(It) Umanita Nova (1/2)

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Mon, 15 Apr 1996 22:43:18 +0200


UMANITA NOVA
31/03/96
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c/o GCA Pinelli,
via roma 48
87019
Spezzano Albanese (CS)
tel 0981/ 950 684
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McMoran Freeport di Irian Jaya

Le Popolazioni native in rivolta
contro la civilta della terra bruciata

Quelli che se@guono sono
brani di un notiziario fatto
circolare da @teve Feld, a@-
tropologo statunitense, su
informazioni pervellutegli
da fonti di fiducia.
@<Due gruppi di circa tre-

mlla persone ciasGuno@
e 12 marzo7 hanno dato luo-
go a tumulti nelle zone di
Irian Jaya (Papua occidenta
le) ove sono si@uate le minie-
re di oro, argento e rame del-
la Freeport McMoRan (ame -
ricana) e della Rio Tin@o
Zinc (Britanriica). Dopo a-
@er messo sottosopra Tem-
bagapura il primo giorno, il
secondo si sono direLti se-
guendo percorsi di@ersi ver-
so New Town (Kuala Ken-
cana = fiume d'oro secondc
il nuovo nome) e Timika,
sull@ costa.
<tA fare le spese della fu-
ria degli insorti sono stati
gli edifici, le attrezz@ture, le
officine, i veicoli della ditta
mineraria: uffici irlvasi@ ar@
chivi e documen.ti dispersi,
computer sfasciati, macchi-
nari sabotati, ma non sono
stati risparnl;ati altri obiet-
tivi associati @ll'invasione
bianca e indonesiaI@a del-
l'isola: grandi magaz7,ini e
centri cvmmerci@ alberghi
a cinque stelle. Soltanto la
presenza di circa SOO mili-
tari armati (ii tutto punto ha
impedito l'irruzione nell'ae-
@eoporto. Dlle persone7 che
avevano valicatc il reeinto
sono state abbattu@e Gon cvl-
pi alle gambe.
<<Gli ins@3rti @omprende-
vano Amungme, Dani e Mo-
ni (popolaziolli aborigene).
Le miniere impiegano circa
1.500 nati@i @sll @n totale di
@irea lS.OOO) che hanno ri-
iuta@o di lavorare. Per due
@iorni le miniere si sono fer-
nate.
<<"Vogliamo incontrare
@.B. Moffett (presidente del-
.a Freeport ihIcMoR@n) e
Suharto'@, era la richiesta
degli insorti>@.
Questa cronaca rimane
rnonca, perche non ne cono-
sciamo i successivi svilup-
pi, ed e comunque un segna-
le della situazione che si e
andata evolvendo nella par-
te occidentale dell'isola di
Papua. Per tracciare un qua-
dro piu generale (oltre a
quanto gia riportato su UN
2tl996) va ricordato c31Le
l'invasione indonesiana e
delle multinazionali in una
trentina d'anni ha ridotto a
brandelli ogni risorsa di GUi
disponevano gli abitanti che
popolavano quel territorio e
che oggi sono scesi ad un
numero di poco superiore al
milione.
I principali fattori che
hanno condotto alla distru-
zione dell'ambiente sono:
- La deforestazione. Al
pari della foresta amazzo-
nica, l'isola disponeva di
una foresta pluviale sub-tro-
picale molto ricca di legni
pregiati che e in corso di
abbattimento ad una veloci-
ta vertiginosa. Le concessio-
ni di sfruttamento del gover-
no di Giacarta coprono cir-
ca@due terzi della superficie
totale. Oltre ad eliminare
ogni forma di vita animale
ed umana col taglio degli
alberi, cio comporta anche la
costruzione di rudimentali
strade che deviano i corsi
d'acqua, da una parte sot-
traendola al territorio dal-
l'altra creando ristagni con
relativa estensione delle
zone malariche.
- Le trivellazioni petroli-
fere. Un nutrito gruppo di
multinazionali del petrolio -
compresa l'Agip - sta estra-
endo da pozzi sull'isola e
dai fondali marini prospi-
cienti.
- Le miniere. L'impatto
maggiore sul territorio e
causato da queste escava-
zioni e relative installazio-
ni che hanno sventrato le
montagne, inquinato i fiumi,
sconvolto ogni aspetto del-
la vita della popola@ione.
- L'aumento della popo-
lazione. Sono circa 700 mila
gli immigrati, per la mag-
gior parte giavanesi, che si
sono insediati sull'isola:
militari, addetti alle lavora-
@ioIli, alle infrastrutture e ai
commerci che sono fioriti
intorno allo spoglio delle
materie prime.
- Alle popolazioni origi-
narie sono rimaste: la perdi-
ta dei territori, dell'aria, del-
l'acqua e di ogni fonte di
sostentarnento e di cultura;
l'arrivo di nuove terribili
malattie, l'aleolismo, la di-
spersione e la disperaziolle,
le scorribande dei milit@lLi di
Suharto che non lesinano le
violenze per proteggere i
lauti guadagni delle multi-
nazionali.
A proposito dei militari
una considerazione va fatta:
il loro comportamento risul-
ta in questa occasione deci-
samente contenuto rispetto
ai precedenti raids indiscri-
minati. Cio e probabilmen-
te dovuto a precisi ordini
emanati da Giacarta nel ten-
tativo di ripristinare un'im-
magine fortemente compro-
messa dalla campagna di in-
formazione internazionale
che e in corso. Un segnale
che, anche se per ora siamo
ben lontani da una prospet-
tiva di restituzione ai popo-
li nativi del loro diritto alla
vita e alla terra, qualcosa si
sta muovendo, ed e bene che
continui a muoversi.
A.N.

FREEDOM PRESS
http://www.lglobal.com/TAO/Freedom