(it) Considerazioni del "E. Malatesta" sugli arresti

Tactical Media Crew (tmcrew@corelli.nexus.it)
Mon, 7 Oct 96 17:55 EDT


FRAMMENTIDIDISCUSSIONIECONSIDERAZIONIFATTENELLOSPAZIOANARCHICO
"ERRICOMALATESTA"SULLAPROVOCAZIONEDELLABANDAARMATAMARINO&CO.
CONTROALCUNICOMPAGNIANARCHICI.

Gli anarchici per il loro modo di vedere le cose di questo mondo, sono da
sempre il bersaglio privilegiato di repressioni e montature e se non fosse
per mere ragioni di calendario sembrerebbe di stare agli inizi degli anni
70. Allora il tragico preteso fu una strage di stato, oggi piu'
furbescamente sono l'insieme convulso di una serie di episodi slegati e
lontani tra loro per tempo e sostanza.
Sequestri di persona, omicidi, rapine, attentati offrono un piatto
accusatorio gia' pronto; pronto per essere servito agli anarchici.
Nonostante le premurose puntualizzazioni dei giudici, noi riteniamo questi
arresti come un attacco al pensiero ed al movimento anarchico. La
distinzione operata dagli inquisitori tra buoni e cattivi (ossia la
clamorosa bugia della espulsione dalla F.A.I. dei compagni arrestati)
propone vari elementi su cui riflettere: il tentativo di isolare gli
inquisiti in modo che la loro incriminazione avvenga piu' facilmente senza i
fastidiosi ostacoli posti da manifestazioni di solidarieta' e da un opinione
pubblica consapevole; l'attribuire strumentalmente alla F.A.I. un ruolo di
centralita' e rappresentanza del movimento anarchico; il mandare un chiaro
segnale di non impicciarsi di questa storia, di starne fuori, di non
schierarsi per non venire coinvolti in questa o in altre future inquisizioni.
Ulteriori riflessioni merita l'imputazione di banda armata e di associazione
sovversiva. Questa accusa e' stata articolata nell'invenzione di una vera e
propria organizzazione gerarchica con tanto di capi, sottocapi e gregari. E'
la logica democratica che non vuole considerare organizzazioni o gruppi di
individui del tutto svincolati da sistemi gerarchici e autoritari. E' il
dominio che vuole riprodurre la propria struttura verticistica utilizzando
proprio gli anarchici che, in quanto tali, rifiutano ogni forma di
subordinazione. Tutto cio' non e' dovuto alla superficialita' inquisitoria.
Il dominio ha paura dell'anarchia perche' un sistema di relazioni
antiautoritarie mina dalle fondamenta la concezione stessa del dominio,
percio' e' costretto a creare una struttura gerarchica alla quale
contrapporsi sul proprio terreno, quello delle relazioni gerarchiche. Il
tentativo di annullamento dell'identita' antiautoritaria e' la prima forma
di repressione con cui dobbiamo fare i conti. Anche a questo scopo sembrano
finalizzate le accuse di sequestro di persona e strage. E' importante
ribadire che non rientra, ne e' mai rientrata nel nostro progetto di
emancipazione sociale la pratica funesta di torture, sequestri ed omicidi
programmati al fine di estorcere denaro, pratica questa molto conosciuta
negli ambienti del dominio. Un elemento che potrebbe preannunciare ulteriori
sviluppi della repressione in piu' direzioni e' fornito dal comunicato dei
carabinieri, quando si parla della fantomatica organizzazione come di una
struttura operante su un doppio livello ossia un livello clandestino e del
tutto illegale e un livello di massa piu' o meno legale. E' chiaro che
quest' ultimo riferimento e' inerente alle moltissime realta'
autogestite-occupate che non hanno mai smesso di essere solidali con i
compagni prima inquisiti e attualmente incarcerati. Potrebbe profilarsi
cosi' questa nuova forma di repressione, una sorta di repressione per gradi,
a bassa intensita', ma altamente pericolosa perche' si proporrebbe di
eliminare, senza troppo rumore, tutti coloro che esprimono il loro dissenso
al di fuori delle regole democratiche.

INDIVIDUALITA'ANARCHICHEDIVIADEIPICENI39S.LORENZOROMA23/9/96

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