APPELLO DI LEIPZIG

Cyber Joker (cyber.joker@ecn.org)
Sun, 10 Nov 1996 23:22:22 +0100


APPELLO DI LEIPZIG

PERCHE' LA SICUREZZA ALIMENTARE SIA IN MANO ALLE DONNE E TUTTI POSSANO
DECIDERE RIGUARDO ALLA PROPRIA ALIMENTAZIONE

NO AI NUOVI CIBI E NO AI BREVETTI SULLA VITA

Per migliaia di anni le donne hanno prodotto il loro cibo e garantito la
sicurezza alimentare ai loro bambini e alle comunit=E0. Ancora oggi in=
Africa
l'80% del lavoro necessario alla produzione alimentare interna =E8 svolto
dalle donne. In Asia per il 50-60% e in America Latina per il 30-40%. E
dovunque nel mondo le donne sono responsabili per la sicurezza alimentare a
livello familiare. Nella societ=E0 patriarcale, tuttavia, questo lavoro =E8
stato svalutato.

Storicamente tutte le societ=E0 sono sopravissute perch=E8 sono state in=
grado
di garantire la sicurezza alimentare ai loro popoli. Ciononostante questa
politica =E8 stata sovvertita dalla globalizzazione, dalla liberalizzazione
del commercio, dall'industrializzazione e commercializzazione di tutti i
prodotti agricoli sotto gli auspici dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio (WTO), della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale
(IMF).=20

Il prossimo novembre 1996 la FAO, Organizzazione dell'ONU per
l'Alimentazione e l'Agricoltura terr=E0 a Roma il Summit Mondiale
sull'Alimentazione. L'obiettivo =E8 di raggiungere "la sicurezza alimentare
universale" entro il 2010 sradicando fame e malnutrizione. Ma i documenti
tecnici preparatori dimostrano che questa finalit=E0 sar=E0 perseguita=
ancora
attraverso l'industrializzazione ed il commercio internazionale degli
alimenti. Il cibo verr=E0 prodotto dove il lavoro costa meno e le protezioni
ambientali sono pi=F9 fragili. Le comunit=E0 povere saranno costrette a=
produrre
merci di lusso da esportare nei paesi ricchi per il consumo delle classi pi=
=F9
abbienti. Queste tendenze sono gi=E0 in atto con risultati devastanti:
scomparsa su larga scala dei piccoli agricoltori; fine dell'autosufficienza
alimentare; fede nella monocultura; manipolazione genetica degli alimenti;
perdita della biodiversit=E0 e della sostenibilit=E0 ecologica. Le=
popolazioni
rurali impoverite, spiazzate da questa politica agricola mondiale, finiscono
per divenire membri marginali della societ=E0 nelle metropoli sovraffollate,
senza lavoro, speranza o cibo. Nonostante sia risaputo come questa politica
sia causa di povert=E0 e malnutrizione, viene ancora proposta come rimedio=
per
questi stessi problemi. I gruppi pi=F9 vulnerabili colpiti da queste=
politiche
sono donne e bambini delle povere comunit=E0 rurali.

Questa politica minaccia anche la garanzia e la sicurezza alimentare nel
Nord del mondo, dove l'azienda agricola familiare =E8 stata rapidamente
rimpiazzata con l'agrobusiness chimico ed intensivo. I consumatori sono
divenuti potenziali ostaggi di poche multinazionali specializzate nel
trattamento e commercializzazione degli alimenti. Al momento del consumo,
anello finale della catena alimentare globale, le donne come casalinghe non
possono pi=F9 garantirsi la possibilit=E0 di dare alle proprie famiglie
un'alimentazione sana.

In Per=F9, Cile e altri paesi del Sud le donne stanno lottando contro questa
politica monopolistica costruendo a livello comunitario la produzione di
cibo e di sistemi sanitari. Le donne nelle comunit=E0 indigene lottano=
contro
l'espropriazione della terra; le donne nell'agricoltura orientata
all'esportazione si oppongono all'uso di prodotti chimici a rischio. Queste
donne hanno il sostegno delle donne del Nord che organizzano il boicottaggio
dei seguenti prodotti da esportazione: fiori, ortaggi e gamberetti.

