ECN E-zine n.21 - febbraio '96

Cyber Joker (fam0393@comune.bologna.it)
Sun, 4 Feb 1996 13:10:01 +0100


ECN E-zine n.21 - febbraio '96
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E-zine ECN - notizie e documenti dal movimento antagonista italiano
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FIRENZE - Provocazione dell' Arma al Centro di Comunicazione Antagonista
BOLOGNA - processati gli occupanti!
ITALIA - Che ne sai tu di un campo di grano ??Anarchici, rapine, magistrati,...
MILANO - ROMA - Leoncavallo x liberare Edo
ROMA - Manifestazione Antirazzista - in piazza 50.000
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Firenze, 1 febbraio 1996 Comunicato Stampa

I SOLITI... CARABINIERI

Per la quarta volta nel corso degli ultimi mesi gli interventi delle forze
dell'ordine ae in particolare dei militi dell'Arma dei Carabinieri nel
quartiere di S.Croce assumono gravi aspetti di attacco, non alle bande di
spacciatori che gestiscono il territorio, ma alle donne ed agli uomini che
gestiscono le attivita' sociali.
E' successo anche ieri sera al termine di un'assemblea sui temi
dell'immigrazione:un nutrito gruppo di compagne/i e' stato sottoposto ad
un fermo di fronte alla sede del Centro di Comunicazione Antagonista e
del Movimento di Lotta per la Casa, un fermo che si prolungava
misteriosamente. Dopo aver subito le proteste dei compagni identificati
sono sopraggiunte numerose pattuglie: provocazioni continue, locandine
strappate dalla bacheca all'esterno del Centro; alcuni di questi militi dai
capelli nazi-skin si lasciavano andare a spaventosi commenti politici
(forse tentavano di emulare le imprese dei loro colleghi milanesi).
Bilancio finale del blitz: due denunce per oltraggio a pubblico ufficiale
nei confronti di due notissimi compagni impegnati nella lotta per la casa
e contro il Decreto sull'immigrazione.
Tutto questo sotto gli occhi degli abitanti del quartiere che hanno anche
protestato per la prepotenza delle forze dell'ordine.
Resta l'amara considerazione che in questa citta' ordine pubblico
significa sempre di piu' reprimere coloro che lottano in prima persona
per quartieri migliori e per un'altra citta'.

Alcuni compagni del Movimento di Lotta per la Casa e del Centro di
Comunicazione Antagonista

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Bologna: processati gli occupanti! Comunicato stampa

Lunedi' 29 gennaio 96 si svolgera' presso il Tribunale di Bologna l'udienza
del processo che vede imputate undici persone con il reato di "Associazione
a delinquere".
La particolarita' di questo processo, il primo di questo genere, e' che
l'attivita' sotto accusa e che sostanzia l'associazione a delinquere e'
l'occupazione di case sfitte.
Ovvero la tesi accusatoria, sostenuta fondamentalmente dalla Digos
bolognese, e' quella che queste persone si sarebbero coordinate per
compiere attivita' illegali, cioe' le occupazioni, con il fine di trarne
beneficio.
In piu', come se non bastasse, Comune e IACP, rappresentate da due noti
penalisti 'garantisti' Bolognesi - l'avv. Trombetti e l'avv. Gamberini - si
sono costituiti fin dalle prime fasi processuali come parte civile!
Questura, Comune e Iacp uniti nella lotta!
Si, nella lotta ad ogni forma di autoorganizzazione che si sviluppa fuori
dalle proprie compatibilita', che esprime senza mezzi termini critiche
profonde alla gestione politica ed economica del territorio.
Non e' questo il luogo per un'analisi della drammatica situazione-casa a
Bologna: lo sanno tutti che il mercato e' inavvicinabile, che la gestione
del patrimonio e' tutt'altro che limpida, che esistono migliaia di
appartamenti sfitti alla faccia di chi non trova casa.
Preferiamo invece spendere due parole sulla gravita' del precedente
processuale: e' la prima volta che una forma di organizzazione di base non
istituzionale viene di fatto equiparata ad una attivita' criminosa,
censurando a priori ogni valutazione sulla natura sociale e politica della
sua attivita'. Questo significa che potenzialmente qualsiasi collettivo di
lotta puo' essere normato direttamente col codice penale se promuove
iniziative oggetto di attenzione giudiziaria, dai picchetti contro gli
straordinari all'occupazione dell'universita'. Questo significa anche che
sempre piu' gli apparati giudiziari vengono a svolgere un ruolo
direttamente politico nella gestione delle contraddizioni sociali,
sostituendo qualsiasi dialettica, istituzionale o meno.
Del resto le istituzioni bolognesi si sono piu' volte dimostrate
all'avanguardia nell'affidarsi alla magistratura, come dimostra un'altro
procedimento pendente contro 127 persone accusate di aver partecipato alle
occupazioni dell'Universita' durante il movimento della Pantera, e che ad
aprile arrivera' a scadenza con la prima udienza davanti al Gip.
Indipendentemente dall'esito del processo di lunedi', indipendentemente
dalle scelte ahe Comune e Iacp riterranno opportuno fare in questa fase
processuale, riteniamo opportuno denunciare la gravita' di questo caso che,
per le sue caratteristiche, deve essere valutato come un caso profondamente
politico.

