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(it) Comidad, le news del 1 ottobre 2009

Date Fri, 2 Oct 2009 16:02:50 +0200



Comidad, le news del 1 ottobre 2009
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce “Commentario” e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
LA FIABA DELL’OCCIDENTE E DEL DITTATORE PAZZO
Il discorso del presidente iraniano Ahmadinejad all’Assemblea dell’ONU
della scorsa settimana, ha fornito ai media l’occasione per riproporre
la consueta fiaba del dittatore pazzo che sfida il mondo per avere
l’atomica, così da poter “cancellare Israele dalla carta geografica”.
Perché poi il “nuovo Hitler”, Ahmadinejad, dovrebbe voler distruggere
Israele? È chiaro. Perché è un “fanatico”, parola magica utile a
spiegare (anzi, a non spiegare) tutto, e il contrario di tutto.
È il mistero del “Male Puro”, da cui l’Occidente, secondo i media,
sarebbe sistematicamente perseguitato. Di fronte a questo Male così
radicale ed assoluto, persino i crimini delle multinazionali assumono
i contorni di un male relativo, e persino di un “Bene Spurio”.
Che conta se fai fuori qualche milione di persone, quando il tuo
movente sono i soldi? Anzi, c’è qualcosa di rassicurante in questa
meschinità così umana, a fronte del cieco fanatismo. Perciò via
Ahmadinejad, e ben vengano le multinazionali ad arraffare il petrolio
ed il gas dell’Iran, che dispone di circa la metà delle risorse di gas
del pianeta. Tanto più che l’ala affaristica del regime iraniano -
capeggiata da uno dei maggiori esponenti del clepto-clero sciita,
l’ayatollah Rafsanjani -, è d’accordo a privatizzare tutto.
Ma fin qui è tutto normale, dato che siamo nel regno della propaganda,
che non conosce scrupoli, pudori e mezze misure, specialmente quando
ci sono in vista affari di tali proporzioni. L’aspetto strano riguarda
invece la pretesa di settori dell’opposizione di poter dissentire dai
piani di “attacco preventivo” all’Iran, senza però mettere in
questione la rappresentazione mediatica dominante.
Sì, d’accordo, Ahmadinejad è un dittatore fanatico e sanguinario,
tipico rappresentante del “fondamentalismo islamico”. D’accordo, vuole
lanciare l’atomica su Israele; ma attenti alle “reazioni
sproporzionate”.
Di fronte ad una tale potenza argomentativa degli "oppositori" alla
guerra, chi potrebbe mai osare ancora di giustificare un “attacco
preventivo” degli USA e di Israele contro l’Iran?
Certo, anche i metodi e le mire affaristiche delle corporation sono
disdicevoli, ma Ahmadinejad rimane comunque troppo indifendibile. Cosa
ci si può fare se gli Americani sono così fortunati da essere sempre
in grado di esibire come nemici dei dittatori molto più impresentabili
di loro? Tanto più che sono proprio i media americani a presentarceli
così impresentabili, quindi abbiamo la garanzia morale del giornalismo
anglosassone a confortarci che si tratti proprio della verità.
È chiaro che questo paradosso dell'opposizione che non si oppone,
deriva dall'impossibilità di essere anticolonialisti e, al tempo
stesso, “occidentali”. L’Occidente è una categoria totalizzante che
esclude la stessa possibilità del dissenso, dato che la criminalizza
preventivamente. Ci sono quindi parole, come “dittatore”, che fanno
scattare sull’attenti, compattando tutti dietro la bandiera
dell’Occidente e dei suoi presunti ideali.
È altrettanto chiaro che non bisogna per forza essere dittatori per
essere etichettati così, anzi ci sono dittatori effettivi, come
l’egiziano Mubarak, che miracolosamente non sono più considerati tali,
per il fatto che sono anche “moderati e pragmatici”, cioè fidi
vassalli degli USA. Al contrario, Ahmadinejad non è definibile, da
nessun punto di vista, un dittatore, poiché è solo un esponente di una
complessa e conflittuale oligarchia, al cui interno egli svolge una
funzione di mediazione.
Dalla biografia di Ahmadinejad non emana l’aura del mostro ispirato
dal Male Puro, semmai il consueto tanfo di “troppo umano”. Negli anni
’80 Ahmadinejad è stato allevato alla scuola dei preti marpioni che
oggi lo contrastano, Rafsanjani e Mousavi, ed ha persino collaborato
con loro in vicende losche come quelle legate allo scandalo
Iran-Contras; si trattò comunque di una collaborazione marginale,
poiché era ancora troppo giovane e non aveva intenzione di farsi
prete.
Sin da allora, il futuro "dittatore pazzo" imparò a trovare spazio
barcamenandosi tra spinte diverse: il clero corrotto e ansioso di
privatizzare da una parte, e dall’altra parte le istanze popolari per
uno Stato sociale, che si indirizzano verso Ahmadinejad perché,
almeno, non è prete. Se è vero che Ahmadinejad non ha privatizzato
quanto il clepto-clero avrebbe preteso, è altrettanto vero che ha
compiaciuto parecchi loro affari, prima di tutto l’importazione di
benzina, e poi il programma nucleare.
L’Iran non ha ancora raffinerie, e ciò permette alla borghesia
importadora - quella che manda i figli a studiare nelle Università
private di Rafsanjani - di arricchirsi acquistandola dalle
multinazionali anglo-americane, e rivendendola poi sul mercato interno
a prezzi incredibilmente esosi per un Paese produttore di petrolio.
Ma, mentre mancano le raffinerie, si mette su un programma nucleare,
costoso e inutile, solo per distribuire mega-tangenti all’ala
clepto-clericale, e filo-occidentale, del regime.
Il fatto che il programma nucleare - lo stesso che la propaganda
occidentale ha preso a pretesto per criminalizzare il regime iraniano
-, sia stato in realtà imposto proprio dai filo-occidentali del
regime, costituisce una di quelle contraddizioni irritanti, su cui i
media accennano e immediatamente sorvolano, poiché disturbano troppo
la fiaba ufficiale. Quindi lo scenario reale non è affatto quello di
un Occidente che lotta contro i dittatori, e neppure quello di un
Occidente che si trova decisamente contrastato da Paesi che combattono
contro la sua ingerenza coloniale.

L’Occidente è un clima pervasivo di corruzione che coinvolge le stesse
colonie, alimentando sacche di collaborazionismo, che sono attirate
dalle prospettive, e talvolta dai miraggi, di arricchimento personale.
Anche il sedicente Occidente è composto di molte colonie, perciò
parecchi di quelli che si credono “occidentali”, sono solo dei
colonizzati, nel corpo e nella mente.
Nei giorni scorsi abbiamo saputo, ad esempio, che la gran parte dei
soldati della "Folgore" sono di origine meridionale, quindi arruolati
in base alla stessa logica per la quale la Gran Bretagna si serviva di
truppe musulmane per reprimere gli Indù, e l'Italia reclutava
mercenari in Eritrea per aggredire l'Etiopia.
1° ottobre 2009
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