Il materiale che vi propo-
niamo e' una sintesi di una
lunga discussione con Al-
berto Saldanlando un mem-
bro dell'IITC @Consiglio In-
ternazionale Indiano per il
rispetto dei Trattati) facente
parte dell'AI@I, in San Fran-
cisco, 13/8/1995.
L'IITC e' un organiz@a-
zione di popoli indigeni del
continente americano e del-
l'Oceano Pacifico che lavo-
ra per ottenere la sovranita'
degli indigerli, rivelldicando
il diritto di vivere in @ccor-
do alla loro cultura rispet-
tando le Terre Sacre. L'IITC
fu fondato nel l974 da un9
assemblea del Movimento
Ind@ano Americano (AI@) a
cui parteciparono 5000 rap-
presentanti di 98 nazioni
illdiane@ il simbolo scelto fu
l'emisfero del continente,
dall'Alaska alla terra del
Fuoco, zone che !@accolgono
popoli indigeni diversi ma
uniti da una stessa tradizio-
ne e da piu' di 500 anni di
oppressione e s@ermini.
L'emisI@ro @ attraversato
dalla sacra pipa simbolo di
pace, armonia e delle anti-
clle culture. Uno dei compi-
ti dell'IITC e' di favorire
unita' e solidarieta' ka i po-
poli nativi a livello interna-
ziorlale @ad esempio con la
popolazione di Timor est),
inoltre IITC fornisce sup-
porto alle lotte indiane favo-
rendo lo scambio di infor-
mazioni, costruendo net-
work di assistenza e coali-
@iOlli.
L'attivita si svolge attra-
verso l'assistenza tecnica, e
facilitando la partecipazio-
ne dei popoli nativi in as-
semblee, forum regionali,
nazionali e internazionali.
Nel 1977 l'IITC fu ricono-
sciuto dalle na@ioni unite
come organi@zazif@ne non
governativa, divenendo l'u-
nica organi@zazione di nati-
vi ad essere ammessa all'as-
semblea ONU con d;ritto
collsultivo permetteIldo alle
nazioni indiane di avere in-
formazioni dirette delle de-
cisioni prese in quella
sede sulla questione indiana.
L'IITC nasce come esi-
genza di rendere e@idente a
livello internazioIlale i] pro-
blema indio. Alberto dice a
questo proposito: @'Abbiamo
deciso di essere presenti con
una delegazione nelle N.U.
per rompere il silenzio che
@ii U$A hannn sempre uti-
lizzato per nascondere le in-
giustizie e i c@imini da loro
perpetrati a nostro danno.
T@lttavia siarno coscienti che
tale strumento non e' certo
risolutivo, n=E9 riesce a rom-
pere le logiche degli s@ati e
delle potenze m esso rappre-
sentati, tuttavia ci rende
possibile a livello interna-
zionale rendere pubbliGo
quello che avviene negli sta-
ti Ulliti".
Il lavoro che viene svi-
luppato dall'IITC mira alla
revisione ed alla lotta inter-
nazionale contro la violazio-
nc perpetrata dagli USA dei
380 trattati che furono sti-
puiati con le nazioni illdia-
ne. l[nol@re (e forse questo e'
l'aspetto piu' interessante
n.d.r.) si svolge un lavoro
ins.erno ai popoli nativi d'A-
merica per la preservazione
ed il rilancio della cultura
tradi@ioIIale e della spiritua-
l;ta' indiana. Uno dei princi@
pi centrali nella cultura in-
diana e' il rapporto uomo ter-
ra. La terra e' vista come
madre generatrice degli uo-
mini e non viceYersa, da
questo ne scaturisce che
l'uomo non puo' possedere la
terra, n=E9 tanto meno sfruttar-
la. Quindi il rapporto tra il
"popolo degli uomini" e la
terra e' di armonia, l'uomo
deve preservare la terra e la
natura non tanto per se che
ha una vita limitata ma per
le generazioni che seguono.
La proprieta' privata di con-
seguenza non esiste, e la di-
fesa dell'ecosistema e l'in-
tegrazione dell'uomo in que-
sto assumono caratteristiche
portanti del pensiero e delle
lotte dei nativi. Una delle
rivendicazioni centrali e'
l'autodeterminazione dei di-
versi popoli indiani. Diritto
questo che non rappresenta
qualcosa di nuovo da chie-
dere, ma significa il ricono-
scimento di una realta' che @
sempre esistita anche prima
dell'arrivo di Colombo, e
che tuttora esiste. Diritto che
e' stato rubato ai nativi al
prezzo dello sterminio di
dieci milioni di uomini, don-
ne, bambini.
