C'e' un appello generale ad agire per il movimento di indipendenza
africano, per tutte le organizzazioni progressiste nere e per la gente di
ogni convinzione amante della liberta'. Un appello a raccogliere sostegno e
a mettere in moto un movimento per bloccare la prima esecuzione politica
esplicitamente motivata e sancita dallo Stato dall'assassinio dei
Rosenberg.
Non dobbiamo permettere che l'apatia sia la risposta a questa oltraggiosa e
ripugnante sanzione emessa dalle corti della Pennsylvania. Questo appello
non e' tanto un coinvolgimento intellettuale quanto un appello alla
mobilitazione e all'agitazione della reale base sociale, delle madri, dei
padri, dell'intera comunita'. Si deve parlare di questa questione in ogni
bar, in ogni angolo, da ogni pulpito, in ogni Jumah! E' una questione da
cui dipende la reale sopravvivenza del carattere della nostra resistenza
all'ingiustizia.
Mumia Abu Jamal langue nel carcere di Huntingdon, nel braccio della morte
ormai da 8 anni. Fratello Mumia e' vittima di una cospirazione e da una
congiura del dipartimento di polizia di Philadelphia, dal suo sistema
giudiziario e dei funzionari politici di Philadelphia. Lo scenario del 9
dicembre 1981 non devia molto dai moltissimi scontri analoghi che
coinvolgono la comunita' nera/africana e i dipartimenti repressivi di
polizia nelle comunita' urbane degli USA.
La voce profonda, forte e risonante di Mumia per anni ha parlato
apertamente contro l'oppressione e il razzismo in questo paese. All'eta' di
13 anni Mumia Abu Jamal venne picchiato ed arrestato a Philadelphia Sud
mentre protestava contro un raduno a favore dell'arcirazzista George
Wallace, ex governatore dell'Alabama. Nel 1968, sebbene solo
quattordicenne, fu co-fondatore della sezione di Philadelphia del Black
Panther Party. Svolse anche la funzione di Ministro dell'Informazione e
scrisse moltissimi articoli per il giornale del Black Panther.
=46amoso giornalista fin dal 1970, guadagno' consensi per i suoi servizi all=
a
WRTI-FM, la radio della Universita' di Temple, alla WDAS-FM, una delle
maggiori radio "popolari" di Philadelphia, e nei tework nazionali come
WHHY-FM, la stazione locale del Public Broadcasting System (ndt, la TV
pubblica in Usa), e per la difesa intransigente nelle masse nei suoi
servizi.
L'integrita' e la posizione di questo uomo furono tali che divento' noto
come "la voce dei senza voce" nella comnunita' nera di Philadelphia e in
quelle delle minoranze perche' lottava per i diritti degli oppressi. Mumia
era anche Presidente della sezione di Philadelphia dell'Associazione dei
Giornalisti Neri al momento dell'arresto.
Mumia divento' anche un sostenitore dell'organizzazione Move, radicata a
Philadelphia, dopo l'assedio omicida alla loro sede del Powelton Village da
parte di piu' di 600 sbirri pesantemente armati, nel 1978. Questo scontro
fu il risultato del prolungato stato di belligeranza della polizia di
Philadelphia nei confronti dei Move a causa della loro lotta per
l'autodeterminazione e per il loro rifiuto di cedere all'oppressione del
sistema e al terrorismo dell'agente di questo sistema, la polizia di
Philadelphia.
La voce e gli scritti di Mumia punsero sul vivo il sistema svelando la
condotta criminale dell'amministrazione comunale nel 1978, ed ebbero un
ruolo importante nel far sorgere la richiesta di rilascio dei militanti
Move incarcerati ingiustamente.
