(en)(it) Bologna conference on "Casualisation of labour and workers' rights"

Steve Wright (sjwright@vaxc.cc.monash.edu.au)
Fri, 31 Jan 1997 08:00:29 +0100


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After I asked a few weeks ago about the conference held last December in Bologna on "Casualisation of labour and workers' rights", Pino Caputo kindly supplied me with a number of relevant pieces from the upcoming third issue of the journal _Sindacalismo di Base_, including this report . . .

The Italian original follows my English translation. I have use "casual/casualised" and "precarious" fairly interchangably in translating the word "precari". Nor do I know of a precise English equivalent for the word (neologism?) "precariato".

Steve

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Notes on the seminar/conference on "Precarizzazione del lavoro e diritti dei lavoratori e delle lavoratrici" held in Bologna, 30 November and 1 December 1996.

Diego Negri

On 30 November and 1 December the conference seminar on "Casualisation of labour and workers' rights" was held in Bologna. There was a massive participation of between 150 and 200 people during the debates with thirty circles and organisations present. The assembly was composed of comrades from the Social Centres, the Cobas and rank-and-file unions (SLAI-COBAS, RDB-CUB, CNCobas), and specific committees of casualised and unemployed workers. Politically it could be defined as a meeting of socially precarious militants. The length of the various reports did not facilitate debate (the Casuals Committee of Bologna will supply the written reports and tape recording to those who request them). The immediate fact rising out of the reports was the extreme difficulty of defining "legal" rights for casualised workers and the relative mass casualisation presently encompassing the world of labour. Many comrades saw this meeting not so much as a place for mutual encounter between groupings working in the realm of casualised work, as one in which to raise a more global dimension, insisting upon the notion of a society made increasingly precarious. If on the one hand this meant that the conference was less nitty-gritty and sector-specific, it prompted many comrades to speak of everything (the repression of the seventies, the phase of capital, the role of communists in the class struggle). There was also a section dedicated to the debate over no-profit activities, spelling out the ideological and practical limits of this model which some have held up as an alternative and progressive solution to capitalist degradation. The establishment of an Internet site concerning precarious workers was proposed by the Casuals Committee of Bologna, along with a press agency to link the various experiences working amongst precarious workers. For us a linkage between the situations of struggle is indispensable, although we do not think it opportune to create a separate "sector" union structure for casuals. There was also the proposal of a French comrade of the Organisation Communiste Libertaire regarding an alternative contingent for the upcoming marches against unemployment around Europe. In France various organisations have set up the JAC (Initiative for an alternative to capitalism) which will participate in the marches with its own slogans. The contents of this coordinating body aim to be anti-capitalist, revolutionary and rupturing, speaking of the critique and struggle against productivism. The JAC network was formed by various French groups (the OCL, NO-pasaran, Reflex, pro-Chiapas collectives, local groups of the Anarchist Federation and the French CNT, collectives of workers, independent groups of the extreme left, collectives of casual and unemployed workers and libertarian autonomist groups) which had previously set up the anti-G7 groups (GAG) that had organised a contingent at the demonstrations against the G7 in Lyon earlier in 1996. The upshot of the conference was good, seeing as a few months ago a Casuals Committee didn't even exist in Bologna. The high number of participants and reports augurs well. Political work amongst precarious workers must however centre itself largely around struggles if it wants to extend the network of collectives which move on this terrain. A grassroots work amongst precarious subjects, one freed from the logic of union allegiances and reproducing the necessity of organising around needs as the unifying element, is indispensable! The Bologna Committee for the Defence of Casual Workers' Rights can contacted at Via Avesella 5/A, where we meet each Tuesday at 9:30PM. The Committee produces a local journal called _Precari-Nati_: contact us for a copy.

Diego Negri of the Committee for the Defence of Casual Workers' Rights.

