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(it) Roma: Interrotta presentazione libro alla Sapienza, IN SOLIDARIETÃ CON jOY E I/LE RECLUS* NEI C.I.E.

Date Fri, 11 Jun 2010 17:00:48 +0200


interrotta presentazione libro alla Sapienza, IN SOLIDARIETÃ CON jOY E
I/LE RECLUS* NEI C.I.E.
Oggi 8 giugno 2010 un gruppo di antirazziste e antirazzisti ostili ai C.I.E.,
in solidarietà con Joy e con tutt* i/le reclus* di questi lager, ha interrotto
la presentazione del âbest seller internazionaleâ Womenomics: perchà le donne
sono il motore dellâeconomia presso lâaula magna della facoltà di Economia dellâ
Università La Sapienza di Roma. Al macabro simposio era annunciata la presenza
di stronze (e anche qualche stronzoâ) di prima categoria, tra le quali spiccano
i nomi di Rauti Isabella, Meloni Giorgia e Lucarelli Monica,questâultima meno
nota ai piÃ, vicepresidente dellâUnione degli Industriali e delle Imprese di
Roma. Questa associazione di sfruttatori e sfruttatrici ha presentato in
Campidoglio, per bocca del sindaco stesso, il proprio progetto di cablaggio in
fibra ottica a banda larga dellâintera area metropolitana di Roma, con oltre
4000 km di cavi. Il progetto prevede tra le altre cose la messa in rete delle
migliaia di telecamere già appostate in ogni angolo della città (sono 6.000
solo quelle comunali) e la possibilità di collegarle tutte ad unâunica centrale
operativa, con una regia che avrà sede in Campidoglio o al Viminale. Tanto per
chiarire a tutte e tutti cosa si celi dietro il futuristico ossimoro di
âlibertà digitaleâ.
Aprendo uno striscione che recitava âL MOTORE DELLA VOSTRA ECONOMIA:
CONTROLLO, MISERIA E SFRUTTAMENTOâ, i/le solidali hanno letto ad alta voce il
volantino che segue, per poi lasciare lâaula tra cori contro i C.I.E. e per la
libertà di tutte e tutti.

(segue testo del volantino)

PERCHEâ NON VOGLIAMO ESSERE IL VOSTRO MOTORE

Mentre in questa sala âillustriâ esponenti del mondo accademico, politico,
industriale e televisivo autocelebrano con i loro discorsi il ruolo delle donne
allâinterno dellâeconomia e istituiscono lâennesima menzogna su cui poggia
questo sistema, la realtà quotidiana rivela ben altro: milioni di persone in
ogni parte del mondo, tra cui moltissime donne, sono costrette allo
sfruttamento e alla miseria al fine di rendere possibile lâarricchimento dei
paesi a capitalismo avanzato.
Si additano le donne come motore dellâeconomia, ma per molte di loro la
condizione in cui si trovano à di sottomissione alla dominazione patriarcale.
Si auspica la loro ascesa alle posizioni di vertice, ma al gradino pià basso
della piramide, la maggior parte viene doppiamente sfruttata, sia in quanto
lavoratrice che in quanto donna.
Oggi 8 Giugno a Milano si svolge il processo per tentativo di violenza
sessuale da parte dellâispettore di polizia Vittorio Addesso nei confronti di
Joy, donna vittima di tratta e rinchiusa allâinterno del Centro di
Identificazione ed Espulsione di Milano in quanto sprovvista di documenti in
regola.
Joy si à ribellata e insieme a lei la sua compagna di cella ed altri reclusi.
La storia di Joy come quella di molti altri migranti à legata a doppio filo
con i meccanismi di controllo e sfruttamento che questo sistema impone: non Ã
un motore a mandare avanti questa economia, ma un giogo strozzante che viene
stretto sulla vita di chi à nato ad una determinata latitudine del pianeta.
Chi emigra nei paesi europei, il pià delle volte, oltre a trovare nuove
condizioni di sfruttamento dettate dalle esigenze di mercato e dalla necessitÃ
di manodopera a basso costo, ricattabile e senza garanzie, se sprovvisto di
documenti in regola, corre il rischio di venire recluso senza aver commesso
alcun reato.
Il C.I.E., Centro di identificazione ed espulsione, Ã lo strumento massimo di
repressione di cui si sono dotati gli Stati âdemocraticiâ. In questi veri e
propri lager vengono rinchiuse le persone escluse dal sistema produttivo,
perchà non pià necessarie al mercato del lavoro imposto dalla Fortezza Europa.
Il C.I.E. come luogo fisico e le normative legislative e giuridiche in materia
di immigrazione sono i dispositivi attraverso i quali si esercita il controllo
sulla circolazione degli individui e sulla loro subordinazione alle esigenze
del mercato.
Lavorare per questo sistema e ancor di pià ascendere ai suoi vertici ci rende
responsabili in prima persona dello sfruttamento sul quale si basa lâeconomia
mondiale, che viene garantita e protetta attraverso un sistema repressivo
costituito da C.I.E., carceri, militari e polizia.
Rifiutiamo che tutto questo avvenga in silenzio e nellâindifferenza.
La falsa emancipazione delle donne che si sta proponendo à frutto della stessa
logica di dominazione e sfruttamento su questo pianeta: noi la rifiutiamo, sia
essa portata avanti da maschi, femmine, bianchi o neri.

Liberi tutti e libere tutte.
Contro ogni reclusione, chiudere i C.I.E.
Solidarietà con gli immigrati che si ribellano, solidarietà con Joy.
da emmagoldman-a-libero.it
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