Ma il 9 dicembre 1981, Mumia e suo fratello furono attaccati dalla polizia
di Philadelphia. Mumia venne colpito e ferito gravemente dal suo aspirante
assassino. Fu portato su di un veicolo della polizia e lasciato sanguinare
(quasi a morte), poi picchiato brutalmente e ripetutamente dalla polizia
mentre lo terrorizzavano lungo la strada verso l'ospedale controllato
(dalla polizia). Per mezzo della sua volonta' e determinazione il fratello
riusci' a sopravvivere a questo primo tentativo di assassinio. Lo Stato
lancio' il suo secondo tentativo quando una giuria costituita da un solo
nero e da undici bianchi ritenne colpevole Mumia di omicidio e lo condanno'
a morte mediate sedia elettrica il 3 luglio 1982. Questo accadde dopo un
processo farsa, il tipo di trattamento a cui lo Stato sottopone
abitualmente i prigionieri politici. Il Pubblico Ministero ha ripetuto piu'
volte alla giuria: "Non preoccupatevi della pena di morte perche'
quest'uomo usufruira' di un appello dopo l'altro". E piu' avanti il
Pubblico Ministero assicuro' la pena di morte con l'argomentazione che
Mumia doveva essere condannato a morte per il semplice fatto della sua
storia e delle sue convinzioni politiche, sostenendo che la sua militanza
politica nel Black Panther Party e l'uso di slogan come "potere al popolo"
dodici anni prima provavano che era un convinto criminale, un assassino di
poliziotti.
Con l'arresto e la riduzione al silenzio di Mumia, il governo tento' di
completare la sua vendetta contro i Move, nel maggio 1985, quando la
polizia di Philadelphia lancio' un attacco su vasta scala contro i Move.
Usando mitragliatrici cal. 50, franchi tiratori con fucili silenziati e
altre armi militari, inclusi i bombardamenti aerei, la polizia assassino'
11 militanti Move, compresi cinque bambini, e dette alle fiamme l'intero
quartiere nero/africano.
Questa fu la seconda volta nella storia del governo Usa che furono lanciate
bombe sui suoi stessi cosiddetti cittadini. Anche la prima volta a Tulsa,
nell'Oklahoma, nel 1931 fu su di una comunita' nera/africana.
Bisogna sottolineare che gli Usa nella loro continua ricerca di eseguire la
condanna contro questo compagno violano il diritto internazionale e il
diritto interno correttamente applicato. Cosi' l'intera procedura e'
illegale. Il governo Usa e' restio ad ammettere l'esistenza di conflitti
armati all'interno dei suoi confini e dei territori che controlla. Teme che
i ribelli possano acquisire uno status legale internazionale di rivoltosi o
belligeranti se venisse applicato al conflitto interno il Common Article 2
degli Accordi di Ginevra, Protocollo 1 e 2, Political Offences Exception to
Extradition, della Diplomatic Conference del 1977.
In merito all'illegalita' in un contesto internazionale, esso riguarda in
primo luogo il processare persone politiche per presunta violazione del
diritto interno. Uno stato di belligeranza/conflitto tra il governo Usa e i
suoi cittadini africani e' esistito fin dal nostro sequestro e dalla nostra
forzata introduzione nella proprieta' schiavistica. I conflitti tra
belligeranti riconosciuti (Neri/africani contro la nazione degli
oppressori) presentano numerose questioni legali sullo status di
auto-determinazione. Poiche' esiste una situazione coloniale e storicamente
si sono mantenuti atti di belligeranza, essi non possono piu' essere
considerati questioni interne, ormai sono un problema di diritto
internazionale. Semplicemente, sono questioni che richiedono proprio la
giurisdizione dell'Onu e degli altri organismi (assembleari)
internazionali, cioe' di tutte le agenzie (internazionali).
In particolare l'incidente di tentato omicidio orchestrato dalla polizia
Usa, che e' la genesi di questo caso, non dovrebbe essere percepito ora
come un atto criminale. Soprattutto in considerazione delle circostanze che
riguardano Mumia Abu Jamal e il suo particolare rapporto con la comunita'
nera/africana di Philadelphia, e il suo coinvolgimento da lungo tempo nella
lotta della comunita' contro la brutalita', il razzismo, il terrorismo e
l'abuso di potere usati dalla polizia di Philadelphia. Percio' il caso di
Mumia non puo' essere considerato una semplice violazione interna del
diritto.
L'esecuzione comminata e' illegale e dovrebbe essere dichiarata nulla.
Mumia Abu Jamal e' un prigioniero politico la cui posizione e' stata sempre
quella di liberare gli oppressi dal peso della repressione poliziesca.
Tutti i progressisti, amanti della liberta' e della vita devono sostenere
Mumia in questa lotta per bloccare questo assassinio "legale", "sancito
dallo stato". Sostenendo Mumia, lavorando per salvare la sua vita si lavora
in definitiva per abolire la pena di morte e prendere posizione a favore
degli aspetti (caratteristiche) positivi del genere uomo/donna. E' una
questione morale in cui noi, come un popolo, dobbiamo essere fortemente
impegnati, insieme, per garantire la liberazione di questo fratello dalla
condanna a morte impostagli dalla nazione degli oppressori.
