Nuova sede Krupskaja

Alessandro Lomazzi (dad0872@comune.bologna.it)
Wed, 24 Jan 1996 09:32:13 +0100


Documento di invito all'inaugurazione della nuova sede
del Centro di Documentazione 'Krupskaja' di Bologna

Il progetto del centro di documentazione 'Krupskaja' non e' solo frutto di
una riflessione sul tema della comunicazione, ma parte dalla discussione
politica piu' generale maturata negli ultimi anni all'interno del
collettivo di compagni che lo ha messo in piedi.
Compagni che in questi anni sono stati interni alle lotte degli studenti,
dei centri sociali, sulla casa, sul lavoro, e contro la repressione e che
tentano di vivere la propria esperienza politica non solo come fatto
individuale, legato ai propri bisogni o alla propria collocazione sociale,
ma come possibile contributo allo sviluppo dello scontro di classe,
inserito in un preciso momento politico.
La necessaria consapevolezza di dovere individuare sempre la dialettica tra
lo sviluppo delle proprie forze soggettive e lo sviluppo oggettivo delle
contraddizioni di classe, guidate in questi anni dall'approfondirsi della
crisi, e' stata conquistata dopo anni di esperienze, piu' o meno positive,
di lotta nel movimento, quando, nel tentativo di superare i limiti del
volontarismo e del soggettivismo, si e' aperto un dibattito sul terreno
della prospettiva.
Prospettiva intesa come sforzo costante di analizzare lo stato dello
scontro fra le classi a livello generale e di individuare negli obiettivi e
nelle parole d'ordine, quegli elementi che permettono una effettiva
crescita dei compagni e degli spezzoni con cui venivamo in contatto,
sedimentando cosi' soglie di identita' e di maturazione politica.
Ed e' per questo che all'interno del Centro di documentazione abbiamo
sviluppato innanzitutto un dibattito generale sulla fase con l'obiettivo
ovviamente non di esaurire le questioni, ma di costruire coesione politica
attorno ad alcune valutazioni e sviluppare il nostro lavoro di conseguenza.
Troppo spesso si tende, soprattutto sul terreno dell'informazione, ad una
eccessiva settorializzazione del lavoro, partendo solo dalla consapevolezza
che le nostre controparti hanno fatto di questo terreno un punto strategico
di controllo e riproduzione del proprio dominio.
Non e' certo l'idea di poter competere sul piano quantitativo o tecnologico
che deve muovere il nostro lavoro!
Al contrario, e' nell'approfondimento dell'aspetto qualitativo, che,
secondo noi, il lavoro sulla comunicazione acquista valenza politica.
Il progetto del Centro di Documentazione, quindi, parte si' dall'importanza
ovvia di dotarsi di strumenti di comunicazione finalizzati allo sviluppo di
processi di ricomposizione, ma nello stesso tempo si sforza di affermare
alcune priorita' politiche, di individuare delle linee di lavoro precise su
cui sperimentare questi processi.
La struttura di comunicazione, allora, non e' solo il luogo dove si
coordinano i vari strumenti che e' possibile organizzare e rendere
funzionali, con un approccio quasi neutro alle tecniche dell'informazione,
ma diventa un laboratorio politico che verifica continuamente il proprio
lavoro non solo sul piano dell'efficienza comunicativa, ma principalmente
in funzione degli obiettivi che si sono individuati.
E questo non pensando assolutamente al centro di documentazione come ad un
collettivo politico: non vogliamo rinchiudere le lotte dentro a quattro
mura o a quattro strumenti, ne' e' nostro compito discutere sulle forme e
sui passaggi che si deve dare l'organizzazione di classe nel territorio o
nel sociale.
Ma non vogliamo nemmeno perdere del tempo a fare voli pindarici
pseudo-intellettuali, e pensiamo che il nostro ruolo sia piu' concretamente
quello di aprire spazi di riflessione e di crescita su quei terreni che a
nostro avviso hanno valenza dal punto di vista rivoluzionario, tentando di
dotarci degli strumenti adeguati a questo obiettivo.

