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(it) Comidad, le news del 15 settembre

Date Fri, 16 Sep 2011 08:15:48 +0200


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
IN LIBIA IL FMI CELEBRA LE NOZZE MISTICHE TRA BOMBARDAMENTI E PRIVATIZZAZIONI
In questi giorni il mondo è stato impegnato nella celebrazione della
ricorrenza del remake americano dell'incendio del Reichstag, il cui
copyright appartiene ad Hitler, che però non è in condizione di
reclamare i diritti d'autore. Le schiere dei dietrologi e dei
complottisti sono state finalmente sgominate con implacabili perizie
tecniche, che ci hanno dimostrato come sia normale che l'alluminio
degli aerei affetti l'acciaio ed il cemento dei grattacieli; inoltre
delle argute analisi psicologiche ci hanno spiegato come anche il
terzo edificio, non colpito da nulla, sia crollato esclusivamente per
simpatia e solidarietà con i suoi colleghi.
A liquidare definitivamente le residue dietrologie, dall'oltretomba è
tornato anche lo spettro di un leader del movimentismo anni '70 a
rivelarci come sia ipocrita la commozione per le vittime dell'11
settembre, poiché pare che anche gli USA vadano in giro per il mondo a
bombardare. Ecco, questa era proprio l'informazione che ci mancava.
In realtà l'11 settembre, se è stato una tragedia per i morti e per i
loro parenti, per gli USA in quanto tali si è ridotto a poco più che
un evento-spettacolo e, soprattutto, ad un comodo alibi vittimistico
per ogni genere di crimine. La Libia è da sei mesi sotto i
bombardamenti della NATO, ed i suoi abitanti, giorno per giorno, si
sono visti mancare i familiari, gli amici, il tetto, l'acqua e
l'elettricità. In questo quadro di distruzione sistematica, quale
sarebbe l'effetto ritorsivo di un attentato episodico?
Intanto Al Qaeda risulta ufficialmente presente nel governo
provvisorio libico, ed a questo punto ci vuole proprio un dietrologo
inguaribile per arrivare a sospettare che dietro questi terroristi
islamici, nemici giurati dell'Occidente, ci sia in realtà la CIA. La
notizia più lieta è però che il Fondo Monetario Internazionale, da
sempre in totale sintonia con la NATO, ha formalizzato il
riconoscimento del nuovo governo libico. La suprema dirigente del Fmi,
Christine Lagarde, ha auspicato per la Libia un avvenire di "riforme",
termine che nel gergo FMI significa privatizzazioni.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1020964/libia-lfmi-riconosce-il-cnt.shtml
Ancora una volta le bombe della NATO dimostrano di servire a
fertilizzare il terreno per le privatizzazioni, quindi in Libia la
miseria è assicurata per le prossime generazioni. Infatti ora in Libia
è calata a reclamare giustizia la grande vittima delle
nazionalizzazioni volute da Gheddafi nel 1971, cioè la British
Petroleum (che oggi si fa chiamare anche Beyond Petroleum).

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.thestreet.com/story/11228497/1/bps-outlook-in-libya-improves.html&ei=KOVsToWHLvTb4QTN36XZBA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&ved=0CCsQ7gEwATgo&prev=/search%3Fq%3DBP%2Blibya%26start%3D40%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divns

In effetti il ritorno della BP in Libia risale allo scorso anno,
quando la multinazionale anglo-americana era riuscita ad ottenere da
Gheddafi un contratto per la ricerca di nuovi giacimenti di petrolio e
gas. Persino Tony Blair, sia da primo ministro che dopo, era volato
varie volte in Libia per incontrare Gheddafi e per sostenere la BP
nella nuova impresa. Lo scorso anno il governo britannico aveva anche
consentito il ritorno in Libia di uno dei condannati per l'attentato
aereo di Lockerbie, ed il fatto era stato oggetto di molte critiche,
perché era stato interpretato come un cedimento nei confronti di
Gheddafi. Sarà, ma sta di fatto che la BP ha spedito in Libia
centinaia di squadre di suoi "tecnici" che si sono disseminati per il
territorio, e centinaia di aerei della multinazionale hanno fatto per
mesi la spola tra la Gran Bretagna e la Libia.

Che i sondaggi BP siano stati usati come cavallo di Troia per
l'invasione della Libia e che, per questo, oggi la stessa BP si trovi
ad essere la principale beneficiaria della caduta dell'odioso tiranno,
ovviamente è solo dietrologia. Una persona per bene come Cameron
queste cose non le farebbe mai, e poi c'è sempre quel fesso di Sarkozy
pronto a prendersi la colpa di tutto.

Ci si è chiesti spesso quale sia la ricetta, anzi il segreto, dello
"stile inglese". Il segreto dello "stile inglese" consiste
semplicemente nel non farsi mai mancare le lodi. Il mito britannico
poggia infatti sull'espediente di avere piazzato ad ogni angolo di
strada un adulatore, un professionista dell'anglolatria. La massoneria
britannica non è in sé un soggetto politico autonomo, ma è sempre
stata un grande strumento di controllo e di infiltrazione in tutti i
settori strategici dei Paesi satelliti, condizionandone anche, e
soprattutto, l'informazione. Innocenzo Cipolletta, nel suo articolo
sull’Espresso ("Un po’ di british nelle nostre scorte") ci ha
invitato, ad esempio, a cogliere la lezione di stile e di sobrietà che
ci viene, manco a dirlo, dagli Inglesi. Personaggi come La Russa,
Bossi, Rosi Mauro o Cota, che se ne vanno in giro con un corredo di
bodyguard, auto blindate e poliziotti, messi a confronto con il
premier Cameron che, in vacanza in Toscana, storica sede della
massoneria inglese, va a prendersi un caffè al bar senza neppure
essere riconosciuto; la scorta c’era, ma era così discreta. Che stile.
Certo con i personaggi citati si vince facile. Ma se lo stesso Cameron
avesse portato la sua faccetta da depravato in qualche periferia di
Glasgow o di Birmingham, non è credibile che avrebbe bevuto il suo
caffè così tranquillamente senza una scorta in bella evidenza.

