(it) bollettino comitato difesa anarchici 02/97 1/2

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Sun, 2 Mar 1997 17:38:34 GMT


A AA AAAA The A-Infos News Service AA AA AA AA INFOSINFOSINFOS http://www.tao.ca/ainfos/ AAAA AAAA AAAAA AAAAA

I apologize for this rather large msg sent to the list: it is an official bulletin by the Italian Anarchists Defence Committeee which summarizes the current situation. Though it's written in Italian and is 35 kb, such bulletins are edited only once every few months and are important sources of information.

I've split it in two parts. This is part 1 of 2.

More info at http://www.ecn.org/zero/anarchy.htm

bollettino del COMITATO DIFESA ANARCHICI ========================================

Il bollettino illustra la situazione dei detenuti anarchici, gli arresti e i processi; esce irregolarmente, circa ogni 2 mesi o quando si verificano gravi episodi repressivi; il bollettino e' gratuito, per averlo regolarmente basta richiederlo.

Questa edizione e' del

FEBBRAIO 1997

IL COMITATO DI DIFESA DEGLI ANARCHICI =====================================

si e' formato nel febbraio 1992 e si pone l'obiettivo di sostenere sia dal punto di vista giuridico che da quello finanziario gli anarchici detenuti. Per quanto concerne l'assistenza legale abbiamo cercato la collaborazione di diversi avvocati in tutta Italia che potessero aiutarci, anche solo in senso logistico, per una prima assistenza e appoggio locale, i quali potrebbero essere eventualmente coadiuvati da due altri avvocati del Comitato che si sono resi disponibili a seguire in modo completo e costante ogni vicenda, qualora non ci sia altro appoggio o qualora i singoli avvocati ne abbiano necessita'.

Ovviamente, pur disponendo di diverse adesioni, non siamo ancora in grado di coprire l'intero territorio nazionale. Chiediamo quindi a coloro che ne conoscano, di indicarci i nominativi di avvocati che eventualmente vogliano e possano essere disponibili nel modo e nella forma da loro decisa.

Chiediamo, inoltre, dato che il Comitato e' autofinanziato, un sostegno economico di qualsiasi entita' a chiunque sia interessato: i finanziamenti fino ad ora giunti provengono da concerti svoltisi in posti occupati, da autoproduzioni-benefit, da redazioni di giornali/fanzines e da contributi volontari. Abbiamo aperto un conto corrente postale e sono disponibili, su richiesta, dei bollettini postali prestampati.

Ultimo e importante, le informazioni: queste, per la dinamica propria del Comitato, provengono soprattutto dai singoli che siano a conoscenza di tutto cio' che ci puo' riguardare, quindi dagli arresti veri e propri alle date dei procedimenti penali, dalle condizioni dei prigionieri ai contatti specifici con chi ne sostiene la difesa in loco, ecc. Allora fatevi sentire per dare e ricevere informazioni.

Pur non essendo il Comitato una struttura fissa con persone che se ne occupano stabilmente, alcuni individui che collaborano sono disponibili ad intervenire durante iniziative pubbliche a sostegno del CDA o a fornire la documentazione in nostro possesso sulla situazione dei detenuti. Abbiamo a disposizione -soprattutto da quando sono avvenuti gli arresti del 17 Settembre- molta documentazione in varie lingue: francese, inglese, tedesco e spagnolo, che possiamo fornire in fotocopia alle realta' che vogliano organizzare delle iniziative. Come molti avranno capito -e il ritardo con cui esce questo bollettino ne e' la testimonianza- abbiamo avuto moltissimo da fare sia per l'aumento materiale della corrispondenza proveniente dal carcere, sia per le richieste d'informazioni da tutto il mondo, sia per il susseguirsi, da Settembre ad ora, degli avvenimenti repressivi e giudiziari.

