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(it) Palestina-Israele, si allarga la lotta unitaria contro il muro e contro l'occupazione ed aumenta la repressione [en]
Date
Thu, 4 Feb 2010 15:42:55 +0100
Palestina-Israele, si allarga la lotta unitaria contro il muro e
contro l'occupazione ed aumenta la repressione [en]
17.01.10 - Bil'in, Ma'sara, Ni'ilin, Nabi-Saleh, Ofer Camp, Refusniks,
Mt Hebron sud, Sheikh Jarrah:
Gli Anarchici Contro Il Muro sono stati molto impegnati durante la
scorsa settimana nel portare la propria solidarietà ai disertori
davanti al tribunale nella prigione militare di Ofer ed a fianco delle
famiglie palestinesi a Sheikh Jarrah. Invitati speciali gli Anarchici
Contro il Muro per le 5 manifestazioni più importanti di questo
venerdì, andando ben oltre la nostra partecipazione standard: in 50 a
Bil'in ed in 30 a Ma'sara, e poi in 10 a Ni'ilin ed in 5 nel nuovo
fronte di Nabi Saleh. Più della metà di questi 90 attivisti hanno poi
proseguito la giornata riversandosi su Sheikh Jarrah per unirsi agli
altri che erano andati lì direttamente. Le forze di Stato sembrano
essere più preoccupate nelle ultime settimane e perciò hanno inasprito
le persecuzioni contro i nostri amici palestinesi. Sabato 16 e
domenica 17 alle ore 20.00, circa 200 persone sono venute alla
manifestazione di solidarietà fuori della prigione. Verso le 3.30 gli
arrestati
sono stati rilasciati senza condizioni e sono stati accolti
calorosamente dai 60 manifestanti rimasti lì fino alla fine.
L'APPELLO
"Siamo di fronte ad un inasprimento della repressione contro le
manifestazioni nei centri della lotta. A Ni'ilin sono stati arrestati
2 dei principali organizzatori ed è necessario rispondere con una
grande dimostrazione di solidarietà. A Ma'sara, la manifestazione è
stata attaccata con gas lacrimogeni e proiettili di metallo ricoperti
di gomma e poi il villaggio invaso per la seconda settimana di fila,
con minacce rivolte agli organizzatori ed incursioni notturne. A
Bil'in, ancora raid notturni ed un altro arresto. Il villaggio sta
organizzando una grande manifestazione per venerdì 15 a cui si
aspettano molti partecipanti da altri villaggi e città della
Cisgiordania. A Nabi Saleh l'incredibile manifestazione della scorsa
settimana è stata seguita dalla distruzione degli ulivi perpetrata dai
coloni con l'aiuto dell'esercito. Si sta pianificando un'azione
supplementare in una situazione molto critica. Non bisogna dimenticare
Sheikh Jarrah a cui va
tutto l'aiuto possibile. E' necessaria la nostra presenza in tutti
questi posti. Occorre fare uno sforzo per essere presenti alle
manifestazioni di venerdì 15 gennaio."
BIL'IN
Più di 45 israeliani con gli Anarchici Contro Il Muro e molti
internazionali si sono uniti agli attivisti locali con altri
palestinesi della regione, compresi alcuni dirigenti da Ramallah.
Di seguito il resoconto fatto da Iyad Burnat, esponente del Comitato
Popolare di Bil'in:
"Oggi la manifestazione del villaggio contro il muro dell'apartheid e
contro gli illegali insediamenti è stata accolta dall'esercito con
proiettili veri, lacrimogeni (sia in bombolette di gas che di
alluminio), proiettili rivestiti di gomma e granate assordanti. Sono 6
i feriti da proiettili di gomma e da lacrimogeni. Molti hanno sofferto
per le inalazioni dei gas, fra cui il Dottor Nabil Shath, dirigente di
Fatah. Feriti anche il cameraman palestinese Fadi Aljause, il
giornalista Haron Amira, Bassem Ahmad Yassin (ferito alla gamba),
Ibrahim Burnat (ferito da un proiettile di gomma), Nayif Ghazi (ferito
alla testa da una bomboletta di gas), ed un uomo di Gerico che è stato
ricoverato in ospedale a Ramallah (e di cui non sappiamo ancora nulla
sulle sue condizioni di salute).
