.
Settori che prima erano garantiti da politiche assistenziali si
trovano oggi abbandonati a loro stessi, con una classe politica
regionale che non è più in grado di fornire reddito. I politici
pensano solo alla loro sopravvivenza, cercando di restare aggrappati
ai loro privilegi.
Non è casuale che Confindustria e sindacati abbiano criminalizzato
immediatamente questo movimento tacciandolo di essere infiltrato dalla
mafia. Vogliamo ricordare che, storicamente, Conf industria in Sicilia
è stata espressione della borghesia mafiosa, contribu endo a
consolidare il potere economico di Cosa Nostra. I sindacati, dal canto
loro, non hanno fatto mai nulla per impedire che l'economia siciliana
si sviluppasse realmente ma, anzi, sono stati parte integrante di
questo sistema di favoritismi, clientele e privilegi.

Tutto questo non significa che all'interno delle proteste non ci
possano essere elementi mafiosi e fascisti. La storia dei movimenti
popolari in Sicilia ci insegna che determinati soggetti, nei periodi
di conflitto sociale, sono sempre pronti a svolgere un ruolo non
secondario nelle vicende dell'Isola. Questa constatazione ci induce a
non rimanere indifferenti e distanti rispetto a quello che sta
succedendo o a ciò che potrà succedere in futuro. Il conflitto in atto
ha messo in moto energie popolari fino ad ora bloccate dal controllo e
dalla delega e ha risv egliato una voglia di partecipare in prima
persona impensabile fino a poche settimane fa.
Quello che ci importa, pertanto, è rilanciare, estendere e
radicalizzare l'iniziativa dal basso, anche in una fase successiva
all'attuale mobilitazione, individuando gli obiettivi unificanti e che
vadano nel senso da noi auspicato di gestione pubblica, di base,
diretta e popolare delle risorse, dei servizi, delle attività
lavorative.
Senza padroni e senza padrini.

Federazione Anarchica Siciliana

http://fasiciliana.noblogs.org
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