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(it) Torino. Contro pogrom razzisti e stragi fasciste

Date Mon, 19 Dec 2011 00:10:46 +0100


Torino. Contro pogrom razzisti e stragi fasciste
Di seguito il testo del volantino diffuso alle Vallette e
in centro sabato 17 dicembre
ore 10 volantinaggio antirazzista al mercato di piazza Montale alle Vallette
ore 16, 30
presidio – organizzato da numerose associazioni antirazziste – in piazza
Castello angolo via Garibaldi.
ççççççççççççççççççççççççççççç
Provate ad immaginare. Siete a casa vostra dopo una giornata di lavoro. La
paga è bassa, gli straordinari sono diventati un obbligo, la cassa
integrazione una routine, la sicurezza un miraggio. È il lavoro ai tempi
della crisi, la crisi che governo e padroni sono decisi a far pagare alla
povera gente. State preparandovi alla cena o state giocando con i vostri
figli.
All’improvviso sentite il rombo rabbioso di una folla che urla minacciosa.
Ce l’hanno con tutti quelli che vivono nel vostro stesso isolato, vogliono
fare “pulizia”. Dicono che qualcuno in zona ha stuprato una ragazza.
Fate fatica a capire perché tutta quella gente ce l’abbia con voi, che
vivete la vostra vita e non avete mai fatto male a nessuno.
Non potete crederci. Poi vedete le molotov, udite il fragore delle bombe
carta. Il sapore della paura vi sale alla gola: afferrate i vostri bambini
e andate via di corsa senza prendere niente.
Quando la furia si placa la vostra casa non c’è più. Solo macerie.
Vi sembra impossibile? Eppure è successo, è successo in questa vostra
città. Poi si è scoperto che lo stupro era la bugia di una ragazzina che
ha paura di una famiglia che le nega la libertà di amare il suo ragazzo.
Un pogrom razzista si è consumato a due passi da casa vostra. Lo
striscione con scritto “no al razzismo, sì alla giustizia” non assolve
nessuno, tantomeno la presidente della Circoscrizione e segretaria dei
Democratici torinesi, Bragantini, che ha preso le distanze ma quella sera
era in prima fila. Con lei tanta “brava gente” accecata dall’odio
razzista.
Se foste nati in una baracca di lamiera dentro una cascina diroccata il
sapore della paura lo avreste sentito già nel latte di vostra madre. È il
destino dei poveri.
Quando si punta il dito su un intero popolo, quando tutti sono colpevoli
perché due sono sospettati di aver stuprato una ragazza, il passo
successivo sono le deportazioni, i lager, le camere a gas. La pulizia
etnica. Se sei diverso e povero la tua vita diventa sempre più difficile.
Fassino, dopo le doglianze di facciata, non trova niente di meglio puntare
il dito contro i rom, promettendo sgomberi e controlli. Dopo i razzisti
con le molotov, è il turno del Comune.

A Firenze due ambulanti senegalesi sono uccisi, altri tre feriti, mentre
facevano il loro lavoro.
Dicono che l’assassino era un uomo triste, solo, depresso. Il solito
matto. Peccato che il “matto” fosse un fascista dichiarato, un antisemita
che negava i lager e le camere a gas. La polizia di Stato, tanto per non
sbagliare, ha caricato un corteo di immigrati e antirazzisti che
protestava contro la strage fascista.

Da anni i pogrom incendiano l’Italia. Bruciano le baracche dei rom e
corrodono la coscienza civile di tanti. Qualcuno agisce, tanti, troppi,
plaudono silenti e rancorosi, convinti che saranno più sicuri. Al riparo
dalla povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno
acqua neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li
vuole, di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di
polizia ed un rogo razzista.
Forse pensate che a voi non capiterà mai. Provate ad immaginare. Un giorno
il padrone vi licenzia, la banca si prende la casa, la strada inghiotte
voi e i vostri figli.
Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di
indignazione, capace di rivolta.
Provate a ricordare. Torino ha saputo in altri tempi rovesciare il fronte
della guerra tra poveri, del razzismo verso gli immigrati meridionali.
Nelle lotte per la case e per le scuole, per i trasporti e per i servizi,
per il salario e la riduzione di orario, la gente, quella nata qua e
quella nata altrove, si è riconosciuta parte della stessa razza, la razza
di chi lotta per un mondo di libertà e uguaglianza. Padroni e governo
hanno condotto una guerra feroce per piegare e disciplinare le nostre
periferie. Libertà e tutele sono andate in fumo.
Oggi il lavoro che ricatta la vita di tutti è una catena di schiavitù per
gli stranieri, obbligati dalle leggi razziste ad accettare paghe da fame,
orari impossibili per non rischiare di perdere il permesso di soggiorno.
Se i lavoratori italiani e quelli stranieri troveranno il ritmo di una
lotta comune contro chi si fa ricco lucrando sulle loro vite, la paura
cambierà finalmente di campo.
Il nemico, quello vero, è il padrone che sfrutta, è il politico che decide
per noi, che punta sulla guerra tra poveri per garantirsi la pace sociale.
Cerchiamo insieme di costruire un futuro diverso da questo presente di
incubo.

Per info e contatti:
Federazione Anarchica Torino
Corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21
338 6594361 fai_to@inrete.it
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