(it) Francia / La questura manda le sue 'vacche pazze'

Hobo (hobo@iol.it)
Sat, 5 Oct 1996 15:24:38 +0200


LA QUESTURA MANDA LE SUE VACCHE PAZZE

Di fronte alla dinamica del movimento dei sans-papiers, il governo si e'
trovato quest'estate in una posizione delicata: intrappolato tra i suoi
discorsi di fermezza e il carattere inapplicabile delle leggi sugli
stranieri. Non ha saputo quindi trovare altra 'soluzione politica' che il
ricorso al manganello. Invece di risolvere la questione l'hanno complicata.
La spettacolarizzazione dello sgombero, a colpi di ascia, della chiesa di
S.Bernard destinato a dare 'un segnale forte ai candidati all'immigrazione'
ed a mostrare all'opinione pubblica la determinazione del governo a lottare
contro l'immigrazione clandestina ha avuto, dal loro punto di vista, degli
effetti parziali. Questo sgombero e il successivo apparato militare di voli
charter, hanno creato in Mali, Senegal e Tunisia dei risonanti movimenti in
sostegno degli espulsi, causando gravi problemi a questi governi 'amici
della Francia' (e del partito gaullista) e seri problemi diplomatici al
governo francese. Il pietoso epilogo giudiziario (1.500 vacche pazze e
decina di funzionari mobilitati per arrivare all'espulsione di 8 persone) ha
definitivamente ridicolizzato le spacconerie repressive di Debre' Zero. Di
fronte a questo spreco, i pochi punti di opinione favorevole recuperati
all'interno dell'elettorato di Le Pen sono una ben magra e ambigua
consolazione. Questa attitudine confusa dimostra soprattutto che il governo
non ha nessuna voglia di vedere aprisi, sulla difficile questione dei
sans-papiers e dell'immigrazione, un nuovo fronte sociale. Quanto alla
polizia, che deve gestirsi quotidianamente questa situazione inestricabile,
sembra che sia andata a ruota libera dimostrando i primi segni di nervosismo.
La sera stessa dello sgombero di S.Bernard, alla fine del tradizionale
percorso 'Republique - Nation', nella manifestazione circola lo slogan 'A
Vincennes, A Vincennes!!'. E li' che i sans-papiers di S.Bernard sono tenuti
in custodia dagli sbirri. Cosi' parecchie migliaia di persone decidono di
proseguire la manifestazione oltre la piazza della Nation, attraversando il
bosco di Vincennes, per assediare finalmente, sul far della notte, il centro
di ritenzione. Il servizio d'ordine poliziesco decide allora di lanciare
lacrimogeni e di procedere a brevi cariche. La folla testarda rimane di
fronte al centro di ritenzione ed e' solo verso mezzanotte che gli ultimi
manifestanti decidono di andarsene. Comincia allora il linciaggio di alcuni
manifestanti isolati da parte degli sbirri.
Domenica 25 agosto si festeggia, davanti alla sede del Comune, la
liberazione di Parigi (seconda guerra mondiale) alla presenza dei ministri
degli Interni e della Giustizia. Temendo una manifestazione, la polizia
svolge un vasto dispositivo per dissuadere i passanti dall'idea di andare
festeggiare la Liberazione con gli sbirri. Nonostante gli arresti preventivi
, la polizia non puo' impedire il raduno di 200 manifestanti che hanno
risposto all'appello del Collettivo dei 'Papiers pour tous!' La festa della
polizia e' definitivamente rovinata dagli slogan 'Manouchian era un
migrante! Jean Moulin un clandestino !'. Arrabbiati per aver visto il loro
giorno di gloria disturbato da ricordi storici e recenti piuttosto brutti,
gli sbirri reagiscono violentemente: un notevole gruppo di manifestanti e'
caricato mentre un altro si ritrova rinchiuso e circondato in una
piccolissima stradina per essere poi manganellato. La violenza della carica
e' tale che il gruppo compatto di manifestanti, alcuni dei quali sono
feriti, e' costretto a rompere il cordone di celerini che blocca l'altra
uscita della stradina. Una settantina di manifestanti sono fermati, messi in
fretta nei blindati per essere portati in Questura. Qualche ora dopo sono
rilasciati senza essere stati denunciati, davanti alla mancanza evidente di
reato.
Contemporaneamente, altri manifestanti, presto raggiunti da quelli scappati
dalla trappola del Comune di Parigi, sono davanti al Tribunale
amministrativo che sta deliberando sulla validita' delle ordinanze di
espulsione dei sans-papiers di S.Bernard. La voce circola all'interno dei
manifestanti: un furgone cellulare deve condurre dei sans-papiers al centro
di ritenzione. I manifestanti, allora, si raggruppano sulla traiettoria del
blindato, azione pacifica e simbolica visto che a meno di 100 metri si
trovano centinaia di sbirri in divisa e in borghese pronti ad intervenire.
L'autista continua tuttavia la sua strada e investe un manifestante
schiacciandogli un piede. Mentre i manifestanti fuggono di fronte alla
violentissima carica degli sbirri, un manifestante X che stava portando il
ferito dentro un bar per dargli assistenza, e' violentemente fermato dagli
sbirri. Dopo averlo ammanettato e caricato nel furgone, gli sbirri si
sfogano su di lui e su 3 altri arrestati. Condotti al commissariato,
rimangono fino a mezzanotte con le manette ed e' solo verso le 4 della
mattina che X sara' portato all'ospedale per subire esami. Tutti e 4 sono
stati denunciati e ad uno di loro, processato il giorno dopo, sono stati
inflitti 3 mesi di condizionale; gli altri saranno processati alla fine di
settembre.
Mercoledi' 28 agosto, una manifestazione per i sans-papiers parte da
Republique. Il corteo di 15.000 persone e' molto vivace. I primi scontri si
svolgono attorno della chiesa di S.Bernard, trasformata per l'occasione in
un campo di battaglia dalle forze dell'ordine, che rendono questo quartiere
a forte componente popolare e immigrata una zona occupata. Alla fine del
corteo, un migliaio di persone decidono di proseguire in corteo pacifico per
raggiungere Belleville sciogliendosi poi tranquillamente. E' a questo punto
che la polizia decide di andare a picchiare a caso passanti o presunti
manifestanti, nell'intero quartiere. Davanti a un bar dove beve
pacificamente un bicchiere, M.Y. e' manganellato, il bicchiere che aveva in
mano si rompe e gli taglia la mano. Altri sbirri lo vedono e lo picchiano
ancora... Al bar 'Le Zorba', C.G. e' fermato da 2 sbirri in borghese che lo
picchiano per poi portarlo fuori e continuare il pestaggio. C.G. si ritrova
in un furgone e poi nel commissariato dove dovra' aspettare le 2 della
mattina per essere ricoverato in ospedale, al reparto rianimazione. Per ore
si teme la necessita' di un intervento chirurgico dovuto ad un serio ematoma
al fegato. La serata prosegue e la polizia continua la sua opera. Alla fine,
piu' di 100 fermi di cui 11 saranno seguiti da denuncia. 3 persone picchiate
durante la notte faranno denuncia e numerose persone saranno convocate dalla
IGS (polizia della polizia).
E' stata una serata divertente per la polizia, qualunque sia stato il
motivo: vendetta per la manifestazione durante la commemorazione della
liberazione di Parigi, o sentimento di totale impunita', o la decisione
strategica di intimidire un movimento imbarazzante per il governo, o
quant'altro. Sappiamo solo che le persone picchiate e ferite non hanno
intenzione di accettare questi comportamenti e sono pronte a difendere i
loro diritti.

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