lettera Marcos

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Thu, 7 Mar 1996 08:07:01 +0100


Pubblicato in La Jornada Semanal
14/1/1996

Di alberi, trasgressori e odontologia
Subcomandante insurgente Marcos

Settembre-Novembre 1995
A Carlos Monsivais
Mexico, D.F.

Dal Subcomandante insurgente Marcos
Montagne del Sudest messicano,
Chiapas Mexico.

Maestro:
Le (ti) mando un saluto e comunico di aver ricevuto il libro "Los rituales
del caos". L' ho letto rapidamente in uno di quei momenti di stallo che il
supremo governo chiama dialoghi di San Andres.
Bene. Salute e prova a vedere se, seguendo Alice, riuscirai ad incontrare la
Regina di Cuori e a risolvere l'indovinello proposto nell' ultimo post scriptum.
Dalle Montagne del Sudest messicano
Subcomandante insurgente Marcos
Messico, autunno 1995

P:S: Che ricorda, un po' in ritardo, il motivo principale di questo caos
epistolare e si intitola:

OJEPSE LE Y OTIRUD
(La politica, la odontologia e la morale)

"E in quell'istante vidi in volto l'Apocalisse. E compresi, che il solito
timore del giudizio finale ha radici nella intuizione demoniaca: uno gia'
non stara' per presenziarlo? Io vidi con la coda dell' occhio la Bestia a
sette teste e 10 corni, con 10 diademi, su ogni testa parole blasfeme. La
gente applaudiva, la fotografava, la filmava, registrava le sue
dichiarazioni esclusive, mentre con chiarezza, che sarebbe tornata ad essere
nebbia dolorosa, mi giungeva la conoscenza a posteriori: l' incubo piu'
atroce e' di essere esclusi definitivamente."
Carlos Monsivais
Los rituales del caos, pag. 250.
Il punto e' cardine dell'unione di due specchi, che posti di fronte, si
dispieghino ai lati, come ali per sorvolare un' era di caos. Un cardine,
questo e' il punto.
- Cerca la pagina 250 - dice Durito mentre disfa le sue valige. Io cerco
preoccupato e mormoro:
- Pagina...250....mmh...,si' e' qua - dico con soddisfazione.
"Questo ci include momentaneamente" penso, mentre Durito insiste col voler
mettere il suo piccolo piano sopra al suo ancora piu' piccolo scrittoio, per
dimostrarmi che il piccolo sostiene il grande, sia nella storia, che in
natura. L' argomentazione cade insieme al piano e Durito rotola in basso,
rimanendo, dopo questa spettacolare operazione, con il piano e lo scrittoio
sopra il suo carapace. Io finisco di leggere questa parte del libro e cerco
la pipa, il tabacco e Durito (proprio in quest'ordine). Durito non ha
intenzione di uscire da sotto la catastrofe che porta su di se e una piccola
colonna di fumo mi annuncia due cose: la prima e' la segnalazione di dove si
trova il mio tabacco e la seconda e' che Durito e' vivo.
Accendere la pipa ed essere assalito dai ricordi sono una cosa sola.
Qualcosa del testo mi porta indietro negli anni. Quella era un'epoca dolce e
semplice. Mi dovevo preoccupare solo del pasto, i libri erano pochi, ma
buoni e rileggere era come trovare un libro all'interno di un altro. E
questo giunge a proposito, perche' Durito mi ha portato questo libro in
regalo e mi ha segnalato un testo a pagina 250 per dirmi qualcosa, che rora
restera' in sospeso, perche' ci sono cose piu' importanti di cui parlare,
per esempio che i libri son fatti di foglie e le foglie sommate ad alcuni
rami e radici, fanno alberi ed arbusti. Gli alberi, come tutto il mondo sa,
servono per custodire la notte, che di giorno , e' risaputo' e'
disoccupata. Tra rami e foglie, la notte riparte le sue rotondita', allo
stesso modo di una donna che riparte le sue forme tra abbracci umidi ed
affannosi. Gli alberi, nonostante questa sensuale missione, hanno tempo
anche per altre cose. Ad esempio solgono allog!
giare svariati animali mammiferi,
Durito mi interrompe dal profondo, ora me lo spiega, della moderna scultura
formata dal piano e dallo scrittoi sopra la sua testa.
- Hai l' accendino?
- Questa scultura si dovrebbe chiamare come "Caos sopra una scarabeo
fumatore" - gli dico mentre gli passo l' accendino.
- Non mi offendono i tuoi scherzi, riflettono solo la tua ignoranza. Si vede
che tu non hai letto in Umberto Eco il caso dell' opera aperta. Questa
splendida scultura e' il miglior esempio dell' arte moderna e
rivoluzionaria, e di come l' artista si comprometta a tal punto con la sua
opera, da diventarne una parte di essa.
- E come si chiama?