Anche per questo abbiamo deciso di fornire le informazioni per via telematica:

mailing list A-INFOS@LGLOBAL.COM e CSLIST@ECN.ORG

pagine web http://www.ecn.org/zero/anarchy.htm

La E-mail di El Paso: elpasosq@freenet.hut.fi

Questo sistema di informazioni e' risultato particolarmente utile per coloro che dall'estero hanno richiesto informazioni e che hanno provveduto anche alle traduzioni degli aggiornamenti. Non pensiamo certo che questo sia il metodo migliore per tenersi in contatto, quindi invitiamo i singoli individui che vogliano avere gli aggiornamenti in tempi piu' rapidi di quanto non consenta il bollettino di richiederli telefonicamente a El Paso oppure lasciando un messaggio o un fax al nr.011-674.833. Ricordiamo anche che molte radio di movimento si sono occupate delle ultime vicende repressive e diffondono informazioni e servizi in diverse citta' (a Roma Radio Onda Rossa, a Brescia Radio Onda d'Urto, a Padova Radio Sherwood, a Torino Radio Black Out). Chiunque sia interessato puo' richiedere servizi radiofonici a Radio Black Out di Torino (011-650.34.22).

Il prossimo bollettino uscira' a fine Marzo -inizio Aprile 1997.

Per i versamenti: CONTO CORRENTE POSTALE n. 14385108 intestato a: MARIO ANZOINO, Via Ormea 150, 10126, TORINO (Importante: scrivere "pro Comitato" solo sul retro del bollettino!)

Per informazioni, per ricevere altre copie e aggiornamenti di questo pieghevole:

COMITATO DIFESA ANARCHICI c/o EL PASO OCCUPATO VIA PASSO BUOLE 47, 10127, TORINO TEL. 011-317.41.07

La BIBLIOTECA ANARCHICA DI SOLIDARIETA' =======================================

nasce nel 1993 per iniziativa di alcuni anarchici e si propone di solidarizzare concretamente con i detenuti mettendo loro a disposizione gratuitamente testi, libri, giornali di carattere anarchico e libertario. A tutti i carcerati che lo richiedono, viene inviato il catalogo (che contiene, al momento, circa 150 testi ed un indirizzario dei giornali e delle riviste anarchiche che sottoscrivono abbonamenti gratuiti per i carcerati) da cui scegliere i volumi che interessano, che vengono spediti gratuitamente. Ai detenuti non si chiede la restituzione dei libri, che tra l'altro comporterebbe una spesa spesso insostenibile, ma li si invita, nel limite del possibile, a farli circolare a loro volta.

Fino ad oggi, un buon numero di case editrici di movimento, di individualita' e gruppi ha mostrato interesse attivo nei confronti di questo progetto, interamente sostenuto da donazioni o iniziative benefit. E' altresi' importante sottolineare il fatto che la "gestione" ed il sostentamento della Biblioteca avvengono in maniera antiautoritaria essi stessi, ovvero con spontanea rotazione di tutti coloro interessati a collaborare, senza capi ne' ruoli prestabiliti.

Dall'interno delle prigioni, un numero sempre crescente di persone scrive alla Biblioteca per richiedere libri, segnalare altri indirizzi di persone interessate, consigliare ulteriori testi, ecc., e vengono fatti girare, nelle carceri, sempre piu' cataloghi, libri e stampati. L'interesse riscosso da questo progetto e' notevole, non solo tra i detenuti di idee anarchiche ma anche tra molti cosiddetti "comuni".

Se vuoi sostenere anche tu questo progetto puoi farlo inviando dei contributi in denaro (soprattutto in considerazione della crescita ormai quasi esponenziale della quantita' di testi che vengono inviati), organizzando iniziative di informazione e benefit, segnalando il recapito di detenuti che possono essere interessati e/o facendoci avere libri (in linea di massima preferibilmente di carattere libertario) da inserire nel catalogo.

L'indirizzo cui fare riferimento e' il seguente:

STEFANO FRONGIA, CAS. POST. 145, 12100 CUNEO.

BIBLIOTECA del PRINZ EUGEN OCCUPATO ===================================

Dall'inverno 1996 e' entrata in funzione anche la biblioteca del Prinz Eugen, uno spazio occupato di Torino; anch'essa si occupa di fornire gratuitamente libri ai detenuti, ma con un raggio d'azione piu' vasto: la biblioteca fornisce infatti qualsiasi tipo di testo richiesto ad ogni detenuto, purche' non sia un ex sbirro, un ex politicante oppure, ovviamente, un collaboratore di giustizia. Si possono richiedere anche dei testi non piu' in commercio, in quanto reperibili nelle biblioteche; in questo caso verranno forniti in fotocopia. Anche per la Biblioteca del Prinz Eugen non si richiedono soldi ai detenuti ne' la restituzione dei libri, e per questo si invita ogni individuo o realta' interessata a collaborare inviando testi o organizzando iniziative per l'autofinanziamento della biblioteca. In questo caso non esiste un catalogo da distribuire perche' ogni testo puo' essere richiesto.

