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(it) Comidad, le news del 1 settembre 2011

Date Sat, 3 Sep 2011 23:28:54 +0200


Comidad, le news del 1 settembre 2011
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
IN LIBIA LA NATO PUNTA AL GENOCIDIO
Il commento di Adriano Sofri su "la Repubblica" di domenica scorsa ha
suscitato più di una perplessità anche in coloro che sono ormai
avvezzi al suo interventismo integralista. Il venirci a raccontare che
i bambini di Bengasi raffigurano Gheddafi come un orco, travalica le
soglie del ridicolo, diventa pura demenzialità propagandistica. Eppure
nella guerra psicologica nulla rimane sprecato, neanche il demenziale,
che può risultare utile a fare da sponda e da copertura per altri
commenti che, grazie al confronto, possono apparire persino sensati.
Funziona come in uno schema di gioco: uno attira la pressione su di sé
con un'azione apparentemente priva di senso, ma intanto consente ad un
altro di smarcarsi.
Su "la Repubblica" il contraltare degli articoli demenziali di Sofri,
sono infatti i commenti "critici" e "riflessivi" di Lucio Caracciolo,
che mettono in guardia lo sconsiderato Occidente dai pericoli di
destabilizzazione insiti nelle sue azioni. Nello stesso senso sono
andati anche i commenti di Sergio Romano e, purtroppo, anche dello
storico Franco Cardini. Lo schema di questi commenti "critici"
consiste nella formula dell'insegnare al papa a dire messa, cioè si
ammonisce l'Occidente (si scrive "Occidente", ma si legge NATO) a
cercare di essere un po' più "occidentale".
Insomma, la Nato sta vincendo la guerra, ma sarà capace di vincere la
pace? Questa è l'inquietante domanda che i commentatori "seri" si
pongono, ed i lettori tendono ad apprezzare chi frena gli entusiasmi
per la caduta dell'orco, ed invita invece a pensare al domani. Il mito
di base di questa pubblicistica è sempre quello del "Tramonto
dell'Occidente", l'evocare il pericolo del declino che è insito nel
suscitare più problemi di quelli che si possono affrontare.

In realtà l'Occidente può essere considerato "inadeguato" e declinante
soltanto se lo si valuta in base alla retorica astratta dei suoi
fittizi "ideali"; ma se lo si considera per quello che è, una macchina
criminale, allora si deve constatare che funziona sin troppo bene. La
NATO riesce infatti a far rendere al massimo la sua relativa potenza
militare, tutt'altro che inesauribile ed irresistibile, e ciò
esprimendo tutte le risorse dell'inganno, della spudoratezza, della
perfidia, della malafede, della slealtà e della mancanza di scrupoli,
con cui riesce ad isolare volta per volta le sue vittime di turno.

Ciò che i commentatori "seri e pensosi" non ci dicono è che il
colonialismo, come tutti i fenomeni criminali, ha cessato da tempo di
essere un'avventura, ed è diventato uno schema, che si ripete ogni
volta con puntuale ripetitività: si comincia col mobbing
internazionale contro il bersaglio del momento, si passa poi
all'aggressione diretta e si conclude col genocidio, sia diretto che
strisciante. I sei mesi di bombardamenti umanitari della NATO hanno
azzerato il sistema delle infrastrutture in Libia. Ancora in queste
ore Tripoli e Sirte sono sotto i bombardamenti.

Adesso Sarkozy convoca un vertice a Parigi per parlare della
ricostruzione della Libia che proprio lui ha distrutto.