- Questo e' il dettaglio, il rispettabile deve dargli un nome, dato che un'
"opera aperta". Come saprai mio caro "Guatson", l' "opera aperta" non e'
finita fino a quando si completi all' interno del processo di circolazione e
consumo del mercato artistico. Elementare. Cosi' lo spettatore abbandona il
suo ruolo passivo e si converte in "coautore" dell' opera d' arte. Zedillo,
ad esempio, la potrebbe intitolare Il mio programma di governo e porla a Los
Pinos; Salinas de Gortari potrebbe intitolare La mia eredita' politica ed
economica e tenerla ad Almoloya e i neoliberisti la chiamerebbero Nuova
proposta di un ordine mondiale.
- E tu come la chiameresti? - mi domanda Durito. Io analizzo con occhio
critico e rispondo:
- Mmmh....Qualcosa come Scarabeo sepolto sotto un piano e uno scrittoio.
- Bah! E' troppo descrittivo - rimprovera Durito.
Mentre parliamo i rituali della notte si compiono lentamente: il rumore
dell' aereo, il fumo della pipa, la solitudine, il discreto suono dei
grilli, lo spazioso e luminoso occhieggiare delle lucciole, l' oppressione
al petto, e sopra le stelle, fattesi talco nel Camino de Santiago.
Forse piove. I mesi passati hanno avuto una notevole incostanza, per la
pioggia; perfino il calendario pare disorientato e non riesce a
raccappezzarsi in tanto viavai di avvenimenti. Durito mi domanda come si
chiama l' autore del libro.
- Monsivais - rispondo.
- Ah! Carlos! - dice Durito con una familiarita' che mi sorprende. Gli
domando se lo conosce.
- Certo! La cronaca e' un genere che condividiamo....Ma e' meglio che
prosegui a scrivere, io ho molto da fare - risponde Durito.
Io sto cercando di prendere tempo perche', iniziando la lettera, mi sono
ricordato immediatamente che non ho risolto il dilemma del Tu o del Lei, da
usare. Durito sostiene fermamente un assioma, pilastro della sua concezione
del mondo: non c' e' problema sufficientemente grande da non poter essere
aggirato. Cosi' con questo corpus filosofico, ho deciso, una volta di piu',
di lasciare in sospeso la soluzione del dilemma e continuare con la soave
altalena che ci porta dal TU al Lei.
E allora mi decido. Mordo la pipa con determinazione e aggiusto lo sguardo
da
governatore-del-sudest-disposto-a-tutto-per-difendere-la-volonta'-popolare-c
he-guarda-cosa-son-le-cose e intraprendo il duro compito di scriverti(le).
Mi immagino che debba apparire fenomenale, che disdetta di non avere un
testimone! (Durito russa sotto la frana della sua dimostrazione), peccato
che ho mandato tutti gli specchi nello scritto, che ha un titolo come
Specchi: il Messico tra le notti del giorno e il cristallo di luna. Cosa?
Non era cosi'? Non ha importanza, Il caso vuole che avrei bisogno di uno
specchio ora, per controllare se il mio sguardo ha il brillio delirante del
genio, che si prepari per abortire la sua migliore idea. Cosa? Un autogol?
Perche'? Perche' "abortire"? Ma no! Sara'(i) d'accordo con me che le
migliori idee sono quelle che mai si manifestano. Nel momento che diventano
prigioniere del linguaggio, le idee diventano testi, parole, frasi,
paragrafi, pagine....fino a libri se non stai attento e le lasci libere.
Cosi' le idee diventano misurabili, si possono pesare, misurare, comparare.
Allora diventano abbastanza noiose, inoltre se tornano indipendenti non
obbediscono a nessun ordine. Capisco che !
a te(lei) risulti inverosimile qu
- Definitivamente - dice Durito
- Cosa? - e' l'unica parola che riesco a dire dopo la brusca interruzione di
Durito.
- Non c' e' dubbio che questa consulta escluda gli scarabei - continua
Durito, che quindi non dormiva e continua a guardare fogli di carta anche
dal caos che lo opprime.
- questa consulta ci ha escluso, e questa e' una forma di razzismo e di
apartheid; presentero' una protesta agli organismi internazionali, competenti.
E' inutile che cerchi di spiegare a Durito, egli insiste sul fatto che
manco' quella che lui chiama la "settima domanda" e che sarebbe, parola
piu', parola meno:
Siete d' accordo che la cavalleria errante debba essere aggiunta al Registro
Nacional de Profesiones?
Io gli spiego che ho mandato diversi post sciptum alla CND e ad Alianza
Civica, pero' nessuno si e' sentito chiamato in causa.
- E' indegno che questa domanda non appaia, e' questione di estetica. A chi
puo' venire in mente di fare una consulta con sei domande, i numeri pari son
antiestetici, al contrario i dispari hanno il fascino della asimmetria. Mi
stupisce che uno tanto asimmetrico come voi, mio nasuto scudiero, non vi
abbia posto rimedio.