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Note sul convegno/seminario su Precarizzazione del lavoro e diritti dei lavoratori e delle lavoratrici Bologna il 30 novembre e l' 1 dicembre 1996.

di Diego Negri

Il 30 novembre e il 1 dicembre si =E9 tenuto a Bologna il convegno seminario su Precarizzazione e diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Vi =E9= stata una massiccia partecipazione dalle 150 alle 200 persone durante i dibattiti con una trentina di realt=E0 presenti. L'assemblea era composta da compagni dei Centri Sociali, dai Cobas e sindacati di base (SLAI-Cobas, RDB-CUB, CNCobas) e da alcuni comitati di lavoratori precari e disoccupati specifici. Politicamente si pu=F2 definire un incontro di militanti socialmente precari. La lunghezza delle varie relazioni non hanno facilitato il dibattito (il comitato precari di Bologna fornir=E0 a chi ne= fa richiesta tutti gli interventi scritti e la registrazione). Il dato immediato che viene fuori dalle relazioni =E8 l'estrema difficolt=E0 di definire dei diritti "legali" per i lavoratori precari e la relativa precarizzazione di massa che in prospettiva sta inglobando tutto il mondo del lavoro. Molti compagni si sono vissuti questo incontro non come una scadenza di collegamento e confronto tra realt=E0 che lavorano sul= precariato ma hanno dato alla scadenza una dimensione pi=F9 globale insistendo sulla societ=E0 precarizzata. Questo se da un lato ha reso meno categoriale e immediatista il convegno ha portato tuttavia molti compagni a parlare di tutto (repressione degli anni '70, fase del capitale, ruolo dei comunisti nella lotta di classe). Vi =E8 stata poi una parte dedicata al dibattito sul No-profit, evidenziando i limiti ideologici e pratici di questo modello spacciato da alcuni come soluzione alternativa e progressista al degrado capitalista. E' sta proposta la costituzione di un sito Internet sul precariato e una agenzia stampa in modo di collegare le varie esperienze che si muovono sul precariato. Tale proposta =E8 stata formulata dal= Comitato precari di Bologna. Per noi =E8 indispensabile un collegamento tra le situazioni di lotta, tuttavia non crediamo opportuno andare a creare una struttura sindacale di "categoria" dei precari poich=E9 come terreno= svincola dagli schemi sindacali. Vi =E8 stata anche la proposta di un compagno francese dell'Organisation Communiste Libertaire rispetto ad uno spezzone alternativo da organizzare nelle marce contro la disoccupazione in Europa. In Francia varie organizzazioni hanno dato vita alla J.A.C. (Iniziativa per una alternativa al capitalismo) che parteciper=E0 alla marcia con parole proprie. I contenuti di tale coordinamento vogliono essere anticapitalistici, rotturisti, rivoluzionari andando a parlare di critica e lotta al produttivismo. La rete J.A.C. =E8 formata da varie realt=E0= francesi che precedentemente avevano dato vita ai GAG gruppi anti G7 (OCL, NO-pasaran, Reflex, collettivi pro-Chiapas, gruppi locali della Federazione Anarchica e della CNT francese, collettivi di lavoratori, gruppi indipendentisti di estrema sinistra, collettivi di lavoratori precari e disoccupati e gruppi autonomi libertari), organizzatori di uno spezzone e di un convegno nelle manifestazioni contro il G7 di Lione di quest'anno. Le considerazioni finali rispetto al convegno di Bologna sono sicuramente buone, visto che fino a qualche mese fa non esisteva neppure un comitato precari a Bologna. L'alto numero dei partecipanti e i rapporti che si sono allacciati fanno presagire uno sviluppo positivo. Il lavoro politico sul precariato deve per=F2 essere maggiormente incentrato sulle lotte se si= vuole estendere la rete dei collettivi che si muovono su questo terreno. E' indispensabile un lavoro di base tra i soggetti precari svincolato dalla logica di appartenenza sindacale e reintroducendo come elemento unificatore la necessit=E0 di organizzarsi sui bisogni! Il comitato per la difesa dei diritti dei lavoratori precari di Bologna si pu=F2 contattare al seguente indirizzo Via Avesella 5/A o contattarci direttamente tutti i Marted=EC= dalle ore 21,30. Il comitato ha editato un giornale locale: Precari-Nati, chi volesse riceverlo pu=F2 richiederlo all'indirizzo del comitato.

Diego Negri del Comitato per la difesa dei diritti dei lavoratori precari.

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