ECN E-zine n.17 - 1/96

Cyber Joker (fam0393@comune.bologna.it)
Sat, 13 Jan 1996 00:09:16 +0100


Subject: ECN E-zine n.16 - 12/95

ECN Bologna ECN E-zine n.17 - gennaio '96
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E-zine ECN - notizie e documenti dal movimento antagonista italiano=20
e' possibile ricevere l'E-zine direttamente al proprio indirizzo di E-mail
facendone richiesta a Cyber Joker <fam0393@iperbole.bologna.it >
i numeri arretrati sono inoltre disponibili presso=20
http://www.geopages.com/Hollywood/1984/cs.html
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1) BOLOGNA Riunione del Coordinamento Nazionale dei Comitati contro
l'esecuzione di Mumia Abu-Jama

2) BARI Subject: Fucine Meridionali e Red66

3) MODENA C.S.A. XXII Aprile - Quattro no per costruire una citta' diversa

4) MODENA C.S.A. XXII Aprile - Treno ad alta velocita': un problema sociale

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1) BOLOGNA

Riunione del Coordinamento Nazionale
dei Comitati contro l'esecuzione di Mumia Abu-Jamal

Sabato 20 gennaio alle ore 17,30, al CPA (Centro Popolare Autogestito) di
Firenze, in viale Giannotti 79, si terr=E0 la riunione del Coord. Naz. dei
Comitati su Mumia Abu-Jamal.
L'ordine del giorno della riunione sara' il seguente:

1) Relazione sulla campagna internazionale: iniziative, contatti e
prospettive di lavoro;
2) Discussione sulla realizzazione di un bollettino nazionale di
informazione sulla campagna di Mumia e piu' in generale sulla questione dei
prigionieri rivoluzionari in Italia e nel mondo;
3) Programmazione nelle varie citta' della mostra di opere dei Prigionieri
Politici Internazionali a sostegno della campagna su Mumia;
4) Relazione sulla pubblicazione dell'edizione italiana del libro di Mumia
'Dal braccio della morte';
5) Varie ed eventuali.

Tutti i compagni e le situazioni interessate sono invitati a partecipare e a
diffondere questo invito dove possibile.

Coordinamento Nazionale

10/01/1996

Centro di Documentazione Antimperialista "Krupskaja"
VIA LEVANTI 26/B * 40138 BOLOGNA
TEL + FAX 0039 51 6013010 * E-MAIL dad0872@iperbole.bologna.it

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2) BARI
From: arcangelo <alicin@teseo.it>
Subject: fucine meridionali e red66

Ciao a tutti,
anche se con un po' di ritardo rispondo alla richiesta di Hobo di chiarire
la vicenda dell'uscita dei compagni e delle compagne dallo spazio fisico del
centro sociale Fucine Meridionali.

Le Fucine Meridionali hanno vissuto, come tutti i centri sociali del Sud
Italia, il problema del controllo militare sul territorio esercitato dalla
mafia. Problema tanto piu' complesso. in quanto investe quello stesso
segmento della classe che, per lo piu', si viene a ricomporre nei centri
sociali.

All'interno di questa contraddizione, si aprono (e storicamente si sono
aperte) solo due alternative: o lo scontro militare col potere mafioso sul
territorio, oppure la costruzione di un delicato meccanismo che strappi le
soggettivita' proletarie, presenti nei quartieri popolari, dal controllo e
dall'egemonia culturale mafiosa e le avvicini ai contenuti e alle pratiche
dell'antagonismo.

Nella prima fase delle Fucine Meridionali questo meccanismo era in atto;
dopo il trasferimento del centro sociale dalla sua vecchia sede (in seguito
alla resistenza ad un tentativo di sgombero, e all'assegnazione in=20
via provvisoria e per <motivi di ordine pubblico> di un nuovo spazio) si e'
frantumato.
Nel determinarsi di questa frattura, i compagni e le compagne hanno delle
reponsabilita': quello che non siamo stati in grado di cogliere e' stata la
natura particolare di quel quartiere, la sua centralita' nella
strutturazione per bande del dominio mafioso, il suo essere crocevia di
tutti i traffici della citta'.
Non eravamo preparati allo scontro prima di occupare il posto che ci era
stato solo <<formalmente assegnato>>, non lo siamo stati durante i mesi di
permanenza li' perche' l'attacco al centro sociale non si e' manifestato con
incursioni, minacce, o altre cose alle quali eravamo abituati e pronti a
regire, ma con una strisciante delegittimazione delle sue pratiche e della
sua cultura:
- attacco a tutte le attivita' delle compagne e alla stessa presenza, nel
centro sociale, di un collettivo femminista; minacce, accompagnate dal
ragionamento << devi ringraziare che sei femmina e che percio'=20
non ti tocco>>.
- riproduzione, nei confronti degli immigrati, di quella logica mafiosa che
li vuole manovalanza da sfruttare, senza alcuna dignita' di persona, e che
si e' concretizzata, in ultimo, in una aggressione fisica a due fratelli che
avevano <<osato>> cambiare una cassetta!!
- sistematica delegittimazione dell'assemblea e di tutte le sue decisioni...
e altro ancora che rientra tutto nella logica delle gerarchie, dei
comportamenti, delle culture, attraverso cui la mafia esercita il dominio
nei quartieri popolari.

