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(it) Comunicato FdCA: Contro la repressione della comunità No TAV, ovvero paura dell'autogestione

Date Sun, 21 Feb 2010 21:01:17 +0100



Comunicato FdCA: Contro la repressione della comunità No TAV, ovvero
paura dell'autogestione
Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: la repressione violenta di ogni
forma di dissenso è la cifra con cui confrontarsi.
Una cosa che non tollera lo Stato è l'autodeterminazione e
l'autogestione dei lavoratori e delle lavoratrici.
Lo stato è disposto a colpire sempre più duro, con furia bestiale. Non
è la prima volta, non sarà l'ultima, nellla speranza di spaventare e
far tornare tutti a casa e lasciarli lavorare.
Specialmente quando l'opposizione delle comunità territoriali alle
cosiddette "grandi opere dura da anni e mette in discussione gli
ingenti affari economici. Quegli affari che sono allo stesso tempo
frutto e collante del centenario patto tra Stato e Capitale, questi
affari che vengono fatti a spese di tutti e soprattutto a spese delle
popolazioni residente, espropriate del diritto di decidere del proprio
modello di sviluppo.
È così in Val di Susa, dove lo Stato regala miliardi di euro di soldi
pubblici alle imprese private per progettare ed in futuro costruire
un'opera inutile e distruttiva.
Si perché ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, dopo che fior fiore di
tecnici non certamente riconducibili alle "famigerate" frange
anarchiche, di cui tanto si riempiono la bocca oggi media e forze
dell'ordine, da anni asseriscono che la TAV Torino-Lione è un'opera
inutile e dannosa.

Inutile perché l'ingente spesa prevista non viene giustificata dalle
reali necessità di trasferimenti umani e di merci in Valle. Inutile
perché esiste già una linea ferroviaria che ad oggi è sottoutilizzata.

Inutile perché concentra l'intervento economico dello Stato quando
sarebbe meglio distribuirlo sul territorio italiano, ad esempio
migliorando le infrastrutture ed i servizi dei milioni di lavoratori e
lavoratrici pendolari.

Dannosa perché rende ancora più inumana la vita in una valle dove già
sono presenti un'autostrada ed una linea ferroviaria. Dannosa perché
la sua realizzazione comporterebbe lo scavo di decine e decine di
chilometri di gallerie in rocce contenenti quantitativi non
indifferenti di amianto ed uranio (a tal proposito, visto il nuovo
corso nucleare dello Stato italiano, ci viene un sospetto: non è che
sperano di trovare qualche giacimento uranifero?).

Tutto questo lo spacciano per progresso. Si certo: il progressivo
ingrossamento del portafoglio di burocrati ed imprenditori, sulla
pelle dei lavoratori e delle lavoratrici e fondato sulla rapina delle
risorse territoriali.

Per noi il progresso è altra cosa. È anzitutto liberarsi dallo
sfruttamento del capitale e dalla autorità delle oligarchie statali, è
partecipazione diretta dei lavoratori e delle lavoratrici alla
gestione egualitaria e libertaria del proprio collettivo sociale e
alla gestione consapevole ed armoniosa dell'ambiente naturale.

È questo il timore più grande per il capitale e per lo Stato e per
tutti i loro galoppini: lavoratori e lavoratrici che prendono in mano
le loro vite e decidono assieme e pariteticamente della gestione delle
risorse del loro territorio, sottraendolo alla rapina capitalista e
dei burocrati istituzionali.

È così in Val di Susa dove le comunità locali in questo periodo stanno
cercando di opporsi alle trivelle mandate dai faccendieri del blocco
pro TAV per studiare la geologia del tracciato e dove lo Stato non
rinuncia a spendere enormi risorse in uomini per difenderle.

Non può perdere di fronte alla richiesta di autogestione territoriale
dei lavoratori e delle lavoratrici: sarebbe un pericoloso precedente!

E allora via libera alla violenza inumana dei suoi servi sulla
dignitosa fermezza della comunità NO TAV.

Noi comunisti anarchici esprimiamo, da una parte la più forte e
convinta solidarietà nei confronti della comunità NO TAV, nei
confronti di chi è stato preso a calci e manganellato dai solerti
servi in divisa, ai compagni e alle compagne impegnati in prima fila
da anni a far crescere e radicare la protesta, e dall'altra esprimiamo
la convinzione che la strada dell'autodeterminazione e
dell'autogestione collettiva vada diffusa in tutti i campi della
nostra vita quotidiana, dalla difesa dell'ambiente, alla difesa dei
diritti della classe lavoratrice e di tutti i diseredati.

19 febbraio 2010

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
http://www.fdca.it


[Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>]
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