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(it) Sciopero Generale: Noi non siamo in debito

Date Sat, 3 Sep 2011 23:27:40 +0200


InformationGuerrilla - Noi non siamo in debito !
Precari e irresponsabili per costruire un altro presente
In tutta fretta il governo Berlusconi si prepara a varare nella prima
metà di settembre una nuova manovra finanziaria lacrime e sangue.
Imposta dalla Banca Europea essa è finalizzata a ripianare l'enorme
debito pubblico che l'Italia ha contratto negli anni con il sistema
bancario nazionale e internazionale. Di questo debito, infatti, più
dell'86% appartiene alle banche e agli investitori esteri e solo il
13% è in possesso delle famiglie.
Chi dovrebbe pagare questo debito è una domanda retorica giacché tutti
sappiamo che è prevalentemente sul lavoro che grava da sempre la spesa
pubblica. Sono infatti i lavoratori dipendenti o autonomi quelli dai
quali proviene la gran parte del prelievo fiscale che riempie le casse
dello Stato. Ancora una volta pertanto sarà dalle fasce sociali che
mandano avanti la baracca che si cercherà di recuperare ciò che serve
a ripagare il debito. In gioco ci sono i servizi, i trasferimenti agli
enti locali, le pensioni, i salari e gli stipendi. Ci tolgono finanche
il 1 maggio e il 25 aprile, raschiano il fondo, ma già ci avvertono
che non è finita qui.
Gli istituti finanziari internazionali avvertono che una nuova pesante
recessione è alle porte, e fanno capire che tutte le misure economiche
antipopolari che stanno prendendo i governi europei non basteranno. A
breve torneranno a farsi sentire “le ragioni dei mercati” e sarà di
nuovo necessario mettere le mani nelle nostre tasche, nel frattempo
ancora più vuote.
In Europa sono già in molti ad aver capito che dietro le manovre sul
debito si nasconde il trucco di eliminare ciò che resta di welfare e
diritti nei nostri paesi. La richiesta crescente che sale dai
movimenti è di smetterla di pagare un debito che non abbiamo contratto
e di capovolgere la situazione, rimettendo le banche sotto il
controllo dei cittadini. Ciò che inizialmente sembrava l'idea
avventata di qualche esaltato si sta trasformando nell'unica
possibilità concreta per non ritrovarci tutti poveri e sudditi senza
diritti.
Le proteste e gli scioperi che si stanno proclamando in questi giorni
in vista della discussione parlamentare sulla manovra costituiscono
dei segnali importanti di una tensione che sta crescendo nel paese. Ma
le critiche alla manovra restano ancora confinate dentro un perimetro
senza prospettive, una sorta di gabbia nella quale milioni di noi
rischiano di rimanere incastrati. La manovra non è solo iniqua perché
toglie ai poveri e non ai ricchi. La manovra è sbagliata perché non
disegna nessuna possibile alternativa.
Non ci basta riconoscere le evidenti connivenze tra mondo finanziario
e casta politica e puntare l'indice sui lussi, i privilegi e gli
sprechi di un ceto politico ingordo. La politica non deve solo
dimagrire ma cambiare in modo radicale, sottraendosi all'abbraccio
mortale con i grandi poteri economici. Costruire l'alternativa non è
possibile dentro l'attuale sistema politico. La moratoria sul debito
pertanto prevede un'altra idea di politica.
Uscire dalla crisi è possibile se oltre a rimandare a casa l'attuale
governo evitiamo di finire dalla padella nella brace, di ritrovarci
cioè tra le braccia di un governo, magari tecnico, di unità nazionale,
che ci chiama ad assumerci le nostre responsabilità.
Ma noi non siamo responsabili, non abbiamo causato questo debito e
pertanto non vogliamo pagarlo. Noi siamo totalmente irresponsabili.
Dal mondo dei non responsabili, da noi tutti irresponsabili, può
nascere la possibilità dell'alternativa. Al furore della nostra rabbia
dobbiamo unire la maturità del nostro saperci riconoscere. In Europa
le piazze sono tornate ad essere luogo di democrazia reale, di
partecipazione democratica e di elaborazione collettiva. É ora che
anche qui da noi si mettano in moto indignazione e costruzione,
protesta e progetto, rabbia e speranza.
Facciamo delle giornate di contestazione alla manovra finanziaria
l'inizio di una nuova stagione. Prendiamoci le piazze, la parola, il
futuro.
L'ORA DELLA RESPONSABILITÀ È FINITA – IL DEBITO NON LO PAGHIAMO

Verso la mobilitazione europea contro l’austerity del 15 ottobre 2011
Incontro Nazionale a Roma il 10 settembre promosso da Roma Bene Comune

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MARTEDì 6 SETTEMBRE S C I O P E R O G E N E R A L E intera giornata


Principali manifestazioni del sindacalismo di base ed autorganizzato :

Lazio > Roma. Largo Corrado Ricci (Fori Imperiali, ang.via Cavour), ore 9,30

Lombardia > Milano. Largo Cairoli, ore 9,30

Toscana > Firenze. Piazza SS.Annunziata, ore 9,00

Emilia R. > Bologna. Piazza XX Settembre (vicino Stazione FS), ore 9,00

Campania > Napoli. Piazza Cavour, ore 10,00

Veneto > Mestre. Piazzale Stazione FS, ore 9,00

Piemonte > Torino. Piazza XVIII Dicembre (Stazione Porta Susa), ore 9,30

Puglia > Lecce. Piazza Sant'Oronzo, ore 10,00

Sicilia > Palermo. Piazza Giulio Cesare, ore 9,00

Liguria > Genova. Largo Lanfranco (davanti Prefettura), ore 9,00

Marche > Ancona. Piazza del Plebiscito, ore 10,30

Calabria > Lamezia Terme. Piazza Italia, ore 09,30

Sardegna > Cagliari. Piazza S. Cosimo, ore 9,00

Sardegna > Nuoro. Piazza Vittorio Emanuele (Giardinetti), ore 9,00

Abruzzo > Pescara. Corso Vittorio Emanuele II (davanti Banca d'Italia), ore 9,30

da alex950-a-yahoo.it
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