Sono fondamentalmente cinque i punti di partenza del nostro lavoro:
1) Siamo convinti che qualsiasi tipo di lavoro voglia darsi un minimo di
prospettiva deve innanzitutto scrollarsi di dosso ogni logica localistica.
In una fase in cui i rapporti di dominio ruotano attorno
all'internazionalizzazione del comando e della produzione, non darsi come
premessa una prospettiva nazionale ed internazionale del nostro lavoro
vorrebbe dire negare a priori qualsiasi opportunita' di sviluppo.
2) In quest'ottica e' fondamentale approfondire l'analisi e la conoscenza
delle strutture sovranazionali che a livello europeo ed internazionale
rappresentano, pur con tutto il bagaglio di contraddizioni anche esplosive
che le accompagna, il terreno di prospettiva strategica che la controparte
si e' data e su cui lavora, e le cui scelte condizionano in modo sempre
piu' evidente le politiche dei singoli stati con costi sempre piu' pesanti
per i popoli di tutto il mondo. E' questa, e non lo sterile spirito
solidaristico, la base su cui e' possibile costruire una concreta identita'
internazionalista.
3) Pensiamo che la tematica del lavoro rimanga un terreno fondamentale di
intervento, in quanto contraddizione centrale su cui possono svilupparsi
profondi momenti di ricomposizione della classe. In un momento in cui le
forze rivoluzionarie, in Italia come in tutto l'occidente, sono decisamente
minoritarie all'interno del mondo del lavoro, diventa indispensabile
costruire momenti di comunicazione e di contatto il piu' ampi possibile tra
le esperienze che qui e piu' in generale a livello europeo si stanno
muovendo su questo terreno.
4) Crediamo sia di importanza fondamentale non rimuovere la storia e la
memoria delle lotte rivoluzionarie che si sono sviluppate in Italia e nel
resto del mondo. E' solo partendo dall'analisi, sia pur critica, di quegli
anni che e' possibile ridare una prospettiva rivoluzionaria allo sviluppo
delle contraddizioni di classe. E in questo senso la questione dei
prigionieri rivoluzionari diventa centrale, in quanto sulla loro pelle si
materializza imediatamente il tentativo da parte dello stato di eliminare
ogni prospettiva di trasformazione.
5) I nostri referenti privilegiati sono le aree politiche e i momenti di
organizzazione reale della classe. A loro va indirizzata la nostra proposta
di lavoro, consapevoli del fatto che dobbiamo necessariamente saperci
liberare da qualsiasi logica minoritaria e settaria che porterebbe alla
sola affermazione sterile del nostro punto di vista sul mondo. Non siamo un
partitino, ne' vogliamo diventare l'ennesimo gruppetto politico: come
Centro di Documentazione il nostro obiettivo e' di aprire spazi al
dibattito e alla riflessione su queste tematiche all'interno del movimento
e della classe, sviluppando rapporti dialettici. Su questo progetto di
lavoro, che riteniamo fino in fondo politico, e non su fantomatici progetti
complessivi o strategici, dobbiamo saper costruire adesioni.

Queste sono le riflessioni da cui siamo partiti e su cui abbiamo cominciato
a lavorare, cercando di impostare un criterio che ci consentisse da una
parte di darci delle verifiche politiche pratiche e dall'altra di poter
coinvolgere altri compagni su dei progetti concreti, allargando cosi'
l'area coinvolta nel Centro di Documentazione e in generale aumentando la
portata della nostra iniziativa politica.
Il metodo con cui abbiamo organizzato l'attivita' del Centro e' quello di
avviare diversi gruppi di lavoro, coordinati dal punto di vista politico
nelle riunioni collettive periodiche, che si facciano carico di sviluppare
le signole attivita' o seguire gli specifici aspetti del progetto.
Alcuni di questi gruppi sono gia' attivi, come quello che organizza la
redazione dei Quaderni di Controinformazione o quello che redige il foglio
sul lavoro 'Voci di Lotta'.
Altri compagni sono poi gia' impegnati su tematiche specifiche, come la
campagna contro l'esecuzione di Mumia e piu' in generale il rapporto con i
prigionieri rivoluzionari o come l'organizzazione di iniziative di taglio
internazionalista.
Altri progetti invece stanno solo per partire, come l'utilizzo delle reti
informatiche per un migliore collegamento su scala nazionale ed
internazionale, la realizzazione di un archivio video, l'organizzazione di
rassegne nei locali del Centro, l'organizzazione di corsi, ecc.

L'inaugurazione allora non vuole essere solo la presentazione dei nuovi
locali nei quali si e' trasferito il CdiDoc, ma anche l'occasione per
trasformare un primo bilancio del nostro lavoro in una proposta di
collaborazione concreta aperta a tutti i compagni interessati a lavorare e
a dare un contributo politico al progetto del Centro.

Centro di Documentazione 'Krupskaja'

Bologna, 15 gennaio 1996

sabato 27 gennaio alle ore 17.30
in via Levanti 26/b

I N A U G U R A Z I O N E
del Centro di Documentazione 'Krupskaja'

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C E N T R O D I D O C U M E N T A Z I O N E

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Centro di Documentazione Antimperialista "Krupskaja"
VIA LEVANTI 26/B * 40138 BOLOGNA
TEL + FAX 0039 51 6013010 * E-MAIL dad0872@iperbole.bologna.it

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++++ see http://www.xs4all.nl/~tank/spg-l/sigaction.htm ++++
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