Palestinesi, israeliani ed internazionali hanno marciato verso il muro
con una bandiera palestinese lunga 50 metri che ha subito attirato il
fuoco dei militari col lancio di lacrimogeni sulla folla. L'esercito è
entrato nel villaggio ed ha cercato di arrestare 2 attivisti
palestinesi. Gli attivisti israeliani ed internazionali hanno
fisicamente impedito l'arresto. I soldati hanno sparato in aria
proiettili veri per cercare di disperdere la folla. La quale, composta
da molti attivisti israeliani, non si è affatto dispersa, cominciando
a urlare in ebraico "vergogna, vergogna". Nel frattempo altri soldati
sono entrati nel villaggio da un altro ingresso nel muro
dell'apartheid. Hanno cercato di circondare i manifestanti da tre
parti, ma senza successo.
Vista l'efficacia dei lacrimogeni, è girata la barzelletta che
l'esercito stava usando una nuova versione 2010 migliorativa dei
lacrimogeni. Le prime due settimane dell'anno nuovo sono state segnate
da un incremento degli arrestati e delle violenze contro gli
organizzatori e gli attivisti della resistenza popolare in
Cisgiordania. La scorsa notte, l'esercito ha invaso il villaggio di Al
Ma'sara e messo a soqquadro la casa di Mahmoud Zawhre e Mohammed
Brijya, entrambi organizzatori del Comitato popolare del villaggio. Il
giorno prima tre esponenti del Comitato Popolare erano stati arrestati
nelle loro case a Ni'ilin. Nella stessa notte degli arresti a Ni'ilin,
a Bil'in venivano arrestati attivisti che avevano partecipato alla
manifestazione del venerdì. Le autorità israeliane hanno intensificato
i loro sforzi nella repressione degli attivisti non-violenti e dei
palestinesi coinvolti nelle iniziative di base contro la Barriera e
l'espansione degli
insediamento. Nonostante gli sforzi dei militari, molte persone hanno
partecipato alle manifestazioni del venerdì e nuove manifestazioni
stanno sorgendo in tutta la Cisgiordania.
Per altre informazioni:
Bilin-ffj.org o Popularstruggle.org"
MA'SARA
"Nonostante la violenta repressione, le minacce telefoniche e le
invasioni notturne del villaggio, il villaggio di Ma'sara ha
manifestato ugualmente questo venerdì
Recentemente il villaggio ha dovuto subire una crescente violenza dei
militari, dichiarata dall'esercito come strumento per fermare nel 2010
tutte le manifestazioni. Dopo aver invaso il villaggio alla fine di
ogni manifestazione e dopo aver terrorizzato le notti del villaggio, i
soldati hanno invaso le case di parecchi attivisti di spicco nella
notte tra giovedì e venerdì, provocando danni alle proprietà e
minacciando gli attivisti che se le manifestazioni fossero continuate,
poteva scapparci la morte di un ragazzo. I soldati sono arrivati a
dire che questo era proprio quello che gli abitanti volevano per poter
poi "dipingere" i soldati come assassini. Sono state anche fatte
minacce di arresti in caso di ulteriori manifestazioni ed hanno
istigato il marito di una delle principali attiviste a divorziare da
lei se avesse continuare a "creare guai".
Eppure, nonostante ciò, un'altra manifestazione si è tenuta nel
villaggio, anche se alquanto ridotta rispetto al solito. 50
palestinesi, israeliani ed internazionali hanno marciato dal centro
del villaggio verso i terreni agricoli ed il percorso del muro. Lungo
il percorso si è appreso di jeep mandate a devastare il villaggio e
che i soldati si erano posizionati sui tetti delle case intorno
all'area della manifestazione.
I manifestanti hanno proseguito ed hanno raggiunto la linea dei
soldati che hanno bloccato la strada principale col filo spinato. I
manifestanti hanno suonato i tamburi, scandito slogans e pronunciato
discorsi in arabo, inglese ed ebraico per l'impegno della lotta
popolare non-violenta contro il muro, contro i coloni e la repressione
e per invitare i soldati dall'altra parte del muro ad unirsi alla
lotta, invece di rendersi complici di crimini di guerra e del furto
della terra e dell'acqua.