Ovviamente per i testi specifici di carattere anarchico o libertario i detenuti e i sostenitori possono fare riferimento alla biblioteca di solidarieta' di Cuneo. Per richiedere libri, informazioni o collaborazioni scrivere a:

Biblioteca del Prinz Eugen occupato Corso Principe Eugenio 26, 10122, Torino.

AGGIORNAMENTI DA E ATTORNO AL CARCERE =======================================

Il 17 Settembre e' scattata in tutta Italia la seconda fase dell'indagine Marini sulla presunta `banda armata anarchica', dopo le perquisizioni del 16 Novembre 1995. Ben 69 le persone interessate alle nuove perquisizioni di cui 29 oggetto di mandato di cattura.

Le imputazioni comuni a tutti sono quelle di banda armata, associazione sovversiva, detenzione di armi ed esplosivi, attentati a strutture di pubblica utilita'. Alcuni sono accusati anche di ricettazione, rapina, sequestro di persona, omicidio, strage.

Il 17 sono stati arrestati Alfredo Bonanno, Tiziano Andreozzi, Francesco Berlemmi, Apollonia Cortimiglia, Antonio Gizzo, Salvatore Gugliara, Cristina Lo Forte, Stefano Moreale, Giuseppina Riccobono, Paolo Ruberto, Emma Sassosi, Giuseppe Stasi.

Altri erano gia' in carcere per vicende precedenti: Antonio Budini, Marco Camenisch, Orlando Campo, Horst Fantazzini, Gregorian Garagin, Francesco Porcu, Christos Stratigopulos, Carlo Tesseri, Jean Weir.

Risultano latitanti: Salvatore Condro', Guido Mantelli, Roberta Nano, Massimo Passamani, Rose Ann Scrocco, Eva Tzioutzia, Angela Lo Vecchio e Giovanni Barcia (che e' poi stato arrestato il 18 Dicembre '96 in Spagna).

Gli arrestati sono quasi tutti al carcere di Rebibbia, ma vengono sovente spostati, soprattutto coloro che erano precedentemente detenuti.

L'interrogatorio e' stato condotto, con procedura insolita, non dal g.i.p. ma dal pubblico ministero stesso, Antonio Marini. La maggior parte degli arrestati non ha voluto rispondere ad alcuna domanda.

Subito dopo l'arresto Apollonia Cortimiglia ha ottenuto gli arresti domiciliari e quindi la liberta' con firma trisettimanale presso i CC, mentre in seguito alle istanze presentate al tribunale della liberta' sono stati scarcerati Stefano Moreale e Francesco Berlemmi.

Dopo diversi scioperi della fame sono stati concessi gli arresti domiciliari a: Salvatore Gugliara, Cristina Lo Forte, Giuseppina Riccobono e infine a Tiziano Andreozzi.

L'inchiesta dei giudici Marini e Ionta vuole dimostrare l'esistenza di una banda armata anarchica che hanno chiamato ORAI (Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista), sigla mai comparsa prima. A questa `banda', capeggiata ovviamente dal piu' noto e anziano degli anarchici, Alfredo Bonanno, vorrebbero imputare tutta una serie di crimini, per alcuni dei quali vi sono gia' stati o sono in corso dei processi in cui sono coinvolti degli anarchici (le rapine in Trentino, il sequestro Silocchi, gli attentati alla Standa ed ai tralicci). Tutto questo e' stato reso possibile istruendo a dovere la `pentita' di cui gia' abbiamo parlato nei bollettini precedenti a proposito della sua `testimonianza'. Avrebbe quindi detto che c'era una banda organizzata militarmente e diretta da Bonanno che organizzava omicidi, sequestri, attentati, autobombe e rapine per autofinanziamento rivolto anche alle numerose tipografie (??) nonche' le testate anarchiche Provocazione, Anarchismo e Canenero.