Io faccio l' offeso e taccio. Un suono atroce si fa sentire verso nord. I
lampi lacerano l'oscura cortina che diluisce la distanza tra montagne e
cielo. Durito cerca di accontentarmi e mi racconta qualcosa (non si sente
bene quello che dice, da sotto la scultura moderna) sul fatto che avrebbe
avuto un ambulatorio specializzato sulle dita grasse del piede sinistro. Io
apprezzo la soave insinuazione di Durito, e mi concentro sul tema di questa
missiva, che era qualcosa come "Partiti politici ed Etica" o "Politica e
morale" o "Nuova sinistra, nuova morale e nuova politica" o " Tutti siamo
Prigione" o .... In questo istante crepita un lampo, dimenticato dall'
Apocalisse, Durito dice che capita questo perche' mi voglio mettere con l'
alto clero, io protesto che non mi sto mettendo con l' alto clero, ma sto
semplicemente cercando un titolo mooolto buono per questo scritto, talmente
buono che perfino un ambasciatore me lo possa copiare.... Che ti pare
questo? "La bella menzogna e !
la causa perduta". Durito afferma
Il mio altro io si avvicina e mi dice che se voglio entrare nella polemica
mi conviene essere serio, perche' con i machiavelli e i nunzi non si gioca -
Se non mi credi domandalo a Castillo Peraza, la cui etica politica ha
dimostrato la sua efficacia in Yucatan - dice il mio altro io mentre si
ritira a vigilare i fagioli. Tutta la polemica e' un incubo non solo per i
polemisti, ma, soprattutto, per i lettori. Per questo mi rendo conto che non
vale la pena e ancora di piu' quando ricordo quella profezia nel dicembre
1993, di un certo intellettuale salinista (oggi senza memoria), che
pronosticava grandi successi per Salinas nel 1994 perche' aveva "tutte le
carte in regola".
Ma mi accorgo che non posso rimanere spettatore e che debbo scegliere una
parte; allora scelgo la parte di quelli che non hanno parte e con Durito
facciamo una "ola" e non si creda che sia una "ola" disprezzabile: con i
tanti paia di mani e piedi che ha Durito sembra la "ola" del tifo messicano
ai rigori della Coppa America.
Ma Durito ora credo stia sognando Brigitte Bardot, perche' ha emesso un
sospiro che piu' appare come un ultimo lamento, quindi non posso contare su
di lui ed e' meglio che mi concentri sulla discussione e in questa
discussione la cosa piu' importante e' la relazione tra la morale e la
politica, o meglio, tra la morale e i partiti politici, o ancora tra la
politica e il potere. Tuttavia ci sono ragionamenti che vanno piu' in la', e
il problema della relazione tra morale e politica e' occultato (o spostato)
dal problema della relazione tra politica e "successo", e tra politica ed
"efficacia". Machiavelli resuscita nell'argomento che, in politica, la
morale "superiore" e' la "efficacia", e l'efficacia si misura in quote di
potere, cioe' con l'accesso al potere. Da cui si salta previo equilibrismo
di retorica machiavellica, a definire il cambio democratico come il fatto
che l'opposizione politica si faccia governo. Il Partido di Accion Nacional
e' l'esempio, dicono, di questo "s!
uccesso" politico, di questa mora
Dopotutto non e' l'efficacia politica in Messico tanto lunga come un
sessennio? a volte dura meno. Il governo di Ernesto Zedillo e' una
dimostrazione eccellente di successi tanto durevoli come i fogli di un
calendario senza foto.
L'altro problema posto, quello delle quote di potere, era dimostrare che
l'efficacia del cambio democratico sta' nell'alternanza del potere.
L'alternanza del potere non e' sinonimo di cambio democratico o della sua
efficacia degli accomodamenti e divorzi in progetto; le politiche seguite da
Accion Nacional in Baja California, Jalisco e Chihuahua sono molto distanti
da essere "un'altra" forma di fare politica e sono abbastanza autoritarie da
pretendere di normare la lunghezza delle gonne (Guadalajara) e la nudita'
del corpo umano (Monterrey). L'alternanza nel potere e' un problema a parte
e va forse di rimbalzo alla polemica del maestro Tomas Segovia con tale
Matias Vegoso: "Bene: l'ideale del governo bipartitista e' legato a questo
atteggiamento, forse non perche' il bipartitismo sia la sua unica
manifestazione essenziale, ma l' ameno perche' fino ad ora e' la
manifestazione concreta piu' chiara di un governo non "ideologico" ma
"tecnico". La prima cosa che voglio dire (e fo!
rse non la piu' importante) e' ch
(Chiaro che, interrompo io, ora si parla del "tripartitismo", ma il problema
rimane) Continua Tomas Segovia:
"Allo stesso modo ti do un consiglio da amico, che per difendere il
neoliberismo non dimenticare che e' una ideologia, niente di piu' di un'
ideologia. Non capisci che questa e' giustamente l' insidia piu' astuta
della ideologia? Niente di piu' ideologico che dire: 'La maggior parte e'
ideologica, io sono lucido'."
