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(it) Comidad, le news del 8 dicembre 2011

Date Wed, 7 Dec 2011 23:20:59 +0100


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chivolesse consultare le news
precedenti, può reperirle sulsito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
DALLE PENSIONI SI SPREME ASSISTENZIALISMOPER BANCHIERI
Molti commentatori hannonotato che la presenza di esponenti di Banca
Intesa San Paolo nel governo Monticonfigura alcuni evidenti conflitti
d'interessi, in particolare nel settoredelle infrastrutture, data la
partecipazione della banca al business dell'altavelocità. Un aspetto
che invece è stato poco messo in evidenza concerne lariforma
pensionistica, poiché da tempo le banche offrono aiclienti una serie
di opzioni di previdenza integrativa privata, costituendocosì una
concorrenza alla previdenza pubblica. Intesa San Paolo nonfa eccezione
a riguardo, anzi è una delle banche più presenti nel settore
dellaprevidenza integrativa.[1]

C'è da osservareperò che in Italia la previdenza integrativa privata
non hamai riscosso particolare successo: solo il 23% di media, contro
il 91%all'estero. La constatazione è stata fatta, con rammarico, dal
presidentedell'INPS, Antonio Mastrapasqua, il quale qualche giorno fa
hainvitato bruscamente i lavoratori italiani ad adeguarsi alla
previdenza integrativaprivata, da ritenersi, secondo lui, ormai
"obbligatoria".[2]

Che il presidente dell'entepubblico INPS abbia assunto una posizione
così sfacciata a favoredella privatizzazione della previdenza, non
risulta poi tantosorprendente, poiché Antonio Mastrapasqua è
anchevicepresidente esecutivo di Equitalia SpA, l'agenzia di esazione
e direcupero crediti. In questa unione di cariche, così
apparentementeincompatibili, c'è in effetti un messaggio molto
evidente.[3]

Si delineaquindi una precisa volontà, per la quale la previdenza
pubblicaviene messa in condizione di non erogare più il servizio per
il quale era nata;infatti il sistema contributivo pubblico non
corrisponde più altraguardo di percepire una pensione, ma si configura
come un tributo toutcourt. Il servizio previdenziale dovrà quindi
essere pagatoprivatamente, e le varie "riforme" delle pensioni
vannoappunto nel senso di quanto dichiarato da Mastrapasqua:
rendere"obbligatoria" quella previdenza privata che i lavoratori
nongradiscono, e ciò semplicemente negando la previdenza pubblica,
chediventa nient'altro che una fiscalità mascherata. Viene così
creatoartificiosamente e forzosamente un business ad uso delle banchee
delle compagnie assicurative: il solito assistenzialismo per ricchi.

Risultainfatti evidente dal bilancio dell'INPS, fornito dallo
stessoMastrapasqua, che i dati utilizzati per parlare di pensioni sono
ampiamentetruccati, come del resto si sa da sempre. A carico dell'INPS
visono una serie di voci "improprie" che costituiscono il
passivodell'ente: il pagamento dei TFR anche delle aziende che
falliscono - che sonoinvece un prestito forzoso dei lavoratori alle
aziende -, i prepensionamenti,l'assistenza (handicap e non
autosufficienza). Ma fanno la loroparte soprattutto i "fondi
speciali", come la mitica "cassadi previdenza dei dirigenti d'azienda"
(l'ex INPDAI) che, una voltafallita, è stata caricata sulle spalle del
bilancio dei lavoratoridipendenti, che risulta invece in attivo. C'è
anche però chi fa notareche, fondi speciali o meno, prima dell'arrivo
di Equitalia ilbilancio dell'INPS era sempre stato positivo per
parecchimiliardi.[4]

Ma ciòche dovrebbe screditare maggiormente l'emergenza-pensioni
riguarda propriola storia dell'ideologia bancaria, così come risulta
dai protocolli edalle dichiarazioni del Fondo Monetario
Internazionale. Questa istituzione,fondata ufficialmente nel 1946 per
accordi già presi nei due anniprecedenti, ha costituito sin
dall'inizio un tempio del lobbying bancario, datoche da sempre tutto
il suo personale dirigente proviene dalle grandibanche d'affari
internazionali.

