(It) Lettera all'EZLN dal carcere di Trani

Alessandro Lomazzi (dad0872@comune.bologna.it)
Wed, 8 May 1996 13:18:04 +0100


Lettera ai compagni dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale in
occasione dell'incontro intercontinentale per l'umanita' e contro il
neoliberismo.

Compagne e compagni,
siamo prigionieri rivoluzionari provenienti dall'esperienza della
guerriglia italiana, e vogliamo trasmettere tutta la nostra solidarieta'
internazionalista a questo momento importante di comunicazione e lotta tra
coloro che combattono contro la barbarie imperialista e per l'emancipazione
e liberazione del proletariato e dei popoli oppressi dagli attuali rapporti
sociali capitalistici.
Facciamo nostro l'appello "contro il neoliberismo per l'umanita'"
coscienti, con Marx, che "il comunismo e' possibile empiricamente solo come
azione dei popoli dominati tutti in "una volta" e simultaneamente, cio' che
presuppone lo sviluppo universale della forza produttiva e le relazioni
mondiali che esso comunismo implica".
Ogni proletario, ogni comunita', ogni popolo oppresso in tutto il mondo ha
dovuto conoscere sulla propria pelle il contenuto distruttivo del
neoliberismo. Una politica criminale che la borghesia imperialista dei
diversi paesi sta imponendo sotto l'incalzare della crisi generale storica
del modo di produzione capitalistico: nel breve periodo per cercare di
mantenere adeguati i livelli di competitivita' in un mercato internazionale
sempre piu' saturo, e, strategicamente, per riarmarsi per una nuova
spartizione del mondo...
Il diktat imperialista e' chiaro: progressivo azzeramento delle spese di
riproduzione delle classi dominate e "tutto per l'esportazione" ... e per
la guerra!
Questa ricetta di "lacrime e sangue", chiamata via via "thatcherismo",
"reaganismo", "consenso di Washington", "Piani di Aggiustamento
strutturale" produce ovunque nefaste conseguenze: 40.000 persone ogni
giorno muoiono di fame; 60 paesi sono minacciati nella loro esistenza dalla
desertificazione e distruzione dell'ambiente naturale; 2/3 dell'umanita'
sono privi dell'acqua potabile; popolazioni in numero crescente sono
sottoposte a carestie, guerre e malnutrizioni che fanno rivivere l'incubo
del colera, della tubercolosi e della peste; concentrazione di ricchezza da
una parte e di poverta' dall'altra (i salari dei paesi della "periferia"
sono 1/40 di quelli del centro e cio' istituzionalizza l'ineguaglianza
sociale e il razzismo insiti nella divisione capitalistica del lavoro; USA,
Giappone e Germania con il 9% della popolazione posseggono l'80% della
ricchezza del globo); sessismo (le donne pur producendo i 2/3 delle ore di
lavoro percepiscono il 10% dei salari e l'1% dei beni).
Queste politiche antiproletarie imposte dal grande capitale multinazionale
sono concepite e coordinate da precisi organismi internazionali.
- Il G-7, che - soprattutto con il Vertice di Londra del '91 - ha sancito
la "sovranita' limitata" e il "dovere di ingerenza" degli stati
imperialisti piu' forti quando lo ritengano opportuno svelando cosi' (per
dirla con il presidente della IBM) che "le frontiere che separano una
nazione dall'altra non sono piu' reali dell'equatore";
- Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, a cui il G-7
delega la definizione dei piani di vero e proprio strozzinaggio verso paesi
indebitati e di desertificazione sociale verso quelli che devono essere
"educati all'etica del profitto e della centralita' dell'impresa";
- La Nato, che dopo le aggressioni imperialiste all'Iraq, alla Somalia e
all'ex Yugoslavia ha smesso anche le ultime apparenze di "organizzazione
difensiva" per indossare la divisa di esecutrice delle politiche
dell'imperialismo;
- Le strutture politico-economiche alla testa dei processi di integrazione
imperialista continentali (Unione Europea, NAFTA in America, area dello yen
nel pacifico...), che aumentano lo sfruttamento al loro interno e si
proiettano aggressivamente all'esterno verso un sempre piu' concreto
scenario di guerra per una nuova spartizione del pianeta;
-L'Onu, che diviene sempre piu' garante dei mandati imperialisti e fonte di
legittimazione della liquidazione di ogni tentativo di modificazione
dell'ordine mondiale di sfruttamento.
Sono queste cause e questi soggetti che hanno determinato riduzioni delle
spese sociali, brutali programmi politici demografici, migrazioni di massa,
trasformazione di ogni paese in un sistema economico "aperto" alle
attivita' di sfruttamento e rapina delle multinazionali, distruzione delle
economie di sussistenza e desertificazione economico-sociale.
E' contro questa dinamica antiproletaria che si sono ribellati i popoli
indios del Messico e l'EZLN ha iniziato la sua offensiva nel 1994, mandando
in frantumi la maschera di falso sviluppo del paese sotto cui Salinas De
Gortari svolgeva il suo sporco lavoro per conto dei suoi padroni
nordamericani.
Se i paesi della "periferia" - come sempre - subiscono la gran parte
