Bologna: Fallito sgombero del 36

Cyber Joker (fam0393@comune.bologna.it)
Fri, 29 Mar 1996 21:20:00 +0100


NESSUNA REPRESSIONE FERMERA' LA NOSTRA LOTTA

Nella mattinata di oggi, venerdi' 29/3/96, agenti della digos sono entrati
nel 36 occupato e, dopo aver sbattuto fuori i pochi presenti, hanno impedito
l'entrata a chiunque mentre una squadra di operai si adoperava nel cambiare
le serrature e chiudere definitivamente lo spazio agli studenti.
Nel frattempo, attraverso il passa parola e gli appelli lanciati dalle
radio, si formava un presidio di risposta che raccoglieva compagni e
studenti che confluivano sempre piu' numerosi di fronte al portone. Riunite
sufficienti forze veniva sfondato il portone e liberato lo spazio mentre
altri compagni impedivano l'intervento delle forze dell'ordine (celere e
carabinieri). A questo punto il presidio si trasferiva all'interno del 36
occupato e dava luogo all'assemblea permanente tuttora in corso. In questa
sede si e' evidenziato come questo tentativo di sgombero cada
in un momento ben preciso: in apertura di campagna elettorale, le minacce di
sgombero lanciate dal rettore massone Roversi Monaco trovano sponda nel
questore Gianni (postfascista di AN) e rappresentano un chiaro segnale della
volonta' repressiva con la quale le autorita' accademiche, risultate
latitanti per l'intera giornata, si rapportano alle problematiche e alle
istanze sollevate dagli studenti all'interno dell'ateneo.
Tuttavia l'attacco di oggi va anche calato in un contesto piu' generale di
repressione sia cittadino che nazionale (vedi i recenti fatti di bologna e
poi di trieste e di bergamo) nei confronti di tutte quelle esperienze di
lotta che esprimono nel territorio una conflittualita' antagonista: in
questo senso e' certamente un segnale positivo la solidarieta' attiva di
tanti compagni delle diverse esperienze di lotta, per una volta
colletivamente presenti nella difesa vincente di uno spazio.
In questo vi e' stata la capacita' di cogliere il significato generale
dell'attacco repressivo di oggi, indirizzato non solo contro l'unica voce di
incompatibilita' presente nel contesto universitario bolognese ma piuttosto
come l'ennesimo tentativo di zittire con la violenza le voci di dissenso e
conflittualita' provenienti dal basso.
E' necessario comunque mantenere la tensione e la vigilanza nella difesa dei
luoghi liberati dell'autogestione (dal pratello al teatro polivalente
dell'accademia allo stesso 36) e per ribadire l'appartenenza della zona
universitaria agli studenti e non alle forze dell'ordine con un
concentramento-presidio per la giornata di sabato 30 marzo 96 alle 16 in
piazza Verdi

36 ri-occupato e liberato
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