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(it) Palestina-Israele, continua la lotta unitaria sulla base di una intensificazione della lotta [en]

Date Fri, 12 Mar 2010 10:53:16 +0100



27.02.10 - BIL'IN, MA'SARA, NI'ILIN, NABI-SALEH, TEL AVIV, HEBRON, SHEIKH JARRAH:
Durante la settimana, i media hanno parlato in continuazione dell'allargamento della
lotta palestinese non-armata e del ruolo degli Anarchici Contro il Muro e di altri
radicali israeliani (quasi sempre con riferimento al quinto anniversario di Bil'in).
Sono stati criticati i tentativi delle forze di Stato nell'impedire agli israeliani
di unirsi alla lotta unitaria; forse è questa la ragione del fatto che questo
venerdì non ci hanno fermato. Sebbene alcuni attivisti attesi non siano potuti
arrivare a causa delle piogge torrenziali (Ma'sara, Beit Umar) altri non si sono
arresi alla pioggia a Bil'in, Hebron, Nabi Saleh, Ni'ilin, Tel Aviv. Alcuni hanno
detto che è iniziata la terza Intifada, questa volta non-armata. Alcuni avevano solo
paura che fosse proprio così.


BILIN
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1151415.html - editoriale, "Il dovere di
protestare a Bi'lin"

Venerdì:

Circa 20 israeliani e 5 internazionali si sono uniti ad un gruppo selezionato di
palestinesi che hanno affrontato il cattivo tempo a Bil'in per la manifestazione
locale contro il muro e contro l'occupazione. I temi della giornata erano un appello
per la salvaguardia dei luoghi sacri (al pari della designazione da parte di Israele
della Grotta dei Patriarchi a Hebron quale sito nazionale della memoria) ed un
avviso di ricercato per il comandante militare locale. I manifestanti hanno
raggiunto il recinto e sono stati attaccati da una grande quantità di lacrimogeni.
L'esercito ha fatto un uso pesante di bombolette di gas lacrimogeni a largo raggio.
Dopo ripetuti attacchi non sufficienti a disperdere la manifestazione, la
combinazione della pioggia battente con l'invasione militare del villaggio ha
portato alla fine della manifestazione. La maggior parte degli israeliani si è poi
spostata a Sheikh Jarrah.

Video di Haitham: http://www.youtube.com/watch?v=rpvkujYGO0o


HEBRON

"Tra aggressione militare e minacce di arresti, un appello per aprire Shuhada St. al
movimento palestinese

Giovedì 25 febbraio, ricorreva il 16° anniversario della chiusura di Shuhada street
a Hebron al movimento palestinese. Nel pomeriggio, circa 300 attivisti palestinesi,
israeliani, ed internazionali si sono incontrati a Hebron dove hanno fatto dei
manifesti, hanno distribuito t-shirts e cappelli, hanno parlato con i media prima
dell'inizio del corteo verso Shuhada Street a Hebron. I manifestanti hanno marciato
sotto la pioggia con le bandiere, tenendosi per braccio e cantando slogan in arabo,
ebraico ed inglese.

I manifestanti sono rimasti fedeli all'impegno della non-violenza, eppure hanno
dovuto far fronte ad una ingente presenza militare che non ha perso tempo nel
cercare di disperdere la folla con tecniche che includevano granate di lacrimogeni e
granate assordanti. I lacrimogeni giungevano da ogni direzione, e spesso così vicini
da colpire le persone. Alcuni manifestanti più anziani sono stati evacuati con le
ambulanze. C'è stato un fuggi fuggi per evitare i lacrimogeni, ma l'esercito era
riuscito a circondare la manifestazione e sparava gas da tutte le direzioni.