La manifestazione è finita pacificamente."
Video della manifestazione di venerdì 8 gennaio su
http://www.youtube.com/watch?v=GmwI8L0raaM
MEDIA
"Partita di schermo, di Avi Issacharoff
(http://www.haaretz.com/hasen/spages/1142715.html)
BIL'IN-NA'ALIN - Venerdì, 11 del mattino. Manca un'ora all'inizio del
rito settimanale. I partecipanti sono in modalità di non scontro. Sul
versante "israeliano" del recinto, a sud del villaggio di Na'alin - a
tre minuti di macchina dalla città di Modi'in, che è a metà strada tra
Gerusalemme e Tel Aviv - hanno preso posizione nutrite forze
dell'esercito e jeep della polizia di confine, con i loro ufficiali, i
loro binocoli e le loro armi. Tutti gli ingressi al villaggio sono
stati bloccati per assicurarsi che il nemico non possa ricevere
rinforzi...
E' l'1 gennaio 2010, anniversario della nascita di Fatah, ed il
movimento ha deciso di marcare l'evento nella tradizionale
manifestazione del venerdì nel villaggio. I servizi israeliani
prevedono un giro di boa particolarmente impegnativo.
Dopo 10 minuti circa, Mohammed Khatib, di 36 anni e padre di 4 figli,
sta passeggiando vicino alla moschea di Bil'in e sta sorridendo come
un ragazzino. Fa parte del Comitato Supremo di Coordinamento,
l'organismo di coordinamento dei Comitati popolari - un termine preso
in prestito dalla prima intifada - i quali sono i responsabili
dell'organizzazione delle manifestazioni. Khatib sta per lasciare il
villaggio, per ottemperare ad un'ordinanza emessa contro di lui dallo
Stato di Israele, che gli proibisce di restare a Bil'in tra
mezzogiorno e le 18.00 il venerdì. Durante queste ore, dice
l'ordinanza, egli deve "presentarsi alla stazione di polizia più
vicina a casa sua".
Quindi, Khatib, che è assistito da avvocati israeliani, andrà subito a
Ramallah, nella stazione di polizia palestinese. "L'ordinanza non
specifica quale polizia, e quella di Ramallah è la più vicina a casa
mia" dice lui, sorridendo."
Leggi di più su http://www.haaretz.com/hasen/spages/1142715.html
NABI SALEH
Le forze israeliane devono aver anticipato la grande risposta che c'è
stata all'appello internazionale di solidarietà per la lotta popolare
di An Nabi Salih nella quarta manifestazione consecutiva del venerdì
del 15 gennaio. Tre attivisti dell'International Solidarity Movement
(ISM) sono stati respinti al posto di blocco spesso non vigilato di
'Atara, tra Ramallah e An Nabi Salih. Fortunatamente, è stata aperto
un percorso alternativo ed il gruppo è riuscito a raggiungere il
villaggio, unendosi a 10 altri internazionali, una dozzina di
giornalisti ed oltre 100 palestinesi.
Il villaggio sulla collina di An Nabi Salih ha una popolazione di
circa 500 residenti ed è collocato a 30 kilometri a nordest di
Ramallah lungo la superstrada 465. La manifestazione protestava contro
la chiusura illegale di terreni di valore agricolo e contro lo
sradicamento di centinaia di ulivi di proprietà del villaggio,
perpetrato il 9 gennaio 2010 dai coloni dell'insediamento di Hallamish
(Neve Zuf) collocato sulla superstrada 465, di fronte ad An Nabi
Salih. I conflitti tra i coloni e gli abitanti del villaggio si sono
risvegliati nel mese scorso a causa del tentativo dei coloni di
ri-annettersi la terra di An Nabi Salih, nonostante la giustizia
israeliana avesse sentenziato nel dicembre 2009 che erano validi i
diritti di proprietà del villaggio di An Nabi Salih sulla terra. La
terra confiscata di An Nabi Salih si trova sul lato della strada 465
su cui si trova l'insediamento di Hallamish e costituisce
sfortunatamente una delle tante espansioni
dell'insediamento dal suo costituirsi nel 1977.
