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(it) Ufficio Studi FdCA: Aspettando il cigno nero? *

Date Tue, 6 Dec 2011 12:15:54 +0100


Ufficio Studi FdCA: Aspettando il cigno nero? *
La Fed, Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti, funziona
come centro nevralgico del sistema finanziario e commerciale mondiale,
essendo il dollaro la moneta dei pagamenti internazionali (65% del
totale). Quindi, per avere dollari tutte le banche del mondo devono
rivolgersi alla banca USA. Infatti ne tengono una riserva presso la
sede centrale.
Nel 2008 le banche USA detenevano $600 miliardi, quelle europee $200
miliardi; poi nel mese di agosto 2011 il deposito delle banche europee
è arrivato a $750 miliardi, una liquidità eccessiva solo per le
trattative commerciali. Sempre ad agosto, mentre si dibatteva sul
default del debito statale USA, la Fed annuncia un problema di
liquidità in alcune banche europee e qui iniziano i rimbalzi degli
spread e delle borse in Europa.
Abitualmente questi problemi si risolvono nel silenzio tombale dei
centri bancari e si evidenziano mesi dopo la fine dell'indagine.
Infatti solo da poche settimane si conosce il dato dell'intervento
della Fed come sostegno di liquidità successivo all'implosione del
2009 e al crollo delle economie: si tratta di $16.000 miliardi di
dollari in prestiti ad istituzioni finanziarie dal 2007 al 2010 (vedi
rapporto del GAO [1]), come prestatore in ultima istanza di moneta da
restituire a scadenza, fonte a cui hanno fatto ricorso certe banche
europee, inclusa anche l'italiana Unicredit per quasi 2 anni.

Quindi l'annuncio della Fed serviva per distrarre l'attenzione dagli
USA all'Europa, mentre in USA si mettevano a punto interventi
ufficiali di $2.200 miliardi di QE [2] dal 2009 al 2011; di $700
miliardi del programma governativo TARP [3] per l'acquisto di titoli;
oltre ai $400 miliardi dell'operazione TWIST [4] sui bond a lunga
scadenza.

L'effetto domino si è così spostato in Europa, dove le incertezze
politiche stanno creando una situazione di difficile soluzione, che
potrebbe evolversi in situazioni impreviste, semplicemente per
mancanza di tempismo nelle soluzioni della governance europea;
principalmente la signora Merkel. Le insufficenze della BCE [5]
impediscono le attività tipiche di una struttura il cui ruolo è quello
di intervenire in emergenza, godendo di un potere "feudale", cioè
arbitrario e insindacabile perché non obbligata a norme di
contabilità: il potere di stampare moneta, semplicemente di immettere
liquidità nuova per sostenere il sistema delle banche o i titoli dello
Stato e solo in successive fasi ripristinare una massa di liquidità
inferiore. In rischio c'è l'inflazione dei prezzi che, però, in una
situazione deflattiva funziona da controtendenza. Altra soluzione
indiretta sta nel sostegno al sistema bancario a cui i prestiti, la
liquidità, vengono
concessi contro titoli come collaterali che servono da garanzia
(peraltro anche certi BTP, i BTpi).

Ma in questo momento la "liquidità scarseggia", il che non significa
che non ci siano soldi/risparmi, ma semplicemente questi smettono di
circolare e vengono tesaurizzati, anche presso la stessa BCE, al tasso
dello 0,7% (circa $235 miliardi) mentre le banche smettono di far
circolare prestiti non fidandosi che vengano rimborsati dalle banche a
cui fare credito. Anzi, grazie alla ricapitalizzazione decisa da EBA
[6], si assiste alla vendita di investimenti per fare cassa. Quindi,
il 30 novembre, la Fed - con l'accordo di altre banche centrali - ha
garantito di dare prestiti in dollari a tassi bassissimi, legati al
commercio mondiale, per evitare che si innestasse l'effetto domino in
cui le banche europee, per fare cassa, si mettono a vendere assets
degli USA, spostando quindi lì il problema.

Nel mentre, in Cina si abbassa il tasso di sconto e si diminuisce la
riserva detenuta dalle banche sui prestiti, anche se i prestiti
nell'area sono solo 3 volte le riserve e quindi il rischio
sgonfiamento della bolla non avrebbe gli effetti che ha in altre aree;
anche se un rallentamento del PIL al 9% potrebbe essere causa di
problemi economici per un paese che per realizzare l'utilizzo degli
investimenti e per soddisfare il mercato del lavoro deve crescere a
ritmi maggiormente elevati, altrimenti maturerebbero conflitti sociali
di maggior estensione.

La crisi finanziaria si manifesta come epifenomeno di problemi della
sfera "reale", ma spesso anticipandoli nel ciclo economico futuro;
quindi gli spasmi borsistici e del debito si legano alla
consapevolezza che la produzione sta rallentando e che - nelle
previsioni di un PIL calante o in recessione - i profitti futuri sono
in forse. Quindi la concorrenza diventa spietata nel presente anche
per trovare nicchie su cui lucrare immediatamente, spesso costruendo
profitti nelle oscillazioni dei trend borsistici in cui si entra e da
cui si esce a giorni alterni; oppure nelle fluttuazioni dei titoli di
stato il cui rendimento futuro si va a costruire oggi. Sempre che non
si verifichi il "cigno nero", l'imprevisto che nessuno vuole, ma che
l'inezia costruisce.

Ufficio Studi
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI


3 dicembre 2011


* Colore dei cigni in Australia che suscitarono stupore ai tempi,
quindi evento imprevedibile ma possibile.
1. GAO: Government Accountability Office, agenzia di verifica
contabile del Congresso degli Stati Uniti.
2. QE: Quantitative Easing, una delle modalità con cui avviene la
creazione di moneta da parte della banca.
centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel
sistema finanziario ed economico.
3. TARP: Troubled Asset Refief Program.
4. TWIST: da twisting of funds (spostamento di fondi).
5. BCE: Banca Europea Centrale.
6. EBA: Europan Banking Authority, costituita dal Parlamento Europeo nel 2010.

http://www.fdca.it
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