Resoconto dell'Incontro torinese contro il neoliberismo e per l'umanita
Nel corso dell'intera giornata si sono susseguiti gli interventi di circa
una trentina tra gruppi, comitati,
associazioni, centri sociali, sindacati di base, botteghe del commercio equo,
ecc. ecc., di area cattolica e della sinistra. Tutti sono stati invitati a
raccontare la propria esperienza di attivita' concreta sul territorio
finalizzata allo
sviluppo di una coscienza critica e/o dell' antagonismo sociale.
L'obiettivo comune: il
superamento dell'attuale sistema economico, politico, sociale e culturale
che, qui in
Italia e in Europa cosi' come sotto altra veste in Chiapas e nel resto del
mondo, continua
a distruggere il pianeta e a produrre miseria, morte, emarginazione, e
condizioni di vita invivibili per centinaia di milioni di persone.
L'invito degli zapatisti e' a confrontarsi per poter scoprire quanto abbiamo in
comune ed unire le nostre forze per rispondere con l' "internazionale della
speranza" all' "internazionale del terrore e della morte". Solo cosi' avremo una
possibilita' di non essere schiacciati dal mostro di nome "neoliberismo".
Durante l'incontro di Torino sono state messe a confronto esperienze molto
interessanti che condividono la critica piu' o meno radicale a questo
sistema mondiale e il tentativo di pensare e organizzare un'alternativa ad
esso.
Commercio equo e solidale, banche etiche, liste di collocamento alternative,
unione delle lotte tra lavoratori e disoccupati, italiani e stranieri,
esperienze di comitati di solidarieta' a livello internazionale,
ambientalismo, pacifismo,
occupazione di spazi autogestiti, sono alcune delle esperienze relazionate
durante l'incontro.
Da parte della quasi totalita' degli intervenuti e' emersa la disponibilita' ad
incontrarsi e ad ascoltarsi. Le diversita' di analisi e di metodi di lotta non
devono essere d'ostacolo alla comunicazione e alla costruzione di
un'alternativa, ma al contrario, rappresentare una ricchezza da valorizzare per
la pluralita' di soggetti e di scelte che presentano. In tutti questi anni si e'
costruito un vero e proprio patrimonio di esperienze che non bisogna
disperdere e abbandonare alla frammentazione. Gli zapatisti, al Messico, cosi'
come al mondo intero, propongono di unirsi partendo dalla volonta' di dire:
adesso basta!
Nell'incontro di Torino non si e' potuto discutere di come organizzarsi, di come
lottare contro il neoliberismo. Questo era solo un primo incontro. La sfida
pero' e' aperta e le proposte che sono uscite sono quelle di incontrarsi ancora
per discutere, magari su temi e settori di intervento specifici. Una delle
proposte e' stata quella di trovare uno spazio fisico nel quale incontrarsi, uno
spazio libero nel quale tutte le realta' interessate possano confrontarsi e
lavorare insieme. Costruire una rete di comunicazione e scambio di
informazioni, analisi ed esperienze, che il Comitato di solidarieta' con il
Chiapas di Torino da qualche tempo ha gia' iniziato a praticare con alcuni di
questi gruppi.
Siamo appena all' inizio.
Comitato di solidarieta' con il Chiapas di Torino
Ciao
Pino