(=8A)
Questa lettera e' stata preparata e diffusa dai seguenti membri del Black
Cultural Workshop, Lompoc U.S.P. carcere, Lompoc, CA 93436 Usa:
Mutulu Shakur, Kojo Bomani Sababu s/n Grailing Brown, Tarik James Haskins
del Research Committee on International Law and Black Freedom Fighters in
America, New Afrikan People's Organization (Napo);
Delbert (Ort) Africa, Chuckie (Sims) Africa di Move Organization;
William Davenport - El del Moorish Community of America;
Anthony x Bradshaw, Nation of Islam;
United Rastafarian Bredren;
Adolfo Matos, National Committee to Free Puerto Rican Prisoners of War.
**********
lottare insieme
(Il testo che segue proviene dal carcere di Latina ed e' stato scritto per
un numero mongrafico di una rivista catalana sugli Usa, all'indomani della
rivolta di Los Angeles del 1992. Non ha diretta attinenza con la situazione
di Mumia, ma puo' essere utile come contestualizzazione della lotta sociale
e rivoluzionaria negli USA oggi. - N.d.r.)
"La nostra lotta e' la piu' difficile lotta nel mondo perche' noi stiamo
combattendo nel cuore del mondo imperialista. Le contraddizioni esistenti
in questo paese, basate sulla storia di questo paese, richiedono una
demistificazione di cio' che gli USA rappresentano sia internamente che nel
mondo. Questo paese non puo' essere riformato, deve essere distrutto e
ricostruito, percio' il processo rivoluzionario sara' difficilissimo. Un
approfondito studio della storia di questo paese offre una percezione della
psicologia e mentalita' del paese e della sua gente. Le nazioni oppresse
(neo) colonizzate entro le frontiere USA devono conoscere la loro originale
storia e capire che hanno diritto all'autodeterminazione. Alle minoranze
nazionali o alle nazioni oppresse in questo paese, deve essere detto della
loro delusione dell'America in quanto nazione omogenea. Devono capire che
gli USA sono una nazione colonizzatrice, e che una rivoluzione vittoriosa
puo' benissimo richiedere la balcanizzazione dell'America, o la fine della
sua esistenza in quanto Stati Uniti. Certo, questo significherebbe anche la
fine dell'imperialismo USA, e l'inevitabile ristrutturazione del mondo
nelle sue dinamiche politiche. E' percio' che la solidarieta'
internazionalista e' cosi' importante, ed e' questo il motivo per cui le
organizzazioni rivoluzionarie delle nazioni dei G7 devono riconoscere la
loro responsabilita' per impegnare una lotta senza compromessi per la
salvezza dei loro popoli e in sostegno delle lotte di liberazione nel
mondo, incluse quelle entro i confini degli Stati Uniti".
(Da una lettera di Jalil A. Muntaqim,
in carcere negli USA dal 1971
per la sua militanza e attivita'
nel Black Panther Party
e Black Liberation Army)
In quest'epoca di facili trionfalismi da parte degli Stati imperialisti
sulla "fine della storia" e sullo stabilimento di un "nuovo ordine
mondiale"; nell'anno in cui gli stati imperialisti e coloniali celebrano
500 anni di genocidi e imposizione forzosa della logica barbara del
capitalismo come massimo trionfo della "illuminata" civilta' occidentale,
la rivolta di Los Angeles ha bruscamente fatto il punto su quella che e' la
realta' dell'oppressione di classe negli Stati Uniti, il cuore storico
della belva imperialista! I fuochi di Los Angeles hanno illuminato la
realta' di un presunto nuovo ordine mondiale che, allo stesso modo degli
altri che lo hanno preceduto, si nutre del sangue e della vita dei popoli e
dei proletari in tutto il mondo, al centro e alla periferia del sistema. Se
per gli imperialisti e' stato relativamente facile vincere la guerra del
Golfo, quello che si sta rivelando impossibile e' "vincere la pace", in
tutto il mondo e anche entro le proprie frontiere. La crisi economica e
politica determina contraddizioni di classe sempre piu' profonde, e una
polarizzazione economica e sociale che sta dividendo ormai l'intero pianeta
tra i pochi infinitamente ricchi e la maggioranza in lotta per la semplice
sopravvivenza.