Qui potrei addurre in mio favore questa argomentazione del maestro Tomas
Segovia di fronte a Matias Vegoso, ma, oltre la fatto di non avere la sua
autorizzazione, questa discussione mi porta all'altro mio problema: la
moralita' dell'immoralita'(o debbo dire della "amoralita'"). Mutatis
mutandis: l' ideologia della ideologia, da cui potremmo saltare al problema
della conoscenza e degli intellettuali che producono e distribuiscono questa
conoscenza. Il processo seguito da alcuni intellettuali e' tipico: dalla
critica di fronte al potere passano alla critica dal potere. Con Salinas
dimostrarono che la conoscenza serve per servire il potere. Allora
collaborarono per dargli sostegno teorico; la loro logica, per quanti
percorsi facesse, arrivava allo stesso risultato: il potere non si sbaglia
nell' analizzare la realta', e se si sbaglia, allora il problema e' della
realta' e non del potere. E' una verita' dolorosa, sicuramente, ma
inevitabile: il potere e' riuscito a riunire intor!
no a se' un gruppo di "brillanti"
Machiavelli ora guida un gruppo di intellettuali che cercano di dare
sostegno teorico-ideologico alla repressione del futuro (si riconoscono in
questa linea il nipote di Porfirio Diaz e La Rebellion de las Ca$adas).
Questo e' l' apporto fondamentale della sua elite: riuscire a far evolvere,
dalla giustificazione di un sistema stupido, fino alla teorizzazione della
imbecillita' futura. Sono il nuovo tipo di intellettuali utili al potere,
capaci di vedere piu' in la' del potere; rappresentano l' immagine a cui
aspira essere l' intellettuale organico del neoliberismo. Faranno scuola....
Mi fermo ora per ricaricare la pipa e riposare la spalla. Ora, una nebbia
grigia aggiunge una nuova cortina al pesante telo della notte. Ci sono
rumori sotto la "opera aperta" di Durito, segno che non dorme, ma continua a
lavorare. Una piccola colonna di fumo si alza tra i cassetti dello scrittoio
e la tastiera del piano. In qualche luogo, sotto questo ghirigoro che
pretende essere una scultura, Durito legge o scrive. Nel falo' la danza dei
colori si spegne a poco a poco, si torna nel nero. In montagna i colori o i
rumori cambiano continuamente. E che dire dell' inevitabile tornare in sera
il giorno, in notte la sera, in giorno la notte.....
Debbo tornare allo scritto, lo faccio. Machiavelli e' rivisitato e
convertito non in una guida, ma in un'elegante vestizione che copre di
intellettualita' il cinismo. Ora c'e' un' etica dell' efficacia politica,
che giustifica i mezzi che sono necessari per ottenere "risultati" (cioe'
quote di potere). Questa etica politica deve prendere le distanze dalla
"etica privata", la cui efficacia e' zero, dunque si misurano i principi
attraverso la lealta'.
Un altra volta l' efficacia e i risultati , il tema della morale politica si
circoscrive nella "etica privata", nella ideologia della "salvezza
dell'anima". Di fronte ai moralista, Machiavelli e suoi equivalenti
contemporanei, propongono la loro "scienza" e la loro "tecnica": l'
efficacia, ad essa bisogna attenersi.
Questa dottrina "non ideologica" ha seguaci e "praticanti", voglio dire, in
piu' degli intellettuali salinisti e neopanisti. Con le sue specificita', l'
ambasciatore spiega, davanti al plauso degli intellettuali senza memoria, la
"dottrina" del cinismo e l' efficacia:
Se lo colpisco, parla; se gli parlo, mi colpisce.
L'ambasciatore non rappresenta solo se stesso, ma rappresenta una posizione
politica, un modo di fare politica che caratterizza questa indefinizione di
rotta, che sono i primi undici mesi del sessennio salinista, senza Salinas.
L' ambasciatore fa parte del neocorpus di assessori presidenziali che
raccomandano a Zedillo colpire per parlare; il costo che si paga, dicono, si
puo' trasformare con un' adeguata manipolazione dei mezzi di comunicazione.
