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(it) Roma: Riunione cittadina precari - 18 novembre

Date Sat, 7 Nov 2009 15:29:20 +0100



ASSEMBLEA CITTADINA DEI PRECARI
Quella dei precari è una categoria onnipresente nella storia della scuola italiana
ma è fuor di dubbio che il fenomeno ha assunto negli ultimi quindici anni una
dimensione sempre più ampia e incontrollabile.
Riprova di ciò è il fatto che mentre fino alla fine degli anni '90 il tempo medio
che trascorreva dalle prime supplenze all'entrata in ruolo era di circa otto anni,
oggi risulta almeno di dodici, e sempre più numerosi sono i casi di lavoratori della
scuola che raggiungono l'età pensionabile nella condizione di precari.
L'aumento esponenziale del precariato nasce dalla volontà "bipartizan" di sottoporre
la scuola pubblica ad una profonda revisione e ristrutturazione in chiave
aziendalistica. A partire dall'aumento del numero degli alunni per classe, per
passare alla contrazione dell'orario curricolare. Dal ridimensionamento di alcune
discipline, alla vera e propria soppressione di altre. Da una "riorganizzazione"
indecente delle classi di concorso, all'accorpamento e verticalizzazione degli
istituti. Dalla sostituzione dei collaboratori scolastici con cooperative di
servizi, alla riduzione drastica nelle segreterie degli amministrativi, a fronte di
un aumento del carico di lavoro legato all'avvio della Legge sull'Autonomia
Scolastica.

Nel corso degli anni diverse scelte spacciate come risolutrici sono state tra le
cause della crescita del problema. Molto spesso si sono rivelate un modo per
privilegiare alcuni settori a scapito di altri, ma soprattutto spesso un buon affare
sulle pelle dei precari.

Basta pensare all'obbligo di formazione permanente post laurea attraverso master e
corsi di specializzazione che sono così diventati una vera e propria miniera per
università ed enti che li organizzano. Basta pensare all'istituzione delle SISS,
volute dal ministro Berlinguer (e poi sostenute dalla Aprea). Lo stesso ministro che
volle la "Legge di parità scolastica", con la quale, oltre ad aumentare il
finanziamento delle scuole private, venne introdotta a regime una valutazione
equivalente a quella prevista per il pubblico relativamente al servizio nelle scuole
private. La cosa ha consentito l'inserimento nelle graduatorie permanenti e quindi
una sorta di vergognoso canale clientelare per l'assunzione, tanto che allo stato
attuale migliaia di soggetti lavorano gratis nel privato in cambio del mero
punteggio.

Con la Controriforma Gelmini si è giunti alla "soluzione finale" per i precari ed
ancor più grave è l'avallo di quasi tutte le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative (CISL, UIL, SNALS e GILDA), che appoggiano l'indecente decreto sul
contratto di piena disponibilità che, se garantisce 13.000 incarichi garantiti solo
al 70% dello stipendio con meri anticipi sulla futura liquidazione (imponendo
persino l'impiego nei centri di formazione professionale gestiti da agenzie a
capitale misto pubblico-privato), toglie ad altri 140.000 precari persino le
supplenze brevi e dimentica completamente gli ATA.

Contro tale situazione drammatica è necessario un radicale cambio di registro; i
precari devono far valere i propri diritti, decidere del loro futuro e difendere la
professionalità che hanno maturato durante l'attività lavorativa.

Per questi motivi invitiamo tutti i colleghi a discutere i seguenti punti di una
piattaforma rivendicativa:

* Esaurimento delle graduatorie (prima di passare a nuove forme di reclutamento),
attraverso:

- una graduatoria nazionale per l'assunzione

- graduatorie per incarichi a T.D. in una provincia a scelta

* Valutazione piena del servizio pre-ruolo ai fini della ricostruzione di carriera

* Riordino delle classi di concorso seguendo il criterio dell'attinenza al
curriculum di studi portato a termine dall'aspirante

* Blocco della controriforma Gelmini

* Trasparenza ed efficienza nel conferimento degli incarichi annuali (controllo
delle autocertificazioni), per il massimo rispetto della posizione in graduatoria

* Ripulitura delle graduatorie ad esaurimento da tutti i docenti assunti (compresi
quelli provenienti dalle scuole private), al fine di censire il reale numero dei
precari

* Revisione dei criteri di reclutamento e della formazione di base dei docenti. Si
richiede una laurea direttamente abilitante per ogni ordine e grado di scuola con
biennio e tesi ad indirizzo didattico ed almeno un anno di tirocinio pratico
tutorato a livello di singola scuola, nonché successiva graduatoria nazionale
redatta sulla base delle valutazioni universitarie

* Ritiro della Proposta di legge "Aprea" e della "chiamata diretta" dei lavoratori
da parte del D.S.

* Ripristino della pluralità docente e attuazione integrale del tempo pieno,
prolungato e modulare

* Difesa dell'organico esistente di docenti e personale ATA

* Diminuzione del numero degli alunni per classe nel rispetto dei parametri
stabiliti per legge e delle norme sulla sicurezza

* Adeguamento congruo del rapporto tra insegnanti di sostegno ed alunni diversamente
abili

* Conferimento degli incarichi non oltre le 18 h (medie e superiori), 24 h
(primaria) e 25 h (infanzia)

* Provvedimento urgente e specifico per il precariato ATA

* Applicazione dei "gradoni" d'anzianità ai precari, in analogia con quanto previsto
per gli incaricati di religione cattolica



ASSEMBLEA DEL PUMA (Precari Unicobas Movimento Autogestito), il 18 Novembre, h.
17.00, presso la sede nazionale dell'Unicobas, V. Tuscolana, 9 (Largo Sulmona -
Metro Re di Roma).

Avviamo da subito una campagna cittadina per la segnalazione di tutti i casi in cui
le classi sono divise in assenza dei rispettivi insegnanti, in modo tale da poter
avviare una campagna di denuncia alla Procura della Repubblica, per mancata
applicazione delle normative sulla sicurezza e sul diritto allo studio


[Da: "Unicobas Scuola" <unicobas.rm -A- tiscali.it>]

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