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(it) Trapani: Nasce il Gruppo Anarchico "Andrea Salsedo"

Date Thu, 31 Mar 2011 19:01:24 +0200


Nasce il Gruppo Anarchico "Andrea Salsedo"
Al Movimento Anarchico di lingua italiana
Siamo lieti di annunciare che si à costituito a Trapani il Gruppo
Anarchico âAndrea Salsedoâ.
Già da molto tempo, infatti, sentivamo lâesigenza di concretizzare il
nostro percorso libertario con un aggregato organizzativo capace di
esprimere le istanze di libertÃ, uguaglianza e solidarietà che fanno
parte integrante del patrimonio ideale dellâanarchismo. In
particolare, il Gruppo Anarchico âAndrea Salsedoâ si ispira ai
princÃpi espressi dal Congresso dellâInternazionale Antiautoritaria di
St. Imier del 1872, che riconosciamo come momento fondativo del
Movimento anarchico politicamente inteso.
Perchà essere anarchici
Il pensiero anarchico esprime lâuniversale aspirazione alla libertà di
ogni individuo poichà à nella libertà che ciascun essere umano puÃ
realizzare pienamente se stesso riconoscendo nella libertà altrui la
condizione e la conferma necessarie per la propria libertÃ. In questo
senso, la libertà e lâuguaglianza sono i valori fondanti
dellâanarchismo, e il loro cemento à la solidarietÃ.
Al contrario, il potere â in tutte le sue molteplici forme â impedisce
il pieno dispiegamento delle potenzialità umane, perchà nega la
libertà degli individui e delle comunitÃ.
Essere anarchici à una sfida urgente e necessaria, oggi pià che mai.
Sono sotto gli occhi di tutti, infatti, le condizioni di estremo
disagio in cui versa il mondo intero, da un punto di vista sociale,
economico, ambientale, esistenziale.
Le disuguaglianze lacerano lâumanità in maniera drammatica. Una
ristretta minoranza di privilegiati detiene il possesso della
stragrande maggioranza delle risorse costringendo miliardi di esseri
umani allo sfruttamento e alla miseria. Tali disuguaglianze si
cristallizzano nella gestione del potere politico attraverso il quale
le classi privilegiate sanciscono e perpetuano il loro dominio.
Gli stati e il capitalismo restano, oggi come ieri, i cardini
dellâoppressione dellâuomo sullâuomo. Lâinsostenibilità di un sistema
basato su questa organizzazione politica ed economica à dimostrata
quotidianamente dalle tragedie di cui soffre il Pianeta.
Gli stati e il capitalismo generano, per la loro stessa natura, le
guerre, il terrorismo, i conflitti, i massicci flussi migratori dal
Sud al Nord del mondo, lâinquinamento, la devastazione ambientale, il
depauperamento delle risorse, i cambiamenti climatici, lâinvivibilitÃ
delle metropoli, la distruzione delle campagne, la disoccupazione, la
precarietÃ, lâimpoverimento di vasti strati della popolazione, il
crescente autoritarismo nei rapporti sociali, la repressione del
dissenso, la militarizzazione dei territori, e molto altro ancora.
Non meno pericoloso e invasivo à il ruolo di tutte le istituzioni
religiose che, con la pretesa di imporre le loro verità assolute e
metafisiche, plagiano le persone, negano lâautodeterminazione degli
individui, plasmano la societÃ, mortificano la libertà di coscienza,
alimentano i contrasti tra le comunità umane, erigono i muri
dellâintolleranza, sfruttano la pretesa influenza morale dei loro
esponenti garantendone tutele e privilegi politici ed economici.