Ma che significa "ricostruzione" nel codice della NATO? Significa
innanzi tutto privatizzazioni, e poi centri commerciali, lussuosi
centri residenziali per gli addetti delle Organizzazioni Non
Governative e delle agenzie ONU, edifici sfarzosi per le banche e per
le agenzie finanziarie, basi militari, bordelli per soldati, campi da
golf, ecc. In Afghanistan la parola "ricostruzione" ha significato
questo, quindi per la popolazione niente servizi pubblici, niente case
popolari, niente acquedotti, niente rete elettrica, niente scuole e
niente ospedali, o quei pochi che si mettono su nascono fatiscenti e
rimangono inutilizzati.(1)

In questi ultimi quaranta anni la popolazione della Libia era
quadruplicata, la mortalità infantile crollata, la vita media
aumentata. Ci si interroga, giustamente, sul numero dei morti civili
in Iraq durante la guerra, ma non si fa il computo dei morti civili
per la "pace". La pace non è che la guerra condotta con altri mezzi,
diceva Georges Clemenceau. In Iraq infatti si comincia a toccare con
mano il calo demografico. Senz'acqua e senza elettricità la
popolazione diminuisce in modo costante, ed in contesti climatici ed
ambientali come quelli dell'Iraq o della Libia, il calo demografico
diventa inesorabile, un vero genocidio strisciante. Altro che orco!(2)

Senza infrastrutture la desertica Libia rischia di ridursi nuovamente
ad un milione di abitanti nel giro di una generazione, e la NATO avrà
così risolto i suoi problemi, perché un Paese spopolato si saccheggia
più facilmente delle sue risorse.

La NATO è una cordata affaristico-criminale, e spesso nel crimine
organizzato ci si frega anche tra "alleati". Tanto per cambiare, è
stata l'Italia ad essere messa in mezzo, e l'ENI si ritrova estromessa
dalla BP e dalla Total nell'affare del petrolio libico.
L'amministratore delegato dell'ENI, Scaroni, è già passato armi e
bagagli sul carro delle multinazionali francesi; mentre il
non-ministro degli Esteri, Frattini, racconta balle senza neppure
sperare che gli si creda. Frattini dice che il titolo ENI ha
recuperato un po' in Borsa perché i contratti con la Libia sarebbero
salvi, mentre tutti sanno che le azioni ENI rimontano solo perché c'è
aria di privatizzazione.

Come Berlusconi, anche Frattini è un'icona di guerra psicologica
anti-italiana. Con l'aspetto unticcio e palestrato da gigolò di
località balneare, Frattini raffigura la caricatura dell'Italiano ad
uso dei turisti. Ed in effetti è stato messo lì per questo, per
rendere ridicolo tutto ciò che dice e tutto ciò che tocca. Un muto non
sarebbe meno ascoltato, e per questo Frattini ripiega sulle
barzellette, come quella dell'invasione di Lampedusa da parte di
Gheddafi.

Nei canoni della guerra psicologica c'è posto per il demenziale puro
di Frattini o per il demenzial-disneyano di Sofri, c'è il trash delle
"notizie" degli stupri al viagra o delle amazzoni violentate da
Gheddafi; ma ci sono anche esche per palati più raffinati, come la
fiaba di Tripoli conquistata dai Berberi delle montagne: una
suggestione irresistibile per chi sa qualcosa sui Berberi, per
reminiscenze scolastiche o frequentazioni letterarie. La psicoguerra
usa anche la cultura per creare confusione, inducendo a mettere da
parte le spiegazioni più ovvie.

Due Paesi arabi sono da anni integrati con la NATO e partecipano ora
all'aggressione alla Libia: uno è il Qatar, da cui trasmette Al
Jazeera, la principale voce di psicoguerra della NATO; l'altro Paese è
gli Emirati Arabi Uniti, che è sede di una delle principali agenzie di
reclutamento e addestramento di mercenari della famigerata Blackwater,
ora ribattezzata Xe Services. Il segno dell'importanza dell'impresa
negli Emirati Arabi Uniti sta nel fatto di essere gestita in prima
persona dal grande capo della Blackwater, Erik Prince. (3)

Che la NATO sia riuscita ad occupare parte di Tripoli pare scontato,
ma la "presa" effettiva della città è ancora da verificare, dato che
fa insospettire sia l'improvviso black-out informativo circa la
situazione militare sul terreno, sia la fretta di distrarre
l'attenzione con lo pseudo-uragano Irene. Non è da escludere perciò
che la NATO abbia anticipato l'annuncio della caduta della capitale
libica per poter arrivare a settembre al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU con una situazione che giustifichi un mandato di peacekeeping
che legalizzi l'occupazione.