I giornali hanno presentato la notizia con gran rilievo il 18/9/96 inquadrando la notizia nell'ambito criminale e poi hanno taciuto su tutto.

A carico delle persone concretamente arrestate il 17/9/96 e su quelle indagate vi sono solo elementi fumosi: frequentazioni, partecipazione ai processi, pubblicazioni, telefonate, corrispondenza coi detenuti. Le due perquisizioni in meno d'un anno non hanno dato alcun esito significativo. Hanno requisito tante lettere da e per il carcere, indirizzi, agendine.

Evidentemente la solidarieta' verso i detenuti da' molto fastidio agli inquirenti, cosi' come l'esistenza di certa stampa abbondantemente citata negli atti del mandato di cattura, cioe' Provocazione (edito dall'89 al 91), Anarchismo e Canenero (la cui `sede' il 17/9/96 e' stata per l'ennesima volta perquisita, devastata, i computer manomessi); ciononostante Canenero dal 2 ottobre ha ripreso ad uscire; vi potrete trovare tutte le informazioni sull'inchiesta Marini fino a Gennaio, dopodiche' la redazione ha deciso di chiudere le pubblicazioni con il numero 45 (fine Gennaio `97).

Una condanna per banda armata comporta molti anni di carcere, e puo' essere affibbiata a molti senza dover contestare nessun fatto specifico, ma la cosa piu' significativa rimane il fatto che si vogliano incastrare certi anarchici tentando di inserirli in una struttura che rispecchia esattamente il sistema di dominio da essi combattuto: una struttura gerarchica, militare, verticistica.

La `pentita' ha anche detto che l'organizzazione si muoveva su due livelli, uno clandestino e criminale, l'altro pubblico, costituito dalla rete di case occupate e di centri sociali, dove ci si trovava ed addirittura si progettavano attentati, rapine e omicidi. Questo naturalmente ha suscitato l'interesse e la solidarieta' di molti occupanti, soprattutto di quei posti i cui rapporti con le autorita' sono, per dirla all'acqua di rose, permanentemente conflittuali.

Un'altra riflessione importante riguarda il silenzio, la terra bruciata di cui si e' avvalso Marini; questa non e' stata una creazione degli inquirenti, ma un fenomeno sviluppatosi anche all'interno del movimento anarchico, condito di infamie, bugie, illazioni, disinteresse e vilta'. Non staremo qui ad elencare le situazioni che si sono -dichiaratamente o meno- defilate sin dall'inizio dell'inchiesta (16/11/95). Evidentemente la solidarieta' e' cosa di cui parlare -e parlare solo- unicamente se non si pensa di correre dei rischi. Consola moltissimo il fatto che se a farsi da parte sono stati posti occupati, collettivi, organizzazioni, molti altri, individui e situazioni, si sono interessati ed hanno collaborato.

L'inchiesta e' ancora agli inizi: l'udienza preliminare e' stata rimandata dal 12/12/96 al 16/1/97 per motivi burocratici, e ancora da qui al 19,20,22 e 24 Marzo `97 anche per permettere ai magistrati di interrogare Pontolillo e Barcia, i due anarchici inquisiti da Marini e recentemente arrestati in Spagna. L'udienza si terra' nell'aula bunker del carcere romano di Rebibbia (possono assistervi solo gli imputati).

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Il 18 dicembre 1996 a Cordoba (Spagna) viene rapinato il Banco Santander; durante la rapina avviene un conflitto a fuoco in cui vengono uccise due poliziotte e resta ferita una guardia giurata. Subito dopo la rapina, vengono arrestate quattro persone: Giorgio Eduardo Rodriguez, Claudio Lavazza, Giovanni Barcia e Michele Pontolillo. Il primo e' italo-argentino, gli altri sono italiani. Barcia e Pontolillo sono due anarchici inquisiti anche per l'inchiesta Marini, Barcia inoltre era gia' latitante in seguito alla condanna all'ergastolo in secondo grado nel processo Silocchi. Lavazza, latitante in Italia per diverse accuse legate alla partecipazione ad una formazione armata di estrema sinistra, era anche ricercato in Francia.