L'esercito ha cercato senza sosta di respingere i manifestanti creando una sorta di
muro umano e di respingere anche fisicamente quei manifestanti che, in risposta,
avevano formato a loro volta un muro umano per contenere la pressione dell'esercito.
Tre israeliani sono stati presi a caso dalla folla, portati via dalla polizia e
temporaneamente fermati. Un attivista internazionale è stato arrestato e poi
rilasciato parecchie ore dopo. Gli scontri tra i militari, la polizia, i
manifestanti ed alcuni coloni ben conosciuti sono durati per un'ora e 45 minuti,
finché un'altra mandata di lacrimogeni ha costretto tutti a ritirarsi.

Due reportage dalle manifestazioni di giovedì a Hebron:

Al-Khalil (Hebron), Palestinesi si scontrano con le forze di occupazione israeliana
che hanno deciso di dichiarare la Tomba dei Patriarchi quale sito Ebraico Nazionale
http://www.indybay.org/newsitems/2010/02/27/18638949.php

Manifestazione per aprire Shuhada St. Al-Khalil (Hebron), Palestina
http://www.indybay.org/newsitems/2010/02/27/18638961.php

Giovedì mattina, oltre 250 manifestanti Palestinesi, raggiunti da dozzine di
attivisti Israeliani ed internazionale, hanno sfidato le avverse condizioni del
tempo per manifestare a Hebron contro la chiusura di Ash-Shuhada, la strada che,
dopo il massacro da parte di Baruch Goldstein di 29 fedeli nella Moschea di Ibrahimi
nel 1994 è stata progressivamente "sterilizzata" chiudendola a tutte le espressioni
del movimento palestinese.

http://www.palestinemonitor.org/spip/spip.php?article1283

Video su: http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9739258


MA'SARA

A Ma'sara, i soldati hanno invaso il villaggio nottetempo prima della prevista
manifestazione. I militari hanno costretto Mahamad Brijia, esponente del Comitato
popolare, ad uscire di casa mentre perquisivano selvaggiamente la sua abitazione. I
soldati hanno minacciato Mahamad di arrestare lui ed ogni altro esponente del
comitato se avessero organizzato o partecipato ad un'altra manifestazione.

Il giorno dopo, mentre i residenti si preparavano per la manifestazione verso il
sito dove si trovano le terre che gli sono state confiscate, i militari israeliani
hanno bloccato tutte le vie di comunicazione del villaggio. Mentre la gente si
riuniva nei punti di uscita per tentare di uscire dal villaggio, l'esercito, al fine
di impedire qualsiasi ingresso e qualsiasi uscita, ha aperto il fuoco con
lacrimogeni, proiettili di metallo ricoperti di gomma e granate assordanti. I
soldati hanno inseguito i residenti in ritirata verso il villaggio, tallonandoli per
strada.


NABI SALEH

Circa 80 manifestanti da An-Nabi Saleh, Palestinesi, Israeliani ed internazionali
hanno marciato cantando dal villaggio verso le terre adiacenti all'insediamento
coloniale di Halamish, costruito proprio sulla terra del villaggio. Quando i
manifestanti erano a pochi metri dalla strada principale, l'esercito ha iniziato a
sparare lacrimogeni. Invece di procedere verso i soldati, i manifestanti hanno
scalato la vicina collina. Questa manovra ha reso difficile per i soldati far
arrivare i lacrimogeni sulle teste dei manifestanti (eppure c'hanno provato). Il
corteo è proseguito sulla collina, mentre l'esercito si è mosso a piedi verso i
manifestanti, e poco dopo ha sparato i lacrimogeni sulle case del villaggio, mentre
alcuni manifestanti cercavano di tenere lontani i soldati lanciando pietre. Dopo di
ché, l'esercito ha invaso il villaggio ed ha usato l'infame cannone multiplo per
sparare dozzine di lacrimogeni sull'intero villaggio. Questo tentativo
criminale di fare pressione sul villaggio tende a far del male alla maggior parte
dei bambini, dei neonati e della gente che si trovava in casa e che non partecipava
alla manifestazione. La pioggia battente e la grandine hanno portato ad una breve
pausa. Gli attacchi dell'esercito sono proseguiti, ma anche la determinazione dei
manifestanti di ritornare in campo. Anche dopo che la gente era ritornata a casa e
la manifestazione era finita, con la promessa di riprenderla la prossima settimana -
l'esercito ha invaso il villaggio ancora una volta sparando lacrimogeni sulle case.
Parecchi manifestanti hanno riportato ferite leggere.