Per questo convochiamo per
Lunedi' 29 gennaio alle ore 9,30
davanti all'entrata del Tribunale nuovo, una conferenza stampa
a cui invitiamo i rappresentanti di tutti gli organi di stampa
e di tutte le strutture di base sensibili a queste tematiche.

Alcuni imputati del processo
Bologna 25/01/96

Centro di Documentazione Antimperialista "Krupskaja"
VIA LEVANTI 26/B * 40138 BOLOGNA
TEL + FAX 0039 51 6013010 * E-MAIL dad0872@iperbole.bologna.it

nota: l'udienza del processo del 29/1 si e' risolta con un'ulteriore rinvio
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CHE NE SAI TU DI UN CAMPO DI GRANO ?
19 Settembre 1994: accerchiati dai carabinieri col supporto di cani
poliziotto ed elicotteri, vengono catturati 4 rapinatori della Cassa
Rurale di Serravalle di Trento. Nel camper poco distante ci sono
ancora le armi e i 25 milioni appena sottratti. Dopo alcuni giorni la
clamorosa scoperta: i 4 sono anarchici. Jean Weir, scozzese, Christos
Stratigopoulos, greco, Carlo Tesseri, romano e Antonio Budini,
milanese.
Una banda internazionale.... e di anarchici !!!!
Quale migliore occasione per il Procuratore di Firenze Vigna che da
anni persegue senza sosta qualunque anarchico gli capiti a tiro per
orchestrare una sceneggiata che unisca questa e altre rapine, tralicci
saltati, rapimenti, autobombe, all'esistenza di una banda criminale di
questi fastidiosi sovversivi le cui visioni del mondo e della vita sono
troppo lontani dall'ordine costituito e dal profitto? 27 Indagati -60 per
i giornali- in tutta Italia dopo che Marini, magistrato romano,
imbeccato da Vigna, avoca a se' diverse inchieste sparse sul territorio
nazionale con l'obbiettivo di eliminare alla radice gli scomodi che si
diffondono a macchia d'olio.
Un piccolo problema: non esiste un briciolo di prova che confermi
l'esistenza di siffata banda. Ed ecco qua che con l'aiuto di un
maresciallo pronto a redimere la ex fiamma d'un arrestato nasce la
"pentita" della situazione. La "pentita" non sa nulla, ma questo poco
importa a magistrato e polizia che la istruiscono a dovere circa le
rivelazioni fondamentali atte a legare il tutto quanto basta. Lei,
Mojdeh Namsetchi, per incastrare i 4 si autoaccusa di aver
partecipato a questa e ad un'altra rapina coinvolgendo ache altre tre
persone di cui fa i nomi. Tutti farebbero parte di questa fantomatica
organizzazione criminale anarchica che si autofinanzierebbe con
autobombe, rapimenti, omicidi, rapine e attentati ai tralicci.
In sede processuale la "pentita" non ricorda nessun particolare
riguardo alla propria partecipazione alla rapina: il tipo di armi
utilizzate (ne' si ricorda di averle usate o meno: "...la mia era piccola
e scura.."), non riconosce la banca, non ricorda il tragitto e secondo
lei i 6 assaltatori sarebbero arrivati armi in pugno, travestimenti e
ricetrasmittenti, tutti con una sola auto...Insomma, ricorda solo i
nomi di chi accusare.
Dice comunque che l'organizzazione esiste e che avrebbe compiuto
altri delitti -lasciando cosi' la porta aperta a prossime future
incriminazioni a sorpresa. Gli anarchici cascano bene su queste
montature: attentatori da sempre, sono stati spacciati per stragisti fino
a 20 anni fa -ora sappiamo com'e' andata- ostili al gran giro delle
comunicazioni di massa, riottosi ai grandi concentramenti e alle
adunate oceaniche, non riscuotono certo le simpatie della
maggioranza, figuriamoci se li si accusa di rapimenti e rapine (di
depredare le banche addirittura se ne vantano!). Se li si sbatte dentro
non c'e' pericolo che qualcuno protesti, ne' in piazza ne' in
Parlamento. Chi lo fa, sicuramente e' uno di loro, quindi lo si puo'
inquisire. D'altronde l'importante non sono le prove ma l'immagine.
METTIAMOLA COSi': visto e considerato che da domani possiamo
essere tutti in galera perche' siamo diversi, tanto vale che ci
scateniamo fin da ora. PRETENDIAMO:
LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DEI CARCERATI D'OGNI TIPO
L'INSTAURAZIONE D'UNA MONARCHIA A ROTAZIONE
QUOTIDIANA L'ASSUNZIONE OBBLIGATORIA DI
ALLUCINOGENI (tramite acquedotto municipale)
LA CONVERSIONE DELLE AUTOMOBILI IN MULI E RONZINI
L'ESTINZIONE DELLO STATO
LA VITA
alda-spesso-lorena-elpaso-patrizia-sardususu-gege'-massimo-paoletta-
sdro' andrea-iose-davide-stefanino-fabrizio-dino-arturo-barbara-ale-
sasa'-claudio carmela-robi-maurizio-robbi-andrea-guido-prinz eugen-
la boba-putanik-luca willow-renata-anarchici canavesani-roberta-
pino-claudio-gino e i suoi amici

