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(it) Comidad, le news del 29 ottobre 2009
Date
Thu, 29 Oct 2009 15:35:52 +0100
NEWSCOMIDAD: Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la voce
"Commentario" e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
*****************************
QUALCUNO È COMUNISTA PER NON PAGARE LE PRIVATIZZAZIONI
Le Poste Italiane sono entrate nel mirino dell'Antitrust per violazione della
concorrenza, a causa della denuncia della multinazionale olandese TNT, che lamenta
un "abuso di posizione dominante". In sostanza le Poste Italiane sono accusate
semplicemente di poter offrire prezzi più bassi avvalendosi di una secolare rete di
infrastrutture. In parole povere, una multinazionale contesta alle Poste Italiane la
colpa di esistere, rendendo per ciò stesso la vita difficile alle multinazionali che
vogliano invadere l'Italia.
In realtà, anche una multinazionale può avvalersi della posizione di vantaggio che
deriva dal fatto di essere una multinazionale, e quindi di poter praticare politiche
di dumping in grado di mettere fuori gioco i concorrenti in un Paese, usando a
questo scopo i profitti acquisiti in un altro Paese, dove invece abbia raggiunto
una posizione di forza.
Le regole della concorrenza quindi non valgono per le multinazionali, poiché nessuna
Antitrust può indagare - ammesso che voglia farlo - sui bilanci e sulla gestione
delle varie associate estere di una multinazionale. In definitiva, le Antitrust
costituiscono oggettivamente delle agenzie al servizio delle multinazionali. Dato
che l'Antitrust italiana è una creatura di Giuliano Amato, al termine
"oggettivamente", si potrebbe tranquillamente aggiungere quello di
"soggettivamente".
La decisione dell'Antitrust è attesa per la fine del prossimo anno, e le conseguenze
per le Poste Italiane potrebbero andare oltre la solita multa, in quanto si profila
un pericolo di smembramento, in vista di una privatizzazione vera e propria; dato
che oggi le Poste costituiscono sì una SPA, ma in cui la maggioranza assoluta delle
azioni è nelle mani dello Stato, che ne trae un notevole introito. Non è da
escludere che, come è già capitato con l'ENI, anche le Poste Italiane mettano in
atto operazioni improprie di dissuasione nei confronti degli aspiranti
privatizzatori (leggi: bustarelle). In mancanza di un'opposizione politica alle
privatizzazioni, l'unica opposizione alla corruzione è infatti costituita da una
corruzione di segno opposto. Il problema è che le norme europee non consentono
affatto che ci si possa opporre ufficialmente alle privatizzazioni, perciò il
dibattito politico ufficiale costituisce una mera finzione, in cui i partiti fanno
passare per proprie posizioni e propri programmi quelle che, in effetti, sono delle
direttive della Commissione Europea.
È ovvio che le direttive valgono solo per i Paesi in subordine, come l'Italia,
mentre il trio dominante - Germania, Gran Bretagna e Francia - delle direttive se ne
può infischiare. La Francia non solo ha impedito all'Enel di acquisire l'azienda
elettrica francese EDF, ma, in spregio alle regole di Maastricht, ha attuato la
fusione tra EDF e Gaz de France, una fusione messa su al momento, proprio per
bloccare l'Enel. Nello stesso periodo, in Italia, il ministro Bersani - ora
segretario del PD - metteva invece in programma lo smembramento dell'Enel.
Quando il Trattato di Lisbona sarà divenuto operativo, potrebbero saltare anche i
residui ostacoli che sinora hanno impedito alle multinazionali anglo-americane,
tedesche e francesi l'assalto alle ultime grandi casseforti che sono rimaste
all'economia italiana: le Poste, l'ENI, l'Enel, la Finmeccanica (di cui lo Stato è
l'azionista di maggioranza relativa), e l'INPS.
Le regole del Trattato di Maastricht non si sono rivelate sufficienti per
privatizzare a tappeto, ma la dittatura affaristico-criminale configurata dalle
regole del Trattato di Lisbona sembra congegnata apposta per far saltare l'argine
giuridico determinato involontariamente in Italia dal sistema delle SPA, che ha
impedito sinora l'accesso alle multinazionali straniere a causa del criterio della
congruità, per il quale un'eventuale vendita ai privati dovrebbe avvenire
all'effettivo valore delle azioni.
Le privatizzazioni vere e proprie, però, non sono mai avvenute tramite vendite, e
neanche tramite svendite, ma attraverso furti; e neppure furti semplici, ma furti
continuati, dato che lo Stato non si è limitato a regalare le aziende, ma poi ha
anche assistito finanziariamente il ladro a privatizzazione avvenuta. Il povero
contribuente, ignaro, viene persuaso dai suoi giornalisti preferiti, di destra o di
"sinistra", che la spesa pubblica serva a sostenere i servizi pubblici - che invece
incidono in parte minima -, e persino le pensioni, che, al contrario, sono
interamente pagate dal sistema contributivo. La spesa pubblica si riversa perciò
nelle tasche dei privati, che spesso sono aziende multinazionali straniere.
Ma la sete di pubblico denaro coinvolge anche il padronato italiano, infatti la
presidente di Confindustria, Marcegaglia, oltre ai soldi veri, ora pretende dal
governo anche i soldi facili, perciò sollecita un'altra ondata di privatizzazioni
nei servizi pubblici.
Quindi non c'è un potere privato da una parte ed un potere dello Stato dall'altra,
ma c'è uno Stato che privatizza, e inoltre finanzia, sussidia e vezzeggia i privati;
in effetti è un assistenzialismo per i ricchi.
Nel famoso monologo di Giorgio Gaber "Qualcuno era comunista", si elencavano i vari
motivi per cui una volta ci si dichiarava comunisti. Tra questi motivi però ne
mancava uno. Qualcuno infatti continua ad essere comunista perché non se la sente di
pagare, sia da contribuente che da utente, i costi delle privatizzazioni.
29 ottobre 2009
COMMENTI FLASH 29/10/09
QUANDO SI DICE L'INNOCENZA
Lo Stato fa capire che ha collaborato con la mafia.
Obama fa capire che, lui no, ma Bush organizzava gli attentati in Iran tramite i
servizi segreti pachistani.
I Francesi fanno capire che gli Italiani pagavano i Talebani per salvarsi il culo in
Afghanistan.
E il Berlusca vorrebbe far capire che lui non paga le puttane. Bah.
[Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it> ]
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