Attualmente lo scontro
con il governo degli stati
uniti resta duro. Infatti una
delle accuse del governo
USA contro il movimento
indiano @ quella di volere
distruggere lo stato, ma per
i nativi dell'IITC guesto
non e' esattamente la verita'.
Infatti-quello che si propo-
ne e' un'organizzazione so-
ciale e territoriale differen-
te. E' opinione dei nativi che
il perdurare dell'attuale ri-
sposta politica del governo
federale USA che nega l 'au-
todeterminazione alle diver-
se etnie puo' portare a si-
tuazioni di conflitto di tipo
Balcanico.
Attualmente il governo
federale chiede la scompar-
sa delle riserve dicendo che
e' inconcepibile in un paese
democratico l'esistenza di
un sistema simile all'Apart-
heid dell'ex Sud Africa. La
verita' e' che il governo ha
deciso di portare un attacco
finale alIe terre ancora india-
ne: le riserve. Le ragioni?
Ecco alcuni esempi.
Negli ultimi anni dal
1993 al 199@ sono sLati sco-
perti giacimenti di uranio
nelle riserve indiane (Black
Hill, e riserve del sud ovcst)
attualmente il 90% delle
miniere di uranio sono in
territorio indiano in partico-
lare nelle riserve Navajo, A-
pache, Pueblo. Nei territori
delle riserve Hopi sono sta-
ti trovati giacimenti carbo-
niferi. Questo per quanto ri-
guarda il nord arnerica, per
il sud del continente un re-
cente esempio e' dato dalla
recente guerra tra Ecuador e
Peru' scoppiata per una con-
tesa tra i due stati per alcu-
ni territori indios nei quali
sono stati scoperti giacimen-
ti di oro (I'Eldorado degli
Incas). Ancora quest'anno in
Brasile 70 famiglie di nati-
vi sono state sterminate nel-
la foresta amazzonica da
parte dei cercatori d'oro. La
Exxon e' una delle multina-
zionali piu' aggressive per
quanto riguarda lo sfr@tta-
mento petrolifero delle terre
indiane. Il territorio dei po-
verissimi Apache e' da 25
anni sfruttato come deposi-
to "temporaneo" per le sco-
rie radioattive.
I trattati conclusi tra
bianchi e indiani in genere
risultano essere delle vere e
proprie truffe come nel caso
dell'ultimo contratto stipu-
lato da una compagnia di
sfruttamento mineraria e il
popolo Navajo per la con-
cessione di una minlera, nel
contratto siglato non si men-
zionava il fatto che la rnirla
fosse di 8 miglia (circa 15
chilometri), inoltre il gover-
IlC@ f@d@ral@ G@rGa di divid@;-
re i popoli indiani utilizzan-
do lo strumento della corru-
zione per poter facilmente
conseguire i propri fini.
Alberto commenta amara-
mente che e' difficile convin-
cere le N.U. egeMonizzate
dagli stati occidentali che
sfruttano 1'80% delle risor-
se del pianeta a beneficio
dell'8% della popolazione
mondiale a difendere gli in-
teressi degli sfruttati. Il
problema delle frontiere crea
un altro problema per i na-
tivi del sud negli USA come
i Navajo e Mapuche dell'A-
rizona e del Nord iroquois,
Chippewa, Nez Perc=E9 poich=E9
@uesti popoli vedono i loro
territori e loro stessi divisi
artificialmente in due da una
frontiera che loro non rico-
noscono.
Nella storia recente ame-
ricana la stipula dei trattati
economici e politici interna-
zionali GATT e NAFTA
hanno rafforzato l'idea dei
nativi del proseguire la lot-
ta in maniera organica e co-
ordinata cos=EC si spiega come
l'appoggio che viene dato
all'EZLN messicano sia tut-
t'altro che simbolico. L'
AIM opera attivamente an-
che in Bolivia ed in Guate-
mala. In Bolivia, dove lo
stato non riconnsce l'esi@
stenza di un etnia india, que-
st'anno una manifestazione
di nativi si e' conclusa con
uno scontro con l'esercito
durante il quale un manife-
stante e' stato assassinato.
ln Guatemala il 31 mar-
zo 1995 il governo ed i mi-
litari hanno firmato un trat-
tato con il Guatemalan Na-
- tional Revolutionary Unity
- (URNG), un accordo per il
riconoscimento dei diritti
- dei nativi (Maya). Con que-
=B7 st'accordo per la prima vol-
=B7 ta il governo guatemalteco si
fa carico di promuovere una
rapida attua@ione dei diritti
politici degli indigeni, pre-
cedentemente lo stesso go-
verno non aveva mai preso
in considerazione i diritti del
65% della popolazione del
Guatemala. Lo stato deI
Guatemala e riconosciuto
internazionalmente come
uno dei piu brutali della re-
gione centro americana per
aver sterminato 150.000 in-
diani negli ultimi 15 anni
grazie al suo programma di
leggi anti insurrezione.
