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(it) Comidad, le news del 11 febbraio 2010

Date Fri, 12 Feb 2010 22:38:44 +0100



Comidad, le news del 11 febbraio 2010
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
CRISI FINANZIARIA O BUSINESS DELLA POVERTÃ?
Le difficoltà finanziarie che hanno coinvolto dapprima la Grecia e poi
la Spagna ed il Portogallo, hanno provocato in alcuni commentatori di
opposizione la consueta aspettativa di un Armageddon del cosiddetto
capitalismo. Questo tipo di commenti à dovuto al fatto che, anche fra
i sinceri oppositori del dominio, tende spesso a prevalere unâimmagine
idealizzata ed edulcorata del sistema degli affari, un'immagine
secondo la quale il sedicente capitalismo dovrebbe temere dagli stessi
disastri sociali che determina.
In realtà la chiave per comprendere gli effettivi termini della
presunta âcrisi finanziariaâ che ha investito i tre Paesi della
cosiddetta Eurozona sta proprio nelle "terapie" che vengono imposte ai
"malati" dalla Banca Centrale Europea, cioà il ârigore nei conti
pubbliciâ. Ai Paesi del Sud-Europa che avrebbero sperperato, la
propaganda ufficiale propone lâesempio luminoso della virtuosa e
luterana Germania o della virtuosa e calvinista Olanda, che avrebbero
invece saputo amministrarsi con oculata parsimonia. In questa campagna
propagandistica risultano scontate le vanterie trionfalistiche del
governo italiano, che ha millantato addirittura di aver salvato i
conti pubblici grazie alla decisione di non stanziare nulla a favore
dei disoccupati.

Risulta quindi chiaro che, per poter rimanere nella zona dellâEuro, la
Grecia, la Spagna ed il Portogallo dovranno imporsi drastici tagli
alla spesa sociale, che andranno ad inasprire le condizioni della
popolazione, aumentando disoccupazione e povertÃ. Dâaltra parte la BCE
sa benissimo che nei conti pubblici la spesa sociale incide in parte
minima, al massimo per il 4 o 5%, per cui da questi tagli, e dal
conseguente aumento della povertÃ, non câà da attendersi alcun effetto
di risanamento dei bilanci degli Stati.

In realtÃ, la virtà dei luterani, dei calvinisti, ed anche degli
anglicani, non consiste nel risparmiare, ma nel poter brandire il
coltello del colonialismo dalla parte del manico. Dato che lâeuro non
à altro che il marco dietro pseudonimo, il suo valore corrisponde alla
forza effettiva dellâeconomia tedesca. Dal canto suo, la Gran
Bretagna, pur possedendo un 14% della BCE, e quindi dellâeuro, non ha
mai rinunciato alla sterlina.

Sono stati invece i Paesi ad economia strutturalmente debole - come
Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, ecc. - a dover deprimere le
proprie esportazioni ed il proprio turismo a causa di una moneta
sopravvalutata. Lâedificio dell'Unione Europea ha costituito una
cosciente operazione colonialistica di impoverimento di gran parte dei
Paesi europei, in modo da favorire il principale business della
povertÃ: la finanziarizzazione dei consumi, ovvero il costringere le
persone a piegarsi allo schiavismo dei debiti.

La tanto decantata eccezione spagnola arriva ora al suo rendiconto,
che non à dovuto alle presunte leggi di un inesistente âmercato", ma
alle forche finanziarie imposte dalla BCE. La realtà à che Grecia,
Spagna e Portogallo sono prima finiti nel mirino della BCE, e poi i
âmercatiâ finanziari si sono adeguati, non viceversa.

Il bersaglio principale della BCE Ã proprio Zapatero, con la sua
politica del piede in due scarpe: sostegno finanziario alle
multinazionali spagnole nella loro criminale conquista dellâAmerica
Latina e, nel contempo, anche un po' di incentivo ai consumi interni,
sia attraverso la spesa sociale, sia non imponendo tetti salariali. In
tal modo la sinistra spagnola ha potuto fare una politica di destra
allâestero, mantenendo perà un alone socialdemocratico allâinterno.
Per sostenere questa finzione, il quotidiano"El Pais", mentre
conduceva astiose e martellanti campagne propagandistiche contro
Chavez, poi si riverniciava ogni tanto il fondo tinta progressista
pubblicando qualche articolo contro Berlusconi.

Agli occhi della BCE anche un falso socialista come Zapatero risulta
comunque colpevole di aver frenato il business della
finanziarizzazione dei consumi, dato che oggi gli Spagnoli non sono
abbastanza poveri da doversi indebitare sino al collo per poter
acquistare merci, o solo per pagare bollette e spese sanitarie. La
colpa imperdonabile della spesa sociale non à infatti quella di
aggravare la spesa pubblica - la cui quota maggiore va sempre alle
banche ed alle multinazionali -, ma di ostacolare lâindebitamento dei
consumatori.

Le agenzie finanziarie e le agenzie di recupero crediti trovano il
loro spazio vitale solo se i salari sono bassi e la spesa sociale Ã
compressa al minimo. Reperire per le finanziarie questo spazio vitale,
costituisce oggi la sacra missione di cui la BCE Ã stata investita dai
suoi veri padroni, i Rothschild e i Goldman Sachs, da cui dipendono,
direttamente o indirettamente, tutte le micro-agenzie finanziarie e di
recupero crediti. In una sorta di catena di SantâAntonio
dellâindebitamento, anche queste agenzie dipendono infatti dal credito
delle grandi cosche finanziarie storiche.

Mentre le sinistre cercavano freneticamente di adeguarsi alle mitiche
ânuove sfideâ del nuovo millennio, nel frattempo lâaffarismo
riproponeva disinvoltamente i business della povertà di due secoli fa;
e non à neppure da escludere che di qui a poco venga reintrodotto
persino il carcere per debiti, già reso tristemente famoso dai romanzi
di Charles Dickens.

11 febbraio 2010
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