BOLOGNA: NUOVA Occupazione contro il degrado sociale

Cyber Joker (cyber.joker@ecn.org)
Mon, 11 Nov 1996 09:31:31 +0100


OCCUPAZIONE CONTRO IL DEGRADO SOCIALE

Questa mattina abbiamo liberato un altro spazio dalla condizione di
inutilizzo ed abbandono riservatogli dalla proprieta' (opera pia), e lo
abbiamo aperto alla citta' affinche' venga utilizzato socialmente, quale
spazio pubblico di aggregazione e comunicazione.
Con questa azione ci opponiamo attivamente al processo di degrado urbano
- l'eliminazione dei luoghi sociali della cultura e della politica gestiti
dal basso, e il conseguente azzeramento dei rapporti interpersonali
- desertificazione del centro urbano realizzata con l'allontanamento degli
abitanti a basso reddito, con l'aumento dei costi e con la diminuzione dei
servizi sociali
- conseguente chiusura di abitazioni ed edifici consegnati alla speculazione
immobiliare
- la progressiva e prepotente diffusione di sedi di banche, finanziarie,
assicurazioni e immobiliari, reali responsabili e uniche beneficiarie delle
trasformazioni economiche in atto.

E' necessario contrastare questa politica avallata dall'amministrazione
comunale e dai poteri forti cittadini, con l'apertura e l'autogestione dei
luoghi abbandonati; per una radicale trasformazione della vita quotidiana,
un recupero del rapporto cittadino-territorio attraverso la cooperazione
sociale e la valorizzazione delle conoscenze, delle attitudini e dei saperi.

Sindaco e forze dell'ordine hanno combattuto con violenza e murato
fisicamente e politicamente ogni realta' che negli ultimi mesi si e' opposta
a questo degrado. Ricordiamo in particolare l'esperienza di via Zamboni 36,
spazio occupato autogestito dove attraverso laboratori, seminari e
iniziative di lotta veniva opposta alla cultura sterile e normalizzatrice
dalle istituzioni una cultura altra, autoprodotta e autonoma.
In continuita' con quest'esperienza intendiamo proseguire i lavori di
elaborazione e osservatorio sulla ristrutturazione del lavoro, sul progetto
Bologna Sicura, sul rapporto arte-mercato, riaprire uno spazio al femminile,
un cineforum gratuito e un centro di studio, documentazione ed emeroteca.

E' nostra intenzione instaurare un rapporto costruttivo e di reciproco
rispetto (non ci interessa un concertificio) con gli abitanti del quartiere
attraverso la collaborazione e lo scambio sulle problematiche comuni.

h.18 assemblea cittadina

I nuovi occupanti di via Riva di Reno 122
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