Un saggio storico del 1975,"I Limiti della Potenza Americana" di Joyce
e GabrielKolko, illustrava vari documenti del FMI e consentiva
diriscontrare che le "misure di risanamento" proposte ed imposte
nel1946 erano le stesse di adesso: pareggio di bilancio,
privatizzazioni e libertàdi licenziamento. Anche allora la libertà di
licenziamento veniva presentatacome una misura per la crescita, poiché
la disoccupazione eraspacciata come condizione indispensabile per
aumentare i livelli diproduttività; mentre in realtà la disoccupazione
serve solo ad aumentare ilivelli di indebitamento delle masse. Queste
misure furono imposte dalFMI anche al governo laburista che c'era
allora in GranBretagna.[5]

A scompaginare le pretesedel FMI intervenne l'esasperarsi delle guerra
fredda. L'anticomunismopretestuoso e propagandistico del periodo
1947/1948 prese improvvisamentecorpo e concretezza nel 1949 con
l'ascesa di Mao in Cina, e con la guerradi Corea nel 1950, che
comportò uno scontro diretto tra Cina ed USA. Nel1954 i comunisti
vinsero anche in Vietnam, ed allora le oligarchie occidentaliprovarono
davvero paura. La minaccia dell'espansione del blocco comunista
determinòquindi la necessità di reperire consenso sociale in
Occidente.

Grazie al feticciodel pareggio di bilancio i banchieri possono tenere
in ostaggio ildebito degli Stati, ma sotto la spinta della minaccia
comunista neglianni '50 il feticcio fu messo da parte, e si aprì così
la stradaal compromesso socialdemocratico che ha retto sino agli anni
'70. Glistorici si sono incaricati di costruire il mito del piano
Marshall pergiustificare lo sviluppo dell'Europa, ma, in base ai
programmi ufficialidel FMI, quello sviluppo non era affatto previsto.

Caduta venti anni fa laremora della guerra fredda, il lobbying
bancario non solo si èripresentato negli stessi termini del 1946, ma
non ha trovatopiù nessun contrasto a livello politico. Da venti anni
la NATO non incontra piùostacoli da parte di Russia e Cina, e può
comportarsi nel mondo comela faina nella stia dei polli; quindi
l'Occidente non ha più la necessità dicercarsi consenso sociale con il
Welfare. Non si tratta di rimpiangere unblocco comunista già eroso
dall'interno dalla fame di affari edi privilegi delle sue
nomenklature, ma semplicemente di constatare cheogni passo avanti
dell'imperialismo comporta un automatico passo indietro dellegaranzie
sociali; e ciò dovrebbe far riflettere gli "equidistantisti"
nelmomento in cui la NATOprepara aggressioni alla Siria o all'Iran.

C'è anche da osservare chesotto qualsiasi longitudine o latitudine, ed
in qualunque momento storico, lericette del FMI non cambiano mai:
pareggio di bilancio, privatizzazioni, licenziamenti; eciò va a
sfatare anche il mito dei "tecnici", vistoche basta la terza
elementare per ripetere sempre la stessa filastrocca.



[1] http://www.intesasanpaolo.com/scriptIbve/retail20/RetailIntesaSanpaolo/ita/prev_complem/ita_prev_complem.jsp

[2] http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/02/Mastrapasqua_rendite_integrative_avanti_piano_co_8_111202005.shtml

[3] http://www.inps.it/portale/default.aspx?lastMenu=4923&iMenu=1&iNodo=4923%3f

[4] http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/02/Pensioni_Salvate_dai_Precari_co_9_111002009.shtml

[5] http://www.ibs.it/code/9788806423902/kolko-gabriel/limiti-della-potenza.html

8 dicembre 2011
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