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MILANO
EDO LIBERO!

Il 19 dicembre, in contemporanea con la perquisizione-devastazione
del Centro Sociale Leoncavallo, vengono compiuti alcuni arresti
legati all'inchiesta della Magistratura milanese sul presunto
spaccio di sostanze stupefacenti leggere all'interno del Centro.

Dopo alcuni giorni tutti gli arrestati vengono rilasciati; fatti
marginali e inconsistenti. Rimane invece tutt'ora agli arresti il
compagno Edo, noto per il suo impegno antifascista e antirazzista:
un grossolano scambio di persona lo collega erroneamente alla
cessione di 600 grammi di hashish. E' il segno palese di come i
magistrati milanesi vanno conducendo la loro offensiva politico-
giudiziaria contro il Leoncavallo. E' la dimostrazione di
un'inchiesta fatta coi piedi e impastata col fango.

Riaffermiamo il nostro impegno a portare fino in fondo una
battaglia antiproibizionista che introduca nuove strategie di
riduzione del danno, prevenzione, legalizzazione delle sostanze
stupefacenti leggere, ci accingiamo oggi a costruire una specifica
campagna per la liberazione di Edo e per disvelare, in gerale,
cio' che alcuni politici con la toga stanno tentando, in senso
repressivo, contreo i centri sociali autogestiti e il Leoncavallo
in particolare.

Il tutto nel mentre, su altro versante, si stanno formalizzando
ulteriori gravissimi atti. Il 2 febbraio a Roma, infatti, la Corte
di Cassazione si pronuncera' sulla conferma di 9 arresti
preventivi (senza che sia mai stato celebrato alcun processo).

VENERDI' 2 FEBBRAIO
PRESIDIO ALLA CORTE DI CASSAZIONE A ROMA

Per la liberta' di Edo
e quella futura di centinaia di imputati del movimento

Centro Sociale Leoncavallo

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ROMA - Manifestazione Antirazzista - in piazza 50.000

Nella giornata di sabato 3 febbraio si e' tenuta a Roma una manifestazione
di circa
50.000 persone (dato tg Rai 1-Rai 3) convocata da organizzazioni sindacali
di base
centri sociali e gruppi della solidarieta' e del volontariato.
La riuscita manifestazione ha inteso condannare il decreto di
regolamentazione razzista
del decaduto governo Dini ed ha raccolto migliaia e migliaia di cittadini
immigrati e italiani.
Da registrare l'assenza sia le istituzioni tradizionali (partiti e sindacati
di stato) che
di alcune delle principali organizzazioni antirazziste che hanno preferito
indicare per marzo
la data di un nuovo corteo.
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