Il programma dei manifestanti era quello di marciare dalla cima della
collina verso il basso sui campi sottratti nel tentativo di
raggiungere i terreni. Dopo meno di un kilometro di marcia, i
manifestanti hanno incontrato le jeep militari, i soldati israeliani e
gas lacrimogeni senza risparmio. I resistenti sono riusciti con
successo a far arretrare l'esercito di qualche centinaio di metri ed
ad aprirsi un varco per continuare la marcia verso i campi attraverso
la valle tra la strada ed il villaggio di An Nabi Salih Le forze
militari hanno difeso le terre confiscate dai coloni su molti lati
compresa la strada che porta su al villaggio, usando lacrimogeni,
proiettili di gomma e munizioni vere.
Gli scontri maggiori per raggiungere i terreni sono avvenuti nella
valle e sulla parte bassa della strada di accesso ad An Nabi Salih con
sporadiche sortite in tutta l'area. Alle 16.00 i soldati sono stati
costretti a ritirarsi alla base della strada (sempre usando a
intermittenza i lacrimogeni) ed è stato raggiunto un accordo tra il
Comitato Popolare ed i militari per il rilascio di 7 palestinesi
arrestati durante la manifestazione, tre dei quali donne catturate
all'inizio. Gli arrestati hanno riferito di violenze dei militari nel
periodo di detenzione nell'insediamento di Hallamish. Un resistente
palestinese è stato seriamente ferito da una bomboletta di gas,
subendo una vasta lacerazione alla testa che ha richiesto un ricovero
d'emergenza.
Sette volontari dell'International Solidarity Movement hanno
partecipato alla manifestazione facendo riprese video, scattando foto,
offrendo aiuto medico e testimonianza sul fronte della violenza e
degli arresti.
Video di Israel Puterman su Nabi Salih questo venerdì:
http://www.youtube.com/watch?v=f5b-SBrsOSo
TV channel 10 notizie dell'11.01.10 ripresa dell'azione e scontro a Nabi Salih:
http://www.youtube.com/watch?v=1gGQP2JKR14
Nabi Salih, testo in ebraico e Video
http://news.walla.co.il/?w=/1/1632675
NI'ILIN
Invito alla manifestazione di venerdì 15 gennaio:
"Per oltre 1 anno e mezzo, il popolo di Ni'ilin ha manifestato contro
il muro dell'annessione e l'edilizia che depriva il villaggio della
sua terra. Da oltre 1 anno e mezzo il popolo del villaggio è soggetto
ad un rude attacco: 5 uccisi, centinaia di feriti, numerosi
denunciati, raids notturni.
Ieri, i militari israeliani hanno arrestato Ibrahim Ameera (un
esponente del Comitato popolare contro il muro) e Zaidun Srur in un
raid notturno, all'interno dell'attuale campagna di repressione contro
il villaggio.
Venerdì 15 gennaio, manifesteremo insieme alla gente del villaggio
contro la deprivazione, contro il muro, contro il razzismo, e per la
liberazione di Ni'ilin e dell'intera Palestina!"
Gli esponenti del Comitato Popolare contro il Muro di Ni'ilin che sono
in stato di arresto compariranno davanti al giudice nel carcere
militare di "Ofer" martedì 19 gennaio.
08.01.10 - Intervista con l'attivista palestinese Hassan Mousa durante
la manifestazione del venerdì contro il muro e contro gli insediamenti
a Nil'in. Mousa è stato arrestato il 12.01..10 in una crescente
escalation dei tentativi da parte di Israele di sopprimere la
resistenza popolare palestinese.
http://www.youtube.com/watch?v=qZNmq-kqeHo
L'escalation contro la lotta popolare ha portato l'esercito israeliano
ad arrestare 2 esponenti del comitato popolare di Ni'ilin nel corso
della scorsa settimana - Ibrahin Ameera and Hassan Mousa. Ni'ilin ha
pagato un prezzo pesante durante 1 anno e mezzo di manifestazioni
contro il muro: 5 manifestanti uccisi, tra cui 2 ragazzi, centinaia di
feriti, dozzine di arrestati e processati e tantissimi "ricercati",
incursioni militari notturne, negazione di permessi di lavoro, blocchi
stradali e coprifuoco - una campagna orchestrata di brutale
oppressione.