Non mi ricordo il titolo della pellicola (forse il maestro Barbachano se lo
ricorda), ma ricordo che uno degli attori era Peter Fonda e mi ricordo con
molta chiarezza l'argomento. Piu'o meno la storia era quella di un brillante
gruppo di studenti di Harward che violentavano una ragazza; accusati da lei
in tribunale, si difendevano dicendo che era una prostituta. L'avocato li
difendeva argomentando la loro buona origine familiare e i loro brillanti
risultati. Vengono assolti e la ragazza si suicida. Adulti, gli "juniors"
cercano "emozioni piu' forti" e si dedicano a "cacciare" coppie in vacanza
per il fine settimana. Il termine "cacciare" non e' figurato: dopo lo stupro
di rigore, gli "juniors" liberano la coppia, perche' fugga per la campagna,
dove la cacciano armati di fucili. Non mi ricordo il finale, pero'e'un
finale dove la giustizia vince, quelli dove Hollywood cerca di risolvere
sullo schermo, quello che rimane impunito nella realta'. Ora gli "juniors"
moderni si sono!
trovati con una paese per giocar
Nel frattempo la realta'si impone... e i mezzi di comunicazione di massa
tentino di imporsi alla realta'. Le dimenticanze cominciano a popolare il
discorso del governo, ci si dimentica della caduta della Borsa Valori, la
svalutazione, i "negoziati" di San Andres come vetrina per esibire la
politica indigenista del neoliberismo, l'instabilita', la sfiducia e la
diffidenza, l'ingovernabilita'e l'incertezza. Dimenticano, secondo
Machiavelli, la cosa principale, che non hanno ottenuto risultati e che non
sono stati "efficaci". Dimenticano che difendono una causa persa, e questo
lo sa bene l'ambasciatore, ma lo dimentica nel momento delle interviste
esclusive. Le ultime dichiarazioni del governo sono chiare: dimenticano la
realta', cioe', dimenticano che sono sempre meno quelli che credono alle
belle menzogne e quelli disposti ad appoggiare le cause perse... Intanto i
Machiavelli moderni si lamentano della nostra morale e predicano che in
politica non esiste ne' buono, ne' catt!
ivo e, per tanto, non si possono
Dalla sinistra, l' alternativa a Machiavelli non e' molto attraente, e'
sicuro, ma il problema non e'questo, non e'quello della "purezza
dottrinaria", o non solo questo; e' anche qualcosa di piu'. La complicita'
di uno specchio che si offre come alternativo e semplifica in un
ribaltamento tutte le sue relazioni politiche (e umane, ma questo e'un altro
tema). Questo e'il fondamento etico della scienza "rivoluzionaria": la
conoscenza "scientifica" produce una morale opposta a quella del
capitalismo, propone che all'egoismo si opponga il disinteresse; alla
privatizzazione, la collettivita; all'individualismo,la socialita'. Ma
questa conoscenza nello specchio, come fondamentalismo morale, non apporta
nulla di nuovo. Il capovolgimento dell' immagine non e' una nuova immagine,
ma un'immagine inversa. La proposta politica (e morale) alternativa e'nello
specchio: dove predomina la destra, allora sara' la sinistra; dove il
bianco, sara' il nero; dove l'alto, sara' il basso; dove l!
a borghesia, sara' il proletariat
Durito interrompe di nuovo per raccomandarmi prudenza, parlando di morale.
- La tua immoralita' e' di dominio pubblico - mi dice Durito, cercando
cosi'di giustificare cosi'la sua inqualificabile mancanza di non avermi
portato dalla capitale alcuni video, con molte X, che gli avevo chiesto.
- Non e'di "questa"morale che stiamo parlando, e smetti di rimproverarmi
come se fossi un sindaco del PAN - mi difendo.
- Questo mai; pero' e' mio dovere, cercare di cambiare il tuo gusto
cinematrografico. Al posto di questi video ti ho portato qualcosa di
piu'edificante, sono le foto del mio viaggio al DF. Detto questo, Durito mi
lancia una busta , in cui ci sono foto di diversa grandezza e con diversi
soggetti, in una c'e'Durito a Chapultepec.
- Non mi sembri molto felice al giardino zoologico - dico.
Durito mi risponde da sotto lo scrittoio e mi racconta che la foto e'
stata fatta subito dopo la sua cattura da parte di un guardiano, che
confondendolo con un rinoceronte nano, lo ha riportato nella gabbia. Durito
cerco'di difendersi appellandosi alla botanica, alla zoologia, alla
differenza tra artropodi e mammiferi, alla cavalleria errante e non so a che
altro, ma fini' nella fossa dei rinoceronti. Fuggi' poi, mentre il guardiano
si stava riposando. Fu tale la felicita' di ritrovarsi libero, che poso'per
questa foto, dove, per il pallore a causa dello spavento, sembra il
rinoceronte bianco.
Dopo c' erano varie foto con Durito in pose diverse e in situazioni tipiche
di una citt'.
Ad esempio ce ne era una di Durito tra molti piedi; lui mi fa notare che
nessuno dei piedi portava scarponi, e di questo Durito se ne rallegra; io
gli raccomandai di non rallegrarsi tanto, che in questi giorni Espinosa non
abbia affilato ancora le sue unghie. Poi c'era una foto con molta gente,
Durito mi spiega di come l'abbia fatta per me, per non farmi sentire solo.
