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(it) Comidad, le news del 25 febbraio 2010

Date Thu, 25 Feb 2010 11:19:00 +0100



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
IL VERO VOLTO COLONIALE DELL'UNIONE EUROPEA
Nel 1941, nellâItalia fascista, venne pubblicato un rivoltante
opuscoletto di propaganda bellica, dal titolo âBastardi Mediterraneiâ,
in cui si cercava di dimostrare lâinferiorità razziale del popolo
greco. Per il fascismo italiano del 1941, lâinferiorità di un popolo
dunque costituiva ancora un oggetto di dimostrazione, mentre, per il
superfascismo occidentalistico attuale, lâinferiorità di certi popoli
rappresenta un dato scontato, che non ci si dà neppure pià la pena di
argomentare.

NellâEuropa di oggi si discute percià della sorte della Grecia allo
stesso modo in cui lo si faceva alla fine dellâ800 per decidere il
destino di un popolo africano. La dominazione coloniale ha quindi
invaso anche lâEuropa e ne costituisce ora il senso comune. La stampa
anglosassone, o "anglo-germanica", ha coniato per i Paesi reprobi
dell'Unione Europea l'acronimo di P.I.G.S. (Portogallo, Irlanda,
Grecia, Spagna); una sigla che vuole rimarcare il segno della
condizione di inferiorità morale e politica di questi Paesi, additati
pretestuosamente come le palle al piede dell'Unione Europea. Il vero
volto colonialistico della finzione istituzionale detta Unione
Europea, si rivela adesso allâopinione pubblica senza pià pudori;
senza perà che lâopinione pubblica abbia pià a disposizione i criteri
per discernere e capire quanto la situazione sia cambiata in Europa
dopo la caduta del Muro di Berlino. In base alla mistificazione
imperante, nel sedicente Occidente vigerebbe la "libertà di parola",
quando invece tutta la comunicazione à interamente costretta
all'interno degli slogan ufficiali, che impongono il fumoso neologismo
"globalizzazione" al posto dell'esplicito termine di colonialismo;
percià à permesso criticare solo cià che non esiste: ci si puà dire
infatti "no global", ma non esiste la possibilità di essere "no
colonial".

La Grecia à oggi accusata dai media mondiali di "aver vissuto al di
sopra dei propri mezzi", uno slogan ossessivamente ricorrente, che fu
coniato dal Fondo Monetario Internazionale nel 1946, con lo scopo di
ridurre ad una condizione di sudditanza psicologica e politica i Paesi
che ne vengono etichettati. Le difficoltà di bilancio dello Stato
greco hanno in realtà unâorigine ben diversa, e riguardano
lâimposizione delle cosiddette norme di âlibera concorrenzaâ da parte
dellâUnione Europea. âLibera concorrenzaâ costituisce lo pseudonimo
delle privatizzazioni, che nulla hanno a che fare con la âlibera
concorrenzaâ (una figura mitica, non pià realistica di fate, folletti
e gnomi), ma hanno invece molto a che vedere con il saccheggio del
denaro pubblico.

Anche lo Stato greco ha dovuto infatti anticipare a soggetti privati,
sia nazionali che multinazionali, i finanziamenti per farli entrare in
possesso di aziende e servizi pubblici. Anche lo Stato greco ha dovuto
regolarmente soccorrere con sussidi pubblici i bilanci dei privati,
cià mentre era costretto a rinunciare alle entrate che una volta gli
enti pubblici gli procuravano. Lâinganno della propaganda ufficiale
intanto continua a confondere la spesa sociale - lâassistenza per i
poveri - e la spesa pubblica, nascondendo che i finanziamenti statali
finiscono nella maggior parte nelle tasche dei privati, cioÃ
nellâassistenzialismo per i ricchi.