dell'insopportabile peso delle politiche neoliberiste, anche nel "centro"
esse si fanno sempre piu' aggressive.
Qui in Europa il neoliberismo si coniuga con lo slogan imperialista
"maggiori sacrifici per salvare l'Unione Europea" dei nostri pifferai
magici: "congeliamo i salari e tagliamo lo stato sociale per rientrare nei
parametri di Maastricht" (dice il tedesco Kohl); "meno servizi sociali per
mantenere la Francia al posto che le compete" (arringa il francese Juppe');
"per l'Eurooa bisogna massacrare la spesa per le pensioni e per la sanita'"
(minaccia il commissario europeo italiano Monti).
In Italia, dopo il varo nel '93 di politiche liberiste volute dal grande
capitale, che imponevano ai proletari un pesante peggioramento delle
condizioni di lavoro (lavoro in affitto, precario, part-time...), ora,
all'insegna della "mobilita' e flessibilita'" si tenta di re-imporre con le
"gabbie salariali" la sperequazione tra i salari delle regioni del nord
industriale e quelli del mezzogiorno, secondo il classico schema
"centro-periferia".
Sono queste le condizioni che permettono ai vertici della FIAT di
dichiarare che il suo campo di battaglia sara' il mondo, di varare la sua
"world car" da produrre in America Latina, nell'Est europeo, in Africa e in
Asia, e di affermare "vinceremo con la creazione e gestione di un'azienda
multietnica in cui l'elemento uomo e le differenze culturali saranno
rispettati e valorizzati" ... con lo sfruttamento piu' selvaggio!
Anche per noi, l'insurrezione zapatista contro il distruttivo processo di
integrazione capitalistica chiamato NAFTA, voluto dalle multinazionali
yankee, e' stato un messaggio di speranza e di possibilita'-necessita'
della lotta antimperialista. Contro il tam-tam della borghesia mondiale
sulla "fine del comunismo" ha significato che e' possibile osare lottare e
osare vincere; che la ferocia dell'imperialismo e' pari solo alla crisi
generale storica in cui si dibatte, e che ad essa il proletariato ed i
popoli oppressi possono porre un limite.
Anche qui in Europa, negli ultimi anni, milioni di proletari sono in lotta
contro le politiche neoliberiste; contro l'imposizione di maggiori livelli
di sfruttamento, alienazione e impoverimento della loro vita sociale contro
la repressione di ogni esperienza di produzione di relazioni, di vita,
fuori e contro la razionalita' del plusvalore.
Ho Chi Min gia' negli anni '60 avvertiva: "Il capitalismo e' una sanguisuga
con due ventose: una succhia il proletariato metropolitano e l'altra il
proletariato delle colonie. Se volete uccidere questo mostro, dovete
troncare entrambe le ventose. Se ne tagliate una sola, l'altra continuera'
a succhiare il sangue del proletariato, l'animale continuera' a vivere".
Per questo dobbiamo essere capaci di unire le esperienze, la ricchezza,
delle lotte che comunita' e popoli oppressi, proletari e comunisti
sviluppano in ogni parte del mondo.
Il processo rivoluzionario di questa epoca non puo' che partire da questa
nuova dimensione e prospettiva di lotta, in cui alla distruttivita' del
neoliberismo capitalista vengono opposte le ragioni dell'umanita', attuando
una rivoluzione che e' economica, politica, sociale e culturale, che pone
al centro l'uomo. Sono questi anche i temi delle 4 tavole rotonde di questo
incontro intercontinentale organizzato dai compagni zapatisti.
Ed e' sempre Marx a farci da sestante: "La proprieta' privata ci ha fatti
talmente ottusi e unilaterali che un oggetto e' nostro solo quando lo
abbiamo, quando, dunque, esiste per noi come capitale, o e' immediatamente
posseduto, mangiato, bevuto, portato sul nostro corpo, abitato (...). Tutti
i sensi fisici e spirituali, sono stati quindi sostituiti dalla semplice
alienazione di essi tutti, dal senso dell'avere. A questa assoluta poverta'
doveva ridursi l'ente umano, per produrre alla luce la sua intima
ricchezza. (...). La soppressione della proprieta' privata e', dunque, la
completa emancipazione di tutti i sensi umani e di tutte le qualita'
umane".
Piu' la vita di questo pianeta e' pervasa di rapporti mercificati
capitalistici, di sistemi e modelli basati sull'efficientismo e sulla
competizione individuale, nonche' di merci, di macchine, di scorie, di
atomiche... e meno gli uomini possono ritrovarvisi.
E' reale dire che la contraddizione e' sempre piu' tra esistenza del
capitalismo e interessi umani in generale.
Contro le politiche guerrafondaie di sfruttamento e rapina della borghesia
imperialista, nel centro e nei tre continenti del sud, costruiamo l'unita'
internazionalista dei processi di emancipazione e lotta del proletariato
internazionale e delle comunita' e popoli oppressi.
I proletari di tutto il mondo non hanno da perdere altro che le loro
catene!

Vittorio Bolognese, Lorenzo Calzone,
Luciano Farina, Giovanni Senzani
Aleramo Virgili

Carcere di Trani
1 Maggio 1996

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C E N T R O D I D O C U M E N T A Z I O N E

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