NI'ILIN

Mentre alcune manifestazioni del venerdì sono state compromesse dalle severe
condizioni atmosferiche, una manifestazione più partecipata del solito si è tenuta a
Ni'ilin. Nonostante le dozzine di giovani e dei esponenti del comitato rinchiusi in
carcere, il villaggio ha dimostrato un grande capacità di manifestare. Al corteo si
sono uniti rappresentanti da almeno un altro villaggio vicino, più 20 Israeliani ed
Internazionali. Partendo da una delle moschee, i manifestanti hanno marciato
attraverso il villaggio verso il posto di blocco all'ingresso del villaggio. Sono
stati attaccati dalla polizia di confine che ha usato lacrimogeni e proiettili di
metallo ricoperti di gomma.

Il confronto è durato per circa 2 ore prima che la gioventù del villaggio che stava
guidando la sfida ne decidesse la fine e l'appuntamento per la prossima settimana.


SHEIKH JARRAH

"Il beneamato dai coloni Nir Barkat non ha perso l'opportunità di abusare dei
residenti di Gerusalemme Est, espellendoli dalle loro terre e demolendo le loro
case. La scorsa settimana si è saputo dei piani della municipalità per espropriare
le terre private di proprietà dei palestinesi a Sheikh Jarrah. Allo scopo di
costruire un parcheggio ad uso dei coloni, all'interno del tentativo generale di
conquistare l'intero quartiere. Come sempre, questa settimana saremo coi residenti
di Sheikh Jarrah per protestare contro il patto che la municipalità ha stretto con i
coloni radicali alle spalle dei residenti di Gerusalemme Est.

Il corteo partirà venerdì alle 14:00 da Mashbir plaza, all'angolo di King George e
Ben Yehudah
La manifestazione a Sheikh Jarrah inizierà alle 15:30."

Venerdì:

Circa 80 manifestanti di Gerusalemme hanno marciato attraverso la città, tutti in
costume per celebrare la festa ebraica di Purim, incontrandosi poi con altri 100 e
più manifestanti all'ingresso del quartiere di Sheikh Jarrah per la protesta
settimanale contro gli sgomberi dalle case. Gli attivisti hanno cantato, suonato
tamburi, hanno saltato e danzato per quasi un'ora e mezza, sfidando il freddo di
Gerusalemme, la pioggia battente e la grandine. Questa settimana alla manifestazione
si è unita anche una missione inviata dai maggiori sindacati britannici, a
conclusione di un un loro lungo giro in Cisgiordania, ed a conferma che il loro
sostegno alla campagna internazionale è vitale.

Dall'altra parte le forze regolari di polizia hanno bloccato la strada principale
dei quartiere, ma sembravano non curarsi della manifestazione.

Alla fine della manifestazione ognuno ha fatto rientro a casa senza scontri e senza
arresti.


"NON CI FERMERANNO!

Sabato 6 marzo partecipate alla protesta per fermare gli insediamenti ebrei a
Gerusalemme Est.

Alle 17:00 corteo di massa a Sheikh Jarrah contro:
* lo sgombero forzato delle famiglie palestinesi dalle loro case a Sheikh Jarrah
* l'insediamento ebreo a Gerusalemme Est
* l'attacco anti-democratico alle proteste di carattere politico.