Molti gruppi nel Nord e nel Sud rifiutano la manipolazione genetica del
cibo. Ci dicono che la biotecnologia =E8 necessaria per nutrire una
popolazione mondiale in continua crescita. Ma il 60% dei cereali sono
destinati a nutrire gli animali nei sistemi industriali di allevamento. E
sempre pi=F9 terra nel Sud non viene usata per nutrire la popolazione locale
ma per la produzione di prodotti di lusso da esportazione.=20

Gli interessi commerciali connessi con questa tecnologia sono
particolarmente evidenti nella promozione del brevetto di forme di vita -
piante, animali ed esseri umani - sotto la protezione del TRIPS, Trade
Related Intellectual Property Rights. Nel Sud ci si oppone al brevetto di
forme di vita perch=E8 in molti casi si tratta di pura pirateria: furto=
della
biodiversit=E0 indigena e del sapere locale. Nel Nord molte persone si
oppongono al brevetto di forme di vita per ragioni etiche. =20

Come consumatori molti europei si oppongono a cibi manipolati geneticamente.
Ciononostante l'Unione Europea promuove questi nuovi cibi persino rifiutando
di etichettarli come tali negando con ci=F2 ai consumatori il diritto umano=
e
civile di decidere cosa vogliono mangiare. Il consumo in questo cosiddetto
"libero mercato" diventa coercizione.=20

In tutto il mondo le donne stanno esprimendo resistenza nei confronti di
politiche che distruggono la base della loro esistenza e la possibilit=E0 di
determinare e controllare l'alimentazione. Creano anche alternative per
garantire la sicurezza del cibo alle comunit=E0 di appartenenza basate su
principi e metodi diversi da quelli che regolano l'economia dominante
orientata al profitto e cio=E8:=20
- localizzazione e regionalizzazione invece che globalizzazione
- non violenza invece che dominio aggressivo
- equit=E0 e reciprocit=E0 invece che competizione
- rispetto dell'integrit=E0 della natura e delle sue specie
- visione dell'uomo come parte della natura e non come padrone della natura
- tutela della biodiversit=E0 nella produzione e nel consumo

La sicurezza alimentare per tutti non =E8 possibile all'interno di un=
sistema
di mercato mondiale basato su dogmi di libero commercio come: crescita
permanente, vantaggi comparati, competizione e massimizzazione del profitto.

D'altro lato la sicurezza alimentare pu=F2 essere raggiunta solo se le=
persone
nelle loro economie locali e regionali si sentono responsabili, sia come
produttori che come consumatori, della sostenibilit=E0 della terra e di=
altre
risorse, delle condizioni sociali ed ecologiche della produzione di cibo
come della sua distribuzione e consumo, della conservazione della diversit=
=E0
culturale e biologica dove l'autosufficienza =E8 il principale obiettivo
economico. =20

La nostra sicurezza alimentare =E8 una questione troppo vitale per essere
lasciata nelle mani di poche multinazionali e dei loro profitti o di governi
nazionali che sempre pi=F9 perdono controllo nelle decisioni in merito alla
sicurezza alimentare, o a pochi - in maggioranza uomini - delegati nazionali
ai convegni delle Nazioni Unite che prendono decisioni riguardanti le nostre
vite.

=20
LA SICUREZZA ALIMENTARE DEVE RIMANERE NELLE MANI DELLE DONNE OVUNQUE E GLI
UOMINI DEVONO DIVIDERE IL LAVORO NECESSARIO, PAGATO O NON PAGATO

ABBIAMO IL DIRITTO DI SAPERE COSA MANGIAMO!

NO AI NUOVI CIBI E AI BREVETTI SULLA VITA

FAREMO RESISTENZA CONTRO COLORO CHE CI OBBLIGANO A PRODURRE E CONSUMARE IN
MODI CHE DISTRUGGONO LA NATURA E NOI STESSE

Leipzig, 20 giugno 1996=20

Maria Mies Vandana
Shiva
ITPS e. V. Third
World Network India
Am Zwinger 16 A 60 Hauz=
Khas
Bielefeld New
Delhi 110016 =20
Germany India=
=20
Tel. e Fax: 49-5621-67692 Tel.
91-11-665003; Fax 91-6856795

Raccogliendo l'invito di Maria Mies propongo all'attenzione delle donne in
Italia questo appello. Per adesioni si prega inviare la firma preceduta da
nome, cognome e indirizzo in stampatello per fax o posta a:

Mariarosa Dalla Costa=20
Istituto di Scienze Politiche
Via Del Santo, 28
35123 - Padova
Fax 049/8274029

=20
ADESIONI ALL'APPELLO DI LEIPZIG del 20 giugno 1996 di Maria Mies e Vandana
Shiva

NOME E COGNOME INDIRIZZO
FIRMA

------ ECN Bologna ------------
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e-mail fam0393@iperbole.bologna.it
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