La successiva era di Durito con un altro scarabeo, come sfondo sembra avere
le "isole" della citt' universitaria, domando chi e' l'altro scarabeo.
- Non e'un "lui", bensi' una "lei" - risponde Durito con un prolungato sospiro.
Le foto terminano, Durito rimane in silenzio e si sentono solo i sospiri
provenienti dalla scultura. Io ritorno all'indignazione di Machiavelli per
la nostra critica alla sua efficacia. Questa critica significa che, di
fronte a questa morale, noi offriamo un' alternativa? E'questa la cosa
blasfema, che atterrisce i Machiavelli adottati o adattati? Una nuova
morale? Una morale migliore? Con piu' riuscita? Piu' efficace? E' cio' che
offriamo? Negativo. Quanto meno se ci riferiamo a noi zapatisti, noi
pensiamo che si necessario costruire una nuova relazione politica, che
questa non sara' prodotta da una sola fonte (il neozapatismo, in questo
caso), e che questa nuova relazione produrra' effetti in se'stessa. Tanto
nuova, da definire non solo la nuova politica ma anche i nuovi politici; una
nuova forma di definire l'ambito della politica e di quelli che in essa si
sviluppano. Non voglio insistere molto, sul fatto di perche' la nuova
politica non puo' nascere dal neozapatismo; !
basta dire che il nostro argoment
- Le cose non sono tanto semplici - dice Durito - puo'essere che non ti
abbia portato i video che volevi, ma non puoi pretendere di scaricare sulle
mie nobili spalle una colpa piu'grande di questo scrittoio e di questo
piano. A mia discolpa debbo dire, che ho portato molte cose per le
zapatiste: bracciali, diademi, orecchini, fermacapelli.... Ho lavorato per
10 notti di seguito, per trovare tutto cio'......
Parlando della notte, mi avvedo che quella di oggi riluce per le corna della
luna-toro, che nuova, ritorna dall'occidente. Le nubi sono assenti, e, senza
muleta che la aiuti, la notte torea da sola e in silenzio. Le sue anime non
indietreggiano davanti al temporale che si annuncia ad oriente, e tra le sue
risorse rilucono tanti scintillii come sul vestito del miglior torero. Stavo
li'pensando se lanciarmi in un "quite" (una parata con la cappa rossa di un
altro torero, per distrarre il toro e deviarlo dall'inseguimento), anche se
non c'era grano selle gradinate dell'arena, quando mi fermo' l'ampio
sorriso, disegnato tra le sue corna, mi regalava la luna. Dieci volte chiesi
il perdono, e per dieci volte le stelle mi comandarono di svolgere il mio
compito di torero. Allora gettai lo scritto e mi diressi al centro
dell'arena notturna, non prima di aver chiesto a Durito di suonare un
pasodoble. Mi disse che sarebbe stato meglio continuare la lettera, perche'
me la trascinavo da !
molto tempo prima di finirla, e c
Dove ero rimasto? Ah si'! Nella nostra critica verso Machiavelli, non mi sto
riferendo al fatto di essere migliori, piu' buoni o superiori, pero'diciamo,
che e'necessario essere migliori. Il problema non risiede in quale morale
politica sia migliore o piu'efficace, se non che e'necessario per una nuova
morale politica. In tutti i casi non sara' il cinismo sfumato di questi
intellettuali, ansiosi di un sostegno teorico per il caos, a produrre una
morale politica migliore o piu'efficace. Rispetto ai partiti politici,
Machiavelli opera un complicato bilancio di compensazione: al formalizzarsi
come alternativa di potere, tutte le loro piccinerie (segreti, negoziati,
opportunismo, pragmatismo e tradimenti) non pesano abbastanza per alterare
il favore che la bilancia da al potere reale. Ma risulta che il carattere di
queste piccinerie prima o poi non tarda a riscuotere cio'che la storia esige
e piu'e'alto il livello raggiunto da queste "piccole e grandi astuzie
politiche", piu'e'a!
lta la cuota `che la storia prete
E'migliore il mondo che noi offriamo? Negativo: noi non offriamo un mondo
nuovo. Machiavelli si', e dice che non e'possibile che ce ne sia di
migliori, e che noi dobbiamo conformarci al fatto che i toni di grigio che
popolano la politica messicana diventino tanto antagonisti, e che si
attenuino in nuove sfumature di grigio, piu' diluite, cioe' piu' grige. A
noi non pare e non solo per la triste prospettiva, che offre questa
mediocrita' "ni chicha ni limona", ma perche' e' una menzogna, senza futuro
e che, presto o tardi, arriva la realta', e con la stupidita'che suole
assumere la realta', comincia a sbarazzarsi dei mezzi toni e ad affilare i
grigi piu' neutrali.
