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(it) Comidad: le news del 1 dicembre 2011

Date Fri, 2 Dec 2011 20:09:44 +0100


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
MARCHIONNE FIGLIO DI PUTIN
Mentre da settimane si susseguono le voci più o meno ufficiali su un
intervento del Fondo Monetario Internazionale "a favore" dell'Italia,
in pochi hanno fatto caso ad un intervento autorevole a sostegno di
questa macabra prospettiva, quello di Vladimir Putin, lo scorso 11
novembre. Putin ed il suo socio Medvedev si sono divisi il lavoro:
mentre il primo avallava l'improbabile immagine di un FMI "salvatore"
dell'Europa, il secondo incontrava il capo dello stesso FMI, Christine
Lagarde.[1]
Pare che la Russia abbia grosse riserve finanziarie, perciò in questa
circostanza potrebbe agire addirittura da "banca" del FMI; e questo
sarebbe l'oggetto dei colloqui fra Lagarde e Medvedev. Ma se la Russia
ha davvero tutti questi soldi, perché non pensa di tagliare fuori il
FMI, entrando direttamente nelle economie europee con propri acquisti
di titoli del Tesoro?
Bella domanda, ma prima di azzardare una risposta, forse è il caso di
mettere in rassegna altri fatti.
Nell'agosto del 2010 il primo ministro ungherese, Orban, aveva
cacciato il FMI dal proprio Paese, ma ora, a poco più di un anno, deve
tornare a testa bassa dal FMI a chiedere un prestito. [2]
Su quali sostegni internazionali aveva sperato Orban per fare a meno
della gogna del FMI?
Il governo ungherese aveva confidato sul sostegno russo. Dopo il primo
incontro semi-segreto fra Orban e Putin alla fine del 2009, il primo
ministro ungherese era stato accolto in pompa magna nel dicembre 2010
a Mosca, e nei colloqui erano stati prospettati una serie di progetti
di cooperazione economica.[3]
Sembrava dunque che la Russia perseguisse una strategia di sfondamento
dell'equilibrio UE/NATO nell'Europa dell'Est, e che l'Ungheria fosse
il primo tassello del domino. A distanza di un anno Orban invece si
ritrova in piena emergenza finanziaria, e consegnato proprio da Putin
ai tentacoli del FMI. Quindi anche Orban è finito nella lista dei
bidonati da Putin, insieme con Milosevic e Gheddafi.
Da qualche mese risultava che il governo ungherese avesse già
rinunciato a qualsiasi velleità di autonomia economica, e si
riconsegnasse al ruolo istituzionale che l'Unione Europea riserva a
Paesi come l'Ungheria, cioè quello di diventare una colonia per le
delocalizzazioni di imprese dell'Europa occidentale. In questo periodo
l'Ungheria è diventata infatti il Paese più reclamizzato dalle agenzie
internazionali specializzate nel business di organizzare
delocalizzazioni di piccole e medie imprese italiane.[4]
Si spiegano così la sicumera e l'arroganza di Sergio Marchionne,
visto che oggi, grazie a Putin, le colonie dell'Europa dell'Est si
trovano in totale sicurezza; perciò Marchionne non soltanto è in
condizione di delocalizzare le produzioni FIAT, ma anche di portarsi
dietro le piccole e medie imprese dell'indotto, e magari persino
qualcos'altro. Si spiega anche perché Marchionne sia interessato a
destabilizzare Confindustria, lasciando così tante piccole e medie
imprese senza ombrello, e quindi bisognose di protezione e di
entrature per delocalizzare all'Est.

Dal canto suo Putin non si accontenta di allacciare rapporti col FMI,
ma compie anche i passi decisivi per entrare a pieno titolo nella
principale emanazione del FMI, cioè l'Organizzazione Mondiale per il
Commercio (WTO). Una volta formalizzata l'associazione della Russia al
WTO, la messa in sicurezza dell'Europa dell'Est dal punto di vista
delle multinazionali, sarebbe cosa fatta.[5]

Ma Putin non finisce di sorprenderci. Mentre la Libia era sotto
aggressione, l'azienda petrolifera russa, Gazprom, apriva un ufficio
di rappresentanza in uno dei Paesi aggressori della Libia, cioè
l'Emirato del Qatar; proprio quello che ha inviato migliaia di
mercenari in Libia ad inscenare la finta rivolta popolare.[6]

Nei mesi successivi il rapporto tra Gazprom e Qatar è diventato una
solida cooperazione d'affari, mediata dalla multinazionale francese
Total. La gestazione degli affari è in corso e promette bene.[7]

Nel corso del 2010 Putin aveva allacciato una serie di rapporti
internazionali che sembravano configurare un asse con la Turchia,
l'Iran, il Brasile, la Libia e la Siria. Dopo il voltafaccia di Putin,
la Turchia ed il Brasile sono in stato confusionale, la Siria e l'Iran
sono sotto l'attacco occidentale, mentre la Libia è stata
ri-colonizzata. A questo punto ci si chiede quanto si possa dare
credito alle rituali obiezioni che Putin sta opponendo riguardo
all'aggressione che si prospetta da parte di NATO ed Israele nei
confronti di Siria ed Iran.