L'accordo impone allo
stato guatemalteco di rispet-
tare la lingua la spiritualita'
e la cultura del popolo maya.
Inoltre per il movimento
guerrigliero questo rappre-
senta un primo passo verso
un Guatemala multietnico-
multilingue e multiculturale.
Subito dopo l'accordo i rap-
presentanti di 300 comlmita
indigeni in una assemblea
del coordinamento dei popo-
li maya ha valutato con otti-
mismo questo risultato, pur
tuttavia' sottolineando che
ancora non vi e' una dichia-
razione chiara sulla distri-
buzione della terra, che an-
cora nell'acco;do non si par-
la di a@ltogo@erno delle mll-
nicipalita' e dei comlmi e ri-
mane ancora lettera @lorta il
discorso contro la devastan-
te militarizzazion@ dei terri-
tori maya.
Un'altra lotta a cui l'IITC
partecipa e' quella per l'au-
todeterminazione dei popo-
lo hawayano. Nel 1820 nel-
le Haway arrivano i primi
missionari e commercianti.
Nel 1893 le isole erano di-
ventate un regno, ed in quel
periodo i mercanti con l'aiu-
to dell'US Navy occupano le
Haway e chiedono di entra-
re negli USA. Il presidente
di allora rifiuta poich=E9 rico-
nobbe nell'accaduto una
violazione dei trattati di
amicizia esistenti tra USA e
Haway, ma nel 1898 il nuo-
vo presidente accetto' l'in-
gresso del nuovo stato nel-
l'unione.
Nel 1993 il presidente
Clinton con la legge 103-
150 del 23 nov. riconosce
che l'isola fu incorporata
negli USA con un atto ille-
gale. Il 16 gennaio 1994 il
popolo hawayano (Kanak
Maoli) proclama la slla iIl-
dipendenza dagli USA ed
inizia la lotta contro il go-
verno federale "uni@i nello
spirito di Aloha (spirito del-
la giustizia7 liberta', libera-
zione che porta pace alla ter-
ra e a tutta l'umanita')".
Un consiglio degli an@ia-
ni indica Pu' uhonva "Bum
py" Kahahele, come delega-
to per chiedere al governo
USA la restituzione della
sovranita' della terra hawa-
yana ma Bumpy viene arre-
stato dalla polizia federale
(FBI) e rinchiuso in un car-
cere di massima sicurezza
dove e' attualmente detenu-
to. La campagna per la sua
scarcerazione e l'autodeter-
minazione delle Haway e' in
corso.
Il popolo indiano ha su-
bito da sempre sopraffa-
zioni, ingiustizie e violenza,
cosa ne pensi della violenza
come strumento di difesa gli
chiedo all'improvviso? La
risposta e' calma e ben me-
ditata; "I certi momenti la
violenza e' indispensabile,
ma attualmente per noi sa-
rebbe un errore fatale. Per un
nativo difendersi unicamen-
te con la violenza significa
essere distrutto, annichilito.
Guarda quello che sta suc-
cedendo a Leonard Pellthier
che per aver tentato di difen-
dere lui e la sua famiglia e'
condannato ingiustamente
alla sedia elettrica".
Che tipo di organizzazio-
ne hanno l'IITC e l'AIM?
"Noi non abbiamo una lista
degli aderenti n=E9 uno statu-
to. Non ci sentiamo e non
crediarno nella forma parti-
to, n=E9 nei politici di profes-
sione, crediamo molto di piu'
nei valori come la liberta' la
sovranita' di un popolo il di-
ritto alla terra. Viviamo la
nostra lotta in una dimensio-
ne molto spirituale, voglia-
n@o ricostruire la spirituali-
ta' india. La nostra lotta e'
fatta piu' con il cuore che con
il cervellol"
Infine gli chiedo che cosa
immagina quando pensa agli
anarchici e all'Anarchia, ri-
sponde che le prime cose che
gli vengono in mente sono
l'anarchico bombarolo del-
l'iconografia classica, ma
anche l'autogestione e la
decentralizzazione anarchi-
ca molto vicine alla sua cul-
tura indiana.
Kammellerna
FREEDOM PRESS
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