(It)Nucleare

Strazzeri Massimo (bdr529@matilde.laboratorium.dist.unige.it)
Sun, 14 Jan 96 21:28:38 MET


dal "Manifesto" di giovedi` 28.12.95

di Giuseppe Onufrio (Greenpeace)

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L'industria nucleare per oltre quarant'anni e` stata
considerata in vari paesi il settore piu` strategico nel quale
concentrare enormi risorse economiche, tecnologiche e umane.
Nell'aprile del '94 un editoriale della rivista inglese "The Economist"
lo ammetteva candidamente, quando ha bocciato con un perentorio
titolo "No Thanks" il tentativo di privatizzazione del nucleare
in Gran Bretagna. L'editoriale, sottolineando che i costi reali
dell'elettricita` da nucleare sono circa il doppio di quelli
delle centrali a gas, ricorda che il vero fine che giustificava
l'industria nucleare in quel paese era la produzione di bombe
atomiche. Si ammetteva quindi che l'energia elettrica nucleare e`
una specie di sottoprodotto pregiato della produzione di
plutonio, elemento principe per costruire le bombe, che non
esiste in natura ma si produce nei reattori nucleari.
Un primo segnale della "sofferenza" dell'industria nucleare
francese era stato denunciato gia` nell'autunno del 1994 da
Greenpeace, che rendeva nota una bozza di contratto tra
l'industria di stato francese Cogema, che gestisce il ciclo del
combustibile nucleare, e l'industria elettronucleare tedesca Pe.
In quella bozza di contratto l'industria francese, per convincere
la Pe a rinnovare il contratto per ritrattare il combustibile
nucleare "esausto" ed estrarre plutonio, offre di ospitare per
quindici anni le scorie nucleari prodotte dall'industria tedesca,
in violazione della stessa legge francese. Chirac, promettendo la
ripresa degli investimenti per quasi 40mila miliardi in cinque
anni, ha ridato fiato all'industria nucleare e la ripresa dei
test atomici ne e` la logica conseguenza.
Insomma, il settore nucleare ovunque preme per riprodurre se'
stesso e mantenere il proprio potere economico e politico, e
questa pressione rischia, in assenza di una forte politica
internazionale, di riattivare la corsa degli armamenti.
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