Si è recriminato spesso in questi mesi sul fatto che non vi sia stata
una reazione significativa di fronte all'aggressione alla Libia,
qualcosa che fosse paragonabile al movimento di opposizione che si
verificò nel 2003 per l'invasione dell'Iraq. Ma questo tipo di
recriminazioni non tiene conto del fatto che stavolta la guerra
psicologica ha segnato un salto di qualità; e quando la categoria di
guerra psicologica è totalmente assente dal dibattito politico non ci
si può sorprendere che regni la confusione.

Appena sette mesi fa il segretario alla Difesa statunitense, Robert
Gates, tuonava che solo un pazzo avrebbe potuto consigliare al
presidente USA una nuova guerra. E adesso siamo invece venuti a sapere
dal rilancio di una vecchia intervista del generale Wesley Clark che
l'attacco alla Libia era in preparazione da anni. Si vede che Gheddafi
lo sapeva, e ciò spiega perché si era messo a fare l'amicone dei
governanti occidentali per convincerli di essere diventato affidabile;
cosa che dimostra la sua ingenuità politica.(4)

Le "notizie" di Al Jazeera sulla Libia narravano di decine di migliaia
di morti per la repressione da parte del regime, ed intanto i
governanti occidentali si presentavano al pubblico come riluttanti,
incerti e confusi, sebbene i piani d'attacco fossero già pronti da
tempo. A quel punto sono stati sguinzagliati gli intellettuali
"insospettabili" per supplicare la NATO di intervenire. Persino Pietro
Ingrao ci ha ricordato che Gheddafi è un "mascalzone". Davvero un
ottimo motivo per sterminargli la popolazione, così impara.

Ancora adesso la recita dei governi NATO continua. Sui media e nei
commenti dei blog ci sono i soliti spiriti umanitari che si lamentano
del fatto che la NATO non interviene in Siria dato che lì non c'è il
petrolio. Effettivamente di petrolio in Siria ce n'è poco, però c'è il
contenzioso per le risorse idriche del Golan siriano occupato da
Israele; e quindi, non appena la NATO avrà finito in Libia, arriverà
sicuramente anche in Siria.(5)

Ci viene ancora raccontato che Obama e gli altri governanti
occidentali sono "riluttanti" a rovesciare Assad, perché temerebbero
gli effetti destabilizzanti della sua caduta sulla regione
medio-orientale. Come se alla NATO gliene fregasse qualcosa della
destabilizzazione. La NATO ha a disposizione uno stabilizzante
infallibile: il genocidio.



(1) http://www.youtube.com/watch?v=7-e25JOZgpQ

(2) http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://apps.sevengates.org/Forum/message/index.cfm%3FtopicgroupID%3D15181%26topicID%3D22250%26messageID%3D65477%26start%3D0%26isLast%3D0

(3) http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Libia-aerei-militari-Emirati-arabi-uniti-sono-arrivati-in-Sardegna_311842802738.html

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=pt&u=http://www.areamilitar.net/noticias/noticias.aspx%3Fnrnot%3D1073&ei=bRVdTtTQCpKp8APluMCfAw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=4&ved=0CDUQ7gEwAzgK&prev=/search%3Fq%3Derik%2Bprince%2Beau%2Bblackwater%2Blibya%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divnso

(4) http://www.youtube.com/watch?v=fW8mLDtq9Ls&feature=related

(5)

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&langpair=en%7Cit&rurl=translate.google.it&u=http://www.securitycouncilreport.org/atf/cf/%257B65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9%257D/Golan%2520Heights%2520A%252065%2520542.pdf&usg=ALkJrhiREA5amxt_pFDlg4dy9gWGI1rfng



1 settembre 2011
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