MANIFESTAZIONE A BOLOGNA IN DIFESA DEL 36

Cyber Joker (fam0393@comune.bologna.it)
Wed, 3 Apr 1996 02:19:31 +0200


OGNI SGOMBERO SARA' UNA BARRICATA; MANIFESTAZIONE A BOLOGNA IN DIFESA DEL 36
Il bello, il brutto e il cattivo hanno sbagliato di nuovo copione. Roversi
Monaco, Vitali e Gianni, rispettivamente rettore,
sindaco e questore non devono aver goduto molto dell'ottimo clima di questo
fine settimana bolognese.
L'atmosfera si era surriscaldata decisamente nel primo pomeriggio di venerdi
allorquando la sala studio occupata al civico
36 di via Zamboni e' stata sgomberata da un manipolo di questurini in
borghese. La mobilitazione di molti studenti presenti
nell'area e di numerosi compagni raggiunti dagli appelli lanciati da Radio
K Centrale ha portato in poche ore alla
rioccupazione dello spazio. L'assemblea tenutasi subito dopo, forte del
contributo di altre realta' di lotta nel territorio
bolognese, ha individuato nel concentramento da tenersi all'indomani la
forma piu' appropriata di comunicazione nei
confronti di chi pensava che si potesse cancellare manu militari
un'esperienza quinquennale di autogestione.
Il senso del messaggio lo hanno dato ieri pomeriggio diverse centinaia di
manifestanti partiti dalla zona universitaria al
seguito dello striscione: "ogni sgombero sara' una barricata", firmato 36
ri-occupato.
"La solidarieta' e' un'arma" era invece il messaggio degli occupanti di via
del Pratello a riconferma della coesione delle
numerose realta' cittadine sul tema delle pratiche antagoniste della
produzione di cultura "altra" e della liberazione e
autogestione di spazi.
Accompagnati da una presenza discreta delle forze dell'ordine attraverso una
citta' impegnata nello shopping prefestivo i
manifestanti hanno alternato slogan espliciti a coreografiche occupazioni
degli incroci esprimendo allo stesso tempo la
valenza politico sociale e culturale dell'iniziativa. Accompagnata dalle
musiche della Banda Roncati e amplificata dalla
radiocronaca di Radio Kappa, la manifestazione si e' conclusa presso il
teatro di via Irnerio, da diversi mesi occupato e
autogestito.
Il corteo ha "toccato" in una sorta di viaggio virtuale (ma anche
terribilmente reale) i molteplici volti di una citta' falsamente
pacificata tracciando una curva ideale attorno all'area di via Zamboni. Qui'
nel cuore della citta' e della zona universitaria
che di essa e' il fulcro si riversano le contraddizioni che qui si vorrebbe
mantenere relegate salvo poi tentare di soffocarne la
visibilita' con perentori interventi repressivi.
Il 36, era stato da alcuni mesi strappato allo "spaccio" che imperversa
(complici le forze dell'ordine) nella zona e
riguadagnato a "situazioni" di studio ma anche confronto e progettualita'
liberate. I muri ipergrafittati ne raccontano la
molteplicita' contradditoria e rumorosa ma comunque produttiva di senso/i.
Nei progetti del rettore prevale invece il silenzio
monocromo di una universita' non piu' di massa ma massificata e ad accesso
limitato (vedi tasse...e affitti) all'interno di una
citta'-esperimento per un futuribile centrosinistra nazionale. Da vedere...
prossimamente su questi schermi.
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