A fronte di tutto questo, l'assemblea del centro sociale decise l'uscita
dallo spazio fisico del centro stesso (visto che l'alternativa dello scontro
fu giudicata impraticabile perche', ormai, perdente) e ad essa si=20
aggiunsero quelle strutture, collettivi, gruppi di lavoro, che pur essendo
nati all'interno delle Fucine Meridionali non si riassumevano dentro la vita
di un centro sociale.

E' per questo che non si puo' parlare di una scissione, fu il corpo
collettivo del centro sociale a decidere l'abbandono di quello spazio.

Ecco la storia, se volete documenti o altro, fatemelo sapere.

=20
Arcangelo.

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3) MODENA
QUATTRO NO PER COSTRUIRE UNA CITTA=92 DIVERSA

Costruire una citt=E0 diversa, svincolata dalla logica del capitale e dalle
sue compatibilit=E0, quale pu=F2 essere, se non questo, l=92obiettivo che si=
pone
un centro sociale, cio=E8 una forma dell=92autorganizzazione che trova=20
nel territorio il teatro della sua azione diretta?
E da dove partire se non dal modo concreto in cui si manifesta a Modena il
tentativo della nuova destra (Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD e la
loro espressione bottegaia: Forza Centro) di costruire un=92opinione=
pubblica
favorevole alla loro ideologia autoritaria, repressiva, gerarchica,
meritocratica e razzista: l=92isterica campagna sull=92ordine pubblico=
(droga,
microcriminalit=E0, immigrazione clandestina, ecc.).
Vediamo i loro argomenti. A Modena la droga dilaga assieme allo spaccio e
tutto ci=F2 =E8 fonte di disordine e di insicurezza per la gente "per bene".=
E=92
vero, Modena =E8 un crocevia del commercio delle droghe, e in=20
particolare, dell=92eroina, ma in questo la gente "per bene" ha una parte=
non
indifferente. Anche noi diciamo no all=92eroina, ma lo diciamo al di fuori=
di
ogni retorica legalitaria. L=92eroina =E8 una droga di stato, per noi=
l=92eroina e
il capitalismo sono la stessa cosa, da cui il nostro slogan
eroina=3Dcapitalismo. Forse questo concetto potrebbe risultare difficile da
capire, ma la storia ci insegna che il potere fa un uso politico delle
sostanze. Per esempio =E8 dimostrato che l=92alcool e il tabacco mietono=
molte
pi=F9 vittime dell=92eroina, eppure quelli non solo sono legali, ma sono
addirittura monopoli di stato; l=92eroina =E8 stata introdotta nel mercato=
delle
droghe (guarda caso) alla fine degli anni 60- inizi anni70, quando pi=F9=
forte
si manifestava la rabbia e=20
la volont=E0 di lotta contro il sistema, di un=92 intera generazione, cosa=
c=92era
quindi di meglio, per la borghesia e i suoi leccapiedi, di una droga di
facile presa e ad alto tasso di assuefazione che aveva come effetto=20
quello di generare apatia e assenza di qualsiasi attivit=E0 che non fosse
quella alla ricerca della prossima dose. La faccenda ha funzionato bene se
pensiamo che un=92intera generazione (alla fine dei 70) =E8 caduta=20
preda di questa sostanza. Ma l=92uso delle droghe da parte dei governi ai
propri fini =E8 veramente lunga, dalle guerre condotte dall=92Inghilterra=
contro
la Cina per imporre a quel paese l=92importazione dell=92oppio prodotto=
nelle
proprie colonie nel secolo scorso, fino all=92intervento USA in Per=F9, alla
fine degli anni 80, ufficialmente in nome della lotta contro la cocaina, in
realt=E0 volto ad appoggiare, con basi armi e consiglieri militari, il=
regime
fascista e genocida di quel paese nella sua lotta contro la Guerra Popolare=
=20
condotta dal Partito Comuinista del Per=F9. Secondo argomento: Modena, e
l=92Italia in generale, =E8 bersagliata da un immigrazione clandestina e non=
al=20
di sopra di qualsiasi soglia di accettabilit=E0 che alimenta spaccio e
microcriminalit=E0. Questo non =E8 altro che un modo subdolo di alimentare=
il
razzismo. Noi diciamo no al razzismo, falsa risposta al problema dello=20
spaccio e della microcriminalit=E0. Non tutti gli immigrati sono spacciatori=
o
delinquenti, sono le condizioni di vita e la discriminazione che incontrano
nel nostro paese a spingere alcuni di loro a divenire manovalanza facile per
le mafie che sul mercato della droga fanno i miliardi. Anche pochi giorni fa=
=20
abbiamo avuto la conferma che il mercato dell=92eroina =E8 in ben altre=
mani,
mani bianche, raffinate e abituate a maneggiare soldi, come quelle dei tre
italianissimi trafficanti che sono stati arrestati con un chilo e mezzo di
"roba" che si apprestavano a distribuire alla manovalanza immigrata per lo
spaccio al dettaglio. Dietro allo spaccio stanno le mafie del capitale
stanno gli interesse finanziari che muovono capitali ingentissimi,
pienamente integrati nell=92economia del paese, pienamente parte del=
"miracolo
italiano".=20
Queste mafie non possono essere colpite dal potere perch=E9 sono parte
integrante del potere, per questo si preferisce colpire con le leggi i
consumatori (vedi legge Jervolino-Vassalli) mantenendo il proibizionismo=20
che accresce il prezzo delle sostanze, alimenta i profitti di chi gestisce
questo commercio e spinge alla criminalit=E0 chi fa uso delle sostanze. Per
questo noi diciamo no al proibizionismo, unico sistema per abbattere i
guadagni deio trafficanti e sottrarre alla criminalit=E0 chi fa uso di=
eroina
e alla criminalizazione chi fa uso di sostanze leggere.
Questo =E8 il nostro modo di dire no al fascismo, no a chi sfrutta la paura=
e
il senso di insicurezza diffuso per costruirci sopra le proprie fortune
politiche. A questi signori noi diciamo: voi, con le vostre proposte di
militarizzazione, di polizia dappertutto, con la vostra isteria
antiimmigrati non siete la soluzione, siete parte del problema, e vi
combatteremo fino in fondo, per costruire una citt=E0 diversa.