Perchà essere anarchici a Trapani

La presenza degli anarchici a Trapani non à un fatto episodico che
nasce dal nulla.
Da pià di dieci anni, infatti, gli anarchici offrono in questo
territorio il loro contributo costante nelle lotte, nelle iniziative e
nelle analisi su temi di stringente attualità come lâantirazzismo, la
difesa del mondo del lavoro, lâantimilitarismo, lâantifascismo,
lâantimafia, le questioni di genere.
Quello in cui viviamo à un territorio in cui la violenza e lâarroganza
del potere si dispiegano ogni giorno. Trapani à una cittÃ
dallâeconomia sostanzialmente depressa, dove una borghesia reazionaria
tiene saldamente le redini della vita politica ed economica con
lâunico obiettivo di garantire per sà ogni privilegio e alimentare
nellâopinione pubblica unâattitudine conservatrice e refrattaria al
cambiamento.
La carta del turismo, spacciato come mirabile volano dellâeconomia
cittadina, Ã stata giocata per favorire gli interessi dei grandi
proprietari attraverso la speculazione immobiliare e la trasformazione
del centro storico in un âsalotto buonoâ blindato a uso e consumo dei
turisti, ma svuotato delle sue antiche peculiarità aggregative,
sociali e produttive.
Allâombra dei riflettori, il resto del territorio urbano fotografa
lâoscena divaricazione tra chi ha troppo e chi ha troppo poco: i
quartieri periferici e popolari, poco pià che dormitori a cielo
aperto, sono abitati da persone che a fatica riescono a mettere
insieme il pranzo con la cena, mentre i servizi sociali sono
drammaticamente carenti a fronte di un disagio sempre crescente. Le
aree verdi in città sono praticamente assenti, e la cementificazione
del territorio à lâunico orizzonte verso il quale si muovono gli
interessi della classe politica, minacciando di volta in volta il
porto, le zone umide, la campagna circostante.
Trapani, città di frontiera della âFortezza Europaâ che una stolida
retorica dipinge come snodo virtuoso di un Mediterraneo solidale, Ã
invece mortificata da anni dalla presenza di un Centro
dâIdentificazione ed Espulsione per immigrati, il âSerraino Vulpittaâ,
che presto sarà sostituito da un pià grande e terribile campo
dâinternamento in contrada Milo che dà la misura dellâintrinseca
violenza del razzismo di Stato. Uno Stato che in questo territorio
manifesta da sempre la sua forza militare con la presenza della
caserma cittadina e della base Nato di Birgi, uno degli avamposti piÃ
importanti del sistema militare atlantico.
Questo stato di cose à naturalmente benedetto dalla Chiesa locale,
unâistituzione saldamente radicata nel tessuto sociale attraverso le
parrocchie, le associazioni, e tutte quelle strutture che garantiscono
il pieno controllo degli individui secondo i dettami delle gerarchie
cattoliche.
Come una cappa, invisibile solo agli occhi di chi non vuol vedere,
aleggia su tutto la presenza della mafia, una mafia dei salotti che
puà contare su una borghesia complice e unâomertà diffusa: un potere
assolutamente compenetrato al sistema di dominio che plasma questo
territorio condizionandolo culturalmente, politicamente ed
economicamente.

Cosa vogliamo

Quello che vogliamo à un cambiamento profondo e radicale
dellâorganizzazione sociale, un processo rivoluzionario che parta dal
basso ponendosi in netta antitesi nei confronti di tutto cià che, a
Trapani come ovunque, impedisce il progresso umano e calpesta la piena
uguaglianza e la concreta emancipazione degli individui.
Non à una scommessa facile, ma â essendo anarchici â ne siamo
perfettamente consapevoli e, assai modestamente, daremo il nostro
contributo.
Il nostro impegno sarà rivolto alla promozione della cultura e della
prassi libertarie intervenendo sulle questioni sociali e politiche
attraverso lâazione diretta improntata â con chiarezza e a viso aperto
â allâautogestione, allâautogoverno, alla cooperazione,
allâorizzontalità delle decisioni, alla promozione di pratiche che
valorizzino lâautorganizzazione delle donne e degli uomini al di fuori
e contro la logica della delega. Il nostro impegno sarà rivolto alla
diffusione dei valori della libertÃ, lottando per lâuguaglianza, per
la solidarietà tra i popoli, contro ogni fascismo e ogni
discriminazione. Cercheremo di creare spazi di libertÃ
nellâinformazione, nella produzione e nella distribuzione, nella cura
del territorio.
Saremo aperti, comâà naturale per le anarchiche e gli anarchici, al
confronto con tutte le forze sociali e politiche sinceramente
progressiste che vorranno rapportarsi con noi in maniera leale e
trasparente, nel rispetto delle reciproche differenze, condividendo
quegli ambiti di intervento in cui sia valorizzata lâautonomia degli
individui e dei gruppi sociali.
Ma prima di tutto, saremo aperti alle donne e agli uomini di questa
cittÃ, agli oppressi, ai lavoratori, agli studenti, a tutti coloro che
vorranno in prima persona, qui e oggi, gettare le basi per una societÃ
pià equa, libera, solidale e vivibile.
ÂNoi vogliamo per tutti pane, libertÃ, amore, scienzaÂ.