I giornali riportano anche che tre degli arrestati sono stati feriti e che devono la propria salvezza al fatto di avere indossato dei giubbotti antiproiettile; infatti vengono curati in ospedale; Michele Pontolillo e' illeso e sembra sia stato arrestato in un bar nei dintorni della banca, Lavazza e' stato fermato la sera a 40 km di distanza, ferito ad una mano, mentre Rodriguez e Barcia, gravemente feriti, sono stati arrestati sul posto.

I quattro si trovano ora in carceri diversi (vedi indirizzi al fondo); fisicamente stanno ormai bene anche se sappiamo che di sicuro Michele Pontolillo e' stato torturato per 3 giorni in una caserma di polizia; presumiamo quindi che anche gli altri tre abbiano subito lo stesso `trattamento'. Fino ad ora abbiamo avuto contatti diretti solo con quest'ultimo (la sua compagna e' gia' riuscita a vederlo), abbiamo contatti con il suo avvocato e si e' formato un collegio di difesa che si occupera' di tutti.

Sembra anche che i 4 siano stati interrogati da investigatori di altri paesi (Francia e Italia) che avrebbero richiesto la loro estradizione per accusarli -com'e' costume in questi casi- di altri reati: varie rapine e anche l'assalto al consolato italiano di Malaga del Novembre scorso.

Gli indirizzi dei reclusi sono:

MICHELE PONTOLILLO e GIORGIO RODRIGUEZ: Prison Provincial de Badajoz, carretera de Olivensa km7, Badajoz (Estremadura) CLAUDIO LAVAZZA e GIOVANNI BARCIA: Prision Provincial de Jaen, carretera Bailen Motril, Jaen

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Il 26 Settembre il tribunale di Firenze ha dichiarato prescritta la condanna che costringeva l'anarchico Pasquale Valitutti alla latitanza.

Il 2 Ottobre la Digos per ordine del Sostituto procuratore di Viterbo Renzo Pietroselli ha perquisito la casa di Massimo della ApplequinceRecords (etichetta autoprodotta anarcopunk) indagandolo per associazione sovversiva (art.270 c.p.); sequestrati dischi, volantini, opuscoli e una bomboletta di vernice.

Il 15 Ottobre Emanuele Del Medico, anarchico veronese, e' stato condannato a 4 mesi di carcere dal Tribunale Militare di Napoli per `mancanza alla chiamata'.

A Teramo il 19 Ottobre alcuni anarchici vengono fermati mentre distribuiscono un volantino contro l'inchiesta Marini, quindi portati in Questura, schedati e interrogati; dopo 4 ore vengono portati a casa e vengono effettuate 5 perquisizioni per il reato di `vilipendio alle istituzioni'.

A Foggia il 22 Ottobre un gruppo di anarchici dell'ex-Cim occupato sono stati bloccati in auto dalla Digos mentre trasportavano una mostra sull'inchiesta Marini destinata ad essere esposta in piazza; in due sono stati denunciati per diffamazione a mezzo stampa e la mostra sequestrata.

Sempre il 22, altre 5 perquisizioni a Teramo, sempre senza esito. 23 Ottobre a Torino, mentre si svolgevano gli interrogatori dei ROS agli inquisiti dell'inchiesta Marini due gruppi volantinavano attorno alla caserma e qualcuno esponeva uno striscione con la scritta `Marini terrorista'; la Digos ha fermato e denunciato 4 persone per vilipendio.

Marzio Muccitelli, anarchico arrestato a Torino in Agosto, dopo aver scontato 2 mesi al carcere delle Vallette per occupazione e' stato trasferito alla fine di Ottobre nel carcere militare di Forte Boccea a Roma dove scontera' altri 8 mesi per diserzione. Da Dicembre Marzio ha deciso di non indossare piu' la divisa e di non obbedire agli ordini che gli vengono impartiti. Carcere militare, Via di Forte Boccea 251, 00167, Roma.