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4) MODENA - TRENO AD ALTA VELOCITA': UN PROBLEMA NON SOLO LOCALE.
=20
Il treno ad alta velocita' puo' sembrare un tema di rilevanza puramente
locale: cioe' sembrerebbe uno di quei temi che riguardano solo i territori
che sono investiti dallo scempio ecologico di un'opera che necessita di
strutture particolarmente dannose per gli ecosistemi che ne sono toccati.
Con questo articolo, che e' inserito in un giornale che vuole avere una
diffusione di carattere regionale, tentermo di dimostrare che non e' cosi'.
Per cominciare parliamo della rilevanza economica che avra' questo
progetto. Forse non tutti sanno che, a livello previsionale, questa e'
un'opera per la quale vengono investiti qualcosa come 100.000 miliardi. Ora:=
=20
in un contesto nel quale tutte le spese sociali vengono pesantemente
tagliate tramite la legge finanziaria, in una realta' economica come quella
italiana in cui il deficit statale non tende in alcun modo a diminuire,=20
ed in cui si chiudono gli ospedali nei piccoli centri, si pensa di
utilizzare una cifra di questo tipo per costruire un'opera che, come vedremo
tra breve, non serve assolutamente a nulla!
Quindi una prima considerazione: verranno utilizzati soldi prelevati dalle
tasche di tutti i cittadini, compresi quelli che non saranno interessati da
questa infrastruttura!
Ma, si potrebbe pensare, questa e' un'opera che inizia a risolvere l'annoso
problema del potenziamento del trasporto merci su rotaia anziche' su gomma,
oltre al fatto che tende a creare posti di lavoro: neppure que
ste cose corrispondono alla realta'. Per quanto riguarda la seconda
questione, cioe' quella dei posti di lavoro, ricordiamo che nelle proiezioni
piu' realistiche si parla di 12.000 posti di lavoro a livello nazionale, e
sono posti di lavoro di carattere precario, perche' le previsioni dicono che
i cantieri dovrebbero essere aperti e richiusi nel giro di una decina di
anni. Rispetto alla spesa prevista (comunque sottodimensionata) il numero di
posti di lavoro creati e' praticamente irrisorio.
Per cio' che concerne la questione del potenziamento del trasporto merci su
rotaia, diciamo d'entrata che l'alta velocita', cosi' come e' stata
progettata, si presenta come un qualcosa di riservato esclusivamente al=20
trasporto persone, e di un numero ristretto di persone, sia per l'alto costo
del biglietto, sia per la scarsita' di persone che possono realisticamente
avere l'esigenza di spostarsi frequentemente da Milano a Reggio=20
Calabria. Cio' significa che gli italiani, si stanno dotando di uno
strumento non solo poco utile, ma addirittura dannoso per l'economia
nazionale, in quanto sara' pressoche' impossibile recuperare le spese
sostenute per la realizzazione dell'opera. In altre parole, questo e' un
tipo di progetto tecnologico che non solo danneggia noi nell'immediato, ma
danneggera' anche le future generazioni che si troveranno con una economia
statale ancora piu' traballante grazie agli errori nelle spese fatte dalle
generazioni precedenti.
Vi e', infine, una questione di metodo che teniamo a sottolineare: questo
progetto, che sta' per prendere il via, ha portato alla creazione di