- Sarebbe stato corretto con 7 domande - dice Durito, che, evidentemente,
non abbandona il tema del suo disaccordo con la Consulta Nazionale. Io cerco
di distrarlo e gli domando di "Pegaso". La voce di Durito si fa rotta,
quando mi risponde:
- Quello che e' successo con "Pegaso"e' parte di questa tragedia quotidiana,
che si vive nel D.F.. Pegaso era una bestia amabile ed intelligente, ma
troppo paziente per il traffico di Citt' del Messico. Lo avevo camuffato da
auto, dopo che si era rifiutato di mascherarsi da vagone del metro', a causa
delle scivolate a causa della pioggia. Le cose procedevano abbastanza bene,
ma rusulto'che Pegaso era una "Pegasa"e si innamoro' di un Ruta100. L'
ultima volta che l'ho vista stava raccogliendo denaro per il fondo di
resistenza. Ma non mi lamento, sono sicuro che imparera'cose buone. Smise
di scrivermi, ma non sapra'dove farlo.
Un tuono scuote il cielo, guardo di sottecchi Durito, silenzio e nuvole di
fumo circondano la scultura. Io lo cerco di consolare e gli chiedo che mi
racconti di piu' del suo viaggio alla capitale.
- Cosa ti posso dire? Ho visto cio' che si vede in una citt' piccola e
grande: ingiustizia e coraggio, prepotenza e ribellione, grandi ricchezze in
mano a pochi e una miseria che ogni giorno ingoia piu'persone. Vale la pena
di essere vista. Per molti la paura svanisce, per altri si maschera da
prudenza. Alcuni dicono che sara' sempre peggio, per altri la situazione mai
sara' tanto disperata. Non c'e' unanimita', se non nel ripudio di tutto
cio'che e' governo.
Durito accende la pipa e continua:
- Era l'alba, stavo per addormentarmi su di uno dei pochi alberi
dell'Alameda, la citt era un' altra, diversa da quella che si vive di
giorno. Dall'alto dell'albero vidi una pattuglia, che faceva la ronda,
lentamente. Si fermarono di fronte ad una donna e uno degli occupanti scese
dal veicolo, aveva uno sguardo demoniaco, molto eloquente. La mia intuizione
non falli', seppi all' istante quello che sarebbe accaduto. La donna non si
mosse, aspetto' il poliziotto come se lo conoscesse gia'. In silenzio, gli
diede un rotolo di banconote, che l' uomo guardo', mentre controllava i
dintorni."Si accomiato' cercando di dare un buffetto sulla guancia alla
donna, che pero' gli sposto' la mano con un gesto brusco. Ritorno' al
veicolo e in un istante la pattuglia si allontano'......-
Durito tace per un certo tempo, io suppongo che abbia terminato e si sia
rivolto di nuovo ai suoi scritti e che io debba tornare al mio: piuttosto
che discutere di quale morale politica sia la migliore e la piu' efficace,
potremmo parlare della necessita' di lottare per la creazione di una spazio
nel quale possa nascere una nuova morale politica; in questo caso il
problema ha radici in cio' che segue: la morale politica deve sempre
definirsi di fronte al problema del potere? Bene, pero' non e' la stessa
cosa di dire "di fronte al problema della presa del potere". Forse la nuova
morale politica si costruisce in un nuovo spazio, che non sia la presa o il
possesso del potere, ma un contrappeso o un' opposizione, che lo contenga e
lo obblighi, ad esempio, a "comandare obbedendo".
E' chiaro che il "comandare obbedendo" non e'tra i concetti della "scienza
politica"e disprezzato dalla morale della "efficacia" che regge il fare
politica che ora scontiamo. Ma in fin dei conti, se confrontata col giudizio
della storia, l' "efficacia" della morale del cinismo e del "successo",
rimane nuda di fronte a se stessa. Nel guardare la sua immagine nello
specchio dei suoi successi, il timore che ha ispirato ai suoi nemici (che
saranno sempre di piu') si rivolge contro se stessa.
Dall'altro lato, quello dei "puri", il santo si scopre demonio, e l'immagine
inversa del cinismo, scopre che ha convertito l'intolleranza in rotta e in
religione, in unita'di misura e progetto politico. Il puritanesimo di Acion
Nacional, ad esempio, e' la dimostrazione di una parte che non si esaurisce
nella destra messicana. Bene, si avvicina l'alba, e con essa l'ora di
accommiatarci. Forse non ho compreso la polemica suscitata dalla
resurrezione di Machiavelli, e vedo che ho presentato (e che non ho
risolto) piu'righe di polemica dell'originale. Io non penso sia male,
sara'in ogni caso, poco "efficace". Sicuramente la polemica proseguira',
pero'pare poco probabile che si possa fare un faccia a faccia, dato il
passamontagna, la persecuzione, l'accerchiamento..... Con parole di Mug$oz
Ledo: "Non credo che (Marcos) sia qualcuno che possa rimanere nello scenario
politico del paese." Qualcosa che gia' "ha patteggiato" con Chuayffet? Una
"sparizione" come quella che ordina dal!
la Secretaria de Gobierno del Chi
Nello stesso modo il potere non continuera' a promettere il cambio come
equivalente all'Apocalisse; deducendo che e'meglio evitarlo e conformarci.