Ciò nonostante, circa 150 manifestanti si sono riuniti questo venerdì
per la manifestazione settimanale contro il muro, a cui si sono uniti
attivisti internazionali ed israeliani che sono riusciti a raggiungere
il villaggio passando per i campi dopo aver trovato tutti gli accessi
sigillati da parte dei militari. Dopo la preghiera, i manifestanti
hanno marciato verso il percorso del muro.. Giunti lì, i soldati li
hanno accolti con lacrimogeni, a cui alcuni giovani del villaggio
hanno risposto con il lancio di pietre. Gli scontri con i soldati sono
proseguiti per 2 ore da entrambi i lati del muro fino a che i soldati
hanno invaso i campi del villaggio. All'ingresso, hanno sparato molti
proiettili di gomma ferendo un manifestante alla gamba. Ma anche nei
campi la resistenza non ha mollato e per 2 ore i coraggiosi giovani
hanno mantenuto la posizione. Solo nel tardo pomeriggio i manifestanti
hanno deciso di mettere fine alla manifestazione.
Media:
"...secondo soldato ferito leggermente da pietre lanciate contro le
forze di sicurezza durante una protesta contro la barriera di
sicurezza nel villaggio di Ni'ilin in Cisgiordania. Circa 150
palestinesi ed attivisti di sinistra hanno partecipato alla protesta."
Il gruppo israeliano di Anarchici Contro Il Muro protesta contro la
barriera di sicurezza, proprio come la protesta del villaggio
palestinese di Ni''lin [foto]:
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1263147901990&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull
TRIBUNALE DEL CARCERE MILITARE DI OFER
"Oggi nel tribunale militare di Ofer sono stati sentiti 2 testimoni
nel processo contro Addeb Abu Rahma di Bilin.. Viene accusato di
"incitamento alla violenza" e si è fatto già 6 mesi di carcere dal suo
arresto il 10 luglio. Infatti il processo è giunto alla fine del
procedimento legale. L'accusa chiede una condanna a 14 mesi.
I testimoni dell'accusa erano 2 ragazzi del villaggio che durante
l'interrogatorio hanno incriminato Adeeb mettendo sulle dichiarazioni
una firma estortagli. Il primo testimone ha negato tutto quello che ha
detto in sede istruttoria e di aver firmato solo dopo aver ricevuto
delle pressioni, visto che non sa leggere. Il secondo teste ha ammesso
solo che Adeeb è un esponente del comitato contro il muro e di aver
firmato perchè aveva litigato con Adeeb. Sono stati dichiarati
testimoni ostili e contro-interrogati dalla difesa di Adeeb,
l'avvocata Gaby Lasky, e dal giudice militare. Va detto che tutti i
processi contro la gente di Bil'in sono basati su testimonianze di
accusa fornite da giovani durante interrogatori nei locali dei servizi
di sicurezza generale, in genere subito dopo essere stati prelevati
dalle loro case e messi in stato di arresto.
L'udienza è stata una buona opportunità per noi per incontrare Adeeb.
Era felice di vedere noi e sua moglie. Durante il processo ha detto
cose che desidero far conoscere ai suoi tanti sostenitori: "Io vedo in
TV le immagini da Nabi Saleh e Deir Nizam, e sono felice di vedere che
la lotta prosegue e che si allarga a nuovi villaggi, nonostante
l'arresto di tanti attivisti della lotta popolare. Ho anche sentito
che il tribunale israeliano ha deciso che la strada 443 dovrebbe
essere aperta anche ai palestinesi. Questa è una piccola vittoria, ma
io sono sicuro che presto vinceremo ancora di più. Questo muro cadrà,
a Bil'in e dappertutto. Non è facile per me in prigione, non c'è aria
fresca, non c'è luce del sole. Mi manca mia moglie e mi mancano i miei
9 figli, ma sono forte e non cederò. La lotta popolare contro il muro
dell'apartheid e contro l'occupazione è forte e non si fermerà".
