Manifestazione immigrati 30 novembre Bologna (it)

Cyber Joker (cyber.joker@ecn.org)
Sun, 17 Nov 1996 02:40:09 +0100


Perche' la Regione Emilia Romagna Non Difende i suoi colori?

La battaglia che da sei anni i lavoratori immigrati di fianco agli italiani
stanno conducendo per il diritto alla CASA ha spinto le autorita' pubbliche
a dare le risposte per l'emergenza. A rendere vistosa l'emergenza, ormai non
rimandabile di questo problema concorre oggi in modo particolare il degrado
di alcuni Centri di Prima Accoglienza: baracche prefabbricate costruite sei
anni fa come misura d emergenza, per ospitare temporaneamente persone giunte
in cerca di lavoro e di casa, continuano oggi - ormai fatiscenti - ad essere
l'unica casa alla quale possono aspirare persone che, nella stragrande
maggioranza, lavorano stabilmente.
La necessita' di superare in positivo questa situazione, ed altre meno
vistose ma non meno pesanti, e' evidente ma e' soltanto il primo passo per
una vera politica di inserimento. In realta' e' un chiarimento su cosa
significa "politica di integrazione", la vera urgenza di oggi.
Se questo e vero la Regione Emilia-Romagna non puo' restare alla finestra a
guardare limitandosi all'organizzazione di convegni, ad una distribuzione a
pioggia dei soldi dei contribuenti (compresi i nostri) agli amici e fingendo
che siano per il bene degli immigrati anche quando capita che lasci da parte
i primi interessati.
Ad esempio quest'anno sono stati stanziati 135.000.000 miliardi per gli
immigrati.
E' forse E' forse maleducazione chiedere che i criteri e le decisioni di
spesa siano preventivamente sottoposti ad una valutazione pubblica da parte
dei diretti interessati, invece di poter tacitare la protesta erogando
qualche briciola, spesso in modo clientelare a qualche associazione di
immigrati?
Quasi cinque miliardi sono poi stati dedicati al problema CASA:, finiranno
come i primi anni nelle mani ...di chi ?
Per questo noi chiediamo agli Assessori che parlano spesso di integrazione e
solidarieta' (in Regione sono tre che si occupano di immigrazione):
- un maggiore impegno per affrontare il problema della CASA (ad esempio
consentendo l'auto ristrutturazione delle case abbandonate e sfitte)
condizione necessaria anche se non sufficiente per avviare reali processi di
integrazione:
- una informazione piu' tempestiva alle Associazioni degli Immigrati su
tutti i progetti che li riguardano e in particolare sui Corsi di Formazione
in ciascuno dei quali inoltre si richiede di avere almeno un immigrato come
tutore e almeno una associazione degli immigrati come partner;
- un maggiore e piu' trasparente impegno per giungere al riconoscimento del
diritto di voto amministrativo agli immigrati
- Auspichiamo inoltre che su sollecitazione non formale delle
Amministrazioni locali - su tutti questi temi e in particolare sul problema
CASA si ottenga un maggiore coinvolgimento dei datori di lavoro, che sono i
primi a trarre vantaggio dalla presenza della mano d'opera straniera.
Alla Regione e a tutte le istanze dell'Amministrazione locale noi chiediamo
dunque una risposta che tenga conto, prima ancora che delle esigenze di
bilancio di quelle della cittadinanza e del rispetto della dignita' umana.
Valore questo, che e' alla base di ogni tipo di integrazione.

Manifestazione
Sabato 30 novembre 1996 alle ore 15.00 (di fronte alla stazione)

Associazione dei Senegalesi Cheik Anta Diop - Ass. di Solidarieta' fra
Marocchini - Ass. Al Atlass - Ass Houria delle Donne Arabe - C.P.A. Certani
- C.P.A. Terracini - Ass. Tunisina 7 novembre
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