Altri adducono, con il loro silenzio, che l'Apocalisse e' da sempre e che
il caos non e' il futuro, ma che e'gia' una realta'....
Ora non so come finire e chiedo a Durito di aiutarmi, lo spettacolo della
sua scultura accecata dai lampi del temporale e'sorprendente. Il repentino
illuminarsi fa si' che sembri piu'contrastante l' ombra che lo copre. Per
questo non ho visto uscire Durito dalla frana, e per un istante ho pensato
fosse successo qualcosa di straordinario, perche' ora Durito fumava seduto
spra il piano.
- Come hai fatto ad uscire da li' sotto?
- Molto semplice, non sono mai stato li' sotto, mi sono spostato a lato,
quando il piano ha iniziato a traballare. In un istante ho deciso che non c'
e' opera d'arte che meriti di rimanere sul mio corpo. Inoltre io sono un
cavaliere errante, per far cio'bisogna essere artisti dell'anima e ce ne
sono pochi. Bene, cosa ti angoscia, mia caro Guatson?
- Non so come finire questa lettera - dico con pena.
- Questo e'un problema facile da risolvere. Finisci come hai cominciato.
- Come ho iniziato? Con un punto?
- Si' e' elementare, mio caro Guatson, deriva da qualsiasi libro di logica
matematica.
- Di logica matematica? E che legame c'e'tra la logica matematica e la
morale politica ?
- Piu'di quello che tu pensi. Per esempio nella logica matematica (da non
confondere con l'algebra) il punto rappresenta una congiunzione, una e. Il
punto e'uguale a una e. Per dire A e B o A + B, si scrive A.B. Il punto non
e'la fine, e'segno di unione, di qualcosa che si somma. Definisce solo, tra
punto e punto un numero X di paragrafi, dove X e'un numero che lo specchio
non altera, che riflette fedelmente - mi dice Durito, mentre sistema i suoi
fogli. Ad oriente il sole scaccia le nubi e si impadronisce del cielo.
Stando cosi'le cose, termino questo post scriptum con un punto e, secondo
Durito, non finisco, ma continuo. Bene dunque: E

P.S. Che invita a risolvere l' enigma che racchiude il progetto centrale:
Istruzioni:
Prima. "All'altro lato dello specchio (e cio' che Alice trovo li'),Lewis
Carrol, capitolo II, "Alice nel paese delle Meraviglie"
Seconda. Ogni punto a capo segna la fine del paragrafo.
Terza. I simboli della punteggiatura non contano.
Quarta. Caos numerico nella logica del numero nello specchio:
1-111. 14-110. 9-109. 247-107.
11-104. 25-103. 47-97. 37-96. 3-95.
14-94. 3-89. 24-87. 22-86. 6-85.
10-84. 48-82. 21-81. 43-79. 55-78.
10-77. 49-76. 83-72. 21-71. 42-64.
6-63. 27-62. 52-61. 63-59. 13-58.
11-57. 3-56. 6-54. 101-53. 141-51.
79-50. 35-49. 32-49. 51-46. 11-45.
88-44. 12-43. 12-42. 31-41. 3-40.
24-39. 15-38. 20-37. 18-37. 17-36.
27-35. 22-33. 111-32. 7-32. 115-31.
20-31. 12-31. 5-31. 68-30. 46-30.
31-30. 12-30. 9-30. 54-29. 45-29.
12-29. 49-28. 20-28. 9-28. 40-27.
15-27. 42-22. 111-21. 91-21. 29-21.
3-21. 34-20. 6-20. 81-19. 66-19.
44-19. 36-19. 18-19. 11-19. 123-18.
90-18. 80-18. 76-18. 65-18. 43-17.
4-17. 51-15. 48-15. 28-15. 16-15.
47-14. 20-14. 8-14. 39-13. 12-13.
55-12. 54-12. 53-12. 18-11. 43-10.
25-10. 41-8. 9-6. 6-4. 1-1.
Quinta. Nello specchio il caos e'un riflesso dell'ordine logico e l'ordine
logico e' un riflesso del caos.
Sesta. A.A = ?
Settima. Ci sono 7 specchi: il primo e'il primo. Il secondo e il terzo
aprono il mistero del caos che viene ordinato nel quarto. Il quarto si
costruisce con il quinto e il sesto. Il settimo e' l' ultimo.
Bene di nuovo. Salute e, come si vede (dato che alberi, trasgressori e
odontologia) non e' tanto semplice.
amar a la rama

Subcomandante Insurgente Marcos
Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Montagne del sudest messicano
Chiapas, Messico

Tradotto dal Comitato Internazionalista Che Guevara