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(it) usi-ait: Non si può morire a causa di un picchetto solidale!

Date Wed, 21 Sep 2016 10:18:24 +0300


RABBIA DI CLASSE ---- Nell'Italia del jobs act e della continua erosione dei diritti dei lavoratori Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore di 53 anni padre di 5 figli, nella tarda sera del 14 settembre si trova davanti il magazzino GLS di Piacenza dove lavora, è lì per lottare in solidarietà di alcuni suoi colleghi. ---- Abd Elsalam Ahmed Eldanf non era direttamente interessato dalla protesta in corso era lì per una motivazione molto più umana del suo personale interesse: la lotta in solidarietà di altri lavoratori. ---- Abd Elsalam Ahmed Eldanf è stato ucciso da un camion che ha forzato il presidio di quei lavoratori. Un camion guidato da un lavoratore che, stando alle prime ricostruzioni, è stato incitato a forzare il presidio da un dirigente della GLS, che ha così ucciso Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ferito un altro lavoratore.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ai compagni di lotta.

Vogliamo sottolineare la distanza abissale tra due condotte: la solidarietà di classe espressa da Abd Elsalam Ahmed Eldanf e l'imbarbarimento di un altro lavoratore che guida il camion, incitato o meno, contro degli altri lavoratori.

Ciò detto sappiamo che i colpevoli non sono solo il dirigente della GLS e il camionista i responsabili sono gli autori di tutte quelle leggi che ogni giorno di più riducono i diritti dei lavoratori, ne precarizzano il posto di lavoro rendendo tutti sempre più soggetti a ricatti occupazionali.

La GLS è sicuramente responsabile di quanto accaduto, ma non l'unica. Ogni legge che comprime i diritti dei lavoratori è colpevole.

Rilanciamo la solidarietà di classe che ci renderà più umani contro l'imbarbarimento di chi scaglia un camion contro dei lavoratori.
la segreteria nazionale USI-AIT

http://www.usi-ait.org/index.php/notizie/1206-non-si-puo-morire-a-causa-di-un-picchetto-solidale
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