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(it) Comunicato FdCA: Per una scuola pubblica di libertà e laicità, senza steccati religiosi
Date
Thu, 29 Oct 2009 15:26:29 +0100
Insospettabili politici di destra hanno lanciato l'idea dell'introduzione dell'ora
di religione musulmana all'interno delle scuole pubbliche, facendo sorgere un
dibattito fondato sul nulla, tanti e complessi sono i passaggi necessari per
giungere ad una situazione come quella di cui gode attualmente l'ora di religione
cattolica.
Ma se tanti e complessi sono tali passaggi (necessità di un'intesa con la
confessione islamica, definizione dei contenuti didattici, individuazione e
formazione dei docenti, legiferazione parlamentare, ecc.), qual è allora lo scopo
recondito di questa operazione di apparente "liberalizzazione" dell'ora di
religione?
In realtà si tratta di una manovra che dovrebbe consentire di procedere al
rafforzamento della presenza - già solidissima - della chiesa cattolica all'interno
della scuola, mano a mano che questa perde la sua natura di istituzione per darsi
quella di servizio pubblico e al tempo stesso muta il suo ruolo di luogo di
formazione di coscienze libere e laiche per quello di luogo di formazione di
identità basate su appartenenze religiose, etniche, territoriali, e così via.
In una scuola pubblica che và in questa direzione, la presenza ed il ruolo di
presidio della religione cattolica diventa dunque elemento decisivo di processi
identitari che facciano piazza pulita della laicità e delle coscienze critiche.
I 136 milioni di euro per le scuole paritarie non bastano più. Occorre rafforzare
presenza e ruolo della religione cattolica nella scuola pubblica, e questo per il
ministro in carica e per le autorità vaticane significa due cose: procedere nella
ridefinizione dello status degli insegnanti di religione cattolica da un lato e
dello status dell'insegnamento stesso della religione cattolica (IRC), dall'altro.
Per poter garantire agli insegnanti di religione le stesse condizioni degli altri
insegnanti (in buona sostanza il diritto di voto negli scrutini) si apre così la
facile strada di una modifica dell'intesa Stato-Vaticano del 23 giugno 1990, laddove
si recita che il voto dell'insegnante di religione cattolica "se determinante
diviene un giudizio motivato", insieme ad una modifica dell'art.309 del Testo Unico
n°297/1994 che consente allo Stato di poter liberamente decidere in fatto di
valutazione del rendimento in religione cattolica. Percorso affatto impossibile, che
porterebbe l'IRC all'equiparazione con le altre discipline, pur tra i mari
burrascosi di una verifica di legittimità sul piano costituzionale ed a costo di
inibire i diritti degli alunni che non si avvalgono dell'IRC, i quali verrebbero a
trovarsi in una condizione di disparità. Va da sé che già oggi le attività
alternative per coloro i quali non si avvalgono dell'IRC, non ricevono finanziamenti
per retribuire i docenti eventualmente necessari.
L'altro passo necessario è quello della equiparazione dell'IRC alle altre discipline
sul piano dello status culturale e scientifico. Può sembrare un paradosso, dato che
- a differenza della altre discipline il cui status ed insegnamento sono liberi -
l'IRC è oggi emanazione delle autorità religiose e da queste posti sotto controllo
sia i contenuti didattici che la formazione e conformità dei docenti; eppure in una
lettera alle conferenze episcopali del 5 maggio scorso, la Congregazione per
l'educazione cattolica, ha rivendicato il carattere scientifico, persino laico,
dell'insegnamento della religione cattolica e - al tempo stesso - si è premurata di
avvertire che spetta alla conferenza episcopale emanare norme generali su questa
materia ed ai vescovi quello di vigilare.
Non bisogna cadere quindi nella trappola offerta ai media dell'ora di islam, quanto
prepararsi per affrontare quello che sarà probabilmente l'affondo decisivo
dell'integralismo cattolico verso la scuola pubblica, pronto a demolire gli ultimi
baluardi di laicità e di libertà di insegnamento che si frappongono al ritorno
dell'autorità dei chierici in campo di scienza e di cultura. L'ora di islam, se mai
si farà, sarà ben poco prezzo da pagare.
Tutte le forze laiche, libertarie, anticlericali, tutti gli oppositori di ogni
integralismo e di ogni steccato religioso, tutti gli irriducibili ad ogni divisione
della società fra appartenenze religiose, etniche, di sangue e di terra, sono
chiamati perciò ancora una volta ad una nuova mobilitazione per la difesa della
laicità. Una mobilitazione di carattere culturale, politico e sociale che attraversi
le scuole, gli operatori della formazione, l'associazionismo di base e quello
sindacale per una campagna di salvaguardia delle basi costitutive della scuola di
tutti e di tutte; per un allargamento delle iniziative e delle proposte che
favoriscano una società ed una scuola interculturali senza autorità religiose e
senza dogmi, fondate sulla solidarietà reciproca e sul riconoscimento dell'essere
donne e uomini liberi nelle scelte e nella lotta.
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
28 ottobre 2009
http://www.fdca.it
Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>
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