Grazie a questo tipo di complicità dei media, che hanno sempre coperto
l'entità del coinvolgimento britannico nell'aggressione alla Libia,
Cameron ha potuto tranquillamente contravvenire ancora una volta al
mandato ONU (ma tanto chi se ne frega), spedendo in Libia i suoi
elicotteri di assalto Apache, che hanno impedito alle fanterie libiche
di uscire allo scoperto.

http://feb17.info/media/video-david-cameron-defends-libya-apache-deployment/

Gli elicotteri d'assalto britannici e statunitensi sono stati
probabilmente prelevati dal teatro di guerra afgano. Ciò spiegherebbe
perché un elicottero da trasporto Chinook, con decine di Navy Seals a
bordo, andasse in giro senza scorta di elicotteri d'assalto, venendo
così abbattuto dalla guerriglia afgana. L'ipotesi avanzata da alcuni,
secondo cui i Navy Seals sarebbero stati abbattuti da "fuoco amico"
per eliminare scomodi testimoni della farsa dell'uccisione di Bin
Laden, risulta davvero troppo farraginosa, dato che i Navy Seals sono
accuratamente selezionati fra i più marci criminali psicopatici, e non
si capisce perché avrebbero dovuto essere colti da crisi di coscienza.

Lo scorso 4 settembre, l'opinionista Michele Serra, nella sua rubrica
su "la Repubblica" si è ufficialmente arruolato nel battaglione dei
bombardieri "critici", chiedendo conto alla NATO del fatto che non
sia ancora intervenuta in Siria; anche se Serra afferma che non ci
tiene, che lo dice giusto per la precisione.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/04/amaca.html

Per accreditare di un alone "critico assai" il suo bellicismo
insinuante, Serra si dimostra davvero ingeneroso nei confronti dei
vari Rasmussen e Locklear, i quali, se fosse per loro, bombarderebbero
anche il presepe. In realtà i mezzi militari della NATO non sono
infiniti ed in Libia la guerra non ha affatto superato la sua fase
virulenta, come i media irreggimentati dalla NATO vorrebbero farci
credere. La Siria è attualmente protetta non dalle considerazioni di
opportunità geopolitica ed economica propinate da tanti opinionisti
ufficiali, ma dall'imprevedibile determinazione della resistenza
libica, che ha fatto lievitare i costi dell'impresa. Basti considerare
che per ogni elicottero Apache il costo ufficiale è di circa dieci
milioni di dollari, ma si tratta solo del "modello base" da
esposizione, dato che in condizioni di combattimento il costo
effettivo va moltiplicato per dieci. Il filosofo Domenico Losurdo ha
rilevato quanto sia paradossale che il Pentagono battezzi i suoi mezzi
militari con i nomi delle tribù indiane (Apache, Chinoock) sterminate
dalla colonizzazione americana, osservando che è come se Hitler avesse
dato ai suoi armamenti i nomi di tribù ebraiche.

Serra è uno dei tanti esponenti di quell'umanesimo ufficiale
specializzato nel fabbricare immagini di mostri inumani contro i quali
indirizzare l'odio dell'opinione pubblica. Oggi i "mostri" sono
Gheddafi e Assad, domani Mugabe, Chavez o Castro. Risulta sempre molto
facile credere acriticamente alla propaganda sulla criminalità degli
altri, ma Serra dovrebbe considerare il fatto che anche una propaganda
bellicista come la sua rappresenta un'attività criminale a tutti gli
effetti.

L'attuale guerra coloniale in Libia si configura sempre più
esplicitamente come un'operazione di saccheggio. Già nel marzo scorso
il Fondo Monetario Internazionale aveva parlato delle gigantesche
riserve auree della Libia, che potrebbero ripagare immediatamente, e
con gli interessi, gli sforzi bellici della NATO, senza dover
aspettare i futuri proventi della rapina del petrolio e del gas.

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.bbc.co.uk/news/business-12824137&ei=UuJsTqvUKtSL4gTmkMn4BA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=9&ved=0CGsQ7gEwCA&prev=/search%3Fq%3Dimf%2Blibya%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Divns

Non è un caso che la questione dell'oro libico ossessioni i media. I
toni della disinformazione mediatica stanno raggiungendo a riguardo
livelli fiabeschi, da Mille e una Notte. Prima Gheddafi viene
presentato come l’orco che popola gli incubi di grandi e piccini, poi
ci si narra della sua fuga. Si favoleggia che sia stato avvistato un
convoglio lunghissimo di più di duecento automezzi al confine col
Niger e in direzione del Burkina Faso. Il convoglio era scortato dai
fedelissimi Tuareg, e molti di questi automezzi erano pieni di oro, di
dollari e diamanti. Tutti i telegiornali riportavano senza pudore
questi dettagli. Altro che narrazione di Vendola! Ora, ci si immagini
dei camion che trasportano oro, dollari e diamanti con su scritto
"trasporto di oro, dollari e diamanti". E perché, via inventando, non
anche lapislazzuli?

Queste fiabe mediatiche servono a far passare Gheddafi come il ladro e
la progettata rapina dell'oro libico da parte della NATO come un
recupero della refurtiva, in base ai rovesciamenti delle parti tipici
della propaganda colonialista.

15 settembre 2011
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