Putin è spesso accusato dalla stampa occidentale e sionista di violare
i cosiddetti "Diritti Umani"; espressione che, tradotta dal linguaggio
della propaganda, significa "interessi della British Petroleum".
Gazprom si trova infatti a pestare spesso i piedi della BP in questo o
quell'affare di petrolio o gas. L'ultimo grosso sgarbo è appena di un
anno fa, quando Gazprom ha soffiato alla BP un affare da un miliardo
di dollari.[8]

Ciò spiega perché Putin sia stato accusato di essere uno "zar", un
"populista", e di assassinare giornalisti, o addirittura di eliminare
i dissidenti con il polonio radioattivo. Putin è, a sua volta, molto
abile a sfruttare a proprio vantaggio questa grossolana propaganda
contro di lui, rilasciando reboanti dichiarazioni anti-occidentali che
accreditino il suo mito di leader indipendente e fuori del coro;
dichiarazioni fumose, che fanno però la gioia dei suoi fans
"eurasiatici" in Italia.[9]

Di fatto Putin appare del tutto ondivago in politica estera, ed
ansioso soltanto di compiacere gli affari di Gazprom, anche se la
Russia si trova sempre più accerchiata militarmente dalla NATO. Il FMI
è il braccio finanziario della NATO (oppure è la NATO ad essere il
braccio militare del FMI), perciò ogni avallo da parte di Putin
all'azione del FMI in Europa, si risolve automaticamente in aumento
della minaccia della NATO contro la Russia. Ma mettersi contro FMI e
WTO, significherebbe per Gazprom vedersi tagliata fuori da parecchi
affari.

In corrispondenza del periodo dell'aggressione della NATO contro la
Libia, e del conseguente blocco delle esportazioni da questo Paese, i
profitti di Gazprom sono aumentati del 78%, come risulta dalle sue
stesse dichiarazioni. Non c'è bisogno perciò di scervellarsi tanto per
indovinare il motivo per il quale la Russia ha votato a favore della
ambigua Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza, che ha aperto la
strada all'aggressione della NATO contro la Libia.[10]

Pare proprio che la cosca di Gazprom affidi i propri destini personali
più ai conti segreti nelle banche svizzere che alla integrità
territoriale della Russia. Gli "eurasiatici", piuttosto che confidare
in Putin ed elucubrare sulle sue intenzioni recondite, forse farebbero
bene ad augurarsi che nell'esercito russo sia rimasto qualche
comunista in grado di cacciare sia lui che la sua cosca affaristica.



[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.reuters.com/article/2011/11/11/russia-putin-eurozone-idUSL5E7MB3VE20111111

[2] http://www.ansa.it/web/notizie/notiziari/euroregioneadriatica/2011/11/21/visualizza_new.html_15831058.html

http://www.repubblica.it/economia/2011/11/22/news/ungheria_l_autarchico_orban_chiede_aiuto_all_fmi-25426178/

[3] http://www.itlgroup.eu/magazine/index.php?option=com_content&view=article&id=1985:russia-su-presidenza-ungheria-colloquio-orban-putin&catid=44:politica&Itemid=150

[4] http://www.pasut.com/it/schedepaese/scheda_ungheria.html

http://www.pmi.it/economia/lavoro/articolo/9288/delocalizzazione-per-pmi-lungheria.html

[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/27/russia-wto-georgia-compromise&ei=KW_STs21NonjtQaJlZHMDA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CCYQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dputin%2Bwto%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns

[6] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.gazprom.com/press/news/2011/april/article111168/&ei=mNnPTtHVJsTasgbdtp24DA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CCgQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dgazprom%2Bqatar%2Bpetroleum%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns

[7] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://uk.reuters.com/article/2010/06/11/russia-qatar-energy-idUKLDE65A16P20100611&ei=LtrPTpzQNIvJswbnhcnTDA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=4&ved=0CEgQ7gEwAw&prev=/search%3Fq%3Dputin%2Bqatar%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns

http://rt.com/business/news/russias-shmatko-yamal-construction-397/

[8] http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.theweek.co.uk/business/14115/bad-news-bp-russia-1bn-deal-cancelled

[9] http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_27/putin-soldi-potenze-straniere-opposizione_aab838be-18eb-11e1-be06-06f00295b4d4.shtml

[10] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.wqow.com/story/15994358/russias-gazprom-posts-10b-profit-in-q2%3Fclienttype%3Dprintable&ei=rdDVTt-FOsrTsgam2cyYDg&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CCMQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dgazprom%2Beau%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvns



1 dicembre 2011
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