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(it) Unicobas: MOZIONE finale ASSEMBLEA nazionale SINDACALISMO di BASE

Date Tue, 6 Dec 2011 12:10:14 +0100


NOI NON CI STIAMO
ASSEMBLEA NAZIONALE DEL SINDACATO CONFLITTUALE (Roma, 3.12.2011)
DOCUMENTO CONCLUSIVO
L’Assemblea nazionale indetta da USB, Cib-Unicobas, SlaiCobas, Snater
e USI, che si è riunita questa mattina a Roma, ha approvato il
seguente documento conclusivo:
La crisi economica in atto è una crisi sistemica del capitalismo
mondiale e vale a dire che qualunque riforma, per quanto dura e
profonda, non serve a farci uscire dall'attuale situazione.
Quella che ci si prospetta oggi è una vera e propria guerra
finanziaria, che attraverso la gestione dei debiti sovrani devasta le
economie reali, ridefinisce relazioni e rapporti tra i paesi europei,
opprime i popoli privandoli dell'accesso alla ricchezza sociale
prodotta.
Il Governo Monti è la rappresentazione diretta dei poteri forti internazionali.
Il nostro paese passa dal precedente commissariamento da parte della
Troika - BCE, Commissione Europea, FMI - alla colonizzazione da parte
dei tecnocrati del potere finanziario mondiale.
Tutto ciò sta producendo una nuova forma stato, con la
marginalizzazione della politica e una gestione autoritaria della cosa
pubblica.
Questo governo si rappresenta con l'aggregazione dei poteri forti
nazionali - banche, università manageriali, chiesa e confindustria -
asserviti al potere finanziario internazionale rappresentato dallo
stesso Monti.
La manovra preannunciata, al di là dell'ormai ridicolo ritornello
“rigore, equità e crescita”, si concretizza attraverso una violenta
manovra recessiva che agisce profondamente nel tessuto sociale ed
economico.
I tagli annunciati determineranno la cancellazione dei servizi
essenziali: trasporti, sanità, scuola, tanto per citarne alcuni.
Nessuna patrimoniale vera, mentre si continuano a saccheggiare i
redditi dei soliti noti e le rendite continuano ad essere tassate in
maniera ridicola.
Le pensioni sono l'elemento centrale della lotta ai cosiddetti
privilegi, individuati come la causa della mancata crescita; in realtà
si tratta del tentativo di mettere le mani sulle risorse del sistema
previdenziale pubblico per recuperare profitti attraverso
l'allungamento senza fine dell'età pensionabile e l'introduzione dei
fondi privati come unica prospettiva per le nuove generazioni.
La precarizzazione del mondo del lavoro si estende e diventa
precarietà sociale diffusa; il reddito sociale minimo prospettato
dalla Fornero, diventa la riedizione delle tessere di povertà.
Il conflitto sociale è l'unico ostacolo reale all'intero progetto. Non
basta la totale subordinazione dei sindacati concertativi a garantire
la pace sociale e i processi di destrutturazione.
In questo senso va inquadrato l'accordo del 28 giugno, che ha visto la
Cgil rientrare nel gioco della “codeterminazione”, come dichiarato
dalla Camusso, e definito “lubrificante” dell'art. 8 dalla
Marcegaglia, ultimo omaggio del passato governo a Marchionne.
Questo accordo non prevede solo la cancellazione del CCNL ma
l’ulteriore tentativo di spazzar via qualunque forma, anche minima, di
partecipazione democratica dei lavoratori. Così come con
l'inasprimento della legge 146, attraverso la regolamentazione
restrittiva e ossessiva del diritto di sciopero, si tenta di
cancellare di fatto la possibilità del conflitto.
Il ruolo dei sindacati indipendenti diventa l'unica possibilità di
dare corpo e voce all'opposizione sociale attraverso una forte
soggettività.
I processi unitari devono essere velocizzati e dotati di progetti
concreti così come la conflittualità diffusa deve diventare punto di
aggregazione dell'opposizione sociale, consci della necessità di
costruire le più ampie alleanze con tutti quei soggetti sociali che
nel nostro paese si battono per la difesa dei beni comuni,
dell’ambiente, la scuola pubblica, contro tutte le privatizzazioni,
per i diritti dei migranti.
Riteniamo indispensabile pertanto costruire un percorso comune per
affrontare questa fase, sia lavorando alla preparazione dello sciopero
generale, sia mobilitandoci nei territori per aprire un ciclo di lotte
nel Paese che ridefinisca il ruolo centrale del lavoro e dei
lavoratori.

Roma, 3 dicembre 2011



USB – Cib Unicobas – SlaiCobas – Snater – USI
da unicobas.rm@tiscali.it
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