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(it) Palestina-Israele, la lotta unitaria si espande [en]

Date Fri, 18 Jun 2010 08:42:06 +0200


15.06.10 - Continua la lotta unitaria degli Anarchici Contro il Muro,
della sinistra radicale israeliana e degli attivisti internazionali.
Nonostante le continue provocazioni di Israele, la partecipazione alle
varie lotte unitarie pare non arrestarsi, come a Beiteen, Beit Ummar,
Beit Jala, Ma'sara, Nabi Salih, Ni'ilin, Sheikh Jarrah e persino a Tel
Aviv, o di fronte ai tribunali.
BEITEEN
Sorgiamo e... rompiamo l'assedio
Appello per la partecipazione ed il sostegno
Tutti invitati a partecipare al primo evento della Campagna Beiteen
Road, che punta a sollevare le coscienze per aprire la strada di
Beiteen chiusa da Israele. A causa di questa chiusura, migliaia di
palestinesi sono costretti ogni giorno a fare un lungo giro per
portare i figli a scuola, per andare a lavorare, per correre in
ospedale... mentre continuano a subire le umiliazioni di queste
politiche ingiuste ed ingiustificate.

Ci vediamo venerdì 11 giugno 2010 dopo la preghiera di mezzogiorno
alla confluenza delle strade tra Deir Dibwan e Beiteen. Lì si svolgerà
una conferenza stampa.

Oltremodo necessaria la massima partecipazione per dare voce alle
nostre richieste e per contrastare le brutalità dell'occupazione che
colpisce il nostro popolo.


BIL'IN

http://www.bilin-ffj.org/index.php?option=com_content&task=view&id=284&Itemid=1

11 giugno 2010: i manifestanti palestinesi a Bili'in hanno formato
oggi una squadra nazionale di calcio in coincidenza con l'inizio dei
mondiali, per affermare il loro diritto ad essere una nazione
indipendente. I giocatori, insieme a decine di altri palestinesi,
attivisti israeliani ed internazionali, hanno marciato verso la
barriera dell'annessione sul limitare del villaggio, per fare goal e
dare inizio al gioco. Parecchi palloni da calcio sono stati tirati
oltre il muro della separazione sulla terra che appartiene al
villaggio. I soldati hanno risposto a questa iniziativa del tutto non
violenta sparando lacrimogeni sui manifestanti. Poi sono usciti dal
recinto ed hanno arrestato 6 giornalisti, di cui 4 sono stati
rilasciati. Gli altri due - uno palestinese e l'altro internazionale -
sono ancora in stato di fermo mentre sto scrivendo.

Le bombolette di lacrimogeni hanno anche causato degli incendi sulla
terra arida intorno agli ulivi. I soldati ne hanno sparati ancora per
tenere impegnati i manifestanti nello spegnimento delle fiamme.


SOLIDARIETA' CON GLI ARRESTATI

Gli Anarchici Contro Il Muro hanno "visitato" il tribunale militare di
Ofer per portare la solidarietà ad Adib Abu Rahma e ad altri detenuti
da mesi per fiaccare il movimento non-violento contro il muro a Bil'in
ed in altre località.


MA'SARA

Quasi 30 palestinesi insieme ad israeliani e palestinesi hanno
partecipato questa settimana alla manifestazione a Ma'sara. Il
gruppetto ha marciato unito dal centro del villaggio verso le terre
rubate senza incontrare sorprendentemente nessun soldato lungo la
strada. Superato il posto di blocco sguarnito, ci si è avvicinati
sempre di più alle terre, finché una prima jeep militare è arrivata a
tutto gas per bloccare la strada. Ancora altri soldati e guardie di
confine sono arrivati, per frustrare i nostri tentativi di andare
avanti.

Uno degli esponenti del comitato popolare ha tenuto un comizio contro
il colonialismo israeliano, dopo di che i soldati gli sono saltati
addosso e lo hanno arrestato, proclamando tutta la zona area militare
chiusa. Dopo i negoziati, i manifestanti hanno accettato di
retrocedere di 15 metri in cambio del suo rilascio. Ma i soldati non
hanno mantenuto la parola data, iniziando invece a spingere i
manifestanti verso il villaggio, e dispiegando il filo spinato. I
manifestanti hanno detto che non avrebbero fatto un passo indietro
senza il rilascio del loro amico. Dopo un'altra mezz'ora l'esercito ha
rimosso il filo spinato ed ha liberato il fermato. Parecchi soldati
sono rimasti nell'area per impedire che ripartisse il corteo, ma i
manifestanti hanno avuto premura per gli aspetti legali riguardanti il
fermato, per cui la manifestazione si è conclusa.


