L'assemblea dell'USI intercategoriale di Bari nell'accingersi ad
affrontare i temi del Congresso dell'Unione deciso dal Comitato dei
Delegati di Udine e le proposte inviate dalla sezione dell'USI Lazio, dopo
una lunga ed approfondita discussione ha deciso all'unanimita' di non poter
avviare alcun dibattito finalizzato allo svolgimento di un Congresso
unitario alla luce delle gravissime iniziative portate avanti soprattutto
dalle sezioni di Ancona, Bologna, Brescia, Trieste e parte di Udine, di
fatto una componente minoritaria dell'Unione, nei confronti della redazione
di Lotta di Classe, di alcuni Sindacati nazionali di categoria (USI
ricerca, USI universita', USI scuola, ecc.) e delle sezioni USI di Bari,
Milano (metalmec., commercio, servizi, ecc.), USI Lazio, USI Udine
(metalmec., commercio, ecc.), di fatto i due terzi dell'Unione Sindacale
Italiana.
L'USI di Bari ritiene inaccettabile e certamente non finalizzato allo
svolgimento di un Congresso unitario la pubblicazione nel frattempo di
articoli a mezzo stampa, circolari delle redazione amministrativa di LdC,
comunicato del "postelegrafonico" Careri di Ancona, comunicato per la
costituzione di un sedicente Comitato di difesa dell'USI, la pubblicazione
unilaterale di un nuovo giornale, avallata anche dall'USI Sanita', tutti
zeppi di calunnie, diffamazioni, appelli a componenti del movimento
anarchico per la resa dei conti nell'Unione, la totale distorsione della
storia degli ultimi tempi dell'Unione.
Tali metodi non hanno piu' nulla a che fare con lo scontro politico, anche
duro, tra diverse visioni del sindacalismo autogestionario, ma
rappresentano ormai una concezione degradata del confronto
politico-sindacale, nonche' un vero e proprio atto di delazione poliziesca
che non permettono piu' alcun margine di mediazione o di ricomposizione.
In questo clima il Congresso si trasformerebbe in uno scontro violento,
con la conseguente prevedibile apertura di un contenzioso legale devastante
che porterebbe alla definitiva paralisi dell'Unione.
L'USI di Bari, pur essendosi spesso riconosciuta nelle posizioni dell'USI
Lazio, e di parte dei compagni milanesi e udinesi, o di altre sedi
"fiancheggiatrici", ha sempre cercato di assumersi un ruolo di cerniera, e
proprio in questo senso aveva ipotizzato la proposta, regolarmente
approvata e riportata nel registro delle proprie riunioni, da avanzare nel
futuro Congresso di Roma, di affidare maggiori incarichi di responsabilita'
a due dei piu' grossi sindacati di categoria dell'Unione, cioe' USI Ricerca
ed USI Sanita', proprio allo scopo di raffreddare lo scontro e di far
riprendere all'Unione il giusto cammino tra i lavoratori, ma alla luce di
quanto suddetto tale ipotesi non e' piu' assolutamente praticabile.
Le compagne ed i compagni di Bari, proprio per la considerazione in cui
hanno tenuto sempre i lavoratori dell'USI Sanita', con la quale ritengono
di condividere molto della pratica che ha portato alla crescita dell'USI
nei posti di lavoro in cui si e' presenti, sono sinceramente rammaricati
per il loro atteggiamento prima di defilarsi dal confronto che era in atto
nell'USI e poi di nei fatti di schierarsi a fianco di posizioni che con la
pratica sindacale quotidiana non hanno niente a che spartire.
In questa fase, noi compagne e compagni di Bari non siamo minimamente piu'
interessati ad entrare nella polemica per stabilire quali siano le
posizioni che hanno torto o ragione, rinviando comunque all'articolo
apparso sul n. 68/'95 di Germinal (sede impropria per un dibattito interno
all'Unione) per quanto riguarda le nostre considerazioni, ma sentiamo a
questo punto di dover denunciare con forza, non solo ai lavoratori
dell'USI, ma a tutto il movimento libertario due fatti gravissimi messi in
pratica dal "sedicente Comitato di difesa dell'USI": 1) la delazione
pubblica e poliziesca nei confronti di alcuni sindacati (lavoratori!) di
categoria, 2) la chiamata a raccolta di pezzi del movimento anarchico
esterno all'Unione per la resa dei conti con " gli autoritari ed i
marxisti-leninisti dell'USI".
