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(it) Comidad, le news del 13 ottobre 2011

Date Thu, 13 Oct 2011 12:56:50 +0200


Comidad, le news del 13 ottobre 2011
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
LA NATO CHIAMA GOLDMAN SACHS AD INSEGNARE LA DEMOCRAZIA AGLI AFGANI E AI LIBICI
Il 7 ottobre scorso vi è stata la ricorrenza dei dieci anni
dell'intervento della NATO in Afghanistan, un'occasione per mettere in
piedi uno dei consueti rituali propagandistici di finta autocritica
che cercano di far credere che esista una coscienza inquieta
dell'Occidente che si confronta con i propri errori e le proprie
manchevolezze. Certo, se si valutano questi dieci anni in base agli
scopi dichiarati dell'intervento, allora la missione può essere
considerata un fallimento; ma se si considera l'Afghanistan in termini
di modello coloniale, in effetti il successo non può essere negato. Se
infatti l'Afghanistan non avesse prodotto qualche risultato dal punto
di vista degli interessi coloniali delle multinazionali, non vi
sarebbe stata nel marzo scorso l'aggressione della NATO alla Libia per
cercare di imporre quel modello anche lì.
L'irriducibilità della resistenza afgana e l'elevato numero di perdite
da parte della NATO costituiscono a propria volta un fatto, ma va
anche considerato che la guerra "legale" in Afghanistan consente al
Pentagono di attribuire al fronte afgano i caduti su tutti i fronti
illegali in cui le truppe statunitensi sono impegnate, compresi
l'Iraq, la Somalia ed il Pakistan. Attribuire poi alla resistenza
afgana una capacità di controllo del territorio maggiore alla realtà,
risulta molto utile per scaricare sui Talebani la responsabilità
dell'aumento della produzione e del traffico di oppio, che invece è
gestito direttamente dalla NATO. La responsabilità della NATO nella
produzione e nel traffico d'oppio costituisce un dato così evidente,
che alla fine le autorità russe si sono decise a rilevarlo, anche se
ancora senza accuse troppo esplicite; forse perché vorrebbero
partecipare anche loro all'affare.[1]
La "ricostruzione" dell'Afghanistan procede a misura dei business
delle multinazionali, che invadono ormai ogni aspetto della vita
economica e sociale. A gestire l'istruzione superiore in Afghanistan è
arrivata Goldman Sachs, ovviamente su formale "invito" del governo
Karzai, ed infatti la multinazionale del credito ha messo su a Kabul
un'università privata laddove prima era allocato l'antico palazzo
reale, accaparrandosi anche i terreni circostanti, con tanto di
sfratto dagli edifici abitati. La costruzione di questa nuova
università privata non costituisce per Goldman Sachs soltanto
l'occasione di un gigantesco business immobiliare, ma anche la
prospettiva di coltivare una classe dirigente locale a proprio uso e
consumo in vista degli affari del futuro.[2]

Sempre sotto la diretta tutela della NATO, Goldman Sachs infatti
conduce in Afghanistan anche un programma di istruzione per le donne
abbienti, in modo da iniziarle ai segreti del management e della
gestione aziendale; circostanza che conferma il ruolo pedagogico che
la multinazionale finanziaria è chiamata ufficialmente a svolgere
nell'ambito dell'occupazione militare. Ce lo rivela enfaticamente il
sito della stessa NATO.[3]

Si trema al pensiero di ciò che Goldman Sachs potrà insegnare ai
giovani ed alle donne afgane, ed un'idea ce la si può fare in base ai
precedenti di questa multinazionale, le cui gesta leggendarie spiccano
nelle bibbie del crimine finanziario. Immaginiamoci i volenterosi
studenti afgani che ascoltano incantati il racconto di come Goldman
Sachs negli scorsi anni si era fatta affidare dal governo libico
l'amministrazione di un miliardo e trecento milioni di dollari, e di
come questi soldi siano spariti senza lasciare tracce. Per la verità
Goldman Sachs ha tenuto a precisare che di quei soldi è sparito solo
il 98%, quindi rimarrebbe ben un 2% a riprova della sua buona fede.[4]

Pare che il governo libico fosse ugualmente un po' infuriato e, per
rabbonirlo, Goldman Sachs aveva offerto alla Libia di diventare
azionista della multinazionale. Poi però tanta generosità da parte di
Goldman Sachs non è stata più necessaria, dato che dal febbraio scorso
Gheddafi è finito nel mirino del mobbing della "comunità
internazionale", cioè della NATO. Anzi, il congelamento dei beni
libici a causa delle sanzioni "umanitarie" contro Gheddafi, consente
oggi a Goldman Sachs di detenere nelle proprie casse altri
seicentocinque milioni di dollari libici in aggiunta ai soldi già
"spariti".

L'altra grande multinazionale finanziaria statunitense, la JP Morgan,
si è dovuta accontentare invece di poco più di cinquecentotredici
milioni, sempre sottratti alla Libia. Lanciare accuse contro uno
"Stato canaglia" costituisce un espediente molto semplice ed efficace
per derubarlo del suo denaro depositato in banche estere; perciò non
c'è da sorprendersi se in questi giorni anche l'Iran si trova
improvvisamente fatto oggetto di accuse di terrorismo ed attentati
contro le ambasciate saudite ed israeliane a Washington.[5]

Dopo aver incamerato dall'amministrazione Obama vari miliardi di
dollari di fondi TARP a salvataggio delle banche, Goldman Sachs ha
potuto così giovarsi di questo ulteriore premio, forse in
considerazione del fatto che aver derubato un regime dittatoriale come
quello libico di oltre un miliardo di dollari deve considerarsi un
atto molto democratico. Il governo statunitense ha prelevato per sé
una parte dei fondi libici sequestrati, accampando motivi "umanitari",
cioè per pagarsi l'aggressione militare alla Libia e le relative bombe
umanitarie; ma comunque non un prelievo tale da disturbare le due
banche.[6]

Il nuovo governo "democratico" appena insediato in Libia dalla NATO
non ha sinora preteso che Goldman Sachs restituisse i soldi; forse
perché la NATO non lo considererebbe una prova di maturità
democratica.



[1]

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://english.ruvr.ru/2010/12/08/36436890.html&ei=CiqTTuOGB8qhOu6sgcwN&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=6&ved=0CE0Q7gEwBQ&prev=/search%3Fq%3Dopium%2Bnato%2Bafghanistan%2Brussia%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns

[2]

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.embassyofafghanistan.org/documents/AUAFFactSheet.pdf&ei=MBmTTob9MoKAOvrq6MsN&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=10&sqi=2&ved=0CHMQ7gEwCQ&prev=/search%3Fq%3Dgoldman%2Bsachs%2Bafghanistan%2Buniversity%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns

[3]

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.nato.int/cps/en/natolive/news_72069.htm&ei=3b-VTo-LEMSWOozNidcH&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=4&ved=0CDYQ7gEwAw&prev=/search%3Fq%3Dgoldman%2Bsachs%2Bnato%2Botan%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns

[4]

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-05-31/goldman-libia-flirt-finito-155358.shtml?uuid=Aa9fG7bD

http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576347190532098376.html?mod=WSJEurope_hpp_MIDDLETopStories

http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.guardian.co.uk/business/2011/may/31/goldman-sachs-libya-investment

[5]

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201110112056-ipp-rt10246-terrorismo_usa_sventato_attentato_iran_amb_saudita_e_israele

[6]

http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.nypost.com/p/news/local/manhattan/mo_money_in_city_banks_uZuSUN6kXI3nzPeDztk00I



13 ottobre 2011
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