Il 4 Novembre l'anarchico Giacomo Calligaris e' stato arrestato nella propria casa e portato al carcere di Sulmona per scontare 3 mesi di reclusione per mancanza alla chiamata. In seguito alla chiusura del braccio riservato agli obiettori totali e' stato quindi trasferito il 25 Novembre nel penitenziario di Via Dell'Uvaspina 18, 70020 ad Altamura (Bari).

Il 6 Novembre a La Spezia la Digos per ordine del Sostituto procuratore Massimo Scirocco ha perquisito le case di 5 punx anarchici sequestrando volantini, riviste, opuscoli, lettere, fanzine e vernice spray; tre punx sono quindi stati portati in Questura, schedati e denunciati per `vilipendio delle forze dell'ordine e fatti sovversivi'.

Sempre il 6 Novembre a Querceta i CC hanno perquisito l'abitazione di Italino Rossi, amministratore di "Umanita' Nova" alla ricerca di armi; l'operazione pare fosse collegata alle indagini sugli attentati ai tralicci in Toscana. Nulla e' stato trovato.

Dopo il processo d'appello svoltosi a Trento il 7 Novembre Carlo Tesseri, al rientro nel carcere di Verona, e' stato pestato da 7 guardie carcerarie.

Il Tribunale di Verbania ha condannato a 6 mesi di reclusione senza condizionale Arturo Fazio, Guido Ceragioli e Alfredo Cospito per l'occupazione internazionale di un isola sul Lago Maggiore avvenuta nell'estate del '93.

Il 22 Novembre il Tribunale militare di Torino ha condannato l'anarchico Luca Bertola a tre mesi di reclusione per mancanza alla chiamata. Cuneo, 20 Dicembre: un anarchico rientrando a casa e' stato fermato dai CC che gli hanno chiesto i documenti; cercando di sfuggirgli entrando nel portone c'e' stata una colluttazione dopo la quale e' stato pestato e denunciato per violenza, oltraggio, resistenza, lesioni e rifiuto di fornire le generalita'; dopo alcuni giorni di reclusione nel carcere di massima sicurezza e' stato scarcerato e tuttora, segnalato come `individuo violento' ha l'obbligo trisettimanale di firma presso la Questura, non puo' uscire di casa dal tramonto all'alba ne' frequentare pregiudicati.

Rinviato al 5 Febbraio il processo a 7 persone imputate di resistenza, lesioni aggravate; l'episodio si riferisce al 3 Gennaio 1996 quando una folla di occupanti e gente sgomberata ha compiuto un'azione davanti al Municipio di Torino -imbrattandolo con uova e vernice- per protestare contro 3 sgomberi: seguirono scontri con vigili e poliziotti e 7 persone furono fermate e denunciate, due delle quali incarcerate; dei due uno patteggio' 6 mesi per aggressione, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamenti, l'altro, Bruno Ferrario, ottenne dopo alcune settimane di carcere gli arresti domiciliari, in attesa di processo. In seguito, a causa dei continui e ossessionanti controlli dei CC, si diede alla latitanza ed e' tuttora ricercato.

Il 17 e 18 Febbraio `97 a Ivrea si aprira' il processo contro 16 anarchici accusati di adunata sediziosa, porto d'arma impropria, resistenza e lesioni, lesioni aggravate. Le accuse si riferiscono agli scontri durante un corteo tenutosi il 22 dicembre `93 a Ivrea in solidarieta' con Edoardo Massari ("Baleno"), allora detenuto in attesa di processo (fu poi condannato a 2 anni e 8 mesi per tentata costruzione di ordigni esplosivi e detenzione di materiale esplodente). Dopo la richiesta del comandante di piazza -giunta a meta' corteo- di posare bastoni e bandiere e di smettere il lancio di petardi, avvenne la carica, durante la quale una ragazza fu colpita al viso e altri riportarono lievi contusioni. Nove tra vigili e poliziotti denunciarono lesioni piu' o meno gravi. In seguito (dopo ben due mesi) fu arrestato Paolo Matteucci, anarchico cuneese, accusato di essere uno degli aggressori, che si fece quasi un mese di carcere e svariati mesi di arresti domiciliari.

Fabio Sgarbul, anarchico triestino non sottomesso, sara' processato per renitenza il 4 Marzo (ore 9, Via Rinaldi 26) dal tribunale Militare di Verona.

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