NABI SALIH

Nuove minacce di demolizioni di case a Nabi Salih

Nel chiaro tentativo di punire la resistenza popolare del villaggio,
l'esercito israeliano ha informato 10 famiglie di Nabi Salih che le
loro case sono state individuate per essere demolite a causa della
"mancanza di permessi" edilizi. Si tratta di un'enorme truffa, dal
momento che le case in questione sono state costruite ben prima
dell'inizio dell'occupazione israeliana nel 1967 e quindi si tratta di
un evidente atto criminale di punizione collettiva. L'intero villaggio
conta 87 case, per cui le demolizioni annunciate butteranno giù il 10%
del villaggio!

Pare che le ordinanze di demolizione saranno eseguite ai primi di luglio.

Tutti domani a protestare contro le nuove minacce rivolte agli
attivisti Nariman, Basem, Murad ed altri.


SHEIKH JARRAH

A Sheikh Jarrah circa 300 manifestanti si sono radunati ancora una
volta nel venerdì pomeriggio. Metà sono arrivati direttamente al parco
del raduno, e l'altra metà dopo aver manifestato per Gerusalemme,
passando per il quartiere stesso. Dopo 2 ore di rulli di tamburi,
canti e bevute di aranciata fresca per combattere il caldo di
Gerusalemme. La manifestazione si è conclusa pacificamente.

Video di Nissim Mossek dell'11.06.10 http://www.youtube.com/watch?v=yefVf4Bxdc0

Sheikh Jarrah in Solidarietà con Dahamash

Tutti insieme contro l'oppressione ed il razzismo

Dahamash è un piccolo villaggio non riconosciuto tra Lod e Ramle che
esiste da prima del 1948 e che era stato costruito su un terreno
palestinese privato. Lo Stato di Israele si rifiuta di riconoscere il
villaggio, perché sarebbe sorto su un terreno ad uso agricolo, mentre
proprio lì a fianco nessun problema è stato sollevato per la
costruzione di un villaggio ebreo.

Ora che la Municipalità di Ramle sta costruendo un nuovo quartiere
ebraico adiacente al villaggio palestinese, il sindaco di Ramle
sostiene che I nuovi residenti ebrei non gradiranno di avere come
vicini gli abitanti di Dahamash, per cui ha emesso un'ordinanza di
demolizione per 70 case del villaggio, gettando sulla strada 600
persone tra donne, uomini e bambini di Dahamash, che perderanno la
loro casa se non facciamo qualcosa!

Come a Sheikh Jarrah, la discriminazione elevata a sistema ed il bieco
razzismo del governo oscurano il cielo su Dahamash.

Mercoledì 13 giugno, i residenti e gli attivisti di Sheikh Jarrah,
insieme al popolo di Dahamash in una manifestazione che finirà con un
concerto della band palestinese dei DAM.

Trasporti da Gerusalemme alle 16.00 Dabell garden (Gan Hapa'amon).


TEL AVIV

Le fontane di Tel Aviv colorate di sangue

11.06.10

Durante la notte tre fontane a Tel Aviv sono state colorate di rosso.
Il Comitato contro l'assedio che ha rivendicato l'azione ha
dichiarato: "L'abbiamo fatto per ricordare al popolo di Israele che la
politica dell'assedio causa solo un bagno di sangue"

Scioccati dall'attacco militare alla flotilla civile e dall'uccisione
di 9 membri del suo equipaggio, gli attivisti del Comitato Contro
l'Assedio hanno colpito tre fontane nel centro di Tel Aviv colorandone
le acque di rosso-sangue. Vicino alle fontane sono stati fatti dei
graffiti per protestare contro l'assedio omicida che stringe la
Striscia di Gaza.

Dice il Comitato Contro l'Assedio: "Negli ultimi 4 anni di assedio
israeliano, più di 2600 palestinesi sono stati uccisi dall'esercito
israeliano, nel corso di bombardamenti di terra, dal cielo e dal mare.
La scorsa settimana siamo stati testimoni di come la mano
dell'esercito di Israele colpisca le navi civili in acque
internazionali, senza esitare nell'uccidere dei civili. Il popolo di
Gaza soffre da anni per l'estrema violenza e le pesanti restrizioni
alla sua libertà di movimento. Mancano prodotti fondamentali come
sedie a rotelle, carta e libri di scuola, combustibile per le centrali
elettriche, materiali edilizi per poter ricostruire sulle rovine
causate dagli attacchi israeliani e molte altre cose ancora. L'unica
soluzione per la fine di questo bagno di sangue è togliere il blocco e
mettere fine all'occupazione tramite un negoziato e non con atti
unilaterali. Questa notte abbiamo fatto questa azione per ricordare
all'opinione pubblica
israeliana che la politica dell'assedio riempie di sangue sia il mare
che la terra".