Ora che le casse dello Stato greco sono state prosciugate
dallâassistenzialismo per ricchi - che proprio lâUnione Europea ha
imposto -, la Grecia viene esposta al ludibrio dellâopinione pubblica
internazionale per la sua presunta inettitudine ad amministrarsi da
sola. In questo contesto suona come un'ulteriore beffa la proposta di
Berlusconi di affidare la Grecia alle dirette cure del Fondo Monetario
Internazionale; cure che si sono dimostrate già micidiali per tutti i
Paesi che le hanno dovute subire, come quelli dellâex Europa dellâEst,
già diventati da tempo delle colonie dirette del FMI. In effetti il
FMI à già il vero padrone dell'Unione Europea e della Banca Centrale
Europea, ma le crisi di bilancio di molti Paesi europei
consentirebbero ora al colonialismo del FMI di scavalcare le
mediazioni e le finzioni giuridiche, "commissariando" l'Unione Europea
pezzo per pezzo.

Ci sarebbe un modo pratico e diretto per migliorare i conti pubblici
della Grecia e degli altri Paesi in difficoltÃ, e consisterebbe nel
bloccare le costosissime privatizzazioni, ma il fatto che questa
misura non venga nemmeno presa in considerazione, costituisce la
dimostrazione che queste false emergenze finanziarie tendono sempre
allo stesso scopo: smantellare ovunque qualsiasi residuo di economia
pubblica e di amministrazione pubblica. Infatti alla Grecia si
impongono drastici tagli alla spesa sociale, ma, al contempo, si
ordina di accelerare sul pedale delle âliberalizzazioniâ (altro
eufemismo per privatizzazioni); eppure anche il pià feroce risparmio
sulla spesa sociale potrà incidere sui conti pubblici al massimo per
qualche frazione di punto, mentre lâonere delle privatizzazioni peserÃ
sui bilanci statali in modo crescente e insostenibile.

Câà perà un altro aspetto nella proposta di Berlusconi che riguarda
direttamente lâItalia, la quale rischia a sua volta di finire a breve
nel mirino dell'Unione Europea a causa del suo deficit di bilancio.

Offrendo la Grecia al commissariamento del Fondo Monetario
Internazionale, Berlusconi implicitamente consegna alla stessa sorte
anche lâItalia, proprio perchà questa potrebbe trovarsi di qui a poco
nelle stesse condizioni della Grecia. Tutte le mosse di Berlusconi di
questi ultimi mesi rappresentano un suo disperato tentativo di
riconquistare la fiducia del FMI, per dissuaderlo dal proposito di
sostituirlo alla guida del governo italiano con Gianfranco Fini. La
raffica di privatizzazioni natalizie, gli attacchi allâENI, le
piaggerie verso il FMI dei giorni scorsi, costituiscono tutte mosse di
Berlusconi in tal senso, per poter ancora dimostrare di essere un
servo fedele e zelante del colonialismo. Ma proprio lâeccesso di zelo
potrebbe danneggiarlo, causando reazioni inaspettate, come à accaduto
con lo scandalo che ha investito la Protezione Civile.

Le intercettazioni telefoniche che oggi inchiodano i responsabili
della Protezione Civile, e la loro coda di profittatori privati,
sconcertano per la loro efficacia accusatoria e probatoria. Per
unâopinione pubblica abituata a farsi propinare come scoop la
registrazione di conversazioni generiche e poco significative, ciÃ
costituisce forse una differenza non percepibile. In realtà si puÃ
essere riusciti a far sbottonare tanto degli affaristi nelle loro
conversazioni telefoniche soltanto con lâazione di agenti provocatori
addestrati dai servizi segreti. Cià esclude che le intercettazioni
siano solo frutto delle inchieste della magistratura, e vuol dire
anche che da almeno due anni i settori dello Stato che si sentono
minacciati dalle privatizzazioni stavano affilando le armi contro
Berlusconi per prevenire sue eventuali mosse.

Tutto cià potrebbe rafforzare la posizione di Gianfranco Fini presso
il FMI, che puà ritenere pià adatto alle sue esigenze un uomo che
proviene da una forza politica come il Movimento Sociale Italiano,
legata a doppio filo alle Forze Armate, alla Polizia, ai Carabinieri
ed ai servizi segreti. Sempre che le ultime sortite dellâex missino
Ignazio La Russa, con i suoi propositi di privatizzazione della
Difesa, non abbiano già bruciato la credibilità degli ex missini
presso sbirri e militari.

25 febbraio 2010
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