comitati spontanei di cittadini, che soprattutto sono indignati per lo scem
pio territoriale che esso comporta. Infatti opere di questo tipo sono gia'
state realizzate in Francia ed in Spagna, ma attraversavano territori
scarsamente popolati e con minori problemi di impatto ambientale (anche se
l'utilita' di queste strutture e' stata gia' messa in discussione anche
altrove, soprattutto dal punto di vista dei costi rispetto ai benefici). In
Italia, invece, si pretende di sconvolgere l'assetto di una delle zone piu'
popolate del paese ed a distruggere l'integrita' di un territorio ad alta
intensita' di produzione=20
agricola. E' per queste ragioni che si sono creati questi comitati=
spontanei.
Ora: noi come Centro Sociale, nella nostra attivita' politica, siamo
partiti proprio dalla critica all'uso o all'abuso che viene fatto delle
nostre citta' e dei nostri territori. E' per questo che crediamo anche=
politica
mente corretto e, diciamo cosi', in sintonia con la nostra lotta
l'affiancarci a questi comitati spontanei. Sia chiaro: noi non siamo entrati
nella lotta contro l'alta velocita' con un atteggiamento codista,
nell'intento subdolo quanto squallido di creare piu' o meno facili consensi:
noi abbiamo, al contrario, cercato di raccogliere dati, di analizzare il
problema per dare la "nostra" interpretazione del fenomeno, tentando di
verificare la eventuale sensatezza di questo progetto da un punto di vista
comunista e rivoluzionario. Ci siamo quindi formati l'idea che questa opera
sia complessivamente da buttare. Al contrario di noi, questi comitati
sembrano o sembravano invece informati da una logica localistica: erano, ed
in parte sono, piu' preoccupati del fatto che il "supertreno" non passasse a
casa loro, piu' che da una valutazione di carattere generale. Ora: il nostro
compito ci e' parso essere quello di dover valorizzare, per un verso,
l'attivismo sociale che anima questi comitati, ma per l'altro verso ci e'
sembrato necessario lottare per tentare di rendere piu' politici e piu'
generali i compiti che i diversi comitati di cittadini si sono posti.=20
NOI, DUNQUE, CI BATTIAMO CONTRO IL SUPERTRENO COME PROGETTO ASSURDO IN SE' E
TENTIAMO DI UNIFICARE I DIVERSI COMITATI CON L'INVITO A FARE UNA LOTTA=
COMUNE.
Ci pare dunque che da questa esperienza possa nascere un primo abbozzo di
linea di intervento che i centri sociali dovrebbero porsi: crediamo che ogni
centro sociale dovrebbe tendere ad approcciare le lotte=20
che in questo periodo stanno animando vari comitati di cittadini, per
verificarne la fondatezza e potnziarne le lotta! Ad esempio sappiamo che in
diversi territori vi sono gruppi spontanei che lavorano contro la=20
chiusura dei piccoli ospedali: anche questo dovrebbe essere, a nostro parere
un NOSTRO campo di intervento! Per ora, con questo articolo, ci limitiamo a
far osservare ai compagni ed alle compagne, l'importanza generale che
costituisce il fondamento della lotta contro il "supertreno", invitando gli
altri centri sociali a sostenerla e fomentarla. ANCHE SE TALE PROGETTO NON
INVESTE I VOSTRI TERRITORI, INFATTI, INVESTIRA' PERO' LE VOSTRE TASCHE!
Meditate, gente, meditate.
=20
C.S.A. XXII APRILE
MODENA

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