Dalla semplice lettura dei dati statistici, si vede come questa
polarizzazione tra ricchezza e miseria sia piu' estesa negli USA rispetto a
tutte le altre potenze capitalistiche occidentali. Essa colpisce con cifre
e percentuali da "Terzo Mondo" le minoranze nazionali oppresse, quella
nera, portoricana, latino-americana, nativo-americana. La lotta di classe
negli USA si identifica con la lotta delle minoranze nazionali oppresse, in
primo luogo con quella africana-americana (perche' e' dal punto piu' alto
dell'oppressione che puo' venire il piu' alto grado di coscienza e di
sovvertimento dell'esistente); essa e' cresciuta in tal modo e negli ultimi
decenni ha segnato un patrimonio di lotta e di esperienza che ha varcato i
confini degli USA. In tutto il mondo sono conosciuti Malcolm X e George
Jackson, l'esperienza del Black Panther Party e dell'intero movimento
Africano-americano, le lotte dell'American Indian Movement e quella del
Movimento per l'Indipendenza del Puerto Rico, etc.; come anche la presenza
nelle carceri USA di prigionieri politici e di guerra che stanno lottando
per la loro sopravvivenza e identita' politica rivoluzionaria.
Una lunga catena di lotte e avvenimenti che giunge fino a noi: le rivolte
spontanee dai ghetti neri negli anni '60 e i momenti di organizzazione
della ribellione delle minoranze oppresse; i processi di politicizzazione
da cui nacquero movimenti politici di massa, le maggiori organizzazioni
d'avanguardia e la lotta armata di popolo; la repressione feroce del
governo USA che con il piano COINTELPRO (Counter Intelligence Program)
pianifico' e mise in atto infiltrazioni, guerra psicologica e
l'eliminazione fisica dei principali dirigenti del BPP e del movimento
nero. Ma questo filo rosso di memoria e di pratica rivoluzionaria non si e'
mai spezzato, esso e' giunto fino a noi, passando per gli anni della
difensiva e della resistenza in cui il movimento ha dovuto continuamente
far fronte ai colpi della repressione per non essere annientato e
depotenziato. Oggi la comunita' nera e le altre minoranze oppresse si
trovano di fronte a un enorme lavoro di ricostruzione di coscienza e di
connessioni per saldare questo filo rosso con il presente e lanciarlo verso
il futuro. Los Angeles e le altre rivolte negli USA hanno mostrato la punta
dell'iceberg, il momento della rivolta e delle fiamme, l'enorme
potenzialita' della rabbia proletaria di fronte ai livelli di oppressione e
di sfruttamento che lo "Stato-cuore" dell'impero impone a casa propria,
nelle sue citta' e nei suoi quartieri. Non si e' semplicemente ripetuta la
storia delle rivolte di 30 anni fa, perche' gli anni 90 riflettono la
turbolenza degli anni 60 a un piu' alto grado, in cui entra in gioco la
prospettiva concreta della lotta per il potere. Adesso e' dunque il tempo
di indirizzare questa grande potenzialita' verso un processo di
trasformazione dell'esistente: un processo completamente rivoluzionario,
dunque.
Se e' vero come e' vero che negli ultimi 20 anni, in particolare,
l'apparato di repressione e counterinsurgency ha attaccato tutti gli
aspetti della vita e dell'organizzazione proletaria dell'antagonismo,
allora diventa chiaro che il processo di ricostruzione oggi dovra' toccare
tanti aspetti dell'iniziativa proletaria. Fondamentalmente, la costruzione
di nuovi e piu' maturi livelli di coscienza e di unita', per essere in
grado di lottare in maniera efficace e vittoriosa contro il potere USA ma
anche contro il grado di divisione che esso tenta continuamente di
provocare all'interno delle classi oppresse.
La costruzione della coscienza e dell'unita' riguarda, per esempio, tanto
la creazione di un movimento di giovani che sappia unire l'azione militante
a una teoria e pratica rivoluzionaria; quanto l'allargamento di un lavoro
di base per mettere insieme i proletari tramite il ristabilimento dei
programmi sociali e politici che durante gli anni 60 e 70 furono uno dei
punti di forza del movimento nero (programmi di mense, scuole, formazione,
etc.). Infine, si tratta anche di rimettere insieme una avanguardia
organizzata di lotta e una strategia rivoluzionaria su scala nazionale.