Questa mattina il giudice Rubinstein ha letto la sentenza che mantiene
Abdullah Abu Rahma in stato di detenzione fino alla fine del
procedimento. Abdallah ci ha detto che le decine di attivisti
arrestati lo rafforzano nella sua fede che la lotta popolare deve
continuare. Nonostante gli arresti, o forse a causa del mio arresto,
la mia famiglia continua ad andare alle manifestazioni settimanali a
Bilin."
REFUSNIKS
Giornata di solidarietà con gli Shministim - San Francisco.
9 gennaio, 2010 è la giornata internazionale di solidarietà con gli
Shministim- i giovani israeliani che si rifiutano di fare il servizio
militare. Or Ben-David, 19 anni, è stata condannata al suo terzo
periodo di carcere militare http://www.youtube.com/watch?v=8CdCeno_SnU
SHEIKH JARRAH
Venerdì 15.01.10: 17 arrestati quando la polizia ha cercato di
impedire il corteo a Sheikh Jarrah. Verso le 3:30 del mattino, sono
stati tutti rilasciati senza condizioni ed accolti calorosamente dai
60 compagni che li aspettavano fuori del carcere.
Media:
"... Circa 150 persone hanno preso parte alla protesta. Ufficiali di
Polizia hanno detto che i sospetti sono stati fermati dopo aver
ignorato l'ordine della polizia di sciogliere la manifestazione.
... La Polizia arresta presidente del gruppo israeliano per i diritti
civili a Sheikh Jarrah
La Polizia ha arrestato venerdì 16 attivisti di sinistra nel quartiere
di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est, fra cui Hagair Elad, presidente
della Associazione per i Diritti Civili in Israele.
Attivisti di sinistra hanno tenuto la manifestazione settimanale a
Sheikh Jarrah come negli ultimi 3 mesi, per protestare contro lo
sgombero dei palestinesi dalle loro case per fare posto a famiglie
ebree.
Secondo gli attivisti, la protesta che si fa il venerdì era
autorizzata. All'inizio della manifestazione, la polizia ha dichiarato
che era illegale ed ha minacciato di arrestarne i partecipanti. Un
testimone oculare ha detto che la polizia ha iniziato ad arrestare i
manifestanti più in vista, Hagai Elad ed un manifestante con una
bandiera palestinese.
In un comunicato, la Associazione per i diritti civili in Israele ha
condannato l'arresto del suo presidente. "Noi condanniamo duramente la
polizia per l'inaudita repressione della libertà di parola. La
manifestazione è stata sciolta forzosamente, anche se era autorizzata,
e anche se non vi erano state nè provocazioni nè attentati all'ordine
pubblico".
La polizia di Gerusalemme ha risposto, dicendo che era una protesta
illegale di anarchici ed attivisti di sinistra che non davano ascolto
agli ordine della polizia. Rispetto all'arresto di Elad, la polzia ha
detto che il presidente dell'Associazione per i diriti civili in
Israele stava in una manifestazione illegale, per cui non dovrebbe
stupirsi del suo arresto."
Un appello:
"Oggi 17 attivisti sono stati arrestati nella manifestazione
settimanale di protesta a Sheikh Jarrah. Passeranno il weekend agli
arresti e compariranno davanti ad un giudice la sera di sabato 16. Non
permetteremo alla polizia di usare violenza e di mettere a tacere le
nostre voci. Noi non resteremo a guardare mentre i residenti di Sheikh
Jarrah vengono sgomberati e la loro protesta repressa.
Manifestiamo contro la crescente repressione della protesta."
"La Polizia detiene 13 attivisti di sinistra a Gerusalemme est
Sabato/domenica dalle 20:00 alle 03:30 circa 200 di noi si sono
radunati per una manifestazione di solidarietà sotto il tribunale e la
prigione di Gerusalemme. Tamburi, slogan e canti sono giunti alle
orecchie dei 17 in carcere, che a volte ci hanno anche risposto
nell'attesa del loro rilascio."
Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org
Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall
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A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
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