(it) Francia / Rezistenza alla xenofobia di Stato (fr)

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Sat, 21 Sep 1996 12:13:31 +0200


RESISTENZA ALLA XENOFOBIA DI STATO, DOCUMENTI PER TUTTI!

Il 18 marzo scorso, 300 stranieri senza documenti hanno occupato la chiesa
di Saint-Ambroise per rivendicare la loro regolarizzazione. I primi giorni,
centinaia di altri sans-papiers di tutte le nazionalita', avvertiti dal
passa parola, hanno spontaneamente raggiunto l'occupazione, mettendo in luce
il carattere assurdo e inumano di leggi che, credendo di regolare un
"problema di immigrazione", contribuiscono invece a produrre clandestinita'.
Di colpo, le organizzazione umanitarie hanno scelto di restringere la lotta
collettiva, mandando via chi voleva unirsi.

Queste organizzazioni interessate ai diritti dell'uomo, pur essendosi
opposte alle leggi Pasqua a causa della loro "non umanita'", ammettono il
principio essenziale che le fonda: la necessita' del controllo dei flussi
migratori. La questione posta dai sans-papiers si riassume cosi' in una
serie di casi individuali per i quali il governo propone ormai (dopo aver
utilizzato la polizia per due sgomberi forzati dei sans-papiers in lotta)
una "applicazione umana della legge".

Questo accento posto sull'aspetto umanitario e' giustificato dal pragmatismo
e dalla necessita' di non esporre i sans papiers di Saint Ambroise, ma
questa sollecitudine rende un cattivo servizio alla volonta' delle persone
che si sono mosse sapendo cio' a cui si esponevano. Questo non potra' che
portare alla regolarizzazione di qualche dossier - i piu' presentabili,
evidentemente - rigettando nella clandestinita' tutti coloro i cui dossier
non saranno ritenuti validi e le decine di migliaia di invisibili che non
saranno neanche stati presentati.

Da vent'anni, la politica costante dello Stato e' consistita nel rinforzare
senza posa l'arsenale contro gli immigrati, gettando sempre piu' stranieri
nella clandestinita'. La condizione subita da decine di migliaia di persone
che vivono qui e' diventata impossibile al punto che, rifiutando di vivere
ogni momento della propria vita sotto la minaccia d'espulsione, qualche
centinaia tra loro, appoggiandosi sulle loro reti comunitarie e familiari
hanno deciso di rendere visibile lo scandalo delle condizioni che sono loro
imposte apparendo pubblicamente.

La loro determinazione ci indica la strada! Nel momento in cui lo Stato si
appresta ad aggravare ancora la politica anti-immigrati (progetto Toubon e
Debre'), porre la questione dei sans-papiers e' riaffermare il diritto di
tutti gli individui di circolare liberamente e di vivere dove vogliono.

Una campagna per la regolarizzazione dei sans-papiers non potra' che
svilupparsi a condizione che tutti i sans-papiers che lo desiderino possano
congiungersi con questa lotta perche' anche se la loro situazione e'
precaria, essi sono la principale forza per contrastare le leggi razziste.

Di fronte agli attacchi contro gli strati immigrati della popolazione, la
lotta attuale non deve rimanere isolata! Chi possiede i documenti, ovunque
sia possibile, deve iniziare lotte contro le pratiche discriminatorie,
ciascuno deve cercare nella vita quotidiana di inceppare il funzionamento
dei meccanismi del sistema di controllo. Sta a noi intervenire,
personalmente e collettivamente, nei luoghi pubblici e nelle amministrazioni
in cui i diritti degli stranieri sono violati.

Il 5 aprile abbiamo occupato l'ANPE Denfert-Rochereau (agenzia statale per i
disoccupati) in cui un sans-papiers era stato denunciato da un funzionario e
arrestato dalla polizia; se degli studenti sono minacciati di espulsione da
un edificio scolastico, contro queste misure c'e' sempre una vasta
mobilitazione.

Organizzare collette per raccogliere fondi per finanziare il ritorno degli
espulsi? Aprire con i sans-papiers che desiderano unirsi alla lotta un nuovo
spazio di visibilita'? A noi immaginare tutti i modi per far arretrare
l'influenza della societa' del controllo, a noi prendere l'iniziativa!

Parigi, 15 aprile, 125 anni dopo la Comune.
Collettivo "Des papiers pour tous"

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