1) I sindacati nazionali di categoria minori dell'USI, rispetto alla cui
costituzione l'USI di Bari all'inizio aveva espresso alcune perplessita',
dovendo poi ricredersi al momento in cui era stato necessario costituire
l'USI-Universita', fino ad ora sono serviti ai lavoratori che vi aderiscono
soprattutto come uno stumento di difesa sindacale necessario in occasione
di vertenze aziendali, casi di licenziamento individuali o iniziative
antisindacali delle amministrazioni pubbliche e di aziende private. Tentare
di screditarli pubblicamente significa di fatto compiere un atto di
delazione poliziesca e di tradimento di tutti quei lavoratori che in futuro
avranno bisogno di tutelarsi sui posti di lavoro.
Mai nessuno dei sindacati nazionali di categoria denunciati dal "Comitato
per la difesa dell'USI" ha intrapreso iniziative di formulazione di
piattaforme contrattuali sulla testa dei propri iscritti, compreso
l'USI-Universita'.
In particolare la costituzione dell' USI-Universita', sollecitata dalla
sezione di Bari e concordata con i compagni delle altre sedi, era sorta a
seguito delle denuncie e dei procedimenti disciplinari contro quattro
lavoratori iscritti all'USI avviati dall'amministrazione dell'Universita'
di Bari all'indomani delle manifestazioni di protesta di studenti e
lavoratori dell'USI all'inaugurazione dell'anno accademico.
2) L'operazione "squadristica" condotta a mezzo stampa (vedi articoli
apparsi su Germinal, giornale della Federazione Anarchica di Trieste) e per
mezzo di comunicati del sedicente "Comitato di difesa dell'USI", tendente a
far uscire il dibattito dall'interno dell'USI e a chiamare a raccolta pezzi
del movimento anarchico per la resa dei conti nell'Unione e' un fatto
politicamente gravissimo e senza precedenti, in aperto contrasto con i
principii dell'Unione che qualsiasi subalternita' della stessa a partiti,
caste religiose o movimenti politici.
Questo e' il vero DEVIAZIONISMO!
Poiche' in queste condizioni e' praticamente impossibile pensare di
svolgere un Congresso pacifico e data ormai l'insanabile frattura delle
diverse posizioni politiche presenti nell'Unione, allo scopo di evitare uno
scontro, anche fisico, e di evitare un contenzioso legale affidandosi alla
giustizia borghese, l'USI di Bari propone di giungere ad una separazione
consensuale tra le divesi componenti dell'Unione, attraverso un accordo
tecnico che preveda:
- la nomina di una segreteria nazionale rappresentata da tutte le
componenti con solo compiti tecnici previsti dalla leggi vigenti in materia
sindacale;
- la divisione dei fondi della cassa nazionale, una volta versate le
relative quote all'AIT;
- la nomina per ogni componente di propri delegati nei rapporti con l'AIT;
- l'adozione ufficiale di due organi di stampa (l'Autogestito e Lotta di
Classe);
- per quanto riguarda i sindacati nazionali di categoria, di lasciare alla
liberta' dei singoli la decisione di aderirvi e rinviando agli statuti dei
singoli sindacati per le modalita' di funzionamento.
L'USI di Bari auspica che questa proposta venga valutata attentamente da
tutti i compagni e le compagne dell'Unione, allo scopo di evitare ulteriori
danni all'immagine ed alla crescita della stessa che lungi dall'essere
proprieta' di "minoranze o avanguardie agenti" e' soprattutto, dal 1912,
patrimonio storico del movimento di emancipazione dei lavoratori italiani.
L'assemblea intercategoriale di Bari nel ribadire di riconoscersi
nell'idea di sindacato unitario autogestionario, anticapitalista e basato
sul federalismo libertario aperto a tutti i lavoratori e strati sociali
subalterni, come affermato dallo Statuto, dai Principii e dalla stessa
storia dell'Unione, e non subalterno ad alcuna fede religiosa, politica o
ideologica, internazionalista ed antiautoritario, fa appello a tutti i
singoli lavoratori, alle sezioni locali, ai sindacati nazionali di
categoria che si riconoscono nel suddetto modello di sindacato a non
accettare piu' le polemiche strumentali ma a riprendere a pieno
l'iniziativa per la messa a punto di un programma di difesa sindacale delle
condizioni di vita e dei diritti di emancipazione dei lavoratori in una
fase di attacco particolarmente cruenta del capitalismo locale ed
internazionale.
Allo stesso tempo si sollecita una piu' stretta iniziativa con gli altri
sindacati aderenti all'ARCA, allo scopo di raggiungere quanto prima
l'obiettivo della maggiore rappresentativita' a livello nazionale.
L'USI di Bari, una volta chiariti i rapporti nell'intera Unione si
dichiara disponibile, ove ci sia l'effettiva solidarita' e collaborazione
delle altre sezioni, a rilanciare Lotta di Classe, anche attraverso la
creazione di una rete telematica che colleghi le diverse sezioni.
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