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(it) [Editoriale Anarkismo.net] I segni della sconfitta della rivoluzione in Libia

Date Thu, 24 Mar 2011 17:43:02 +0100


[Editoriale Anarkismo.net] I segni della sconfitta della rivoluzione in Libia
Tra poche ore, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU deciderà di dare
inizio agli attacchi aerei contro la Libia. La Francia è già pronta
stanotte. Condanniamo questa risoluzione internazionale. E respingiamo
totalmente ogni intervento straniero in Libia, da qualsiasi parte, e
specialmente quello francese. Quella Francia, che ha venduto a
Gheddafi armi per un valore di miliardi, armi che ora vengono usate
per colpire i libici, quella stessa Francia che ha continuato a fare
affari con Gheddafi fino a 3 settimane fa.
Noi condanniamo questo intervento che trasformerà la Libia in un
inferno peggiore. Si tratta di un intervento che ruberà la rivoluzione
agli stessi libici, una rivoluzione che sta costando loro migliaia di
morti fra uomini e donne.

E' un intervento che dividerà la stessa resistenza libica.

Ed anche se queste operazioni riuscissero a far cadere Gheddafi (o ad
ucciderlo) come fu per Saddam Hussein, vorrà dire che dovremo agli
Americani ed ai Francesi la nostra libertà e possiamo stare sicuri che
ce lo ricorderebbero ogni istante.

Come possiamo accettare questa situazione? Come spiegheremo tutte
queste vittime alle generazioni future e tutti quei cadaveri ovunque?

Essere liberati da Gheddafi solo per diventare schiavi di coloro che
lo hanno armato e lo hanno sostenuto in tutti questi anni di violenza
e di repressione autoritaria?

Dopo il primo errore - aver militarizzato la rivoluzione popolare -
stiamo commettendo il secondo errore: l'istituzione di una nuova
dirigenza o di figuri che provengono dai resti del regime libico della
Jamahiriya. Ed il nostro terzo errore si sta realizzando
inevitabilmente: chiedere aiuto ai nostri nemici. Spero solo che non
commetteremo anche un quarto errore, e cioè l'occupazione e lo sbarco
dei marines.

Sarkozy e la Francia sono nostri nemici; e lo sono anche di tutto il
Terzo Mondo. Non nascondono il loro disprezzo nei nostri confronti. A
Sarkozy importa solo di essere ri-eletto l'anno prossimo.

L'uomo che ha organizzato l'incontro tra Sarkozy ed i rappresentanti
del consiglio nazionale ad interim non è altri che Bernard-Henri Lévy,
un filosofo ciarlatano, e per coloro che non lo conoscono, si tratta
di un attivista sionista francese che si impegna strenuamente a difesa
di Israele e dei suoi interessi. Costui è stato visto recentemente in
Piazza Tahrir per vigilare che i giovani rivoluzionari non se la
prendessero con Israele.

Cosa possiamo dire delle bombe che arrivano?

Che esse non sanno distinguere tra chi è pro-Gheddafi e chi è contro.

Le bombe colonialiste, come ben si sa, hanno il solo scopo di
difendere gli interessi dei commercianti di armi. Costoro hanno
venduto armi per miliardi ed ora ne chiedono la distruzione... Poi noi
compreremo altre armi col nuovo governo ed è una vecchia storia che si
ripete. Ma ci sono persone che non sanno imparare senza commettere gli
stessi vecchi errori di sempre.

Credo sia tutto molto chiaro: si tratta di un vero errore strategico,
un errore che il popolo libico pagherà forse per anni. Forse per un
tempo persino più lungo del governo di Gheddafi e della sua famiglia.

Mi appello oggi, in queste ore prima che la Libia comincia a bruciare
come una nuova Baghdad, a tutti i libici, a tutti gli intellettuali
agli artisti, ai laureati, a chi sa scrivere ed a chi è analfabeta,
alle donne ed agli uomini, affinché rifiutino questo intervento
militare di USA, Francia, Gran Bretagna e dei regimi arabi che
sostengono. Al tempo stesso faccio appello a tutti i popoli perché ci
sostengano: faccio appello agli Egiziani, ai Tunisini, ai Francesi,
persino ai Cinesi, a tutti i popoli del mondo, perché siano benvenuti
il loro appoggio e la loro solidarietà.

Ma per quanto riguarda i governi, tutti i governi, noi non gli
chiediamo niente, se non di lasciarci in pace, di lasciarci risolvere
il problema con Gheddafi per conto nostro.


Saoud Salem
(anarchico libico)

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali

17 marzo 2011
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