50 palestinesi sono già stati sgomberati dalle loro case a Sheikh Jarrah. Su altri
500 pende la stessa minaccia. Se i coloni ed i loro alleati nel governo ce la fanno,
tutti i palestinesi di Gerusalemme Est sono sotto minaccia. Se li fermiamo qui a
Sheikh Jarrah, possiamo fermarli dappertutto.

Facciamo appello a tutti i gruppi che sostengono la lotta per i diritti dei
Palestinesi e per una pace giusta e duratura tra Israeliani e Palestinesi, per fere
delle veglie di protesta e di solidarietà il 6 marzo davanti alle ambasciate ed ai
consolati israeliani all'estero.

Il comitato di quartiere di Sheikh Jarrah

Giusta Gerusalemme - coalizione israeliana per una giusta soluzione a Gerusalemme

Per ulteriori informazioni:
http://www.en.justjlm.org/

Cosa succede a Sheikh Jarrah

Per contatti scrivere a :
justjerusalem@gmail.com "


TEL AVIV

Attivisti hanno bloccato una strada a Tel Aviv il 25.02.10 all'interno della
"giornata di azione internazionale - Aprire Shuhada Street"

Questa data segna i 16 anni dal massacro compiuto a Hebron in Cisgiordsania da
Baruch Goldstein e dalla prima volta che Shuhada Street venne chiusa ai palestinesi.
La campagna si concentra su Shuhada Street a Hebron quale simbolo della questione
degli insediamenti Israeliani, della politica di separazione a Hebron e nell'intera
Cisgiordania, della mancanza di libertà per il movimento palestinese,
dell'occupazione militare. Per video vedi:

http://www.youtube.com/watch?v=uAz-ppWfwNQ

"I residenti di Tel Aviv non hanno nulla da temere, i soldati non impediranno i loro
movimenti, e per loro "Shohada St" non sarà chiusa per anni. Ma non è così per i
residenti Palestinesi di Hebron. Questa data (24 Feb. 2010) segna 16 anni dal
massacro compiuto da Baruch Goldstein a Hebron in Cisgiordania e 16 anni dalla prima
volta che Shuhada Street venne chiusa ai palestinesi. La campagna si concentra su
Shuhada Street a Hebron quale simbolo della questione degli insediamenti israeliani,
della politica di separazione a Hebron e nell'intera Cisgiordania, della mancanza di
libertà di movimento per i palestinesi, e dell'occupazione militare in generale.

Posti di blocco permanenti come questi se ne trovano a centinaia in Cisgiordania, e
a volte durano anni. Questi posti di blocco non sono altro che un altro aspetto del
sistema di apartheid di Israele. Gli israeliani, che soffriranno di qualche ritardo
a causa di questo blocco stradale, possono nell'attesa riflettere sulla politica
dello stato di cui fanno parte.

Aprire Shohada Street!

Libera Palestine!"

Brigata Mark Edelman
pagina web del film:
http://www.indybay.org/js/flowplayer/FlowPlayer.swf
http://www.indybay.org/uploads/2010/02/24/shuhada_in_tel_aviv__1_.wmv_preview_.flv
http://www.indybay.org/im/play-button-328x240.jpg

Video dell'azione http://www.youtube.com/watch?v=uAz-ppWfwNQ

Per ulteriori dettagli sulla campagna:
foto e link al video: http://www.indybay.org/newsitems/2010/02/24/18638713.php

www.openshuhadastreet.org


Media:

"Scontri tra manifestanti ed esercito israeliano.
26 Febbraio 2010, nonostante una pioggia fortissima, circa 250 Palestinesi,
stranieri ed Israeliani si sono dati appuntamento in tre posti della Cisgiordania
dove si sono scontrati con l'esercito. I manifestanti hanno lanciato pietre e
l'esercito ha risposto con mezzi per la dispersione di massa."

In ebraico: http://news.walla.co.il/?w=/1/1647323&m=1&mid=85480

http://www.palestinemonitor.org/spip/spip.php?article1283

Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall
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