Gruppo Anarchico âAndrea Salsedoâ â Trapani

gruppoanarchicosalsedo@gmail.com

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Brevi cenni biografici su Andrea Salsedo

Lâanarchico Andrea Salsedo nacque a Pantelleria, il 21 settembre 1881.
Nei primi anni del Novecento sullâisola venivano confinati molti
militanti rivoluzionari â socialisti, repubblicani, anarchici â e, tra
questi, Luigi Galleani.
A Pantelleria, lâanarchico Galleani fondà un Circolo Sociale, una
specie di scuola popolare frequentata da alcuni giovani panteschi,
nella quale si potesse innanzitutto imparare a leggere e scrivere, e
si potesse discutere di politica, anarchia e radicalismo sociale.
Andrea Salsedo diventà uno dei pià assidui frequentatori di quella
scuola popolare.
Dopo aver frequentato le scuole tecniche, per qualche tempo Salsedo
lavorà come scrivano presso la locale pretura, dalla quale venne
licenziato per le sue idee anarchiche. Lâ11 novembre 1900 subà un
primo processo, senza conseguenze, per una corrispondenza pubblicata
sullâAvvenire Sociale di Messina. Durante le elezioni amministrative
del 1902 svolse attiva campagna astensionista affiggendo dei manifesti
ai muri delle case di Pantelleria. Collaborà al periodico La Falange
di Marsala-Mazara, fatto chiudere dâautoritÃ, dopo soli quattro
numeri, il 30 gennaio 1904.
Dopo aver vissuto a Tunisi, Andrea Salsedo partà per gli Stati Uniti
dâAmerica, giungendo a New York nel 1906. Proprio qui ritrovà Luigi
Galleani. I due lavorarono a un progetto di informazione alternativa
per gli anarchici newyorkesi, la rivista Cronaca Sovversiva. In
seguito, Salsedo â ormai stabilmente residente a New York â divenne
tipografo, editore e sindacalista.
Insieme ad altri anarchici e antimilitaristi italiani, Andrea Salsedo
fuggà in Messico per sottrarsi alla chiamata alle armi.
Al suo rientro negli Usa, il 25 febbraio del 1920, in un clima di
feroce repressione nei confronti dei militanti di sinistra, gli agenti
dei servizi segreti lo arrestarono per interrogarlo su alcuni opuscoli
di propaganda.
Salsedo (a cui fu negata la possibilità di telefonare al proprio
avvocato) fu trattenuto e sottoposto per mesi a interrogatori, nei
quali â secondo la testimonianza di un altro fermato â subà violenze e
torture. Il 3 maggio 1920 fu scaraventato dal quattordicesimo piano
del Park Row Building, il grattacielo dove si trovavano gli uffici del
Ministero della Giustizia. Il caso fu archiviato come suicidio (una
storia tragicamente analoga a quella del ferroviere anarchico Pino
Pinelli, morto innocente nei locali della questura di Milano nel 1969,
dopo la strage di Stato di piazza Fontana).
Per fare luce sulla morte di Salsedo, si mobilitarono anche Nicola
Sacco e Bartolomeo Vanzetti, anarchici italiani emigrati negli Usa
che, poco prima di tenere un comizio sul caso Salsedo, furono
arrestati per un crimine mai commesso.
Nel 1927 Sacco e Vanzetti furono giustiziati sulla sedia elettrica, e
solo nel 1977 Michael Dukakis, governatore dello Stato del
Massachusetts, riconobbe ufficialmente le ingiustizie commesse nel
processo, riabilitando completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.
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