Perche', come dice la compagna Assata Shakur in una recente intervista, "la
direzione deve essere in un nuovo senso di direzione, un processo
collettivo, e il concetto di avanguardia deve essere collettivizzato, deve
essere collocato nel contesto degli anni 90 che si stanno avvicinando al
2000, perche' il popolo viene da esperienze molto diverse e ha concetti di
liberta' molto diversi. Il punto per noi e' sederci e trovare un tipo di
accordo su delle cose fondamentali e capire che cio' che sara' liberta' per
me, non necessariamente sara' liberta' per te. L'autodeterminazione deve
essere una parte importantissima di cio' di cui stiamo discutendo quando
discutiamo di organizzazione politica - attivita' politica - che deve
essere sottolineata perche' ognuno non ha lo stesso sogno. Cosi' ci deve
essere uno spazio per ciascuno per provare a muoversi verso quel sogno a
condizione che esso non significhi l'oppressione o lo sfruttamento di
altri".
Ma si tratta anche di costruire una piu' matura solidarieta'
internazionalista a fianco dei popoli oppressi nel Tricontinente e dentro
le frontiere USA. E questo e' un compito che i rivoluzionari bianchi negli
USA, ma anche noi qui in Europa, dobbiamo assumerci in una lotta costante:
capire cioe' che le radici dell'oppressione e dello sfruttamento
capitalistico hanno un'unica provenienza che e' il sistema degli stati
imperialisti con a capofila gli USA, e da qui sviluppare mobilitazione,
connessioni internazionali, lotte comuni nella prospettiva di lavorare ad
aprire brecce nel cuore dell'impero.
Chi lotta nel ventre della bestia sta combattendo oggi una lotta
difficilissima; e' la sfida per il futuro contro la barbarie imperialista e
puo' essere vinta solo se l'internazionalismo proletario e la solidarieta'
tra i popoli diventano una coscienza-arma effettiva.
Perche', nell'epoca di massima internazionalizzazione dei capitali e del
sistema di dominio imperialista, ogni lotta di liberazione puo' essere
vittoriosa sviluppando questa coscienza e questa forza su un livello
internazionale: e' il solo modo in cui possiamo arrivare a vincere. Lottare
insieme: con l'unita' internazionale e la solidarieta' delle lotte
vinceremo!
Ottobre 1992
Carcere di Latina
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"Quaderni" gi=E0 disponibili:
* N. 1 - Febbraio 1995
Mumia Abu Jamal - Una mobilitazione necessaria
* N. 2 - Febbraio 1995
Contro l'Unione Europea - Un intervento dall'Austria.
* N. 3 - Febbraio 1995
Una battaglia politica - Due interventi di militanti delle BR-Pcc
* N. 4 - Febbraio 1995
Dal processo "Aviano" - Dichiarazione allegata agli atti.
* N. 5 - Febbraio 1995
La dimensione proletaria e le paure della sinistra - di Karl Heinz Roth
* N. 6 - Marzo 1995
Guerriglia negli USA - Comunicati 1982-1985
* N. 7 - Aprile 1995
Black Panther Party - La lotta continua!
* N. 8 - Maggio 1995
Tre schede su FMI e Banca Mondiale
* N. 9 - Settembre 1995
U.S.A. e comunit=E0 nera - Intervista a Dhoruba
* N. 10 - Ottobre 1995
La guerra in Jugoslavia - Cause e sviluppi
* N. 11 - Ottobre 1995
La lotta new afrikan in carcere - Breve storia
* N. 12 - Novembre 1995
Messico e rivoluzione - Spunti di analisi marxista
* N. 13 - Novembre 1995
Due interventi contro il G7 - Sul vertice di Napoli e di Halifax
* N. 14 - Novembre 1995
La prigionia nera - Un crimine che continua nel tempo
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C E N T R O D I D O C U M E N T A Z I O N E
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Centro di Documentazione Antimperialista "Krupskaja"
VIA LEVANTI 26/B * 40138 BOLOGNA
TEL + FAX 0039 51 6013010 * E-MAIL dad0872@iperbole.bologna.it
++++ stop the execution of Mumia Abu-Jamal ++++
++++ if you agree copy these lines to your sig ++++
++++ see http://www.xs4all.nl/~tank/spg-l/sigaction.htm ++++
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