WALAJA

Circa 60 alberi saranno sradicati dall'esercito intorno alla casa di
Abu-Nidal ad Al-Walaje, compreso il piccolo cimitero di famiglia, per
aprire la strada al muro. Da martedì a giovedì c'è bisogno di aiuto
sul posto.

Urgente aggiornamento dell'8 giugno, ore 10:23: da un'ora è iniziata
la demolizione, c'è un po' di gente in strada, ma chi può venga subito
qui.

Il 9 giugno 2010, durante un'azione diretta ad al-Walaja, due
attivisti israeliani sono stati arrestati. Mentre si andava via dopo
l'azione, una guardia di confine che conosce Mazin e lo ha provocato,
lo ha isolato e lo ha arrestato. I tre si trovano ora dietro il posto
di blocco 300 del muro a Betlemme.

Sono stati contattati gli avvocati, ma Mazin è un palestinese con
cittadinanza statunitense. Chi è americano contatti il consolato per
sapere come deve comportarsi.


Un gruppo di oltre 30 manifestanti è giunto ad Al-Walaja alle 7.00 per
fare ostruzione sul percorso del muro aperto dalle ruspe. Tre
manifestanti sono stati arrestati; la legittimità di questi arresti
non è chiara. Tra gli arrestati l'ex-professore dell'Università di
Yale Mazin Qumsiyeh.

Gli attivisti hanno fermato le ruspe per un po' incatenandosi ai mezzi
meccanici per un'ora.

Qumsiyeh è stato arrestato dopo che la manifestazione si era sciolta
alla notizia che l'attivista israeliano arrestato Yotem Wolfe non
sarebbe stato rilasciato. Wolfe era stato arrestato dopo essere stato
strappato con la forza dalla ruspa a cui si era incatenato al collo.
Qumsiyeh, l'unico palestinese presente, è stato spinto da una parte,
arrestato e sottoposto ad interrogatoria sotto la non meglio
specificata pretesa che egli fosse una "minaccia per la sicurezza".

Anche l'attivista israeliano Shay Halatzi è stato arrestato con
l'accusa di "comportamento maleducato", avendo protestato per
l'arresto del professor Qumsiyeh.

Gli arresti si sono verificati alla fine della manifestazione del
mattino, quando gli attivisti sono stati costretti a lasciare l'area.
I soldati hanno minacciato di arresto tutto il gruppo, una volta che
questo aveva messo fine all'azione che ha interrotto il lavoro delle
ruspe per 40 minuti, grazie al fatto che 2 attivisti si erano
incatenati alle macchine. Durante l'azione, il gestore dei lavori sul
sito ha cercato di attaccare i manifestanti, ma è stato fermato con la
forza dai militari..

Dopo essere stata spinta sulle strade del villaggio, la piccola folla
ha dato luogo ad un pacifico sit-in, dato che i soldati impedivano
qualsiasi spostamento.

Mazin è stato liberato alle 14:00 al checkpoint 300 e gli Israeliani
alle 16:30 con provvedimento restrittivo di tenersi a 500 metri di
distanza dal cantiere del muro.

Si aggiunge un altro pezzo al muro che circonderà completamente
al-Walaja. Passando a 5 metri alle case, il muro separa il villaggio
da Gerusalemme, lasciando solo un tunnel di uscita verso Beit Jala.

Noi, attivisti israeliani, palestinesi ed internazionali presenti a
Sheikh Jarrah, a Gerusalemme ed in Cisgiordania lotteremo insieme alla
gente del villaggio per fermare il furto della loro terra ed il
soffocamento del villaggio.

Va respinta la tesi del muro come sicurezza, dato che la persona che
ha in appalto questi lavori è il colonnello in pensione Dani Tirza,
licenziato dalla compagnia "Givat Yael" che sta pianificando la
costruzione di 14.000 unità abitative per i coloni intorno al
villaggio.

Tirza ha criticato il percorso del muro scrivendo che toglie terreni
all'insediamento coloniale pianificato e che questo non necessita di
sicurezza.

Vedi http://www.qumsiyeh.org/rightsblog2010/


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it
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