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Thu, 23 May 1996 18:57:13 +0200


PADOVA Tensione al corteo antirazzista

Poco prima delle 8 di sera il bilancio della
manifestazione antirazzista di ieri a Padova registrava un fermo e scontri
con la polizia all'interno della stazione ferroviaria. La manifestazione
indetta da Razzismo Stop contro il decreto Dini ha visto la
partecipazione di oltre un migliaio di persone. Che fosse carica di
tensione lo si avvertiva fin dall'inizio: da una parte la situazione degli
immigrati, presenti a centinaia tra nigeriani, senegalesi, profughi della
ex Jugoslavia, tunisini, marocchini, in piazza per richiedere con forza il
permesso di soggiorno, la regolarizzazione; dall'altra i centri sociali,
che stanno conducendo una dura battaglia contro la presenza in citta' dei
neonazisti, organizzati da Gioventu' Nazionale, il vivaio di Fiamma
Tricolore di Rauti. Questi due elementi politici, all'inizio apparentemente
separati, si sono poi saldati in maniera evidente. Cosi', quando una ventina
di nazisti ha tentato di attaccare la testa del corteo con lancio di
bottiglie vuote e sassi, non ha creato nessuno stupore vedere rom,
nigeriani, militanti dei centri sociali che difendevano la manifestazione,
ricacciando i naziskin verso l'interno di piazza Cavour. La celere correva
da una parte all'altra e distribuiva manganellate sia verso il servizio
d'ordine del corteo, sia dall'altra parte. Ma gli scontri di ieri segnalano
una evidente crescita della tensione in citta', specie tra i giovani degli
organismi antirazzisti e i neonazisti cittadini. 'Boia chi molla' e 'Negri
di merda' erano gli slogan che le teste rasate, protette da cordoni di
celerini e carabinieri, lanciavano verso i manifestanti. Quando il grande
striscione di apertura che portava la scritta *Basta con i decreti
razzisti* e la firma delle associazioni Razzismo Stop di Padova, Venezia,
Vicenza e S. Dona' di Piave, e' arrivato davanti al piazzale della questura,
Paul, nigeriano prende il microfono: -Proprio adesso un nostro fratello
nigeriano e' stato spintonato e offeso in questura perche' voleva sapere
qualcosa sul permesso di soggiorno che aspetta da mesi-. Girato l'angolo un
negozio che esponeva celtiche, svastiche, magliette con stemmi e slogan
fascisti, viene preso di mira da un gruppo che parte dal corteo: le
magliette, distribuite a tutti i manifestanti bruciano sull'asfalto o
attaccate ai segnali stradali. E alla fine, quando tutto sembrava concluso,
gli agenti della Polfer, armi alla mano, fermano dei ragazzi del Pedro
fuori dal sottopasso, verso il quartiere Arcella: vogliono telecamera e
cassetta delle riprese del corteo. E li' cominciano gli scontri.

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